Un conflitto di interessi enorme #ViaLaCocco

di Gianluca Corrado, Patrizia Bedori, Simone Sollazzo – consiglieri MoVimento 5 Stelle Milano

La vicenda dell’assessore Cocco rappresenta un caso scolastico di conflitto d’interesse, checche lei ne possa dire. Roberta Cocco è una dirigente di Microsoft in aspettativa, quindi a tutti gli effetti ancora una dipendente del colosso statunitense. Da luglio 2016 è Assessore alla Trasformazione Digitale del Comune di Milano: sotto la sua responsabilità, prenderà forma quell’innovazione informatica, da sempre dichiarata come una delle priorità della Giunta Sala (come confermato anche dalle ingenti voce di bilancio stanziate per questa voce). L’assessora nei giorni scorsi si è premurata di negare che la sua situazione è caratterizzata da conflitti d’interesse. Eppure, fino alla scorsa settimana, sarebbe stata disponibile a dimettersi pur di non pubblicare la propria situazione reddituale e patrimoniale: probabilmente consapevole lei stessa che quei conflitti d’interesse ci sono e non sono di poco conto.

Sì, perché come potrà garantire ai milanesi e all’intero consiglio comunale che le sue scelte non saranno condizionate dalla sua posizione personale? E che non privilegerà l’azienda della quale possiede quasi quattro milioni di dollari di azioni e per la quale un giorno, con tutta probabilità tornerà a lavorare o comunque altre aziende collegate? Magari a scapito di software open source, scelta verso la quale si stanno indirizzando ormai molte amministrazioni sia in Italia che all’estero, e che, a parità di servizi offerti farebbe risparmiare al Comune – e quindi alle tasche dei milanesi – molti soldi. E queste scelte – nonostante quanto dichiarato dalla Cocco – dovranno essere fatte a livello politico, perché dipende dalle scelte strategiche e quindi politiche porre le basi per la scelta dell’uno o dell’altro prodotto ed è evidente quindi che la dottoressa Cocco non potrà essere super partes nelle sue scelte, ma sarà influenzata dall’essere un manager in aspettativa da Microsoft, azienda leader nella produzione di software proprietari, attualmente primario fornitore del Comune di Milano.

La dottoressa Cocco ha anche dichiarato che sarebbe necessario tutelare quelle situazioni nelle quali professionisti provenienti da aziende decidono di lavorare per amministrazioni pubbliche. Siamo assolutamente d’accordo a patto che, però, tali professionisti non vengano posti in posizione tali da poter favorire i privati con i quali hanno avuto, o hanno rapporti di lavoro. Non possiamo quindi accettare che una manager, per quante competenze ed esperienza possieda – possa condizionare le scelte del Comune e creare presupposti per contratti e bandi che non mirino al bene pubblico, ma rispondano solamente a interessi diversi. Proprio per questo, Roberta Cocco non può continuare a essere l’Assessore alla Trasformazione Digitale della giunta Sala.

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