Il Turismo è la miniera d’oro del Paese, non possiamo lasciarla a Franceschini

di Mattia Fantinati

L’italia rappresenta la prima meta turistica più desiderata al mondo. E non è difficile capire il perché: storia, arte, cultura, dolce vita, enogastronomia, paesaggi, città d’arte, moda, lusso e natura. Siamo un paese relativamente piccolo che contiene un numero impressionante (tra i primi in Europa e nel mondo) di biodiversità. Siamo il primo Paese per siti Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Il turismo può essere da solo l’industria che fa ripartire il Paese: la nostra miniera d’oro. Invece secondo gli ultimi dati statistici sul versante dei flussi turistici stranieri in Italia, nel primo semestre 2016 si registra una flessione del 3,3% negli arrivi e dell’1,3% nelle presenze a fronte di un 2015 chiuso con un 5° posto per gli arrivi e al 7° posto per gli introiti nell’arena della competizione internazionale (UNWTO World Tourism Barometer).

Nazioni come il Regno Unito e la Thailandia pur avendo addirittura meno presenze turistiche di noi fatturano molto di più. Non si riesce a valorizzare la nostra risorsa più importante. La causa principale? Una serie di ministri che hanno scaldato solo la loro poltrona, sperperando soldi pubblici senza combinare un bel niente. Ma nulla in confronto con l’inettitudine di Dario Franceschini, l’attuale Ministro del MIBACT (Ministero dei Beni Culturali e del Turismo), messo da Renzi e confermato da Renzi BIS (Gentiloni). Un flop dopo l’altro, tanto chi paga sono i cittadini e le imprese del settore. Appena insediatosi ha abbandonato il piano strategico “Turismo 2020” partorito nel 2013 dall’allora ministro del turismo Piero Gnudi; non si sa che fine abbia fatto il Piano per la digitalizzazione (TLAB). Piani costosissimi, pagati dai cittadini, mai realizzati.

Ora ecco l’ennesimo nuovo “Piano Strategico del Turismo” scritto chiedendo una consulenza, del valore di 1,5 milioni di euro, pagata con soldi pubblici, a Invitalia. Un documento inutile, che per scriverlo così sarebbero bastate un impegno modesto e qualche migliaia di euro. Appena nato è stato ampiamente criticato. Un libro dei sogni perché non prevede i tempi di attuazione, le risorse disponibili, l’indicazione di chi fa che cosa e soprattutto gli obiettivi economici da realizzare. Uno dei principali sponsor di questo inutile piano è Dorina Bianchi, il sottosegretario al MIBACT esperta nel turismo forte della sua laurea in medicina e chirurgia. La Bianchi detiene il record di numero di partiti in cui ha militato: 7 in 10 anni di politica. (Centro Cristiano Democratico, Unione di Centro (2002-2005), La Margherita (2005-2007) Partito Democratico (2007-2009) Unione di Centro (2009-2011) Il Popolo della Libertà (2011-2013), Nuovo Centrodestra).

Grande imbarazzo avevano provocato anche le nomine dei direttori generali del Mibact, una “porcheria” fatta in gran segreto il giorno della vigilia di Natale del 2014. Poco dopo Franceschini ha sistemato anche la moglie, assunta in Sorgente Group, Fondazione che lavora spesso con il Ministero di Franceschini. Che bella coincidenza!

Altro flop annunciato, l’iniziativa [email protected]. Il Governo proclama di stanziare 150 milioni per la valorizzazione delle peculiarità territoriali. Bastava mandare una mail di un progetto e una commissione giudicatrice stillava una graduatoria di merito per i fondi. Gli italiani hanno risposto fidandosi di Franceschini. Risultato? Una foto di una mappa dell’ Italia con delle X sopra. Il nulla. Poco dopo è sparito tutto, compresi i 150 milioni stanziati! La goccia che fa traboccare il vaso è l’inutile spreco di Verybello.it: 35mila euro di soldi pubblici per un portale che è offline e si propone di tornare nuovamente online, non si sa per fare cosa, come e quando. Il sito è diventato subito virale ma solo per le critiche ricevute. Il portale avrebbe dovuto promuovere l’Italia e i suoi eventi culturali, invece pochi click, pochi like, poche condivisioni: insomma very veryflop.

Il nostro Paese ha già degli strumenti (come il portale Italia.it costato alle casse statali più di 25 milioni di Euro e pronti altri 13 milioni di euro per il suo restyling e altre trovate pubblicitarie) per essere promosso e valorizzato, basterebbe semplicemente evitare sprechi inutili e concentrare i fondi su attività che non fungano da mangiatoia o da passerelle elettorali ma che siano utili allo scopo per cui sono nate.

Per rilanciare il turismo dobbiamo fare subito due cose:
1) promozione digitale e valorizzazione del territorio prendendo spunto da altri paesi che hanno già ottenuto risultati eccellenti;
2) togliere il ministero a Franceschini e a questi incapaci e mandarli a casa prima che sia troppo tardi.