Pubblicate la lista dei debitori insolventi #TrasparenzaSuMps

di MoVimento 5 Stelle

C’è voluta la denuncia di questo blog perché i grandi debitori di Mps cominciassero a parlare. Ieri hanno replicato Emma Marcegaglia e Carlo Mezzaroma (che pure non era direttamente nominato, dato che la società indebitata, Impreme, appartiene ad un altro ramo della famiglia), oggi aspettiamo, per esempio, Carlo De Benedetti (tessera numero 1 del Pd e patron de La Repubblica), che con i 600 milioni di euro di Sorgenia risulta il maggior debitore del Monte dei Paschi (almeno tra i privati citati dai giornali). 

I grandi debitori chiamati in causa smentiscono, come sempre, ma è strano che non siano state ancora annunciate querele verso quei giornali (come il Sole 24 Ore, il Corriere della Sera e Libero) che hanno scritto i loro nomi nero su bianco. C’è solo un modo per capire chi ha ragione: pubblicare la lista dei grandi debitori di Mps, insieme al debito accumulato e a quello già arrivato a scadenza e mai restituito. Perché accada, però, ci vuole la volontà politica del Governo e della maggioranza. Basterebbe, ad esempio, votare favorevolmente un emendamento del M5S al decreto su Monte dei Paschi. Li aspettiamo al varco, anche se le parole del Ministro Padoan non fanno ben sperare, dato che nella audizione congiunta di ieri si è affrettato a dire che la trasparenza è un valore, ma occorre distinguere tra debitori sfortunati e debitori scorretti. Un “ma” pesante come un macigno. 

In ogni caso le colpe vanno divise. Rivalersi sui grandi patrimoni dei debitori di lusso non basta. A pagare l’ennesimo massacro di risparmiatori deve essere anche l’amministrazione della banca. È vero o no che i vertici dell’istituto senese (compreso l’attuale amministratore delegato Marco Morelli) negli anni passati hanno concesso credito facile e con scarsissime garanzie a copertura dei debiti di lusso mentre ipotecavano casa e aziende a famiglie e piccoli imprenditori? È vero o no che, invece di riscuotere con tutti i mezzi possibili i crediti di grandi dimensioni, hanno preferito entrare nel capitale delle grandi aziende precedentemente finanziate oppure, ancor peggio, hanno inserito i crediti suddetti tra quelli deteriorati, creando il buco di bilancio che ora i cittadini sono chiamati a ripianare attarverso un indebitamento pubblico ulteriore di 20 miliardi di euro?

La soluzione del M5S è semplice (anche se rivoluzionaria): le banche tornino a fare le banche, finanziando il territorio e applicando anche alle grandi aziende seri criteri di merito. Si separino le banche di credito ordinario da quelle d’affari e lo Stato diventi azionista di maggioranza di alcune grandi banche nazionali, a partire da Mps, azzerando i consigli di amministrazione precedenti e piegando il sistema creditizio alla sua finalità sociale, come previsto dalla Costituzione. 

La verità è che un cambio di paradigma di questa portata lo può realizzare solo il M5S, libero da favori e ricatti incrociati. 

ps.: De Benedetti dì qualcosa, qualsiasi cosa!

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