
La fake news sugli hacker russi ripresa da tutti i giornali
9 gennaio 2017 alle ore 11:50•di MoVimento 5 Stelle
da Lantidiplomatico.it
Il 'Washington Post' ha scatenato un'ondata di paura di possibili attacchi informatici russi negli Usa, venerdì, dopo la pubblicazione di un articolo intitolato:
"Pirati informatici russi hanno penetrato la rete elettrica statunitense attraverso un'azienda del Vermont, affermano funzionari".
La rivista 'Forbes' ha accusato il giornale di pubblicazione di notizie false, chiedendo chiarimenti - non ricevuti - alla vice presidente per la comunicazioni ed eventi del Washington Post, Kris Coratti, sul processo di controllo di un articolo e sul perchè ci sia voluta quasi mezza giornata per riscrivere l'articolo.
Nel testo dell'articolo del WaPo si legge che secondo i funzionari, "è stato rilevato un codice associato con una operazione di pirateria russa soprannominata Grizzly Steppe dall'Amministrazione Obama nel sistema di un'azienda del Vermont" e che "la penetrazione nella rete elettrica della nazione è significativa perché rappresenta una potenziale e grave vulnerabilità ".
Il testo collega direttamente questo attacco informatico al presunto pirataggio russo delle caselle email del Comitato Nazionale Democratico e di John Podesta. Il giornale cita anche diversi politici che hanno parlato con enfasi dell'attacco russo.
Tuttavia, solo un'ora dopo la pubblicazione della notizia, la stessa è stata smentita dalla società di energia elettrica Burlington e poi dalle autorità. Dopo essere stato sottoposto ad una certa pressione dei media, Forbes inclusa, il giornale è stato costretto a modificare l'articolo e inserire, almeno 11 ore dopo, un editoriale in cui avvertiva degli errori commessi.
"Questo è significativo dal momento che la forza trainante della notizia falsa è che gran parte del 60% dei link condivisi sui social media sono condivisi sulla base del titolo, senza che chi condivide abbia, il più delle volte, letto l'articolo stesso. Così, il titolo assegnato ad un articolo diventa la storia stessa e il titolo non corretto del Post ha fatto sì che la storia si diffondesse viralmente attraverso la cassa di risonanza nazionale, ossia che i russi avevano violato la rete elettrica degli Stati Uniti", commenta Forbes.
Ma cosa possiamo imparare da tutto questo? si chiede ancora Kalev Leetaru di Forbes. La prima è che il mondo del giornalismo tende a basarsi molto di più sulla fiducia che sulla verifica dei fatti. Quando qualcuno lancia una storia, il resto del mondo giornalistico tende a seguirne l'esempio,scrivendo la propria versione della storia, senza mai risalire alle fonti originali per la verifica. In breve - una volta che una storia entra nel mondo del giornalismo si diffonde senza ulteriore moderazione come se ogni media presupponesse che quello precedente ha eseguito la verifica necessaria.
La seconda è che i mezzi di informazione sono eccessivamente dipendenti da fonti governative. Glenn Greenwald di The Intercept solleva il punto che i giornalisti devono essere più cauti nel trattare la parola di governi come verità assoluta. In effetti, una certa frazione di notizie false e fuorvianti in realtà proviene dalla bocca dei portavoce del governo.
La terza è che le breaking news sono una fonte di un'enorme quantità di notizie false e fuorvianti diffuse a macchia d'olio in assenza di ulteriori informazioni. Giornali di livello dovrebbero essere un baluardo contro queste falsità, non pubblicando nulla fino a quando i fatti non siano stati accuratamente controllati"
In una decostruzione dell'articolo del WaPo, Glenn Greenwald su The Intercept ha chiarito i fatti più elementari, che giornalisti e redattori del WaPo in qualche modo non sono riusciti a fare: "Qual è il problema qui? E' che il fatto non è accaduto.
Non c'è stata alcuna "penetrazione della rete elettrica statunitense". La verità era poco spettacolare e banale. La Burlington Electric, dopo aver ricevuto un avviso della Homeland Security inviato a tutte le imprese di servizi statunitensi circa un codice malware individuato nel sistema del Comitato Nazionale Democratico, ha controllato tutti i propri computer e ha individuato il codice in un unico portatico che non era collegato alla rete elettrica.
Evidentemente il Post non si è nemmeno preso il disturbo di contattare la società prima di pubblicare le proprie affermazioni estremamente sensazionalistiche, cosicché la società ha dovuto diffondere una propria dichiarazione alla Burlington Free Press che ha smontato l'affermazione centrale del Post (grassetto nell'originale): "Abbiamo individuato il malware in un unico portatile del dipartimento della Burlington Electric non collegato ai sistemi di rete della nostra organizzazione".
Dunque la paurosa affermazione chiave dell'articolo del Post che pirati russi avevano penetrato la rete elettrica statunitense era falsa. Tutte le dichiarazioni allarmistiche da tipi tosti diffuse da dirigenti politici che hanno creduto all'affermazione del Post sono state basate su una storia di fantasia."
Commenti (15)
Francesco C.
9 gennaio 2017 alle ore 12:29Se fosse vero la tecnologia russa avrebbe superato di gran lunga quella statunitense e tutti i servizi di sorveglianza Usa. Vorrebbe dire che la Russia sarebbe in grado di controllare gli algoritmi di controllo dei mercati statunitensi e tutti i computer connessi. Vorrebbe dire che tutto il sistema missilistico americano sarebbe ormai sotto il controllo russo. A questo punto si sarebbe scatenata gia' una guerra. Senza dimenticare i sistemi difensivi computerizzati pronti a reagire in automatico e tutta la copertura gps. Non dico che Putin si sia messo a ridere ma la sua risposta voleva dire: se fosse veramente successo state messi un po' male. Perché tutta questa messa in scena (ai miei tempi si sarebbe detto un' americanata)? Resta da vedere.
cristian l.
9 gennaio 2017 alle ore 12:50Ma finitele con ste FakeNews e poi ci portate con ALDE a tradimento un post che indice votazione sotto le Feste senza poter dibattere qui di Fake c'è qualcos altro. Non partecipero' piu' a votazioni OnLine fino alle prossime elezioni Nazionali e se nonsaranno marcite le fragole che eron mature!
stefano romano
9 gennaio 2017 alle ore 13:31fallo. senza rompere le palle a tutti....
vincenzo p.
9 gennaio 2017 alle ore 13:53ma chi se ne fotte!!
Francesco Brandina
9 gennaio 2017 alle ore 13:21Avete fatto bene ad andare con alde almeno si inizia a giocare ai tavoli seri (passatemi questa metafora pokeristica)
Adolfo Treggiari
9 gennaio 2017 alle ore 15:41Dopo la psicosi del terrorismo e' tornata anche quella dei russi, che negli USA non hanno mai cessato di essere i "cattivi". La spasmodica caccia allo scoop (in Italia) e alla breaking new (negli USA), unita alla psicosi di massa provoca simili effetti disastrosi.
Giovanni Santi
9 gennaio 2017 alle ore 20:16Bella figura di merda !!!!!
patti c.
9 gennaio 2017 alle ore 21:19Ma e' vero che Trump ha vinto per sono stati hackerati i voti da Putin, cosi' come e' vero del Doping di Stato di Putin, cosi' come e' vero che Putin sta massacrando i popoli arabi che vogliono cacciare i suoi amici dittatori,cosi' come e' vero che ha massacrato il popolo ucraino e il popolo ceceno per sottometterli al suo volere, cosi' come e' Vero che Putin ha massacrato i suoi giornalisti che si sono opposti a lui etc... I Nazisti come Trump e Putin sono pericolosi.
Fabio Ciottoli
10 gennaio 2017 alle ore 03:35...molti panni sporchi dietro ad ogni grande impero!
...noi dobbiamo essere differenti!
antonio .
10 gennaio 2017 alle ore 15:04tu sei malato,curati che la cura c'è e è anche economica
patti c.
9 gennaio 2017 alle ore 21:43Questo giornale Lantidiplomatico e' un giornale camuffato da anti ma e' dei poteri capitalisti mondiali di destra che fa l'interesse di quella coalizzazione costituita ultimamente dai poteri internazionali di destra con l'obiettivo di scalare il mondo per trasformalo in un regime capitalistico, come Trump, Putin, Assad etc..
Adriano Perrone
9 gennaio 2017 alle ore 22:15Quando scoppierà la terza guerra mondiale qualcuno dirà (se ci sarà ancora qualcuno sulla terra) "Avevamo letto quel giornale... di quel giornalista..."
Gustavo Woltmann
9 gennaio 2017 alle ore 22:20mai dimenticare che l'unica bufala buona è la mozzarella!
Silvano ottonari
10 gennaio 2017 alle ore 13:54Non riesco a reiscrivermi al blog perche' ambedue gli indirizzi email gia' esistono. Potete resettare il tutto in modo che possa iscrivermi al blog? Grazie. Cordialta'
alice vierra papoucho
12 gennaio 2017 alle ore 11:39Io passo dal tuo blog per ringraziare ms. ANISSA per i suoi benefici. Grazie a te cara Signora, la mia azienda è salito e mi sento sollevato ora. Posso testimoniare la mia gratitudine parlando per te ovunque io sarò, per il mondo, per sapere che ci sono ancora dei buoni di credito nel mondo si può contare per realizzare i suoi sogni e raggiungere i suoi obiettivi. Grazie mille per il prestito, e per chi vuole contattare questa donna, ecco il suo indirizzo : developpement.aide@gmail.com
