Immigrati: dal business dell’accoglienza ai proclami del governo

di MoVimento 5 Stelle

+272%: questo l’aumento del flusso dei migranti in Italia nei soli primi 12 giorni del 2017, 729 a 268 rispetto all’anno precedente. Nel 2016 sono sbarcate oltre 180 mila persone.

Non si può continuare a fingere che tutto ciò sia “inevitabile”, e soprattutto che non si possa gestire se non come un business e un giro di soldi di cui beneficiano in pochi (tra cui non certo i migranti). A partire da Renzi e Alfano, fino alla new entry Minniti, i governi italiani hanno saputo solo fare proclami, imporre rassegnazione, ed erogare denaro e favori al cosiddetto business dell’accoglienza. Solo quando l’opinione pubblica preme, annunciano a favor di telecamera di voler “sbattere i pugni in Europa”, ma anche i sassi hanno ormai capito che il concetto di solidarietà, per Merkel e compagnia, è il modello Grecia. Ognun per sé austerity per tutti, in barba persino ai trattati.

Il MoVimento 5 Stelle ha presentato decine e decine di atti sul tema immigrazione, l’ultimo appena ieri, chiedendo l’apertura di un grande tavolo europeo, invitando a bloccare l’export di armi verso Paesi coinvolti in conflitti, chiedendo la riapertura della discussione sui regolamenti di Dublino e l’istituzione di un’agenzia europea con basi nei Paesi africani.

Ma ogni proposta dell’opposizione si scontra con il muro di gomma pervicacemente opposto dal PD a qualsiasi idea cerchi di risolvere, o almeno gestire, il problema: l’unica strada che piace al governo è la modalità business. L’immigrazione rende, e tutti i partiti (dalle coop del PD ai CIE vicini al centrodestra) hanno macinato milioni e milioni di euro negli ultimi anni. “Gli immigrati rendono più della droga”, chiosava Buzzi di Mafia Capitale, e a differenza della droga non solo sono legali, ma sui media si passa anche da benefattori. La quadratura del cerchio, per chi ama campare sui soldi pubblici.

L’ultima ideona, poi, arriva fresca fresca dal ministro Minniti: i migranti che vogliono “accelerare” la pratica di rifugiati, possono farlo lavorando (gratis) per i servizi pubblici o addirittura per aziende private. Uno sfruttamento sfacciato, e un messaggio sottilmente ricattatorio, che i media rivenderanno come bella idea con cui i migranti possono guadagnarsi vitto e alloggio. Ma chi avrà da guadagnarci davvero? Non certo quei lavoratori (italiani e immigrati) che dovranno dire addio al loro impiego da giardinieri o spazzini nei Comuni o nei servizi esternalizzati; avranno invece da guadagnarci le aziende private, che continueranno a sfruttare gente grazie all’ormai oliato sistema “stage”, ma soprattutto il governo che potrà far bella figura a Bruxelles con un costo del lavoro ancora più compresso al ribasso in nome della permanenza nell’euro. E pazienza se si deve ricorrere allo schiavismo: anche questo, in fin dei conti, ce lo chiede l’Europa

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