Cosa deve insegnarci l’emergenza terremoto

di MoVimento 5 Stelle

Dall’Hotel Rigopiano giunge la notizia di un vero miracolo che commuove tutti e riaccende la speranza. Non potremo mai ringraziare abbastanza gli uomini e le donne che stanno facendo l’impossibile, operando senza sosta e in condizioni durissime.

Sulla grande qualità e dedizione di tutte queste persone non abbiamo mai avuto dubbi: solidarietà e sobrietà sono obbligatorie ma non è accettabile che a qualunque parola di critica, anche costruttiva, si replichi affermando che si sta facendo polemica, che si vogliono aizzare gli animi e che si vada solo alla ricerca di consensi.

Fin dal terremoto del 24 agosto scorso abbiamo detto chiaramente che saremmo stati collaborativi e propositivi ma il mutismo no, non possiamo accettarlo. Su quanto avvenuto in questi giorni nell’Italia Centrale è doveroso che vengano ricostruite e accertate le responsabilità che, a nostro parere, certamente esistono. Non è ammissibile che l’Italia sia stata messa in ginocchio da nevicate che, per quanto straordinarie, erano state ampiamente previste. Ancora adesso l’emergenza non è conclusa e le scosse avvenute nella giornata di mercoledì hanno finito con l’amplificare le dimensioni di una situazione che era già allo sbando.

Per questa ragione abbiamo chiesto al governo un’informativa urgente in Parlamento per venire a conoscenza delle conseguenze delle scosse di terremoto che sono tornate a colpire l’Italia Centrale il 18 gennaio e per capire in che modo si sia mossa la macchina dei soccorsi anche a seguito dell’ondata di maltempo. I drammatici eventi di questi giorni devono ricevere risposte puntuali.

L’informativa sarà anche l’occasione per confrontarci in Parlamento sul prolungamento dello stato di emergenza in quei territori e sull’ampliamento del Cratere.

Le criticità emerse rispetto a quanto avviene nella zona colpita dal sisma e dal maltempo sono numerose ed è indispensabile che l’esecutivo venga nella sede istituzionale preposta per relazionare dettagliatamente sull’accaduto.

L’allerta meteo era già prevista dalla scorsa settimana e almeno dal 16 gennaio era scattato allarme arancione, che prevede la riunione della cabina di regia regionale preposta ad affrontare emergenza maltempo. Ciò nonostante, ci sono frazioni e comunità isolate da giorni, con un impiego di mezzi che si è rivelato palesemente insufficiente rispetto alla gravità della situazione.

E passiamo al capitolo delle forniture di luce e acqua: tra Marche e, soprattutto, Abruzzo, abbiamo avuto centinaia di migliaia di cittadini senza servizi, isolati, costretti al gelo e ancora adesso ci sono 60 mila utenze da riattivare. Da Enel e Terna giungono scuse e giustificazioni legate all’eccezionalità degli eventi metereologici che non riteniamo sufficienti. Moltissimi cittadini e persino sindaci dell’area che hanno cercato di contattare Enel stanno ricevendo risposte vaghe o non ne ottengono. E’ necessario sapere cosa non ha funzionato e rilevare eventuali responsabilità: per questo chiederemo che le due società siano chiamate a riferire nelle sedi idonee in Parlamento. Non ci stiamo a liquidare quanto avvenuto con un’alzata di spalle: la sensazione che le istituzioni hanno dato al Paese è di una macchina organizzativa allo sbando. E’ necessario capire se e dove sono stati compiuti errori, anche per migliorare l’efficacia della macchina emergenziale ed evitare che ad ogni evento naturale rilevante il nostro Paese finisca sull’orlo del collasso

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