Immigrazione: 2016 anno con più sbarchi nella storia d’italia

di M5S Europa

Il 2016 non è ancora terminato ma può vantare già un record: il record di sbarchi nella storia d’Italia. Con 171.000 nuovi arrivi è stato ritoccato al rialzo il precedente record stabilito nel 2014. Gli sbarchi sono un affare sicuro per le mafie e i trafficanti di uomini, che ne gestiscono l’organizzazione. Migliaia di uomini perdono la vita durante il tragitto. L’Europa dov’è? I dati aggiornati al 2 dicembre dicono che appena 1.950 richiedenti asilo arrivati in Italia sui 39.600 promessi sono stati ricollocati negli altri Paesi europei. Il Parlamento europeo, inoltre, sta discutendo la revisione del regolamento di Dublino. Il pacchetto presentato dalla Commissione europea lo ha blindato: i richiedenti asilo continueranno a presentare la loro domanda nel primo Paese di ingresso. L’Italia non ha bisogno di questa ipocrisia. Il The Guardian, in questo articolo, riassume bene quello che sta succedendo in Italia.Di seguito la traduzione dell’articolo: Immigrazione: 2016 anno con più sbarchi nella storia d’Italia, pubblicato sul The Guardian. Link.

“Il Mediterraneo Centrale è nuovamente il tragitto migratorio principale per entrare in Europa, in parte a causa del caos della guerra civile in Libia. Ci sono più richiedenti d’asilo che hanno raggiunto l’Italia nel 2016, che in qualsiasi anno precedente.

Quasi 171.000 persone sono arrivate in Italia dal nord dell’Africa dal inizio dell’anno, secondo le statistiche che sono state compilate dall’agenzia ONU per rifugiati e dal governo Italiano. A partire da Lunedì, il totale ha sorpassato il record precedente di 170,000, stabilito nel 2014.

Flussi migratori nel Mediterraneo orientale, tra la Turchia e la Grecia, sono stati drasticamente ridotti dopo miglioramenti nella polizia turca, un aumento delle minacce di deportazione dalla Grecia, e la chiusura del corridoio umanitario tra la Grecia e la Germania. Ma la strategia deterrente europea ha fallito nel tagliare la migrazione nel mediterraneo centrale tra la Libia e l’Italia, con il tragitto italiano, nuovamente, diventando l’ingresso principale migratorio per entrare in Italia.

Le Marine Europee, tra cui quella della Gran Bretagna, si sono concentrati su una risposta in stile militare, inviando le fregate per arrestare contrabbandieri in acque internazionali. Trafficanti Libici hanno risposto con l’invio dei passeggeri a bordo dei gommoni gonfiabili che sono pilotati dai migranti stessi, riducendo l’esposizione dei trafficanti all’arresto e consentendo la loro attività di continuare normalmente.

La guerra civile in Libia ha indebolito le forze dell’ordine del Paese, alcuni dei quali sono complici nel traffico, lasciando i governi europei senza partner libici, vitali nella loro lotta contro la migrazione. Il caos in Libia da gli migranti anche più incentive per partire per L’Europa; negli anni precedenti era più facile trovare lavoro e stabilità in Libia.

Pressione sui paesi transitori nel deserto Sahara, da quali un numero di migranti Africani passano attraverso prima di raggiungere la Libia, non ha avuto nessun effetto. Flussi attraverso Niger, il paese al sud della Libia, ha aumentato nel 2016, nonostante il Niger introducendo nuove leggi anti-contrabbando, su richiesta della UE. Sfollamento nel nord-est del Niger, dove 1.4 milioni di persone sono state costrette a fuggire Boko Haram, può contribuire a livelli sostenuti di migrazioni verso il futuro dell’Europa.

I numeri di ingresso in Europa sono, tuttavia, insignificanti verso i flussi che provengono dall’Africa stessa. Soltanto il 3.3% dei Africani sfollati hanno raggiunto l’Europa. Più del 93% rimangono all’interno del loro stesso continente. La maggior parte dei migranti verso l’Italia fugge dalla povertà, dalle guerre e dalla dittatura in Nigeria, Eritrea, Sudan e la Gambia. I Siriani non usano più la rotta Libica.

La ripartizione della legge e dell’ordine ha peggiorata in modo significativo le condizioni di vita per i lavoratori stranieri in Libia dal 2011. Molti riportano condizioni di lavoro equivalenti a lavori sforzati, mentre centinaia sono stati rapiti a scopo di estorsione, e talvolta torturati. Una recente indagine di nuovi arrivi in Italia dal Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, ha trovato che il 70% dei rispondenti sono stati sfruttati, in una certa misura, durante il loro viaggio verso l’Europa. Altre ricerche recenti dell’IOM dimostra che la maggioranza non aveva intenzione di recarsi in Europa quando hanno lasciato la loro casa, ma sono stati costretti a cambiare la loro destinazione a causa di circostanze attenuanti, come la guerra civile libica”.

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