
Il distruttore di dinastie
18 dicembre 2016 alle ore 13:30•di MoVimento 5 Stelle
di Fiorina Capozzi, giornalista finanziario, con 25 anni di esperienza di cui dieci trascorsi a Parigi per raccontare le storie politico-economiche a cavallo fra Francia e Italia. Autrice del libro "Vincent Bolloré, il nuovo re dei media europei" - Edizioni Goware-Key4biz, giugno 2015
Il piccolo principe del cash flow, il distruttore di dinastie, il money maker. Sono tutti soprannomi che Vincent Bolloré si è guadagnato in più di trent'anni di scorribande sui mercati finanziari. L'ultima, quella attraverso Vivendi su Mediaset, lo ha reso famoso anche in Italia. Ma in realtà, negli ambienti della finanza milanese, il suo nome è già noto da tempo. Sin da quando, alla fine degli anni 90, arrivò in Italia per dare soccorso al suo mentore, il banchiere Antoine Bernheim, che rischiava di perdere la poltrona di presidente delle Generali. Da allora per oltre quindici anni è stato un socio discreto nel capitale di Mediobanca, di cui è azionista anche Silvio Berlusconi. Non senza qualche eccezione in tempi relativamente recenti. Come quando ha contribuito a scalzare dai vertici della compagnia assicurativa di Trieste lo stesso Bernheim per far posto a Cesare Geronzi. O ancora quando ha tentato di dare man forte ai francesi della compagnia Groupama per entrare nel riassetto della Premafin dei Ligresti. Bolloré è del resto un "industriale che sa contare" e sa quando è il momento di attendere e quello di agire perché è un imprenditore, ma anche un banchiere. Tanto che, in Francia, si dice che il "sistema delle pulegge bretoni", cioè delle scatole cinesi che controllano aziende con piccoli investimenti in capitale, debba il suo nome proprio a lui.
Nato da una famiglia di industriali bretoni, Bolloré si è formato nella banca del barone Edmond de Rothschild dove ha imparato i ferri del mestiere. Strumenti che utilizza sin da subito per risollevare le sorti dell'azienda di famiglia, una cartiera, celebre per la produzione delle cartine da tabacco OCB, dove la B sta per Bolloré. Evitato il tracollo per un soffio strappando la gestione dalle mani del padre, negli anni 90 il finanziere avvia un percorso di diversificazione dell'impero di famiglia grazie ai guadagni realizzati in Borsa e con il contributo strategico di Bernheim. Sul mercato finanziario parigino Bolloré si fa conoscere e temere. Tenta l'assalto al gruppo di telecomunicazioni e cemento Bouygues, prova a conquistare la distribuzione cinematografica Pathé, mette le mani sulla compagnia marittima Delmas-Vieljeux e sulla banca Rivaud. Con il denaro guadagnato dai raid, il gruppo diventa leader nella logistica da e per l'Africa, dove gestisce anche delle immense piantagioni. Il continente nero fa la fortuna del gruppo e ancora oggi rappresenta la più importante fonte di fatturato dell'impero Bolloré. Ma è anche il suo punto critico agli occhi di gran parte della stampa francese che non manca di rinfacciargli rapporti stretti con dittatori africani e di attribuirgli un ruolo di peso anche nella Françafrique, il sistema neocolonialista francese in Africa.
Forse anche per dare una svolta all'immagine del suo gruppo, una quindicina di anni fa Bolloré decide di voltare pagina: cede buona parte delle piantagioni, puntando su batterie elettriche e media. Nel giro di un decennio i suoi progetti diventano concreti. Qualcuno dice anche per via delle amicizie politiche fra cui quella con Nicolas Sarkozy al quale, dopo le fatiche delle elezioni del 2007, Bolloré presta il suo yacht Paloma per un breve riposo. Di certo, Bolloré é uno che, come spiega la stampa francese, sta bene sia a destra che a sinistra. Perché il suo obiettivo è sostanzialmente industriale, non politico. Ed è la sopravvivenza dell'impero di famiglia che nel 2022 compirà 200 anni. Sopravvivenza che, nella sua visione, può essere garantita solo dalla continua evoluzione del gruppo e da nuovi progetti capaci di rinnovarne l'esistenza. E' in questa ottica che Bolloré decide di investire nelle batterie elettriche e di diffonderne i vantaggi lanciando assieme al comune di Parigi il servizio di car sharing, Autolib. Contemporaneamente il finanziere sviluppa anche il primo polo di free press francese di Direct Matin e lancia (2005) due tv, Direct 8 e Direct Star. Queste due televisioni saranno il cavallo di Troia che consentirà al finanziere bretone di diventare, attraverso uno scambio, socio di Vivendi con poco più dell'1% del capitale. L'operazione è solo l'inizio di una scalata che lo porterà a diventare dominus indiscusso della società con una quota consistente ma non di controllo e secondo un copione già visto in aziende come la controllata pubblicitaria Havas. Ma l'obiettivo è più grande del controllo di Vivendi: l'azienda è il perno attorno al quale costruire un nuovo polo dei media latino. Non senza il supporto silente del governo francese. Il target predefinito è Mediaset perché non solo è forte in Italia dove controlla anche le torri Ei Towers, ma anche in Spagna dove possiede la tv Telecinco.
Inoltre Cologno Monzese ha bisogno di diventare più internazionale e di avere un partner forte con cui condividere gli investimenti necessari per competere con Sky e con i nuovi rivali globali venuti dal web come Netflix. L'occasione per imbastire il progetto arriva a luglio 2014 e viene dalla volontà dei soci spagnoli di Telefonica di uscire dal capitale di Telecom Italia che più volte in passato Silvio Berlusconi ha tentato di far convolare a nozze con Mediaset. Grazie ad un'operazione in Brasile, Vivendi si ritrova socia di Telecom Italia. Da allora, l'azienda si rafforza progressivamente in Italia grazie anche alla longa manus di Tarak Ben Ammar, un uomo che per trent'anni ha seguito gli affari di famiglia di Silvio Berlusconi. Lo stesso, che siede nel consiglio di Vivendi e di Mediobanca. Intanto, a latere, iniziano le trattative con Mediaset per uno scambio azionario che porti anche al passaggio di mano della pay-tv Premium. Ad un certo punto, l'idillio si rompe: Vivendi ripudia l'intesa raggiunta con Mediaset dando inizio ad una serie di contrasti giudiziari e poi compra il 20% di Mediaset.
A Parigi, la storia ricorda quando il finanziere bretone tentò di conquistare il gruppo Bouygues. Prima ne acquistò una piccola quota a prezzi stracciati, poi ne divenne socio ingombrante e firmò un accordo con la famiglia Bouygues. Infine ne contestò l'operato con tanto di strascichi in tribunale. All'epoca l'élite finanziaria francese diede manforte ai Bouygues che riuscirono a mantenere il controllo dell'azienda. E Bolloré si concentrò su altre prede grazie ai guadagni della sua scorribanda borsistica su Bouygues. L'intera vicenda insegnò ai miliardari francesi che il mercato è utile a reperire capitali, ma nasconde insidie. Non a caso Vincent Bolloré detiene saldamente le redini del suo impero: la cassaforte di famiglia, la Financière de l'Odet è proprietaria di oltre il 64% del gruppo Bolloré quotato alla Borsa di Parigi. Zero spazio, insomma, per scalatori dell'ultim'ora. Chi vuole fare affari con Bolloré può solo mettersi davanti ad un tavolo per discutere. Sapendo che il rischio di essere fagocitati è molto elevato.
Commenti (72)
EradeiLumi50
18 dicembre 2016 alle ore 14:43Eh ... Non si finisce mai di stupirsi imparando ...
Buona domenica a tutti ... ^_^
Terry E. ()
18 dicembre 2016 alle ore 14:53O.t.
L'informazione dei media ci sta attaccando in tutti i modi e noi abbiamo il dovere di contrastare il fango che ci stanno buttando addosso con ogni mezzo,!
viviana vivarelli
18 dicembre 2016 alle ore 14:53e la Raggi....
e la Raggi...
leggi
https://pbs.twimg.com/media/Cz9mqGDWgAAQSfQ.jpg:large
Antonio B.
18 dicembre 2016 alle ore 14:57Grazie Viviana!
EradeiLumi50
18 dicembre 2016 alle ore 14:59Buon pomeriggio.
Il post di ora parla di tale Bollorè ...
Magari un post sull'argomento prima di debordare
sul trito e ritrito ...
Così per decenza ...
e perchè ...
Chi ben comincia è a metà dell'opera ...
Una buona domenica ai naviganti ... ^_^
EradeiLumi50
18 dicembre 2016 alle ore 15:05Oggi c'è una notizia interessante (su uno dei giornali che gironzolano per la res-pubblica italiana):
Berlusconi è pronto a dare una mano al governo per la Legge elettorale ...
Unito al post di Bollorè fa venire in mente qualche cosina ... O no????
State bene fratelli d'arme ...
Che le vere battaglie son ancor da divenire ...
Quelle odierne scaramucce sono ...
di nuovo buona Domenica ... ^_^
Aldo Masotti
18 dicembre 2016 alle ore 15:24Berlusconi non e' uno stinco di santo ma le sue aziende vanno difese altrimenti si viene colonizzati.
E la difesa deve essere politica e non solo economica .
I partiti devono dichiarare che in caso di prevalenza di proprieta' estera sulle TV italiane la politica delle frequenze puo' essere rivista in senso restrittivo .
harry haller
18 dicembre 2016 alle ore 15:50Ah aha ah; massì, difendiamo il Nano, che tanto bene, onore e lustro ha portato al Paese....(ma potesse trombargli pure la Pascale, il Sig. Bollorè....)
Massimo Trento (orbo e semisordo)
18 dicembre 2016 alle ore 15:51Vero...
harry haller
18 dicembre 2016 alle ore 15:54...se sò venduti tutta roba nostra , ma quanno se tratta de 'a "Cosa Sua", gridano subbito a l'invasore tutti quanti...(cioè, tutti quelli che c'ha a libro paga.....)
harry haller
18 dicembre 2016 alle ore 16:43"Berlusconi non e' uno stinco di santo" ....(o 'so, 'o so: è 'no stinco de maiale.....)
Aldo Masotti
18 dicembre 2016 alle ore 18:21Harry, le aziende italiane che restano sono talmente poche che vale la pena turarsi il naso.
O sei favorevole a perdere un intero settore come nel caso di Parmalat ?
harry haller
19 dicembre 2016 alle ore 18:25Masotti, svejate: se so' già venduti tutto.....
Massimo Trento (orbo e semisordo)
18 dicembre 2016 alle ore 15:49Che i Bollori dei galli sian piu' di uno e sempre ben protetti dall'Eliseo e' un segreto di Pulcinella.
Loro fanno shopping a man bassa in Italia (ve la ricordate Parmalat, appena risanata da Bondi e subito finita in mani francesi?), mentre noi da loro neanche un bicchier d'acqua della Senna ci concedono (la Renault fece ricorso contro il bando dell'esercito aggiudicato a Iveco, vincendolo pure).
Mediaset va difesa, non perche' di Silvio o perche' tivvu' di qualita', ma perche' una delle piu' grosse aziende italiane, per giunta di radiotelevisione. Telecom docet.
Evitiamo quindi espressioni caustiche gia' sentite da alcuni pentastellati, merci.
Sonia Toni
18 dicembre 2016 alle ore 16:34mediaset è l'unica azienda italiana che il governo cerca di proteggere. per tutte le altre che ha svenduto ad aziende straniere provocando la rovina di migliaia di lavoratori, non ha mosso un dito anzi...c'è qualcosa che non va...
Massimo Trento (orbo e semisordo)
18 dicembre 2016 alle ore 18:53Sfondi una porta aperta Sonia...
Mi sono incazzato per Parmalat, Telecom, Perugina, Buitoni, Pirelli, San Pellegrino, Valemtino, Benelli moto, Ducati, Star, Motta, Algida... Continuo?
oreste ★★★★★ °.°
18 dicembre 2016 alle ore 15:56Il patto del Nazzareno....mai morto!
Anzi verrà rinnovato da un Gentil-uomo!
oreste ★★★★★ °.°
18 dicembre 2016 alle ore 15:57gne..gne..gne... mi portano via Merdaset.... menomale!
oreste ★★★★★ °.°
18 dicembre 2016 alle ore 15:59Pronto a subentrare nell'acquisto a prezzi stracciati della RAI!!!
Grande economista!
oreste ★★★★★ °.°
18 dicembre 2016 alle ore 16:01Già fatto un pensierino su RAIWay!
Massimo Trento (orbo e semisordo)
18 dicembre 2016 alle ore 15:59OT:
E quando Beppe Grillo morra'?
Molti commentatori che hanno brindato all'intervento del genovese il quesito non se lo pongono, ma con la comare secca bisogna fare i conti.
Dario e Gianroberto li abbiam gia' perduti e il sagace ligure non puo' seguitare a correre su e giu' per lo stivale a ogni stormir di fronde.
Forse dobbiamo cominciare a strutturarci sul territorio come un qualsiasi altro partito convenzionale, coltivando e selezionando con criterio la dirigenza. Le autocandidature online e i meetup, necessari all'inizio, hanno troppo spesso dato frutti mediocri, se non addirittura devastanti. Le baruffe ciozzotte delle primedonne Raggi, Fico, Ruoco e Taverna lo stanno a dimostrare, mentre il triumvirato non e' neppure pervenuto.
Rimanga certo il web per l'informazione, l'iscrizione, i commenti e le votazioni, ma l'ossatura si sviluppa nelle sezioni, scremando il buono dal cattivo.
A bientot...
Adolfo Treggiari
18 dicembre 2016 alle ore 16:12Non ci metteremo noi a difendere Mediaset. Bollore' sarà' un pirata della finanza ma Berlusconi non è' da meno. E comunque Mediaset non può' essere peggiorata, dal punto di vista dell'utente non può' che migliorare.
FABIO B.
18 dicembre 2016 alle ore 21:55totale accordo
e voto
Gianfranco B.
20 dicembre 2016 alle ore 18:50Vedi sopra il mio commento.
Ciao
Talelbano
Anna Cimmino
18 dicembre 2016 alle ore 17:26Concordo con chi sostiene di salvare Mediaset, non per il Berlusca, di lui mi frega niente, ma è un azienda italiana da non dare in pasto ai galli.
Marco
18 dicembre 2016 alle ore 17:53A me non mi frega neanche di quella "specifica" azienda italiana.
Parte di quell'oligopolio di cui forse riusciamo a liberarci solo in questo modo: cioè con quel "mercato" di cui il Berlusca andava sempre ipocritamente cianciando.
Ps: se "crepa" una piccola azienda chi la salva? Nessuno.
Max Stirner
18 dicembre 2016 alle ore 17:44E sei sopprattuto un idiota!
Max Stirner
18 dicembre 2016 alle ore 18:19IL COMUNISMO E' FINITO (forse mai iniziato, per fortuna) MA LO STUDIO DEL CAPITALE NO! 3° VOLUME DEL "IL CAPITALE" di CARL MARX
Da qualche tempo è iniziata la 3° fase della evoluzione del capitalismo, descritta da Carl Marx nel "il capitale".
Ovviamente, i capitalisti, come i comunisti "de noantri" forse hanno sentito parlare di Carl Marx e del Il Capitale, ma credo che la maggior parte di essi, dopo avere visto il "mattone" abbiano deciso che le teorie marxiste e il comunismo fossero la stessa cosa e essendo il comunismo finito, non valesse la pena di "digerire" un mattone: poveri grulli!
Una piccola sintesi da Wiki, molto piccola e molto sintesi:
Sempre nel terzo libro Marx formula la nota legge della caduta tendenziale del saggio del profitto in base alla quale - con lo sviluppo della produttività, che richiede sempre meno lavoro per produrre la stessa quantità di merci, e dell'accumulazione del capitale, che determina l'espansione in valore del capitale sociale - a una determinata quantità di lavoro si contrappone un valore del capitale crescente. Poiché il lavoro è l'unica fonte del profitto, il saggio del profitto, che è il rapporto tra plusvalore e valore del capitale impiegato, è soggetto a una tendenza storica a ridursi, tendenza contrastata da "cause antagonistiche". La dialettica tra queste tendenze è un'ulteriore causa delle crisi. Infine, nello stesso libro, Marx esamina le forme di capitale non produttivo (capitale mercantile, capitale dato a prestito, ecc.) e la rendita. Le forme di creazione di capitale diverse dal lavoro sarebbero quindi fittizie e i riequilibri ciclici scaturirebbero in altrettante crisi economiche.
IN SOSTANZA SI TRATTA DI "CANNIBALISMO" ECONOMICO; I CAPITALI SI STANNO DIVORANDO TRA DI LORO E ANCORA C'E' IN GIRO GENTE CHE PARTEGGIA PER UN CANNIBALE O PER L'ALTRO! SAI CHE VANTAGGIO AVERE IN CASA TUA IL CANNIBALE CON LA TUA NAZIONALITA'?
Massimo Trento (orbo e semisordo)
18 dicembre 2016 alle ore 18:49Riferendosi a chi interpretava il suo tomo Marx ebbe a dire: Ho scoperto di non essere marxista.
Al di la' di cannibalismi, caro Stirner, io saro' uno dei pochi a rimpiangere l'IRI, devastata dai partiti, riconoscendo che come idea di fondo era vincente...
Aldo Masotti
18 dicembre 2016 alle ore 23:09Max sbagli: la caduta tendenziale del saggio di profitto di Marx e' un errore tecnico.
L'euro e' in deflazione , il dollaro no .
Adesso sono in un paese in via di sviluppo e rispetto all'anno scorso il paese e' migliorato , di molto: elettrificazione , ponti , stade ecc ecc
I bonos rendono il 6% , il tasso pratico e' circa il 10% , l'inflazione il 6-7 .
Qui la banca centrale funziona ed e' in mano ad uno che e' competente.
Ma Marx in tutto questo non c'entra nulla e' scientificamente superato come il sistema tolemaico.
Amalia Francesca riso
18 dicembre 2016 alle ore 18:40Di Mediaset non mi interesso , non guardo i canali da anni e penso che Berlusconi non sia uno sprovveduto capitalista
Pier
18 dicembre 2016 alle ore 18:51Che faccia da stronzo questo Bollorè.
Inoltre è francese e i francesi - si sa - mostrano verso di noi un disprezzo fuori misura.
Tutta invidia?
bruno r.
19 dicembre 2016 alle ore 08:33Concordo pienamente, ma sono certo che anche noi li abbiamo sulle palle!
Nello R.
18 dicembre 2016 alle ore 18:58insieme a RAI , Mediaset è una TV per rincoglionire e per rincoglioniti ..
Io a Bollorè gli regalerei la RAI in cambio di Telecom ..
Telecom e Autostrade,Acqua e Ferrovie
sono le aziende strategiche che devono essere sotto un forte controllo pubblico
i media sono solo organi di propaganda dei lobbisti che si sono "comprati" i partiti da più di 20 anni ormai..
mandando in rovina il paese .
my 2 cent
FABIO B.
18 dicembre 2016 alle ore 21:30infatti
made in Italy mediaset ?
Se la portino via che dei danni irrecuperabili ne ha gia' fatti abbastanza
Beppe A.
18 dicembre 2016 alle ore 19:15Naturalmente non passa nemmeno per l'anticamera del cervello che l'euro sia la causa principale della svendita delle nostre aziende..
Nello R.
18 dicembre 2016 alle ore 19:31Naturalmente non passa nemmeno per l'anticamera del cervello che:
corruzione
burocrazia fascio-sovietica-fantozziana
UN MILIONE di parassiti (politici) che vivono sulle spalle di 70 Milioni di italiani , compresi malati ,vecchi e bambini
sia la causa principale della svendita delle nostre aziende..
che un'azienda organo di propaganda mediatica
privata o pubblica fallisca o venga venduta ..
FOTTESEGA CENTOPERCENTO !!
-__-
P.S.
nei primi del 1900 c'era un imbianchino austriaco che diceva che era tutta colpa degli ebrei e delle razze impure
adesso è tutta colpa dell'euro ..
sicuro ..
state tranquilli ..
usciti dall'euro finiti TUTTI i problemi italiani !!
www.youtube.com/watch?v=0MveTkhbvwc
il probblemma in itaGlia è l'Euro !!
-_-
Beppe A.
18 dicembre 2016 alle ore 19:38della superficialita' economica del mov non avevo dubbi
Beppe A.
18 dicembre 2016 alle ore 19:39in m5s europeo almeno c'e'gente che capisce
https://twitter.com/Marcozanni86/status/810406469531238400
Aldo Masotti
18 dicembre 2016 alle ore 23:14Anche qui.
Da molto qui scrivo di avere attenzione per l'analisi del prof. Bagnai.
Uscire dall'euro e dall'europa dovrebbero essere il primo obbiettivo del movimento.
Questo non risolve i problemi ma ci da' la possibilita' di risolverli.
Renato O.
18 dicembre 2016 alle ore 19:49Come sempre, la situazione è grave, ma non seria.
Che farsa, vedere gli EUROPEISTI che adesso vogliono il PROTEZIONISMO nazionale, da sempre tacciato di populismo!
Ma non volevate la libera circolazione dei capitali?
Questo è il CAPITALISMO EUROPEO, bellezza!
Massimo Trento (orbo e semisordo)
18 dicembre 2016 alle ore 20:48Infatti io sono antieuropeista, Renato.
Sera...
Fred
18 dicembre 2016 alle ore 20:07Speriamo che dopo essersi pappati i nostri supermercati, le nostre banche (Cariparma, BNL), il nostro latte (Parmalat), il nostro lusso (Bulgari, Fendi, Gucci, Brioni, Loro Piana...), la nostra energia (Edison), le nostre telecom (Telettra, Telecom Italia...) non si prendano pure i Media (Mediaset) le assicurazioni (Generali) e le banche rimaste (Unicredit).
Franz M.
18 dicembre 2016 alle ore 21:07C`è un vecchio detto che recita: "Chi non sa comandare deve andare a servire"
Gli Italioti non sanno comandare, per cui devono fare i servi..
FABIO B.
18 dicembre 2016 alle ore 21:33questa e' la mossa di un benefattore-
si porti via quel cesso di tv col suo capo dentro
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non paragoniamo le aziende Italiane con sta schifezza, usata solo per non pagare delle tasse,
oltretutto anche abusiva
FABIO B.
18 dicembre 2016 alle ore 21:37il quale - padrone
ha introdotto poi in Italy
una cosina chiamata equitalia, per strozzinare i poveretti (in senso meramente economico) sia chiaro-
a norma di legge
FABIO B.
18 dicembre 2016 alle ore 21:41adesso il Movimento si preoccupa della azienda del pregiudicato
dovremmo occuparci di sbatterlo ai domiciliari questo- altro che azienda Italy
'sto delinquente comune ed abituale
FABIO B.
18 dicembre 2016 alle ore 21:42senza etica e senza scrupoli
FABIO B.
18 dicembre 2016 alle ore 21:52le aziende del lusso
non le ha portate via nessuno-
sono state vendute dai padroni per lucrare a breve termine
e dell'Italia se ne fottono
Maria P.
18 dicembre 2016 alle ore 22:54Siamo sicuri che Bollorè e Berlusconi non siano d'accordo e che questa non sia una sceneggiata per i creduloni?
sarebbe meglio
18 dicembre 2016 alle ore 23:01se fosse come dici sarebbe bene per l'itaGlia ma non è cosi!
no il francese rappresenta il nuovo ordine secolare che avendo perso gli USA e UK ora sta rischiando di perdere anche l'itaGlia e allora deve ricattare il milanese per costringerlo a riprendersi dentro fi i massoni traditori del nuovo centro fava!
prima lo ricattavano con la giustizia politicizzata e con la Rubi che per il governo marocchino risultava maggiorenne ma per i guidici italioti no... si sono attaccati a tutto .... ora provano la scalata a mediaset.
ecchisse brun
18 dicembre 2016 alle ore 22:56 è più che scontato che chiunque possa stampare denaro dal nulla... abbia la possibilità di comprare qualunque cosa senza limiti.
è propio stampare i soldi dal nulla il numero della bestia 666!
Rovesciamo la bestia e torniamo all'oro!
anche le cryptomonete sono in crisi perché sono legate al nulla tranne forse all'elettricità che serve per il mining.
pensando all'elettricità non sarebbe male sostituire la moneta moderna con una nuova moneta 33% oro+argento+platino e poi 33% kilowat/ora e poi 33% kcalorie alimentari bilanciate al 33% proteine+carboidrati+grassi.
la nuova moneta potrebbe chiamarsi oroenergialimenazione!
si si lo so che sono un pazzo sognatore e che questa cosa forse arriveà dopo la 3 guerra mondiale... speriamo prima.
giampiero t.
19 dicembre 2016 alle ore 13:56sarebbe ora di andare da uno psichiatra. pensaci.
Aldo Masotti
18 dicembre 2016 alle ore 23:00Dai commenti deduco che molti hanno una idea distorta dell'essere imprenditori:
a)Le aziende si fanno con i soldi per fare i soldi
b)Lo stato deve fare le regole all'interno delle quali sia possibile , conveniente, facile operare e pagare le tasse
c)La politica deve fare in modo che a) e b) possano coesistere
I padroni del lusso hanno venduto ai francesi perche' conveniva loro farlo pertanto qualcuno o qualcosa non ha funzionato per trattenere le aziende qui.
Con l'invidia sociale non si va da nessuna parte.
I posti di lavoro non nascono per legge ne' il salario e' una variabile indipendente, i vincoli di bilancio esistono e nessuno investe per perdere .
Ovviamente non considero soluzioni ad economia pianificata in quanto inadatti ad una societa' democratica.
FABIO B.
18 dicembre 2016 alle ore 23:06l'invidia anche ci fosse-
-non c'entra-
ecchisse brun
18 dicembre 2016 alle ore 23:09ti posso dire che fino a 4 anni fa non mi occupavo di soldi...
poi ho cercato di capirci qualcosa e posso dire di aver letto tutto il leggibile in rete riguardo al fare soldi e anche di aver letto quasi tutti i libri più famosi riguardo al fare soldi.
Eì evidente che i libri scrivono in funzione di un sistama capitalista NON CORROTTO con regole che valgono per TUTTI.
In verità il banco è talmente truccato che 'è qualcuno che può fare danni infiniti e accedere ai prestiti in banca in maniera quasi infinita senza pagare mai i suoi errori ... e altri che pur conoscendo alla perfezione tutte le regole del gioco non vincono mai... non vincono mai perché il gioco è fatto per non vincere come il banco di quelle bische clandestine che spellano i polli.
però un tempo c'era gente come craCsi che sapeva fino a quanto tirare la corda perché se muore il cane anche la pulce parassita resta senza mangiare.....
quelli di ora i piddioti al comando.... non hanno il senso della misura e ... hanno spolpato tutte le banche nelle quali hanno potuto mettere mano....
anceh ora quando vedi in TV che si sputtanano a vicenda dandosi della FACCIA DI CULO... non lo fanno per beghe interene politiche ma lo fanno perché i soldi sono finiti.... le banche le hanno quasi tutte prosciugate.... le tasse sono al limite della soppaortazione ..... e loro devono contiunare a mangiare come un CANCRO della nazione.......
il cancro ha superato la quantità di energie che il sistema italia riesce a generare e ora STANNO FACENDO come quel branco di iene che si azzannano tra loro per spolpare gli ultimi pezzi di carene rimasti che non bastano per tutti i componenti del branco di iene.
Beppe A.
19 dicembre 2016 alle ore 08:06"i posti di lavoro non nascono per legge"
https://it.wikipedia.org/wiki/New_Deal
solo con politica monetaria + 50% produzione industriale
Nello R.
19 dicembre 2016 alle ore 11:26Lascia perde l'Era CraCSI che non è mai finita ..
dall'ammazza caffè di Sindona
ai suicidio turistico di Calvi sotto i ponti londinesi ..
questo era ed è un paese strano forte
dove politica,affari,finanza e media hanno un rapporto incestuoso da troppi decenni oramai
ecchisse brun
19 dicembre 2016 alle ore 00:18riflessione su mediaset!
mediaset per quanto riguarda la parte emissione TV è come un vecchietto di 90 anni che aspetta solo l'ora di morire.
ora la partita si gioca tutta sulle infrastrutture internet in fibra e via smartfone e parabola.
quello che non morirà sono i portali come youtube ( non ne abbiamo uno italiano decente ) dove chi mette filmati viene retribuito a numero di visualizzazioni .... e poi un qualcosa tipo Ebay o amazon....
rimarra anche quella parte di produzione audiovisivi che non puo essere sostenuta economicamente dai privati perché troppo costosa.
Quelli di mediaset sanno benissimo che anche premiun e il satellitare salteranno non appena tutti avranno in casa una smartTV con un collegamento capace di 6 Megabi/secondo effettivi su internet senza restrizioni.
Io già guardo quasi tutto ( sono oltre il 90% ) con la smartTV oppure con un TV dongle sul vecchio televisore... e solo 10% sulla tv normale e mi incazzo appena vedo quella tizia del colesterolo (una legge sulle pubblicità ingannevoli no?).
Mediaset ha anche un altro problema ... i migliori dei vecchi sono andati via e i vecchi dentro li comandano troppo.... è patetico vedere ancora li dopo tanti anni costanzo e company.
un sistema che, o si rinnova, oppure morirà insieme all'ultimo dei suoi creatori.... i creatori furono 2 .... uno è già morto ... manca più l'altro.
Però non sono fatti miei ... a me non me ne può fregar di meno... si vive bene anche senza mediaset!
Gianfranco B.
19 dicembre 2016 alle ore 01:50Con tutta franchezza, delle beghe tra Mediaset e Vivendì m'interessa il giusto, cioè niente. Entrambi i personaggi, ai vertici, fanno parte e provengono dalla stessa cultura liberista o liberticida, se preferite. Hanno spinto e voluto una finanza senza regole, spregiudicata, senza scrupoli e amorale. Che si arrangino tra loro. Chi dice che bisogna tutelare le aziende i italiane altrimenti ci colonizzano arriva in ritardo. La nostra colonizzazione è iniziata nel 1982 e non si è mai fermata. Le risposte dei nostri governi, variopinti, per arginare questa colonizzazione sono state ZERO.
In ricerca investiamo meno del 1,3% (ben lontani dall'ottimale 3%) meno della Spagna, della Russia, lontani anni luce dal:
Giappone 3,4%,
Germania 2,92%,
Corea del Sud 4,04%,
USA 2,76%, Cina 2%,
Francia 2,3%.
Abbiamo perso oltre il 25% delle nostre capacità produttive, Abbiamo un debito che continua a crescere e non si fermerà. Abbiamo un sistema bancario che rispecchia il modello di società, incivile, forzosamente spinto e voluto da ottusi servi sciocchi che ancora hanno il coraggio di stare alla ribalta e di parlare. Abbiamo ucciso prospettive e speranze dei nostri giovani. Le liti tra predatori, sono meno dell'ultimo dei miei problemi. Ribadisco sono proprio caz2i loro.
Saluti
Talelbano
Rosa Anna
19 dicembre 2016 alle ore 12:29Non è vero che le aziende si fanno con i soldi e per i soldi
Gli industriali da me conosciuti non agivano così
Innanzitutto iniziavano senza soldi
Poi costruivano le aziende con orgoglio ed ambizione
E se ne traevano profitto ne investivano gran parte per ingrandirle
Questi imprenditori degli ultimi trent'anni sono un altra cosa
Sono rapinatori di beni mascalzoni approfittatori
Ed i risultati li dobbiamo assorbire tutti : lavoratori, commercianti, professionisti
Queste forme di imprenditori e distruggono tutto il tessuto di una civiltà già in crisi per l'avanzare della tecnologia
Ma mentre la tecnologia non è arrestabile e bisogna requisirne i vantaggi questi vanno fermati con le leggi degli Stati prima che vadano a distruggere il bene comune ovvero gli Stati stessi
Nel DNA del movimento forse ci sono questi anticorpi
Ad Aldo Masotti
Gianfranco B.
19 dicembre 2016 alle ore 12:58Ciao Rosa Anna, tu stai parlando d'imprenditori, in via d'estinzione, che oltre ad essere orgogliosi del proprio operato sapevano di avere una nobile funzione sociale. Quesi imprenditori sono stati triturati dalla finza banditesca. Il caso di cui stiamo discutendo ne è un chiaro esempio.Gli stati, come di ci tu, dovrebbero legiferare per........ Gli stati, la politica, hanno legiferato ma per ceder sempre più potere a questo tipo di nefasto modello distruttivo. Le ragioni di questi comportamenti della politica nei confronti del sistema bancofinanziario, hanno origini e lotane e metodi consolidati. Sarebbe troppo lungo afrontare la complessità di questo argomento.
Saluti
Talelbano
Franco Masini
19 dicembre 2016 alle ore 12:59"Ilmiocommento ésemplice: Purroppo éinutile e vano rimpiangere ilpassato che ormai non tornerà più. Ilpassato se vogliamo concederci ancora qualche minuto di riflessione era composto da "uomini" veri e non da figli di paàacamuffati da uomini. Mentre i primi proevenivano o dalla gavetta o da famiglie agiate ma con ancora ben saldi i principi ottcenteschi di una imprenditorialità umana (non tutti però) per la qual cosa avevano costruito un benessere, e quindi una nazione, dove tutti potevano attingere al benessere generale. Oggi invece si tende, paradossalmente a tornare ai primordi, al medioevo quando ai padroni e signori, era tutto concesso e mentre al popolo non restava chepiangere e morire di fame loro, i sognori, accumulavano immense ricchezze e titolionorifici e conti e marchesi alla faccia di tutti gli altri. Speriamo che il vero progresso che non é solo tecnologico, ma soprattutto umano, si imponga presto anchr alle masse, altrimenti saranno guai seri"
Rosa Anna
19 dicembre 2016 alle ore 13:22Non sono imprenditori in via di estinzione,
conosco attività nate da poco con grandi idee
La sostanziale differenza è fra INDUSTRIALE ed imprenditore
il primo crea il secondo ruba
Ma aggiudico molte responsabilità agli organi di controllo
e alle associazioni tipo Confindustria Confartigianato e Confomnercio Si tende con la parola imprenditore generalizzare cani e porci grandi attività e piccole botteghe e intrallazzatori di borsa
Gianfranco B.
19 dicembre 2016 alle ore 14:54INDUSTRIALE: sostantivo Maschile e Femminile Persona che opera nel settore dell'industria come imprenditore.
Forse ti sbagli tra imprenditore e speculatore. Comunque ci mancherebbe altro che l'industriali/imprenditori non ci fossero più. Purtroppo sono sempre meno e costretti ad operare in situazioni ostili. L'umus in cui operare è stato creato per i grossi gruppi industriali a scapito della piccolae media impresa. Infatti, non a caso, abbiamo perso, in pochi anni, oltre il 25% delle attività produttive.
Ciao
Talelbano
Fasog Gi
19 dicembre 2016 alle ore 13:47Gli imprenditori attuali sono il frutto di una società che ha perso valori e punti di riferimento, mancano molto spesso di etica, di moralità e qualche volta anche di onestà. Avevano il compito di migliorare quanto fatto e raggiunto dai padri, e non lo stanno facendo a parte poche nobili eccezioni. Ovvio che si lavori per il margine di redditività, ma questo va raggiunto rispettando tutti le regole. Ora invece si preferisce sostituire il buon burro di cacao con il letale (per la salute e l'ambiente) olio di palma che assicura però margini da capogiro, o si producono i jeans in paesi ove non vengono rispettati i diritti umani, e si sfruttano i minori, con un costo di 10/12 dollari cad in casa , per poi trovarli in vetrina a più di 200 euro. Idem per scarpe, borse ecc. Guadagni facili realizzati sfruttando in maniera invereconda la gente e l'ambiente. Anche a questa gentaglia va detto un bel NO . Pentitevi ! Cambiate !
Gianfranco B.
19 dicembre 2016 alle ore 15:09
In parte che c'è del vero in quanto scrivi. Ma la cosa e più complessa e articolata. Tutta una serie di leggi, procedure, vincoli e sbarramenti hanno fatto si che l'imprenditoria industriale meno attaccata al pezzo, fosse attratta dagli apparenti profitti delle speculazioni finanziarie. Molti industriali, strumentalmente, sono stati messi nelle migliori condizioni per poter cedere o dismettere le attività. Quando la rendita finanziaria/parassitaria è più remunerativa, apparentemente, della rendita industriale la semplice considerazione fatta da moltissimi industriali, di quarta fila, è stata: "chi me lo fa fare di rompermi i coglioni e di farmi il culo? Quando con li stessi soldi posso guadagnare di più non facendo niente. In questo modo è stata distrutta la ricchezza del pese e quella di molti industriali. La nostra situazione è più grave di quanto appaia. Oltre ad aver perso più del 25% della produzione in pochi anni, la caduta libera continua e non sappiamo fino a quando.
Saluti
Talelbano
Franco Masini
19 dicembre 2016 alle ore 15:43"Lettera aperta a Beppe Grillo. Caso Raggi : é evidente che il PD la strumentalizza per dare a Voi dei 5Stelle patente di incompetenza ma é un falso un enorme e sfacciato falso d'autore infatti , subito dopo (ossia oggi) e per bocca di quell'osceno essere che é Giachetti, abbiamo sentito dire in TV (la 7) proprio questo: "E' bene che la Raggi, eletta dal popolo, governi; governi fino alla fine" . E'già perché vogliono evitare l'errore di farla andar via in quanto poi dovrebbero, magari con il nuovo sindaco, governare loro con tutti gli insormontabili problemi irrisolti che ciò comporterebbe. Ma al tempo stesso, Roma, deve essere governata e siccome la Raggi é stata eletta a furor di popolo e nessuno la può cacciare, salvo il popolo stesso, ecco che entri in ballo Tu caro Beppe, che non puoi farle fare ciò che vuoi, ma non puoi fare altro che appoggiarla , aiutarla, metterla in guardia contro la malefiche azioni dei suoi antagonisti e lasciarla lavorare in pace. Il popolo ce l'ha voluta e non c'é barba di Beppe Grillo né di opposizione né di altri che non Lei stessa che la possa allontanare dal suo coraggioso proposito di governare la sua amata città, Roma" Franco
daniella
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Diego Ecologista
30 maggio 2017 alle ore 11:27Incredibile... strani personaggi dominano il mondo.
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