
Calamandrei e la Costituzione
4 dicembre 2016 alle ore 10:45•di MoVimento 5 Stelle
di Piero Calamandrei - discorso agli studenti milanesi
L'art.34 dice: "I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi". Eh! E se non hanno i mezzi? Allora nella nostra costituzione c'è un articolo che è il più importante di tutta la costituzione, il più impegnativo per noi che siamo al declinare, ma soprattutto per voi giovani che avete l'avvenire davanti a voi. Dice così:
"E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese".
E' compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana: quindi dare lavoro a tutti, dare una giusta retribuzione a tutti, dare una scuola a tutti, dare a tutti gli uomini dignità di uomo. Soltanto quando questo sarà raggiunto, si potrà veramente dire che la formula contenuta nell'art. primo: "L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro" corrisponderà alla realtà. Perché fino a che non c'è questa possibilità per ogni uomo di lavorare e di studiare e di trarre con sicurezza dal proprio lavoro i mezzi per vivere da uomo, non solo la nostra Repubblica non si potrà chiamare fondata sul lavoro, ma non si potrà chiamare neanche democratica perché una democrazia in cui non ci sia questa uguaglianza di fatto, in cui ci sia soltanto una uguaglianza di diritto, è una democrazia puramente formale, non è una democrazia in cui tutti i cittadini veramente siano messi in grado di concorrere alla vita della società, di portare il loro miglior contributo, in cui tutte le forze spirituali di tutti i cittadini siano messe a contribuire a questo cammino, a questo progresso continuo di tutta la società.
E allora voi capite da questo che la nostra Costituzione è in parte una realtà, ma soltanto in parte è una realtà. In parte è ancora un programma, un ideale, una speranza, un impegno di lavoro da compiere. Quanto lavoro avete da compiere! Quanto lavoro vi sta dinanzi!
E stato detto giustamente che le costituzioni sono anche delle polemiche, che negli articoli delle costituzioni c'è sempre anche se dissimulata dalla formulazione fredda delle disposizioni, una polemica. Questa polemica, di solito è una polemica contro il passato, contro il passato recente, contro il regime caduto da cui è venuto fuori il nuovo regime.
Se voi leggete la parte della costituzione che si riferisce ai rapporti civili politici, ai diritti di libertà, voi sentirete continuamente la polemica contro quella che era la situazione prima della Repubblica, quando tutte queste libertà, che oggi sono elencate e riaffermate solennemente, erano sistematicamente disconosciute. Quindi, polemica nella parte dei diritti dell'uomo e del cittadino contro il passato.
Ma c'è una parte della nostra costituzione che è una polemica contro il presente, contro la società presente. Perché quando l'art. 3 vi dice: "E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana" riconosce che questi ostacoli oggi vi sono di fatto e che bisogna rimuoverli. Dà un giudizio, la costituzione, un giudizio polemico, un giudizio negativo contro l'ordinamento sociale attuale, che bisogna modificare attraverso questo strumento di legalità, di trasformazione graduale, che la costituzione ha messo a disposizione dei cittadini italiani. Ma non è una costituzione immobile che abbia fissato un punto fermo, è una costituzione che apre le vie verso l'avvenire. Non voglio dire rivoluzionaria, perché per rivoluzione nel linguaggio comune s'intende qualche cosa che sovverte violentemente, ma è una costituzione rinnovatrice, progressiva, che mira alla trasformazione di questa società in cui può accadere che, anche quando ci sono, le libertà giuridiche e politiche siano rese inutili dalle disuguaglianze economiche, dalla impossibilità per molti cittadini di essere persone e di accorgersi che dentro di loro c'è una fiamma spirituale che se fosse sviluppata in un regime di perequazione economica, potrebbe anche essa contribuire al progresso della società. Quindi, polemica contro il presente in cui viviamo e impegno di fare quanto è in noi per trasformare questa situazione presente. Però, vedete, la costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé.
La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove: perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile; bisogna metterci dentro l'impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità. Per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l'indifferenza alla politica. È un po' una malattia dei giovani l'indifferentismo. «La politica è una brutta cosa. Che me n'importa della politica?». Quando sento fare questo discorso, mi viene sempre in mente quella vecchia storiellina che qualcheduno di voi conoscerà: di quei due emigranti, due contadini che traversano l'oceano su un piroscafo traballante. Uno di questi contadini dormiva nella stiva e l'altro stava sul ponte e si accorgeva che c'era una gran burrasca con delle onde altissime, che il piroscafo oscillava. E allora questo contadino ipaurito domanda ad un marinaio: «Ma siamo in pericolo?» E questo dice: «Se continua questo mare tra mezz'ora il bastimento affonda». Allora lui corre nella stiva a svegiare il compagno. Dice: «Beppe, Beppe, Beppe, se continua questo mare il bastimento affonda». Quello dice: «Che me ne importa? Unn'è mica mio!». Questo è l'indifferentismo alla politica.
È così bello, è così comodo! è vero? è così comodo! La libertà c'è, si vive in regime di libertà. C'è altre cose da fare che interessarsi alla politica! Eh, lo so anche io, ci sono
Il mondo è così bello vero? Ci sono tante belle cose da vedere, da godere, oltre che occuparsi della politica! E la politica non è una piacevole cosa. Però la libertà è come l'aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent'anni e che io auguro a voi giovani di non sentire mai.
E vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perchè questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare dando il proprio contributo alla vita politica
Quindi voi giovani alla Costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come vostra; metterci dentro il vostro senso civico, la coscienza civica; rendersi conto (questa è una delle gioie della vita), rendersi conto che nessuno di noi nel mondo non è solo, non è solo che siamo in più, che siamo parte, parte di un tutto, un tutto nei limiti dell'Italia e del mondo. Ora io ho poco altro da dirvi. In questa Costituzione c'è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie. Sono tutti sfociati qui in questi articoli; e, a sepere intendere, dietro questi articoli ci si sentono delle voci lontane
E quando io leggo nell'art. 2: «l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica, sociale»; o quando leggo nell'art. 11: «L'Italia ripudia le guerre come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli», la patria italiana in mezzo alle altre patrie
ma questo è Mazzini! questa è la voce di Mazzini!
O quando io leggo nell'art. 8:«Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge», ma questo è Cavour!
O quando io leggo nell'art. 5: «La Repubbllica una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali», ma questo è Cattaneo!
O quando nell'art. 52 io leggo a proposito delle forze armate: «l'ordinamento delle forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica», esercito di popoli, ma questo è Garibaldi!
E quando leggo nell'art. 27: «Non è ammessa la pena di morte», ma questo è Beccaria! Grandi voci lontane, grandi nomi lontani
Ma ci sono anche umili nomi, voci recenti! Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa costituzione! Dietro ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, cha hanno dato la vita perché libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa cartra. Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, è un testamento, è un testamenteo di centomila morti.
Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove fuorno impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione.
Commenti (30)
ciro pace
4 dicembre 2016 alle ore 11:41buon giorno a tutti sono antato avotare questa madina nel comune di pomigiano d arco in provincia di napoli ho pisicciato con adetti che stavano li per il pulico perche loro davono le scete per il vuoto a la gente davo la pena per vuotare una matita e io lo richiamato che loro non dovevano dare le matita per chi va avotare dovete dare la penna loro mia no deto qul tipo di matita non si scancela ho ok fate molto atenziole ciao ta ciro pace e buona domenica a tutti
Pier
4 dicembre 2016 alle ore 18:51Pace e Bene,
rileggere prima dell'invio NO vero?
Matteo L.
4 dicembre 2016 alle ore 11:47Solo un appunto a questo bellissimo discorso: non temiamo di dire che la nostra costituzione è rivoluzionaria! Essere rivoluzionari significa lottare non arrendersi e crederci fino in fondo. Oggi è giunto il momento di dimostrarlo! Buona domenica e buon voto a tutti!
Amalia Francesca riso
4 dicembre 2016 alle ore 12:16Grazie , un post commovente che porta a riflettere .
La carta Costituzionale va applicata e se vince il NO come spero, c'è da lavorare !
Fasog Gi
4 dicembre 2016 alle ore 13:35Giovani, sia l'inizio della vs rivoluzione, non fatevi corrompere da chi in realtà vi piscia in testa ogni giorno, togliendovi la possibilità di un lavoro, la dignità, la speranza, la voglia e la facoltà di farvi una famiglia vostra. Riscoprite i valori racchiusi nella ns attuale Costituzione e andate a votare NO. Fate che questa buia notte abbia a finire, cambiate il mondo dei Renzusconi. Vi voglio bene.
michele ortu
4 dicembre 2016 alle ore 14:46 Ottimismo e speranze resi vani sinora dall'incapacità degli Italiani di portare avanti i buoni propositi a discapito di errati convincimenti creati da falsa informazione... e corruzione morale in multilevel.
giovanni f.
4 dicembre 2016 alle ore 14:57un promemoria a tutti gli altri partiti i quali spesso dimenticano:
"E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese".
Dodaro Paolo
5 dicembre 2016 alle ore 16:47Questo art.34 della nostra Costituzione mi fa sentire orgoglioso e con tante speranze per i nostri figli. Viva la Costituzione Italiana.
Nando Meliconi (in arte "l'americano")
4 dicembre 2016 alle ore 21:23ENTRY FURB - EXIT POLL
Stemperando l'attesa :)
La prossima volta sdraiamoci sui binari ferroviari se si fa un uso improprio dei mezzi d'informazione pubblici!
Par de palle, no par condicio!
Buon'attesa a tutti.
Nando da Roma
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4 dicembre 2016 alle ore 22:21Arriva un collione assieme ad altri collioni senza cervello a modificare la costituzione ; la cosa migliore x loro e modificarsi la mente che non assimila piu'qual'e la logica o la deficenza mentale che hanno.
Shahab Shirakbari
5 dicembre 2016 alle ore 07:58LA FINE DELLA II REPUBBLICA....
Il 59,8 per cento dei voti del NO significa;
1- Italiani chiedono un cambiamento radicale...
2- Il sistema dei partiti tradizionali non è più credibile,...
3- Maggior partito della II repubblica pd, ha fatto un passo in avanti per farsi conoscere e due passi indietro per farSì a parte... che di sinistra non ha più niente, c' era una volta...
4- Per M5* oggi non è come ogni lunedì è diverso, è il momento della verità e grande responsabilità, chiedere nuove elezioni e prepararsi a governare, è cambiato l'equilibro politico del paese, la situazione è molto delicata, la sinistra è sconfitta e divisa, la destra è senza un leder, è necessario adottare strategia politica per rispondere a questa situazione di dopo referendum...INCONTRIAMOCI...
https://www.meetup.com/it-IT/Meetup-Controllo-dellimmigrazione-Terni/
Giacomo SAN MARTINI
5 dicembre 2016 alle ore 08:10Propongo di cancellare il peccato originale della nostra repubblica con la seguente LEGGE ELETTORALE:
Il parlamento viene eletto con le modalità previste dagli articoli 56 e 57 della costituzione promulgata nel 1948, poi modificati a grande maggioranza dai partiti senza ricorso a referendum.
anissa aide
8 dicembre 2016 alle ore 21:10
Osservate la vostra possibilità gli amici!!!
Buongiorno signore & signora
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enzo bargellini
26 dicembre 2016 alle ore 10:55
Egregio il Proposito Signor GIACOMO,enzo bargellini da santarcangelo di ROMAgna;cordialità e felice anno Prossimo.
enzo bargellini
26 dicembre 2016 alle ore 11:03
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enzo bargellini da santarcangelo di ROMAgna.
BLOGNE JUSTINE
5 dicembre 2016 alle ore 08:39Ciao
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Massimiliano Zafaro
5 dicembre 2016 alle ore 10:44L'art.34 dice: "I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.....bla bla ma che c'e' ancora qualcuno che ci crede? ho due figli con 1 anno di differenza uno dall' altro e ogni anno per una cazzata o l'altra tocca sempre ricomprare i libri ora di questa ora di quell'edizione .......con sta storia del diritto allo studio avete rotto i coglioni cazzo.E piu' si alza il livello e piu' serve la grana......per un corso universitario bisogna fare i debiti altro che palle...
flavio guglielmetto mugion
5 dicembre 2016 alle ore 13:28Calamandrei , un grande pensiero.
Adolfo Treggiari
5 dicembre 2016 alle ore 16:06Per avere un Paese migliore sarebbe bastato applicare la Costituzione invece di cercare di stravolgerla. Per fortuna siamo ancora in tempo. Meglio tardi che mai.
Andrea L.
8 dicembre 2016 alle ore 20:16Questi sono in malafede. Vogliono toglierci quella sovranità che la costituzione ancora ci garantisce, ma siamo noi che dobbiamo obbligarli a rispettarla.
giuseppe utano
6 dicembre 2016 alle ore 00:30Tre toscanelli non fanno un grande toscano!
EROS COCOCCETTA
6 dicembre 2016 alle ore 01:58...rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana: quindi dare lavoro a tutti, dare una giusta retribuzione a tutti, dare una scuola a tutti, dare a tutti gli uomini dignità di uomo...Parole sacrosante, solo che per realizzare tutto questo ci vuole la SOVRANITA' MONETARIA, che l'Italia ha gettato nel cestino con l'entrata nell'Euro. Quindi dobbiamo andare a battere in pugni in Europa e pretendere che la BCE (che ora per statuto può dare i soldi solo alle banche) dia i soldi agli Stati a tassi bassissimi, perché rimanere in questo sistema euro ci costa 80 Mld l'anno di interessi sul debito pubblico che regaliamo alle banche. Bisogna farlo subito. Ne va di mezzo il futuro nostro e dei nostri figli. Se l'Europa risponde picche riprendiamoci la sovranità monetaria con la nostra Lira.
gionna
6 dicembre 2016 alle ore 03:05buongiorno per tutta la vostra necessità e di prestito di credito per questi celebra di fine 'anno volete contactr signora MANECCHI che pouras aiutarvi mail: silvia19manecchi75@gmail.com
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7 dicembre 2016 alle ore 15:28Buongiorno
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john rude james
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enzo bargellini
8 dicembre 2016 alle ore 10:56
Carissimi,il numero di commenti a questo articolo pubblicato nell'immanenza del "parziale" ripristino della "COSTITUZIONE ORIGINALE" è palese indicatore di quanto ancora lavoro sia necessario alla COMPRENSIONE del pensiero di questi Vs.STRAORDINARI PADRI.
Con saluti et cordialità al Vs.padre Politico Giuseppe...(omissis)...Piero in primis et a tutti Voi coerenti et onesti.
enzo bargellini da Santarcangelo ove sindaca tale attrice inventata da Lewis Carroll.
francesco capozzi
9 dicembre 2016 alle ore 14:32RIMUOVERE GLI OSTACOLI .........
francesco capozzi ROMA
9 dicembre 2016 alle ore 14:39RIMUOVERE GLI OSTACOLI.....
enzo bargellini
17 dicembre 2016 alle ore 09:26 Nel 2001 con il primo referendum Costituzionale approvato SENZA QUORUM si è aperta una brutta strada.
Nella Costituzione originale approvata in Roma il 27 dicembre 1947 NON trovo tracce di votazioni valide SENZA QUORUM.
Quel testo è stato prodotto da Grandi Uomini con idee Repubblicane solidamente storiche.
Essa è scritta in vincoli progressivi ingangherati gerarchicamente e chiusa circolarmente nella più resistente forma geometrica secondo antiche precessioni.
L'apparente antinomia fra l'art.138 e l'art.75 è solo apparente appunto.
Con saluti e cordialità da Santarcangelo di Romagna.
enzo bargellini
7 marzo 2017 alle ore 08:28
Carissimi,RIPRISTINARE il testo ORIGINALE della Costituzione è il Primo Passo da farsi...poi...qualche LIEVE ritocco...per primo:
RIDUZIONE dei rappresentanti centrali in rapporto...diciamo 1:50...che ve ne pare...naturalmente solo come inizio.
Saluti et cordialità a Tuuti Voi da una piovviginosa ROMAgna
