#RenziQuantoCiCosti?

di MoVimento 5 Stelle

Il Pd non sa più cosa fare per portare avanti la campagna per una riforma che ormai pare chiaro non piacere affatto agli italiani. Si attacca alle peggiori soluzioni come ad esempio regalare la sanità campana a De Luca con un emendamento nascosto in legge di stabilità (e da noi smascherato). Sopra ogni cosa però, la soluzione adottata dai piddini per cercare di portare a casa il referendum è la menzogna.
Ci dispiace per loro perché hanno finito i pochi argomenti di buon senso. Ad esempio vi abbiamo dimostrato quanto fosse una balla quella di voler riformare la Costituzione per ridurre i costi della politica: perché allora hanno votato no al dimezzamento dello stipendio di tutti i parlamentari, proposto dal Movimento 5 stelle, che avrebbe fatto risparmiare ben 87 milioni di euro l’anno?
E la cosa più assurda è che proprio loro, che non si vogliono tagliare lo stipendio, attaccano sulle restituzioni che i nostri portavoce fanno ogni mese ai cittadini italiani tagliandosi lo stipendio e destinando le somme al fondo del microcredito, che ha già creato oltre 3mila imprese e quasi 8mila nuovi occupati.
Vi rendete conto? Una delle punte di diamante è poi quella Giuditta Pini che, secondo le inchiesta di stampa, è la prima contributrice del Pd e che nel solo 2013 ha versato 58 mila euro per aver ottenuto il seggio. La quota prevista – e il Pd risulta essere la forza politica con le tariffe più salate – sempre secondo le inchieste è di 150mila euro.
Il MoVimento 5 Stelle in Parlamento ha denunciato la vicenda, con interrogazioni e con una lettera ai presidenti di Camera e Senato ma, oltre l’ammissione diretta del senatore Pd Corradino Mineo, il silenzio più totale.
Quindi – ricapitolando – il Pd che vende i seggi in Parlamento e che realizza pratiche del tutto simili al voto di scambio, come quelle di De Luca in Campania, attacca il MoVimento che restituisce parte degli stipendi per creare nuove aziende e nuovi posti di lavoro.

VIDEO De Luca e la frittura per la Costituzione

Ma poveretti, li capiamo: non sanno più cosa dire.
Una sola domanda: #RenziQuantoCiCosti?

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