
La strage degli editori italiani
27 novembre 2016 alle ore 10:50•di MoVimento 5 Stelle
da Affaritaliani.it
Una drammatica perdita di copie. Salgono i debiti, scendono gli investimenti. Mediobanca fotografa la situazione dell'editoria italiana. Nel quinquennio 2011-2015 i ricavi aggregati dei nove maggiori gruppi editoriali italiani hanno segnato una flessione del 32,6%, passando dai 5,7 miliardi di euro del 2011 ai 3,9 del 2015 (-4,2% rispetto ai 4,1 miliardi del 2014). In un quinquennio si sono persi 2 miliardi di ricavi, pari a quasi un terzo del fatturato 2011. Le minori vendite hanno ridotto l'occupazione - prosegue il rapporto - che si e' ridimensionata nel quinquennio del 24,8% coinvolgendo circa 4.600 dipendenti.
Affaritaliani.it pubblica il report integrale sui principali gruppi editoriali italiani, cui fanno capo i principali quotidiani nazionali d'informazione, realizzato dall'Area Studi di Mediobanca. Lo studio, alla sua terza edizione, analizza i bilanci nel quinquennio 2011-2015 e nei primi nove mesi 2016.
I principali nove Gruppi editoriali italiani hanno ridotto il fatturato del 32,6% tra il 2011 e il 2015 (-1,8 mld.) e del 4,2% nel 2015-14, fermandosi a segnare vendite per 3,9 mld. nel 2015. Mondadori il nuovo maggiore player del mercato editoriale italiano.
Nello stesso periodo 2011-15 hanno cumulato perdite nette per 2 mld. Solo Cairo Editore e L'Espresso sono in utile nel quinquennio 2011-15.
Sempre nel 2011-15 hanno ridotto la forza lavoro di oltre 4.500 unità, scendendo a 13.090 dipendenti a fine 2015 (in termini omogenei pari a -24,8%; -2,6% nel 2015-14).
La redditività operativa resta inferiore a quella della manifattura italiana, ma è migliorata rispetto al dato negativo del 2014 (0,1% il MON sul fatturato 2015), soprattutto per la forte azione di contenimento dei costi (- 8,9% nel 2015-14).
Cairo Editore, Itedi e L'Espresso primeggiano per redditività operativa nel 2015; Il Sole 24 ORE e Class in coda.
La struttura finanziaria è solida a livello aggregato (nel 2015 i mezzi propri sono in media 1,5 volte i debiti finanziari), ma molto differenziata fra i singoli Gruppi. Agli estremi nel 2015: Cairo Editore, che non ha debiti finanziari, e RCS che ha un'esposizione finanziaria di oltre 5 volte superiore ai mezzi propri. La liquidità è pari a meno di un terzo dei debiti finanziari. Cairo Editore non ha debiti finanziari e Caltagirone Editore ha una liquidità che ammonta a oltre 4 volte l'esposizione finanziaria.
Gli investimenti si sono più che dimezzati nel periodo 2011-15 (in cinque anni investiti 35 mld in meno, -55%).
Confronto con Germania-Francia-UK: Italia in coda per contrazione del giro d'affari nel 2015-14 (solo la Germania segna un aumento), davanti alla Francia per redditività operativa (ma dietro a Germania e UK), in coda per solidità finanziaria (Germania davanti a tutti) e per investimenti (UK davanti a tutti).
La diffusione dei quotidiani continua a calare in Italia (-33% nell'ultimo quinquennio e -9% rispetto al 2014), più che in Europa (-23,8% e -4,7%).
Il 2016 segna una tendenza al consolidamento del settore (Cairo-RCS, Espresso-Itedi).
Commenti (21)
patti c.
27 novembre 2016 alle ore 11:04I giornali non li legge piu' nessuno ormai i cittadini hanno capito che e' inutile perche' non danno informazioni ma solo menzogne. Non chiudono perche' c'e dietro un grande business di soldi con finanziamento pubblico che ingrassa politici e giornalisti
stefano c.
27 novembre 2016 alle ore 12:02nella mia vita non ho mai comprato un quotidiano
paragono i giornalisti alle portinerie di un condominio.
si trincerano dietro il diritto di cronaca ma sono
solo pettegolezzi, notizie manipolate, titoli estremizzati pur di spingere all'acquisto succhiatori di risorse economiche pubbliche
vedi l'unità come esempio più recente
spero si arrivi presto alla loro chiusura
Roberto Pinzanii (manunta di jago stianti)
27 novembre 2016 alle ore 13:58Non sono d'accordo poi cosa mettiamo sul fondo
Dei sacchetti della spazzatura?
Pensaci prima di fare dichiarazioni azzardate
giovanni f.
27 novembre 2016 alle ore 12:10Braccia Sottratte All'Agricoltura.
Gianfranco B.
27 novembre 2016 alle ore 16:48
Lascia perdere. Non hai idea di cosa sia l'agricoltura. Se questi dovesero occuparsi d'agricolura dovremmo importare anche il basilico. Piuttosto sono braccia sottratte al movimento terra manuale.
Ciao
Talelbano
FRANCO FRASCA
27 novembre 2016 alle ore 14:19La stessa fine faranno le TV, così imparano che le menzogne hanno le gambe corte.
Canzio R.
27 novembre 2016 alle ore 14:23Ma voi pensate, ad esempio,che a quelli dell'unita ,con i 250 MLN di euro (DUECENTOCINQUANTA MILIONI DI EURO) di soldi NOSTRI-N O S T R I, che si sono beccati in questi anni ,grazie anche al loro premio "nobel" per l'economia,sposetti, gliene frega qualcosa? Anche per questo dico NO!! ..vadano a lavorare,una volta per tutte, così "scopriranno" cosa è il lavoro...se lo ..trovano.
Adolfo Treggiari
27 novembre 2016 alle ore 17:07Inevitabile il declino della carta stampata dopo la diffusione di internet. Aggiungiamoci che i giornali informano sempre di meno è sempre di più sono organi di propaganda. Non a caso sono tutti finanziati dal governo.
giancarlo ricomini
27 novembre 2016 alle ore 17:52per forza sono in perdita le persone non credono piu alle bugie che raccontano va solo bene per il giornale del pd l unita che e foraggiato dai contribuenti cosa volete che raccontano i giornalisti rondolino e andrea carbone che hanno cambiato casacca gia un paio di volte questi due vanno sempre dietro alle poltrone sono persone innaffidabili come il bomba e il suo governo il 4 dicembre prendono la buona uscita dagli italiani
Gianfranco B.
27 novembre 2016 alle ore 18:07L'unica cosa che mi spiace, per il crollo dei quotidiani, sono i posti di lavoro dei tipografi, impiegati, operai e similari. Per i giornalisti propongo una colletta per potergli assicurare un futuro in qualche paese che è nella merda anche grazie alle loro costanti menzogne.
Comunque, aspettiamoli al capo linea. Prima o poi arriveranno quasi tutti li.
Saluti
Talelbano
Amalia Francesca riso
27 novembre 2016 alle ore 18:09I giornali non sono tutti finanziati dallo Stato ma manipolati da chi li finanzia si, in ogni caso comanda chi PAGA .
angel dom
27 novembre 2016 alle ore 19:02POCHE PAROLE PER CONVINCERE GLI INDECISI A VOTARE NO.
Democrazia e avere più pareri per approvare le leggi, in modo che un'eventuale incosciente, anche se il più onesto, non possa legiferare a proprio piacimento, ma debba ascoltare l'opinione di tutti i rappresentanti del popolo, perché, potrebbe fare degli errori di valutazione e far soffrire una parte della popolazione per una legge che lui considerava giusta.
Ma poi mi spieghi, ma sei così sicuro di vincere le elezioni? Ma anche quando ti danno perdente?
Ma allora, Vuol dire che sei sicurissimo di prendere più voti degli altri e questo mi dà un pò da pensare.
Ma se invece eventuali giochi non ti riescono, come fai a sostenere e rischiare di offrire un potere così alto a chi verrà dopo di te.
Praticamente ci stai dicendo che sei talmente affamato di potere che non t'importa di che fine farà il popolo se a vincere fosse un delinquente camorrista e, lasceresti il popolo Italiano nelle mani di uno che in 5 anni potrebbe cambiare le leggi in modo che a vincere possa sempre e solo, essere lui, condannandoci a tutto quello che potrebbe farci. (non ti ricorda qualcuno?
Possibile che vorresti che votassimo sì, per farci governare da un non eletto, così tanto sprovveduto.
Ma voi che votate si, e voi che non andate a votare, ma a chi credete di più? A chi vuole rinunciare a questo potere nonostante abbia buone probabilità di vincere, chiedendovi il no, o chi nonostante tutto quello che ha fatto (Il peggio del peggio) è convinto di vincere e vi chiede il sì??????????
State attenti che indietro poi non si può più ritornare e per farvi star zitti e sottomessi oltre a tutti i diritti che vi ha tolto gli basteranno poche e più restrittive leggi, approvate in solo minuto.
Paola Zito
27 novembre 2016 alle ore 19:22Strage degli editori? È un tragico evento voluto solo da loro.
Non danno spazio alla realtà del paese. Alla pancia del Paese. Non sono obiettivi nel dare notizie. Non sono più in sintonia con I lettori...
Non prendono in cosiderazione le proposte editoriali degli scrittori di periferia, I figli della gente di nessuno, ma preferiscono pubblicare I "soliti" noti che ormai rappresentano "il vecchio"!
Non sono sensibili alla freschezza di nuove storie, di saggi alternativi, di nuovi progetti., non danno spazio ai nuovi autori. Alle storie vere della vita.
Chi non ha il coraggio di pubblicare il vero ( notizie) e il nuovo, (manoscritti) non ha il coraggio di continuare ad "essere" e, inevitabilmente perde quota e... scompare.
Anche I potenti "piangono"!
Paola
LUGO VIRGINIE
28 novembre 2016 alle ore 06:53Ciao mondo
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Paolo C.
28 novembre 2016 alle ore 23:55Editori ? È una specie estinta . Restano solo finanza e imprenditori che controllano aziende editoriali
LUGO VIRGINIE
29 novembre 2016 alle ore 05:32Ciao
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fabio bagnoli
29 novembre 2016 alle ore 13:48speriamo che continuano cosi , a forza di disinformare e sparare cazzate per sottosviluppati mentali dovranno chiudere battenti molto presto , gli scemi in italia che leggono giornali sono quasi finiti , sono rimasti solo i giornalisti che di scemenze ne scrivono a palate , ormai sono gli unici coglioni rimasti in italia , basta vedere gente come rondolino per capire lo standart qualitativo italiano , roba da sub-normali .
kaleb méchane
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