La Costituzione è di tutti, non del Pd #iodicono

di Aldo Giannuli

Il Pd dice: “Dopo che si aspettava da 40 anni noi abbiamo fatto questa Riforma.” Vero. Ma in che senso?
Questa è un’informazione vera, ma io non ne andrei tanto orgoglioso. Non si tratta di una riforma qualsiasi, si tratta della Costituzione. E la Costituzione per sua natura deve essere condivisa da tutti. Il patto costituzionale è qualcosa in cui tutti si devono riconoscere. Le regole del gioco non le fa un giocatore solo, la Costituzione che ha retto per 70 anni questo paese è stata approvata dal 83% dell’Assemblea Costituente; un’assemblea eletta con metodo proporzionale in elezioni a cui hanno partecipato oltre l’85% degli italiani. Oggi siamo di fronte a una Costituzione che ha dietro un partito che ha avuto il 25% dei voti, con pochi alleati che tutto sommato non superano il 6 – 7%, quindi questa è una Costituzione di minoranza imposta da una minoranza a tutti gli altri.
Si fa passare un precedente gravissimo, per il quale ogni maggioranza occasionale in Parlamento modifica la Costituzione come gli pare. Questa è la fine della Costituzione in quanto idea. Ogni Costituzione diventerà una Costituzione di passaggio che rispecchierà i rapporti di forza di una particolare legislatura. Costituzioni di partito che non potranno che spezzare l’idea di Costituzione come patria comune, in questo senso Renzi ha già fatto un grave danno. Qualsiasi sia l’esito del referendum, -noi auspichiamo la vittoria del No e con larga maggioranza- è però ragionevole che o il sì o il no ottengano un cospicuo risultato non inferiore probabilmente al 30 35%, e quindi avremo spaccato il paese sul tema come la Costituzione. Comunque vada avremo rotto l’idea di un patto di “tutti intorno alla Costituzione“. Altrettanto potremmo dire della legge elettorale.


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