#IoDicoNo perchè non voglio il Renzi solo al comando



di Aldo Giannuli

“Abbiamo fatto questa riforma perché la democrazia deve decidere”: FALSO.
Questa affermazione fornisce delle intenzioni che in realtà non corrispondono alla realtà. Il problema non è quello che la democrazia debba assumere decisioni: nessuno pensa che la democrazia non debba decidere o non debba decidere tempestivamente. E’ ovvio che la democrazia è la discussione al termine della quale si assumono delle decisioni.

Il problema è che il governo Renzi non vuole la discussione, vuole una decisione accentrata da parte del governo. L’idea è quella che il governo sia una sorta -e il suo capo in particolare- una sorta di dittatore temporaneo senza controlli, senza confronti, senza discussioni. Il problema non è quello di assumere decisioni, ma di assumere decisioni giuste, e non è affatto scritto da nessuna parte che una decisione purchessia è sempre meglio che nessuna decisione. Soprattutto dopo la crisi abbiamo assistito a una grande quantità di decisioni sbagliate, che hanno peggiorato notevolmente l’andamento della crisi stessa.

All’inizio della crisi si è negata, dopo la si è riconosciuta, ma si è affrontata solo con interventi di liquidità che non toccavano l’architettura del sistema, con l’effetto di spostare la bolla finanziaria su altre speculazioni come quella sulle materie prime, che a sua volta ha prodotto una serie di rivolte popolari soprattutto per l’impennare dei costi delle materie alimentari. Questo a sua volta ha riattivato la dinamica dei prezzi petroliferi e così via, con il risultato che la crisi ha finito per rimbalzare dall’aspetto finanziario a quello economico, a quello politico, a quello sociale, approfondendosi sempre di più.

Quindi decisioni sì, ma decisioni opportunamente vagliate. Anche perché ricordiamo una cosa: una decisione assunta dal governo senza adeguato coinvolgimento dell’opposizione e delle altre forze politiche, rende di fatto più debole il Paese non più forte, perché lo espone ai contraccolpi di un fallimento. L’uomo solo al comando può in un primo momento unificare il Paese, ma se non ha risultati sul medio periodo diventerà un punto di debolezza, diventerà il parafulmini della protesta popolare e degli odi del paese.

Quindi decidere sì, ma decidere spaccando il Paese, decidere attraverso meccanismi sopraffattori, non è affatto un modo per rendere un servizio non solo alla democrazia ma anche allo stesso Paese. Decidere sì, ma sempre dopo un’adeguata discussione che ovviamente non deve essere infinita, deve avere tempi, ma in ogni caso deve essere garantito il confronto democratico.

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