Il MoVimento 5 Stelle, una storia italiana raccontata al mondo

di seguito l’intervento di Davide Casaleggio al Global Forum on Modern Direct Democracy che si è tenuto a San Sebastian sabato 19 novembre.

Grazie per avermi invitato qui oggi. Sono qui per raccontarvi una storia avvenuta in Italia, dove in 5 anni siamo passati da 0 a 8.700.000 voti, circa il 25% dei voti del paese.
Tutto ciò senza fondi e utilizzando solo la rete. Ho alcune storie da condividere con voi, lo farò brevemente per rimanere nei tempi.
L’elemento rivoluzionario è sicuramente internet. Ha cambiato le regole del gioco nel mondo e in particolare in Italia.
Oggi vi parlerò del MoVimento 5 Stelle. Cosa è successo in Italia e come siamo arrivati a questo traguardo? Il Movimento oggi ha quasi il 30%, Ma nel 2013 abbiamo ottenuto il 25% dei voti a livello nazionale. Queste sono alcune cose che siamo riusciti a fare usando la rete,
sovvertendo le strategie dei partiti tradizionali.

Scelte dei candidati online

Per esempio abbiamo permesso ai cittadini di scegliere direttamente i propri candidati attraverso l’uso di internet. Abbiamo permesso alle persone di candidarsi per il Parlamento, per il Parlamento europeo e per le città. Gli iscritti potevano candidarsi postando i loro curriculum, video di presentazione e proposte. Per le elezioni europee, circa 87.000 persone potevano candidarsi. 5.000 di queste si sono proposte mettendo online cv e video di presentazione,
chiedendo di essere votati per il parlamento europeo. 73 sono stati votati e iscritti nelle liste elettorali del Movimento 5 stelle. Oggi abbiamo 17 membri del Parlamento europeo eletti.
Nelle elezioni a Roma avevamo circa 10.000 candidati potenziali, di cui 200 si sono effettivamente proposti. 29 di loro sono stati eletti, e oggi abbiamo la prima sindaca della Capitale, Virginia Raggi.
Abbiamo applicato lo stesso sistema anche a livello regionale, nelle altre città e per il Parlamento.

Mettere a punto il programma online.

L’esigenza è quella di capire cosa sta a cuore al Movimento, cosa vogliono che si proponga e si discuta in Parlamento, per arrivare a coprire tutti i temi che devono far parte del programma del Movimento.
Abbiamo affrontato la questione in diversi modi.
Innanzitutto ogni parlamentare deve mettere le proprie proposte in rete per due mesi e discuterle. Oggi abbiamo 247 proposte discusse in rete del parlamento nazionale, con quasi 80.000 commenti sulle leggi proposte. I parlamentari raccolgono i suggerimenti e propongono la legge considerando tutti i commenti e le integrazioni.
Abbiamo creato un sistema analogo a livello regionale.
Ogni eletto al consiglio regionale deve discutere le proposte su LEX, che è il nome della nostra piattaforma, le norme proposte. Infine, a livello europeo ogni report affrontato dai nostri 17 parlamentari viene pubblicato online e discusso.
C’è stata un’altra questione.
Non necessariamente le proposte sono già pronte per essere discusse. Questo esempio concerne la legge elettorale. Ad un certo punto abbiamo scoperto che la legge elettorale italiana era incostituzionale, quindi abbiamo dovuto proporne una nuova, ma il MoVimento 5 stelle non aveva una legge elettorale già pronta da proporre. Quindi ne abbiamo discusso con il MoVimento, un professore universitario ha spiegato gli elementi principali delle leggi elettorali, per 3 mesi abbiamo discusso e votato online e alla fine di questi 3 mesi avevamo cittadini informati. I cittadini hanno scelto la legge elettorale che il Movimento doveva proporre.
Useremo lo stesso modello per formulare il programma di Governo che speriamo di presentare alle prossime elezioni.

Raccogliamo soldi dai cittadini e non accettiamo sussidi dallo Stato.

Negli anni ’90 si è tenuto un referendum per chiedere agli italiani se volessero dare soldi ai partiti, gli italiani hanno detto NO. Successivamente i partiti hanno detto di non volere sussidi ma rimborsi. I rimborsi erano più alti dei sussidi. Strano modo di rispettare i risultati di un referendum. Noi invece abbiamo deciso di rispettare il referendum e non accettare sussidi dallo Stato, Questo significava chiedere ai cittadini soldi per la campagna elettorale per fare politica in Italia.
Ad esempio nel 2013 abbiamo raccolto circa 700.000 euro dai sostenitori del moVimento, che corrispondono circa a 30 euro ciascuno, micro donazioni.
Ne abbiamo usati la metà. Abbiamo donato l’altra metà ad una città colpita dal terremoto per ricostruire una scuola. Questo ci ha permesso di ottenere 8.700.000 voti. Calcolando abbiamo speso circa 4 centesimi a voto, avremmo avuto diritto a 4,87 euro di rimborsi elettorali per voto, ovvero quanto hanno ricevuto gli altri partiti dallo Stato, che è oltre 100 volte quanto abbiamo speso.
Abbiamo detto NO a 42 milioni di euro pubblici di cui avevamo diritto, successivamente abbiamo rifiutato molti altri sussidi pubblici.

Coinvolgere e far incontrare le persone
Come fare? Abbiamo usato i meetup, fin da subito, anche prima del MoVimento. Per darvi idea abbiamo 1.400 gruppi nel mondo, 170.000 persone in 1.100 città.

Consentire la partecipazione agli attivisti
Con un’applicazione facebook attraverso cui gli attivisti potevano fare inviti, proporre eventi, raccogliere fondi, distribuire il programma, per ogni attività si ricevevano punti e i 100 cittadini più attivi hanno partecipato ad una grande festa finale, così abbiamo coinvolto più di 50000 persone.

Bypassare i media tradizionali per comunicare
Argomento particolarmente importante in Italia. Siete mai stati a Washington a vedere il museo della storia dell’informazione nel mondo? Mi ha sorpreso vedere questa mappa su un grande muro. Ho cercato e ho visto un punto giallo in mezzo all’Europa, quella era l’Italia. Mi ha sorpreso che addirittura a Washington sapessero che i nostri mezzi di comunicazione sono solo parzialmente liberi. Questo era un problema per un nuovo movimento che voleva svilupparsi in un paese dove i mezzi di comunicazione sono solo parzialmente liberi
Abbiamo iniziato con un blog nel 2005 fondato a gennaio e a dicembre ricevemmo un premio come miglior blog di informazione in Italia da un giornale tradizionale, il sole 24 ore, il più conosciuto giornale finanziario in Italia.
Dopo non abbiamo più avuto premi dalla stampa italiana, forse è normale…
Abbiamo avuto dei riconoscimenti dal mondo. Nel 2006 Technorati ha affermato che fossimo il 28 blog più visitato al mondo. Nel 2008 l’Observer ci ha classificato il 9 blog più influente del mondo. Abbiamo costruito un network di informazione e fiducia sul blog. Abbiamo continuato con i social media ma non ho tempo per approfondire.

Proposte di legge degli iscritti

E’ un nuovo strumento che sperimentiamo dalla scorsa estate. Con LEX iscritti, i cittadini propongono le leggi da portare in parlamento. Abbiamo circa 400 proposte di legge dei cittadini e ogni iscritto può votare su quale proposta portare in parlamento. 6 sono già state portate in parlamento e il proponente viene invitato in Parlamento. Hli eletti nel Movimento aiutano l’ideatore a definire la proposta, definirla, scriverla e discuterla proprio come dovrebbe essere e viene presentata in parlamento.

Organizzazione degli eletti
Abbiamo 2200 eletti in parlamento, nelle regioni, comuni e al parlamento europeo. Non tutti sanno cosa fanno gli altri. Ogni eletto con sharing può caricare ciò che sta proponendo al proprio livello. Gli altri possono cercare cosa fanno gli altri, copiarlo, modificarlo, commentarlo. Un nuovo modo per organizzare in consigli comunali mettendo in comune la conoscenza.

Formazione degli iscritti e degli eletti
Abbiamo creato dei corsi online, il primo è rivolto ai neoeletti nei consigli comunali. Non conoscono il consiglio prima di entrarci e quindi abbiamo creato corsi online in cui possono prepararsi e devono fare dei test per provare di avere le conoscenza adeguate.

Rousseau
Abbiamo messo tutte le applicazioni descritte all’interno di Rousseau. Lo stiamo sviluppando e avremo presto nuove funzionalità. Perché lo abbiamo chiamato Rousseau? Perché per come lo concepiamo, per interpretare il volere dei cittadini bisogna chiedere ai cittadini. Grazie per l’attenzione. Spero di vedervi tutti a Torino il prossimo anno!


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