A Bernini il premio San Francesco

di Paolo Bernini, M5S Camera

Da quando sono entrato in Parlamento, sono consapevole dell’onore e dell’onere che ho: lottare per i diritti e il benessere degli animali. Nel ringraziare chi mi ha voluto conferire il premio San Francesco, la Lega Nazionale Difesa del Cane Sezione di Genova, desidero innanzitutto dedicare questo riconoscimento a Gianroberto Casaleggio.

E’ proprio grazie a lui, infatti, che mi sono avvicinato al Movimento. Ho creduto e credo in una visione del mondo antispecista, senza confini di specie e per il rispetto di tutti i viventi. Gianroberto era vegetariano, contrario alla caccia e alla sperimentazione animale, e agli allevamenti intensivi.

Grazie alla sua visione del Pianeta, che corrisponde anche alla mia, noi del Movimento 5 Stelle continueremo insieme, in Parlamento e fuori, a condurre la battaglia per tutelare la biodiversità, e difendere gli ecosistemi, e i diritti di tutti gli altri animali, senza confini di specie.

Questo premio mi dà la forza per continuare le mie, le nostre battaglie. Queste battaglie per me sono un atto dovuto perché durante la mia attività, utilizzando il mio ruolo a disposizione dei cittadini e degli altri animali – gli animali non umani, ho potuto verificare con i miei occhi le situazioni di degrado, abbandono, collusione e inefficienza che inesorabilmente causano il maltrattamento e la morte degli animali: dai canili lager agli allevamenti, dai circhi agli zoo. Il nostro Paese vive nella costante illegalità e in questi ambiti, nella totale assenza dello Stato, si incardinano gli interessi della malavita organizzata che da sempre lucra sulla pelle degli animali ad ogni livello: dalla gestione dei canili agli allevamenti bufalini per produrre la mozzarella, solo per fare alcuni esempi.

Non mi interessa solo il benessere degli animali, mi interessano i loro diritti. Il diritto di tutti gli animali, senza confini di specie, ad essere liberi dalla violenza, dalla paura, dal dolore e dalla sofferenza.

Per questo dobbiamo garantire che non solo siano tutelati gli animali domestici con i quali condividiamo la vita nelle nostre case, ma dobbiamo essere capaci di preservare gli habitat, tutti gli ambienti in cui dovrebbero vivere, liberi, gli animali selvatici.

Ecco perché oggi, più che mai, non si può essere animalisti e ambientalisti senza essere vegani, senza essere “il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo”, come diceva Ghandi.

Dobbiamo essere noi quel cambiamento, tutti noi e io voglio esserlo dentro il Parlamento, dove la voce degli animali può e deve essere rappresentata proprio perché spesso le lobbies e gli interessi economici prevaricano anche i diritti degli animali, nonostante siano, in parte, riconosciuti e sanciti dalle normative vigenti.

Abbiamo buone leggi del tutto inapplicate, possiamo migliorarne altre e farne di nuove, ma questo Paese ha bisogno che tutta la nostra rabbia, il nostro dolore e la frustrazione che proviamo tutti per la quotidiana violenza esercitata sugli animali, diventino invece forza e coraggio per lottare per i loro bisogni, per liberarli dalla sofferenza e per riconoscere loro diritti.

Per essere la loro voce, per liberarli dalla schiavitù e dalle gabbie.


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