
Primi nel mondo per pressione fiscale: 64,8%
3 settembre 2016 alle ore 10:07•di MoVimento 5 Stelle
da Infodata
Il corporate tax rate applicato alle società nell'Unione europea è assolutamente disallineato e offre alle multinazionali la facoltà non solo di insediarsi fisicamente nei paesi che assicurano migliori condizioni fiscali, ma anche di implementare modelli organizzativi, produttivi e di transfer price per spostare all'interno del gruppo ricavi e costi in modo da limitare al massimo le imposte da versare globalmente.
Passare dalla pressione del 12,5% dell'Irlanda o a quella del 10% della Bulgaria a un corporate tax rate di oltre il 31% come in Germania o in Italia (tra Ires e Irap, senza contare il prelievo sul lavoro che spinge il total tax rate tricolore a un livello tra i più elevati al mondo e ben oltre il 60%), significa porre le condizioni per provocare effetti negativi sulla concorrenza all'interno dei confini Ue. Tuttavia, nella maggior parte dei Paesi membri della Ue la sovranità fiscale è considerata tuttora intangibile e sotto questo profilo non pare ci siano margini di intervento per riequilibrare il sistema.
Commenti (26)
tomi sonvene
3 settembre 2016 alle ore 11:16I margini di intervento ci sono eccome;
Bisogna diminuire i parassitismi e diminuire le tasse.
Bisogna LICENZIARE 7500 parassiti di AMA ( questa italia e' TUTTA cosi' ) e metterli in cassa integrazione MAI superiore allo stipendio minimo e finirla al primo rifiuto di un lavoro, e col risparmio conseguito bisogna diminuire le tasse a coloro che CORRETTAMENTE, col loro lavoro, impegno, sacrificio, mandano avanti ancora questa italia. E bisogna dare il lavoro di AMA e di tutte le altre situazioni costosissime ed improduttivissime statali, a piccole P.IVA con corretto carico fiscale.
Antonino Minciullo
3 settembre 2016 alle ore 12:15L'allineamento della pressione fiscale tra i Paesi dell'Unione dovrebbe costituire una priorità assoluta da perseguire attraverso il varo tempestivo di specifica normativa europea vincolante per i Paesi membri.
La concorrenza sleale andrà combattuta non solo all'interno dell'UE, ma anche con riferimento ai beni e servizi di provenienza extracomunitaria.
massimiliano salvatore
3 settembre 2016 alle ore 12:19per farla breve sè no mi arrabbio,come mai i ben pensanti mondiali non chiedono conto all italia tutti sti soldi chi se lintaska oppure stà situazione è a beneficio dei germani?????
Vincenzo Giancristofaro
3 settembre 2016 alle ore 12:23Che l'Italia sia al di fuori di ogni parametro, è noto da tempo...non a caso se ne vedono i frutti nefasti...un Paese, non in preda a una crisi ciclica, ma ricorrente, che ha finito per annientare ogni capacità di sviluppo, di questo passo, non credo che riusciremo mai a venirne fuori, è ora di cambiare marcia sul serio e di finirla con i 0,0001% di incremento del PIL!
Cambiare, significa rivoltare questo Stato come un calzino, rimuovendo le sacche di parassitismo e promuovendo uno Stato leggero e snello, che sia efficiente e con costi contenuti, solo così si potranno liberare risorse immense, che farebbero ripartire l'economia, non più appesantita da questa assurda tassazione che ne tarpa le ali!
umberto
3 settembre 2016 alle ore 12:30Diamo molto per non ricevere nulla. Al SUD ancora peggio!
walter tiani
3 settembre 2016 alle ore 12:52Essendo palesemente venuta meno..."La Morale", in forza della esaltata "Democrazia"..io posso dire:
1- al prossimo "camion" brindo, senza scrupoli, ma con spumante (Italiano);
2- Raggi..............."il giocattolo in mano al bambino";
3- Ma quando usciamo dall'EU...già è tardi
(l'ordine d'esposizione non conta)
Andrea Olivieri
3 settembre 2016 alle ore 13:33Un tax rate del 31,4% applicato sull'imponibile netto equivale, mediamente, ad un 5%-8% sui ricavi lordi.
Io, lavoratore dipendente che non posso pagare su un reddito netto ma sui miei ricavi, cioè lo stipendio lordo al netto dell'elemosina di deduzioni e detrazioni, ho un tax rate del 23%!
L'azienda il 5-8 io il 23...
Quindi:
1) cominciamo a dire le cose come stanno, se vogliamo fare paragoni e informazione come si deve
2) del tax rate delle imprese non me ne può importare di meno!
3) fintantoché si dirà che le imprese pagano il 30% di imposte, le stesse avranno la scusa di andare verso i paradisi fiscali
4) ma forse, alla fine, ci andrebbero lo stesso perché al mondo chi decide davvero saranno non più di 100 individui....
Grazie
Aldo Masotti
4 settembre 2016 alle ore 10:13Ragionamento economicamente sbagliato.
Se ti pare cosi' bello apriti una partita IVA e prova.
Se ti va di prendere un ramo di azienda in gestione te ne regalo uno , che pure rende , ma non ha futuro stante i miei conti (che pero' per te sono sicuramente sbagliati ) .
Se sei dipendente di qualcuno che ancora ti paga sei fortunato .
Se sei un dipendente pubblico allora non puoi capire, forse capirai quando anche tale categoria sara' ridotta .
EDOARDO SPROVIERI (willywonka62)
3 settembre 2016 alle ore 13:51Da tempo è evidente che tale situazione è insostenibile; gli effetti disastrosi sia per la competitività delle imprese, sia per il potere d'acquisto dei salari sono sotto gli occhi di tutti. Per fermare questo meccanismo perverso la ristrutturazione del debito pubblico è essenziale tanto quanto la gestione oculata, onesta e trasparente della cosa pubblica.
tomi sonvene
3 settembre 2016 alle ore 14:56Nessuna nazione al mondo ha cosi' ampi, enormi margini di miglioramento, come questa bistrattata italia.
Nel privato, le imprese, che operano con la migliore ottimizzazione, sono spesso costrette a fallire, delocalizzare, chiudere. E questo perche'?
Perche' uno Stato di retaggio comunista, comunque, statalista, costruisce imprese sulla base di sistemazione di votoscambisti, ed invece di gestirle con una minima correttezza, continua ad infarcirle di assunzioni clientelari, di carriere nepotistiche e di sovracosti votoscambistici e castistici, ed ogni qualvolta dovrebbero essere lasciate FALLIRE, continua ad aumentare le tasse ed il debito pubblico per rinnovare ed aumentare i loro parassitismi.
Ora, il cambiamento deve essere quello di diminuire parassiti e loro voracita' diminuendo tassazioni in modo da permettere sopravvivenze di produttivi e loro nuovi insediamenti. Naturalmente TUTTI, Partiti e Sindacati e Votoscambisti e Castisti di tutte le amministrazioni dello Stato saranno fortissimamente contro. MA, questa e' la strada. Altrimenti, nessun cambiamento e FALLIMENTO. Ma, la scelta e' semplicissima. Il percorso sara' pieno di "tutti contro", compreso il clero i cui privilegi sono divenuti INSOSTENIBILI, e devono essere demamdati alla esclusiva VOLONTARIETA'.
Bisogna solo rimboccarsi le maniche, avere idee e progetti chiari, ed operare all'unica luce della correttezza e del bene dei cittadini e delle nuove generazioni, nell'ottica di essere una delle prime pietre della costruzione di un MONDO migliore per tutti.
Giovanni M.
5 settembre 2016 alle ore 09:59Già detto tutto.
La "Questione morale" di Enrico Berlinguer (Comunista)
Quando si parla di QUESTIONE MORALE si parla di questo, e di niente altro:
http://web.rifondazione.it/home/index.php/12-home-page/8766-la-questione-morale-di-enrico-berlinguer
PS: Da un anticomunista e antifascista
PS: "Parassiti" non manca mai.
E' una parola a cui sei molto affezionato.
Ognuno di noi ne ha una . Io per esempio
ho la parola "Cultura". Storica, civile, politica,artistica etc.....di uno STATO.
Adolfo Treggiari
3 settembre 2016 alle ore 16:19Se si vuole costruire una Europa unita bisognerà' rinunciare alla sovranità fiscale così come si è rinunciato alla sovranità monetaria. È' paradossale una concorrenza sleale tra Paesi membri dell'UE basata sui livelli di imposizione fiscale.
gianpiero m.
3 settembre 2016 alle ore 16:58Bisogna ridurre l Irpef e non l ires se vogliamo che i consumi ripartano.
Arcangelo Alù
3 settembre 2016 alle ore 17:48Finché alla guida di questo paese resteranno i partiti politici storici, non c'è speranza di cambiamento in meglio. Chi è abituato a lucrare sulla pelle dei cittadini onesti non rinuncia a questo privilegio. Abbiamo in proposito una esperienza di oltre settanta anni. Il cambiamento è possibile soltanto consegnando il paese nelle mani di persone non colluse, corrotte o avvezze al clientelismo.
Mario Martire
3 settembre 2016 alle ore 19:05Approvo, corrisponde in pieno al mio pensiero.
Salvatore Bertolino
3 settembre 2016 alle ore 22:53Ci costa maledettamente cara la corruzione, l'incapacità di tagliare la spesa,
l'esposizione con gli investitori esteri, la malagestio nei comuni italiani,
l'evasione fiscale, l'incapacità di attrarre capitali stranieri, l'austerità fiscale,
la burocrazia europea ed in particolare il cambio fisso dell'euro che ci penalizza nella
bilancia commerciale.
Ogni anno in Italia si spendono circa 500 miliardi di spesa corrente
e 50 miliardi di spesa in conto capitale, leggasi investimenti.
Dal 2007 ad oggi di questi ultimi ne abbiamo perso quasi 500 miliardi,
l'unica cosa che è riuscita a tagliare la revisione di spesa.
Se non riusciremo ad aumentare il fatturato in investimenti produttivi,
cioè investimenti che sostengano la domanda di famiglie ed imprese che creano nuovo reddito
questa pressione fiscale non potrà fare altro che inasprirsi sempre più,
creando chiusura di imprese, altra disoccupazione, e l'inasprimento della
imposizione fiscale su una platea sempre meno ampia di contribuenti.
Eposmail. ,,
3 settembre 2016 alle ore 23:50Semplice ricetta economica ..di NONNA ABELARDA
Artt :
1°La politica non si deve aver modo di radicarsi nel potere,.... max due mandati....
2° la corruzione ed il conflitto di interessi devono essere combattuti .
3° la giustizia deve funzionare in modo celere e certo.
4° la burocrazia creata col voto di scambio deve essere semplificata al massimo.
5° la tassazione per l'imprenditore dovrà essere abbassata...
6° l'evasione fiscale con gli esempi di buona amministrazione..dovrà essere tenuta sotto controllo e gestibile.
Tutte queste componenti (e non escluso il costo del denaro e dell'energia che anche loro dipendono dalla buona o cattiva amministrazione ) messe assieme..danno la convenienza all'imprenditore di aprire bottega...
I proventi all'imprenditore gli serviranno (oltre che pagare dei buoni salari e stipendi), anche per investire in conoscenza , evoluzione tecnologica,...studio di nuovi brevetti,..nonchè creare i marchi...made in italy.
Tali prodotti innovativi...non dovranno confrontarsi sui mercati come quantità e prezzo..ma come qualità e marchio..potendo "imporre" un prezzo di mercato e non "subirlo",...sui mercati interni ed esteri.
E' in pratica quello che stanno facendo alcune nazioni che viaggiano un pò meglio di noi.
Una volta fatte queste riforme...avendo una moneta propria..allora si potrà iniettare nuovo denaro fresco...pescandolo dal debito pubblico...e questo nuovo debito diventerà un investimento virtuoso...a riduzione di se stesso.
Da non dimenticare il cambiamento di qualche rotella nel DNA dell'italiano ...a sostegno di tutta l'impalcatura che ho espresso.
Facile no ?
Come bere un bicchiere di...Kerosene !
pietro denisi
4 settembre 2016 alle ore 08:48Si può continuare a stare assieme in una situazione di interessi così contrastanti?
Può valere, in questo caso il "chi fa da se fa per tre"?
Salvatore arcurindefined
4 settembre 2016 alle ore 09:37Quando hanno istituito l'euro, Prodi lo disse, questo e' solo il primo passo, ora unica politica fiscale, unica politica monetaria e cosa ancora piu' importante, unico bilancio.Dopo 15 anni sarebbe ora!
tomi sonvene
4 settembre 2016 alle ore 09:51ESUBERI - SPRECHI - SPERPERI - MALESPESE
P A R A S S I T I S M I
Di fronte ad una qualsiasi voce di spesa BISOGNA sempre chiedersi:
CHI PAGA ?
E' CORRETTO ?
e soprattutto:
E' SOSTENIBILE e PROGETTUALE ?
forse i superstipendi dei banchieri o i bancari in esubero dovrebero essere pagati con i soldi dei risparmiatori? o con tasse? e a carico di chi?
magari delle prossime generazioni.
E QUALE FUTURO ???
tomi sonvene
4 settembre 2016 alle ore 10:03VIRGINIA
Lascia perdere qualsiasi personaggio contaminato con il pubblico e, naturalmente chiunque favorevole alle olimpiadi.
Scegli nel PRIVATO.
Liberati di CHIUNQUE variamente legato alle esperienze storiche
Elimina OGNI stipendio accessorio, OGNI bonus, OGNI, qualsiasi voce di costo eliminabile.
Ed elimina ogni qualsiasi dirigente funzionario dipendente POCO collaborativo ed ELIMINABILE
Aldo Masotti
4 settembre 2016 alle ore 10:06Fuori dall'unione e dall'euro: ha ragione il prof. Bagnai.
In particolare e' in funzione la curva di Laffer:
https://it.wikipedia.org/wiki/Curva_di_Laffer
Per quanto riguarda la compressione dei salari:
essa e' stata piu' veloce per i dipendenti privati che per quelli pubblici (causa differente normativa pregressa).
Il tutto concorre ad una disaffezione dal lavoro autonomo ed alla assunzione di procedure d'investimento.
Detto in soldoni:se ho 100 mila euro da investire o spendere:
-se li spendo compro una nuova macchina tedesca per sentirmi quasi olimpico (4 cerchi invece di 5) deprimendo il moltiplicatore keynesiano in quanto e' una importazione
-se li investo vado dove il rendimento e' migliore (evidentemente non in Italia ) .
Chi e' dipendente pubblico o dipendente di aziende private che lavorano esclusivamente per il funzionamento della collettivita' dovrebbe rendersi conto che con una oppressione fiscale al 78% (quella reale per il piccolo operatore autonomo) esclude la convenienza al lavoro per tutte le attivita' con basso o nullo capitale.
Provate a fare i conti per aprire un negozio di barbiere nel vs. quartiere e troverete che non conviene.
Se invece siete una catena di negozi che sfrutta i giovani a 600 euro mese allora conviene a condizione che sia in un centro commerciale.
E via esemplificando: tutti i lavori persi sono persi a vantaggio del capitale , anche se sono lavori autonomi che evadono il fisco (per sopravvivenza) .
manuela
4 settembre 2016 alle ore 18:59La pressione fiscale che dobbiamo subire è causa della politica degli ultimi decenni. Una politica che ha sempre volute succhiare le vene ai poveri cittadini fino a costringerli a lasciarli su lastrico infischiandosene delle coseguenze verso chi ha votato questa gentaglia al governo.
#M 5 S
7 settembre 2016 alle ore 10:23E i politici italiani sono pure quelli che prendono di piu' rispetto agli altri politici del mondo. SCANDALOSO.
gustavo ligui
8 ottobre 2016 alle ore 15:23
Prove di un prestito da iserphilippe4@gmail.com
Signor ISER mi ha dato il sorriso alle labbra assegnandomi un prestito di 95000 ad un tasso di 3%
vi ricordo che ho dovuto pagare un solo spese che sono le spese di contratto
Allora se avete bisogno di un prestito necessità di credito personale per realizzare i vostri progetti o rimborsare i vostri debiti,contattate
Ecco il suo indirizzo e-mail: iserphilippe4@gmail.com
Visione Giovanni
30 marzo 2017 alle ore 22:37Per questo motivo o chiuso la mia attività non si può pagare il 60%di tasse meglio non fare niente dopo 35 anni di attività o rinunciato
