
Federico Aldrovandi, 11 anni dopo
26 settembre 2016 alle ore 12:27•di MoVimento 5 Stelle
Per ricordare Federico Aldrovandi, ucciso 11 anni fa (la notte del 25 settembre), ecco un testo di Francesca Mandelli pubblicato qui.
di Francesca Mandelli
Ognuno di noi si sarebbe potuto chiamare Federico Aldrovandi. Non c'è un modo per ricordare Federico, se non quello di raccontare la sua storia.
Chi era Federico Aldrovandi
Avevo solo diciotto anni Federico Aldrovandi, ed era un ragazzo, un figlio, un fratello. Viveva a Ferrara.
Com'è morto Federico Aldrovandi
La notte del 25 settembre 2005, dopo una serata trascorsa nel locale Link a Bologna, Federico si fa lasciare dagli amici vicino Viale Ippodromo a Ferrara per raggiungere a piedi casa. Il ragazzo incontra qui la volante della Polizia di Stato con a bordo gli agenti Enzo Pontani e Luca Pollastri, che lo fermano per un controllo. Federico ha assunto modeste quantità di stupefacenti e alcolici, ma i testimoni lo ricordano tranquillo. I due agenti chiamano invece i rinforzi, sostenendo di essere stati aggrediti dal giovane in stato di agitazione. Arrivano così i colleghi Paolo Forlani e Monica Segatto. Lo scontro tra Federico e i quattro agenti diventa violentissimo. Alle 6.04 la prima pattuglia richiede alla propria centrale operativa l'invio di un'ambulanza del 118 per un sopraggiunto malore. All'arrivo in Viale Ippodromo il personale del 118 trova il ragazzo "riverso a terra, prono con le mani ammanettate dietro la schiena
era incosciente e non rispondeva". L'intervento si conclude, dopo numerosi tentativi di rianimazione cardiopolmonare, con la constatazione sul posto della morte del giovane, per "arresto cardio-respiratorio e trauma cranico-facciale". Sul corpo di Federico sono presenti 54 lesioni ed ecchimosi, in Viale Ippodromo due manganelli rotti. Il diciottenne muore per asfissia da posizione.
La vicenda giudiziaria
La famiglia Aldrovandi viene avvertita della morte del figlio soltanto il mattino successivo e non crede alla versione del malore, di fronte al corpo martoriato di Federico. Patrizia Moretti, madre del giovane, chiede pubblicamente che venga fatta chiarezza. Il 20 febbraio del 2006 dalla perizia medico legale disposta dal Pubblico Ministero arriva la conferma che le modeste quantità di stupefacenti assunte dal ragazzo non possono essere motivo del decesso, precisando che l'immobilizzazione fisica alla quale è stato sottoposto, insieme allo stato di agitazione, sono da considerarsi fattori scatenanti di una crisi respiratoria. I risultati di un'indagine depositata invece dai periti della famiglia identificano come causa della morte del giovane quella di anossia posturale dovuta alle violenze e al caricamento sulla schiena di uno o più agenti durante l'immobilizzazione. Dopo due anni di indagini, durante i quali viene anche sentita una testimone (Annie Marie Tsagueu) che ha assistito al pestaggio di Federico da parte degli agenti, il 10 gennaio del 2007 i quattro poliziotti vengono formalmente rinviati a giudizio per omicidio colposo. Paolo Forlani, Monica Segatto, Enzo Pontani e Luca Pollastri oltre ad eccedere nell'uso della violenza dopo aver comunque posto fine alla resistenza di Federico, hanno persino ritardato i soccorsi. Dalle registrazioni della centrale operativa ascoltate durante il processo queste le parole degli agenti coinvolti: "L'abbiamo bastonato di brutto. Adesso è svenuto, non so
E' mezzo morto.". Il 21 giungo 2012 la Corte di Cassazione ha reso definitiva la condanna a 3 anni e 6 mesi di reclusione "per eccesso colposo nell'uso legittimo delle armi" ai quattro poliziotti. A esclusione di Forlani, gli agenti, beneficiari di indulto e decreto svuota carceri, ritornano in servizio nel gennaio 2014 destinati a servizi amministrativi. Il 5 marzo 2010 altri tre poliziotti vengono condannati nel processo Aldrovandi Bis sui presunti depistaggi nelle indagini.
In questi lunghi anni trascorsi dalla morte di Federico, la famiglia Aldrovandi ha dovuto incassare le accuse di politici troppo superficiali, l'assenza di uno Stato che con troppa fatica ammette le sue responsabilità, e la durezza di sindacati di categoria come il Coisp e il Sap che tendono, nonostante le condanne, a giustificare gli errori scellerati di quegli agenti. Oggi Patrizia Moretti, madre di Federico, dopo aver ritirato persino le querele nei confronti di chi ha violentato la memoria di suo figlio, chiede nuovamente che quei quattro poliziotti smettano di indossare la divisa dello Stato, e ricorda come l'assenza di tutele, la mancanza di un reato di tortura e di strumenti che permettano di identificare gli agenti in servizio siano ancora problemi che meritino finalmente una risposta da parte delle istituzioni.
Commenti (80)
Luca S.
26 settembre 2016 alle ore 12:55In questo paese molti che indossano la divisa si credono in diritto di sfogare la propria bestialità impunemente.
Pier
26 settembre 2016 alle ore 19:14Hai sbagliato Paese, da noi c'è poca polizia in giro e quella che c'è batte in ritirata difronte a delinquenti di ogni risma, che circolano di notte e di giorno, impunemente.
enrico caserza
26 settembre 2016 alle ore 13:31Quanto è difficile fare 'pulizia' in casa propria. In questa vicenda i diversi soggetti, il corpo di polizia, la politica come al solito, è come un copione ripetuto anche i sindacati non hanno avuto il coraggio è l'onestà di ammettere gli 'errori scellerati di quei agenti'. La solita storia, la paura di rimetterci da parte di tutte queste categorie. La paura di usare la propria autorità è di prendere le dovute misure restrittive; quel buonismo che di buoni non ha niente, ma è solo vigliaccheria.
Luca S.
27 settembre 2016 alle ore 23:03"Errori scellerati" ?!?!?!
Crimini, si chiamano crimini.
cristina cassetti
26 settembre 2016 alle ore 13:33Io sono una mamma e come tale mi sento molto vicina al dolore che la signora Patrizia proverà per tutta la vita. Pertanto anch'io ritengo che questi poliziotti, e sottolineo questi perchè ne conosco personalmente molti altri che fanno con molta umanità il proprio lavoro, ebbene questi non sono degni di indossare una divisa che dovrebbe difendere i comuni cittadini e non ucciderli in quel modo bestiale
Marcello G.
26 settembre 2016 alle ore 13:38Ottimo post.
AntòAvenza
26 settembre 2016 alle ore 14:12Un saluto a Stefania.
Margot Perla
26 settembre 2016 alle ore 14:53Ma dov'è finita la giustizia in questo paese? Io sono una mamma e una nonna e a leggere questa notizia ,mi ribolle il sangue.Con quale coraggio gli consentono di indossare ancora la divisa che è simbolo di giustizia e di legalità ,è veramente inaudito.Voi che siete stati la causa della morte di questo sfortunato ragazzo,vi dovreste vergognare e vivere nel rimborso perchè credo che anche voi siate genitori.Abbraccio la mamma di Federico,e si batta affinchè suo figlio abbia una vera giustizia.
manuela
26 settembre 2016 alle ore 15:02Nessuno ha ancora pagato per la morte di Federico, VERGOGNA STATO ITALIANO !
paolo tofani
26 settembre 2016 alle ore 15:03Federico per sempre, non dimenticheremo mai.
Il Disonorevole
26 settembre 2016 alle ore 15:14UN'ORGIA DI ASSESSORI
Vi racconto la storia della giunta X. Al termine di essa scoprirete chi è questa famosa X.
2012.
10 novembre: X è eletto nuovo governatore della Regione
23 novembre: viene scelto l'Assessore all'Economia
28 nov: si dimette l'Assessore all'Economia e viene sostituito
29 nov: la giunta X è stata ultimata con tutti gli Assessori scelti dal governatore
30 nov: la giunta si riunisce per la prima volta
2013.
27 marzo: vengono revocati gli Assessori ai Beni Culturali e al Turismo.
3 aprile: vengono sostituiti
23 settembre: la direzione regionale del partito* invita i suoi 4 esponenti che sono assessori della giunta X a dimettersi, chiedendo un "rimpasto" di governo. Senza il sostegno del partito* il governatore non ha la maggioranza. Ma i 4 rifiutano di dimettersi. Vengono espulsi dal partito*, insieme al Presidente.
Dopo pochi giorni fanno pace, il governatore lascia il movimento con cui fu eletto dai cittadini e passa al partito*.
2014.
25 marzo: uno di quei celebri 4 assessori scritti sopra si dimette.
14-16 aprile: il governatore fa un "rimpasto" della sua giunta X: 5 Assessori sono confermati, altri 5 vengono sostituiti.
15 settembre: dopo l'esplosione di un "caso" a suo nome, l'Assessore del territorio e dell'ambiente si dimette e viene sostituito
22 ottobre: dopo essersi incontrato con il segretario regionale, il vicesegretario nazionale e due deputati del partito*, il governatore azzera la giunta X e assume lui tutte le funzioni di tutti gli assessorati temporaneamente
3 novembre: inizia il secondo "rimpasto" della giunta, con un paio di cambi di Assessori
4 novembre: vengono nominati i nuovi Assessori mancanti
31 dicembre: si dimette l'Assessore della funzione pubblica
Andiamo nel 2015.
21 gennaio: viene nominato il nuovo Assessore della funzione pubblica
23 giugno: il nuovo Assessore della funzione pubblica si dimette
Continua qui: https://www.facebook.com/ildisonorevole/posts/1181978488538383
Adolfo Treggiari
26 settembre 2016 alle ore 15:28Negli Stati Uniti almeno gli sparano e finisce lì.
FABIO B.
26 settembre 2016 alle ore 16:01il branco
giuliana t.
26 settembre 2016 alle ore 16:12e sì il branco... di merde
gianfranco chiarello
26 settembre 2016 alle ore 16:34Ognuno di noi???????????????
Per fortuna non tutti assumono alcool e droghe.
Nessuna solidarietà alla famiglia del giovane, visto che hanno preferito intascare due milioni di euro di risarcimento, per non costituirsi parte civile.
Credo sia più opportuno ricordare chi ha dato la vita alla Patria.
Andrea B.
26 settembre 2016 alle ore 17:29ma taci imbecille.
AntòAvenza
26 settembre 2016 alle ore 18:38
Andrea, non fare complimenti a Chiarello.
Luca S.
27 settembre 2016 alle ore 22:56Ma tu dovresti farlo, dammi retta.
Bevi qualcosa. Fuma, aspira, ingoia qualcosa.
Insomma, procurati un alibi.
rub is (fu rubis robb)
26 settembre 2016 alle ore 16:48A mio avviso la cosa incredibile sono i soli 3 anni di condanna.
Se in cassazione sono stati ritenuti colpevoli avrebbero dovuto beccarsi una condanna ben superiore dato che l'esito del loro "eccesso colposo nell'uso legittimo delle armi" ha portato alla morte di un ragazzo.
AntòAvenza
26 settembre 2016 alle ore 18:43Io, non sono d'accordo con quanti dicono che sono "
poche mele marce
", che sono così, perché "..stressati e sottopagati
" che sono le "..ultime cartucce..".
Ma guardatevi attorno!, ma vi sembra che una corruzione come quella che ci circonda, la sfacciataggine di certi individui che dovrebbero essere preposti all' ISTRUZIONE/EDUCAZIONE ed a preparare il FUTURO dei nostri giovani, potrebbe sopravvivere, se, negli organi preposti ad assicurare ordine e giustizia, ci fossero appena la metà, di persone che fanno il loro dovere e ciò per cui sono pagati?
La verità, è che, i pochi in prima linea, le poche mele sane, tra cui quelle che scrivono in questo blog, sono i solitari coperchi sfuggiti ad un diavolo che fa pentole sempre più nauseabonde.
La tragedia di Federico, ne è l'emblema:
Solo la tenacia di un padre e di una madre disperati, coraggiosi e con un po' di preparazione, hanno potuto avere un tenue barlume di pseudo giustizia.
Per tutte le altre vittime di questo sistema di corruzione e complicità reciproche, di questo popolo infingardo ed assente, buio completo.
antonello c.
26 settembre 2016 alle ore 18:51cari saluti alla sign.ra Moretti e grazie per averne riportato notizia ..
mi unisco alla richiesta di un pronto inserimento del reato di Tortura nel nostro Paese
Approfitto per informare i cari amici iscritti e i lettori del blog , che ho provveduto a redigere una Proposta di Legge in Lex - Iscritti , su questo importantissimo argomento
Pier
26 settembre 2016 alle ore 19:05Un controllo di polizia non dovrebbe fare scaturire comportamenti violenti, se non hai nulla da nascondere ma se si assumono insieme stupefacenti e alcool, le reazioni possono essere imprevedibili.
Detto questo, nessuna giustificazione alle violenze di gruppo dei quattro poliziotti, a cui è sfuggita di mano la situazione.
Assistiamo da mesi a quanto sta accadendo in America, dove tutti sono armati e la polizia, spesso, spara per prima.
Luca S.
27 settembre 2016 alle ore 22:45A meno che tu non pensi che abbia cominciato proprio quella sera a bere e drogarsi, per quale motivo non risultano altri episodi del genere, più o meno gravi, da imputare alla vittima?
Faceva arti marziali, giovane, ormoni alle stelle, alcolizzato, drogato...e non risulta nulla da imputare alla vittima commesso in precedenza. Anche quella sera i testimoni hanno dichiarato che il "casino" è cominciato dopo l'arrivo dei professionisti.
gianfranco chiarello
26 settembre 2016 alle ore 19:13Solo chi fa uso quotidiano di alcool e droghe, o convive solo con sentimenti negativi come l'odio ed il rancore, può arrivare a scrivere commenti come quelli sotto riportati.
Continuare ad arrestare criminali e truffatori, per poi vederseli rimessi immediatamente in libertà, qualcuno lo considera una colpa.
Magari questo stesso soggetto, è uno di quelli che difende la più corrotta e potente delle caste (magistratura).
Capisco, 70 anni di odio e disinformazione, hanno plagiato le fragili menti di troppi cittadini.
antonello c.
26 settembre 2016 alle ore 22:02Chi vuole si garantiscano i diritti inviolabili dell'uomo in Italia , chiarello .. immagino che per te sono extra terrestri
Luca S.
27 settembre 2016 alle ore 22:29"Solo chi fa uso quotidiano di alcool e droghe.....può arrivare a scrivere commenti come quelli sotto riportati".
Tu invece che scusa hai per scrivere certe * ?
Maurizio
26 settembre 2016 alle ore 19:17Chiarello.... Non ho parole... Spero solo che persone come te siano poche. Avresti fatto più bella figura stando zitto.
gianfranco chiarello
26 settembre 2016 alle ore 19:31Stanno zitte le persone che non hanno niente da dire, o quelle che non sono convinte delle proprie opinioni.
FABIO B.
26 settembre 2016 alle ore 21:47chiarello -
qui parliamo di minorenne disarmato
gianfranco chiarello
26 settembre 2016 alle ore 22:20Se fosse stato un omicidio intenzionale, avresti avuto ragione, ma stiamo parlando di eccesso colposo, riconosciuto da tre gradi di giudizio.
Non ho certamente nulla di personale contro quel povero ragazzo, ma certamente trovo immotivato ricordarlo come se fosse vittima di uno Stato oppressivo, mentre chi meriterebbe il ricordo degli italiani, viene volutamente ignorato.
Nessuna vicinanza inoltre ai genitori, che hanno barattato 2 milioni di euro, per non costituirsi parte civile.
Sinceramente mi fanno schifo quei familiari, che invece di prendersi cura dei propri cari da vivi, ne sfruttano per interessi personali la morte.
FABIO B.
26 settembre 2016 alle ore 22:56ti sbagli
Franz M.
26 settembre 2016 alle ore 20:18Fosse successo a mio figlio, non oso nemmeno immaginare COSA AVREI FATTO..
Non si può ammazzare un ragazzo di 17 anni in questo modo.
UN PAESE INCIVILE non può altro che partorire MOSTRI!
Criticano L`Egitto, si ma quanto diversi siete dall`Egitto? Siete davvero diversi? Fatevi un esame di coscienza e forse scoprirete che le differenze sono davvero minime.
john lennon jr
26 settembre 2016 alle ore 20:20Sappiamo tutti benissimo che l'unica funzione di polizia, carabinieri, vigili ecc ecc...sia quella di proteggere i criminali che hanno devastato, inquinato e reso invivibile il nostro pianeta! Più passa il tempo e più questo è sempre più chiaro, loro vogliono solo i nostri soldi e avere il controllo massimo su noi cittadini, perchè fondamentalmente hanno paura di una nostra ribellione...vedendo le cose in questa ottica è molto semplice capire tutto ciò che avviene intorno a noi. Dubito che ci sarà una giustizia perchè queste persone sono a capo di ogni tipo di istituzione, e nei libri di storia questi individui li ritroveremo ricordati come esempi, in questo contesto cosa vogliamo sperare? Cosa vogliamo insegnare ai nostri figli?
FABIO B.
26 settembre 2016 alle ore 21:37queste BESTIE
sopra un ragazzino minorenne
FABIO B.
26 settembre 2016 alle ore 21:39disarmato
a mani nude
dario franco
26 settembre 2016 alle ore 22:09io sono un ex tossicodipendente...e ad oggi padre di 2 bambini.Dio ha voluto che riavessi un'altra opportunità per riprendere in mano la mia vita...e la sfrutto sforzandomi di essere una persona leale e corretta in queata società falsa e superficiale dove tutti sanno e giudicano...allora voglio dire anch'io una cosa:3 poliziotti dovrebbero essere in grado di immobilizzare un ragazzo di 17 anni senza manco fargli un graffio...oppure sono 3 coglioni raccomandati che fanno i poliziotti per rubare lo stipendio...rispetto per Federico e per i veri poliziotti.
Luca S.
27 settembre 2016 alle ore 22:32Oppure sono dei delinquenti.
Comunque erano 4.
antonello c.
26 settembre 2016 alle ore 22:46Nell'attesa .. attendiamo che si trasmettano i risultati delle nostre votazioni per le proposte di Legge
queste scelte valgono più di qualsiasi direttorio , mini direttorio , poltroncina .. che si voglia .. sono l'espressione della Democrazia Diretta nel nostro MoVimento 5 Stelle
A domani
antonello c.
26 settembre 2016 alle ore 22:47chiedo scusa .. sarebbe dovuto andare nel post per la votazione del Non Statuto quì a fianco .
Stefano I.
26 settembre 2016 alle ore 22:49In 4 x sedare un ragazzo. Non c'è l'anno fatta . Un corpo scelto e gran coraggio da vendere . Siamo su una botte di ferro , come si suol dire.
Stefano I.
26 settembre 2016 alle ore 22:52Hanno,maledetto t9.
AntòAvenza
27 settembre 2016 alle ore 07:40Sì, quella di Attilio Regolo.
ANNA M.
27 settembre 2016 alle ore 00:31LEGGENDO QUESTA STORIA CHE NON CONOSCEVO, MI SENTO MOLTO VICINA AI GENITORI DI QUESTO RAGAZZO. CI SONO SICURAMENTE POLIZIOTTI ONESTI PERO' CE NE SONO ANCHE MOLTI CHE SOLO PER IL FATTO DI ESSERE POLIZIOTTI,SI SENTONO PADRETERNI E PENSANO DI POTER TRATTARE LE PERSONE DALL'ALTO IN BASSO.MAGARI SONO IGNORANTI E QUANDO PARLANO CON LE PERSONE MASTICANO PURE LA GOMMA AMERICANA. A VOI è MAI CAPITATO?QUELLO CHE MANCA IN ITALIA è L'EDUCAZIONE.E L'EDUCAZIONE SI INSEGNA FIN DA PICCOLI: NELLA FAMIGLIA E NELLA SCUOLA MA SEMBRA CHE OGGI NON SIA PIù COSI'. ED ALLORA ABBIAMO POLIZIOTTI,MEDICI ECC.ECC. CHE NON COMPIONO CON GIUSTIZIA IL PROPRIO DOVERE MA CON MOLTA ARROGANZA E SPESSO CAFONERIA. E COSì ABBIAMO EPISODI COME QUELLO ACCADUTO A ROMA NELLA METRO DOVE TRE DELINQUENTI,CHE NON SI CAPISCE PERCHE' NON STAVANO IN CARCERE,HANNO MANDATO ALL'OSPEDALE UNA PERSONA CHE LI RIPRENDEVA PERCHE' FUMAVANO DOVE NON SI PUO' FUMARE .CERTO I DELINQUENTI PENSANO DI POTER FARE SEMPRE QUELLO CHE VOGLIONO TANTO IN PRIGIONE CI STANNO POCO O NIENTE.IN ITALIA CI VUOLE PROPRIO UN PARTITO SERIO,CHE RIMETTA LE COSE A POSTO A COMINCIARE DALLA GIUSTIZIA!!!!!
Andrea B.
27 settembre 2016 alle ore 08:06ma come facevi a non conoscerla sono anni che se ne parla !!!!
gianfranco chiarello
27 settembre 2016 alle ore 08:32LEGGENDO QUESTA STORIA CHE NON CONOSCEVO, MI SENTO MOLTO VICINA AI GENITORI DI QUESTO RAGAZZO.
ANNA M.
Credo che Lei ancora non conosca affatto la vicenda in oggetto, visto che si sente vicina a dei genitori, che invece di difendere il proprio figlio in giudizio (costituendosi con un avvocato parte civile), l'hanno barattato con due milioni di euro.
Probabilmente hanno avuto le stesse attenzioni che gli hanno riservato quando era in vita.
AntòAvenza
27 settembre 2016 alle ore 08:36La sentenza accolse infine la tesi del professor
Gustavo Thiene, cardiopatologo dell'Università di Padova, secondo cui la morte fu dovuta ad asfissia per compressione toracica. La pressione esercitata sul tronco di Aldrovandi dagli agenti determinò lo schiacciamento del cuore.
Il manuale dice che, ammanettare un soggetto con le mani dietro la schiena e metterlo bocconi, se ne può causare la morte.
Sul corpo di Federico, sono stati rilevati molti ematomi ed un testicolo spaccato.
gianfranco chiarello
27 settembre 2016 alle ore 08:52Non stiamo discutendo l'esito di un processo, che ha già visto condannati (correttamente) i 4 poliziotti, ma l'opportunità di ricordare nel blog un giovane che viveva al limite della legalità, mentre altri che sono morti per difendere la Patria, uccisi da criminali, o per colpe di inefficienze dello Stato, vengono volutamente dimenticati.
Questo è il punto della discussione!
Personalmente ritengo il ragazzo doppiamente vittima, sia per le modalità della sua morte, ma forse anche per come ha vissuto gli ultimi periodi in vita.
Pier G.
27 settembre 2016 alle ore 10:38Viveva al limite di che? Un ragazzo come tanti, non rubava, non faceva male a nessuno... perché dici che viveva al limite della legalità?
Gestiva un giro di droga, prostituzione, estorsione, cosa?
Chi viveva al limite della legalità erano i 4 poliziotti; che infatti hanno superato quel limite con molta facilità!
antonello c.
27 settembre 2016 alle ore 10:44Si possono avere tutte le opinioni di questo mondo .. ma l'omicidio di questo nostro concittadino non trova , nè può portare ad alcuna scusante ..
La pena è stata inflitta ? Non come si dovrebbe in uno Stato Democratico e Civile ..
Questi soggetti lavorano ancora ?
Vergognoso e inaccettabile , per il nostro Paese e per la nostra collettività intesa come società .
gianfranco chiarello
27 settembre 2016 alle ore 13:22http://www.cronaca-nera.it/2569/morte-federico-aldrovandi-ricostruzione-vicenda
Poi si possono scrivere tutte le cose che si vuole.
antonello c.
27 settembre 2016 alle ore 17:13In Francia "il reato di tortura o atti di barbarie è disciplinato dal codice penale. La pena "minima" è fino a 15 anni senza possibilità di godere dei benefici come la sospensione o il frazionamento. La reclusione può arrivare fino 20 anni se commessa su un minore o un disabile fisico o psichico (fino a 30 se il reato è commesso da un genitore, o in maniera abituale nei confronti di una persona vulnerabile per età, malattia o infermità). In caso di morte è previsto l'ergastolo".
Nel Regno Unito, "il Criminal Justice Act del 1988 prevede la detenzione a vita per chi commette il reato di tortura. Ossia «il pubblico ufficiale» che nell"esercizio delle sue funzioni «pone in essere azioni tali da procurare ad altri sofferenza fisica o psicologica»".
Il codice penale di Madrid "modula le pene in base all'autore del reato. In via generale la pena va da 6 mesi a due anni. Se a commettere il reato di tortura è un funzionario pubblico la detenzione va da 2 a 6 anni per fatti gravi e da uno a 3 per fatti meno gravi. In ogni caso è prevista l'inabilitazione assoluta da 8 a 12 anni".
Mentre benché Berlino vieti l'uso della tortura "non esiste una norma specifica del codice penale". Ci sono tuttavia "norme assimilabili alla fattispecie. In particolare i maltrattamenti fisici e psichici in generale sono puniti con la reclusione fino a 3 anni elevata a 5 per fatti gravi che passa da 1 a 10 se compiuti da un pubblico ufficiale".
Resta sottinteso che per l'omicidio , come quello di Federico ,in ogni altro Stato civile sarebbero stati sbattuti dentro e buttata via la chiave ..
Un grazie di cuore per la dignità di una gran bella persona come la Sign.ra Moretti Patrizia , mamma di Aldrovandi .. con le sue iniziative , anche pubbliche, ha aiutato questo Paese , tutto , a comprendere quanto sia urgente e necessario varare la Legge contro la Tortura .
Luca S.
27 settembre 2016 alle ore 22:22Si, sono stati condannati. Non hanno preso neanche 4 anni. 3 anni e 6 mesi per aver massacrato e assassinato, in 4 e armati, un ragazzo di 18 anni.
Giustizia è fatta.
Pensa se fossimo stati io e te a fare la stessa cosa: arrivano gli sbirri e noi, con a terra il cadavere massacrato di un ragazzino, raccontiamo la storiella che hanno raccontato loro. E TUTTI i loro complici, non ce ne dimentichiamo.
Secondo te come andava a finire il processo?
E pensa se anche noi avessimo avuto dei complici pronti ad occultare le prove e a confermare la nostra versione: come sarebbe finita per loro?
Male. Perché nel nostro caso sarebbero appunto stati complici. Per loro è "spirito di corpo".
Si chiama "bonus sbirro", un'usanza che credo sia stata importata da qualche stato sud-centro americano.
dufar moise
27 settembre 2016 alle ore 10:05ciao
Ho ricevuto il mio prestito ha la banca CRÉDIT MUTUEL con una condizione favorevole, vi chiedo più non di lasciarvi fregare da parte del prestatore falso in particolare, contattare direttamente la banca su questa mail per avere un'informazione: creditmutuelbanquetransfertrap@gmail.com
AntòAvenza
27 settembre 2016 alle ore 10:21@ Gianfranco chiarello 8;52
La guerra era finita, ma mio nonno, partito 3 anni prima a servire la patria, era stato ferito ed era ancora in un ospedale militare.
I soldi erano pochi, e mia nonna, con mia madre di 4 anni per mano, come tante altre donne del paese, era sulla ferrovia e stava raccogliendo i pezzetti di carbone che cadevano dalle locomotive, per cucinare.
Quel carbone, era di proprietà della patria.
Intervennero due servitori della patria, carabinieri armati di manganelli. Le altre donne riuscirono ad allontanarsi, mia nonna, impedita da mia madre piccola, rimase lì.
I due servitori della patria, la uccisero a manganellate, aveva 24 anni. Furono buoni, risparmiarono mia madre di 4 anni.
Nessuno pagò, allora.
Pier G.
27 settembre 2016 alle ore 10:33Del resto erano sempre i Carabinieri quelli che fucilavano nel corso delle "decimazioni" soldati presi a caso per dare l'esempio a quanti volevano tornare a casa e smettere di massacrare altri poveri cristi!
Massimiliano Compagno
27 settembre 2016 alle ore 10:21Riporto un commento scritto per la vicenda dell'ennesimo uomo di colore ucciso dalla polizia USA e che calza benissimo anche per questa triste e nota vicenda.
"O ce fai o ce sei, dicono a Roma.
Negli USA hanno il grilletto facile?? Bene, invece di FARTI sparare, se ti dicono di gettare l'arma, vuol dire che in mano hai qualcosa che per loro è un'arma, quindi, qualsiasi cosa sia, gettala, se ti dicono di far vedere le mani, fai vedere le mani, se ti dicono di inginocchiarti, inginocchiati, se ti dicono di ballare la samba, balla questa c....o di samba, magari passerai qualche ora in prigione ingiustamente ma almeno poi, torni a casa, chiaro il concetto????"
Ormai siamo solo capaci di condannare, giustamente il lupo cattivo, e santificare dei poveri coglioni, lo abbiamo fatto con quell'altro angelo di Giuliani, non lo fai con questo?
Tutti nascosti dietro al mantra "a 18 anni non si può morire così" che messo giù in questo modo chi può dirti nulla.
E se ogni tanto provassimo a pensare che anche dicendo "si però a 18 anni non si può VIVERE così" non facciamo un soldo di danno?
Non sia mai.
Pier G.
27 settembre 2016 alle ore 10:31Il problema è che negli USA "capita" che ti dicano butta la pistola ma tu non hai nessuna pistola da buttare... e loro sparano!
Luca S.
27 settembre 2016 alle ore 22:09Magari domani ti fermano e ti dicono di metterti a pecora e stringere i denti. Tu fallo, tanto poi torni a casa.
I "lupi cattivi" erano 4 adulti armati e addestrati a fronteggiare situazioni di questo tipo, tra le più semplici tra l'altro.
E non mi sembra che la vittima fosse Van Damme sotto anfetamine, tanto meno che fosse un pericolo per se e/o per altri. Infatti, prima dell'arrivo dei professionisti, l'unico "lamento" è stato per degli strepiti. Tutto sommato una delle cose "migliori" che possono accadere in questo paese.
E il mantra non prevede un'età specifica: non si può morire così a prescindere. Assassinato da dei delinquenti che servivano lo stato e pagati con soldi pubblici.
simone rozzi
28 settembre 2016 alle ore 18:16scusa ma stai parlando seriamente??? sei convinto di quello che stai dicendo???
quindi se tuo figlio è un tossixo è giusto che un poliziotto qualsasi può avere il diritto di ucciderlo??? se anche avesse spintonato o altro il ragazzo, in 4 non sono riuscito a fermarlo??? lo hai visto fisicamente??? non mi sembra una persona di 150 kg difficile da bloccare...
maidomo 1
27 settembre 2016 alle ore 12:40Se venissi fermato dalla polizia farei esattamente quanto mi direbbero di fare.
Se reagissi, che ne so, con spintoni, offese e così via, cosa dovrebbe fare il poliziotto?
FABIO B.
27 settembre 2016 alle ore 14:56il suo mestiere
FABIO B.
27 settembre 2016 alle ore 14:58che e' ben altro
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il contrario di quanto questi disgraziati hanno fatto
maidomo 1
27 settembre 2016 alle ore 16:41che risposta .....
Bene, allora insegniamo fin dalla scuola materna che al fermo del poliziotto non si debba reagire.
E pure alla scuola di polizia come ci si debba comportare.
AntòAvenza
27 settembre 2016 alle ore 17:29Alla scuola di polizia, insegnano che NON SI Può AMMANETTARE POSTERIORMENTE UN INDIVIDUO E POI METTERLO BOCCONI.
Quindi?
maidomo 1
27 settembre 2016 alle ore 18:48quindi chi lo fa venga punito. Questo tipo di polizia è frutto di governi dissennati di centro sinistra, di centro e di centro destra. C'è tanto da rifare.
Però non si può tacciare di assassini tutti i componenti dei vari corpi. Che chi di dovere si preoccupi di mettere a posto le cose.
Conosco personalmente alcuni chi fanno parte di uno di questi corpi. A un paio non avrei dato in mano nemmeno una scacciacani mentre altri sono persone per bene.
Luca S.
27 settembre 2016 alle ore 21:56E se è lo sbirro a fare lo splendido? Se comincia a spintonare, manganellarti, che fai? Ti metti a pecora e aspetti il resto?
Ho speso soldi, come tutti voi, per addestrare, vestire e armare persone adulte e, si spera, psicologicamente equilibrate. 4 adulti addestrati ed equipaggiati non sono riusciti a contenere un ragazzino di 18 anni?! Cominciamo a raddoppiare le pene per quelli che la legge devono farla rispettare, cominciamo a togliergli pensione e contributi e a cacciarli in mezzo ad una strada. Cominciamo a pensare che, come un prete può non essere una guida per i bambini, anche uno sbirro può essere tranquillamente un delinquente e forse le cose cambieranno.
mercato richo
27 settembre 2016 alle ore 16:50Ciao
Io ho visto una prova della banca CRÉDIT MUTUEL su questo sito e lo ho commissione contattare il 22 settembre passare. Ho ricevuto oggi il trasferimento del mio prestito.
Allora per voi che avete besion di fare un prestito, vi consiglio di contattare direttore il direttore della banca su questa mail: creditmutuelbanquetransfertrap@gmail.com
Davide C.
27 settembre 2016 alle ore 17:56Vicino alla famiglia Aldrovandi.
Il loro figlio potrebbe essere il mio, il vostro!
Il vero problema è che questi ANIMALI PREGIUDICATI non sono poche mele MARCE come TROPPI politicanti vorrebbero farci credere, sono AHIME' la "norma"!
Basti pensare ai canti di gioia al G8 dopo la morte (non entro nel merito...ma cantare su un cadavere di un ventenne NON va bene) di Giuliani a Genova! (e li cantva una CASERMA INTERA...non " poche mele...")
Pensate come si sentano i genitori e CHIUNQUE di buon senso a dover, con le proprie tasse, continuare a pagare lo stipendio agli ASSASSINI del proprio figlio di D I C I O T T O anni!!!
Torquato Apreda
28 settembre 2016 alle ore 12:29Una modesta proposta:
Da alcuni anni esiste la figura "dell'infermiere di polizia" che di solito sono laureati in "scienze infermieristiche" e sono preparati in un ottima scuola di polizia che si trova nelle vicinanze di Roma
Non sarebbe il caso di mettere un "infermiere di polizia" in ogni pattuglia che viene mandata in giro a caccia di tossici e spacciatori?
Credo che nel tragico caso di Aldrovandi ed in tanti altri casi simili, un infermiere di polizia avrebbe saputo come risolvere la situazione senza ricorrere ad un eccesso di manganellate e misure di contenzione.
FABIO B.
28 settembre 2016 alle ore 14:47IL RAGAZZO NON ERA NE TOSSICO NE ALTRO
il supporto c'e' gia'
BASTA CHIAMARE IL 118 IN CASI DI IMPOSSIBILITA OD INCAPACITA' (IL CASO IN OGGETTO) -- MANIFESTA D'INTERVENTO
MA SEMPRE DEVE ESSERE ALLERTATO ANCHE IL SINDACO O FACENTE FUNZIONI per evitare di cagionare danni alla persona da accudire
antonello c.
29 settembre 2016 alle ore 08:45certo .. come no , per andare a caccia , sopratutto , vero ?
per le persone .. ovvero per i Cittadini Italiani , ci sono a disposizione edifici denominati , strutture sanitarie ..
Con tutto il personale sanitario necessario e stipendiato , attivo H 24 ..
Lo stesso dovrebbe fare chi è in divisa ..
Rispettare la vita e la persona , in quanto per eventuali procedimenti , in Italia , esistono edifici che si chiamano Tribunali
( anno 2016 )
Niente a che vedere con il post , come nulla c'entra il commento al quale ho risposto .
Marco Galvagno
28 settembre 2016 alle ore 14:06Responsabilità dei genitori vigilanza dei figli educazione dei figli - sussistenza [art. 2048 c.c.]
I genitori sono responsabili dei figli minori che abitano con essi, sia per quanto concerne gli illeciti comportamenti che siano frutto di omessa o carente sorveglianza; sia per quanto concerne gli illeciti riconducibili ad oggettive carenze nell'attività educativa, che si manifestino nel mancato rispetto delle regole della civile coesistenza, vigenti nei diversi ambiti del contesto sociale in cui il soggetto si trovi ad operare.
L'eventuale allontanamento del minore dalla casa dei genitori non vale di per sé ad esimere i genitori stessi da responsabilità. (1)
FABIO B.
28 settembre 2016 alle ore 14:41ma che cavolo c'entra
il ragazzo era andato in un ritrovo di ragazzi chiamato il Covo a Bologna-
Ci andavano tutti i ragazzi TUTTI-
era di ritorno a casa a piedi.
MA CHE CASPITA DICI?
FABIO B.
28 settembre 2016 alle ore 14:42ma informati prima di sparare stupidaggini, su cose SERIE
FABIO B.
28 settembre 2016 alle ore 15:21le forze dell'ordine
le uniche "autorizzate all'uso della forza"
LE UNICHE
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DEBBONO tutelare , supportare, e portare FUORI PERICOLO ogni cittadino in difficolta' ,specie se minore e quasi, se non sono in grado di compiere con massimo scrupolo il loro DOVERE , debbono essere allontanate immediatamente
nessuno puo' dire che sia compito semplice , ma questo e' quanto, appartenere alle forze dell'ordine NON E' un obbligo E' UNA SCELTA
christine ruiz
29 settembre 2016 alle ore 10:53Proposta nessun servizio di pre-pagamento
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franck dumatcher
29 settembre 2016 alle ore 10:55
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SEGRETERIA NAZIONALE SINDACATO DI POLIZIA COISP
3 ottobre 2016 alle ore 01:32Nel post si fa riferimento al Coisp in modo impreciso e fuorviante: non abbiamo mai manifestato contro la Sig.ra Moretti, né a Ferrara né altrove. Per chi fosse interessato a capire la verità, il video che spiega cosa è accaduto il 27 marzo 2013 in Piazza Savonarola a Ferrara è sempre disponibile su www.coisp.it.
Abbiamo chiesto da sempre che dal caso Aldrovandi si traessero delle conseguenze affinché fosse limitato l'uso della forza e del contatto fisico, grazie all'adozione di strumenti di contenimento diversi dalle mani nude e dal manganello e dei protocolli operativi che dicano cosa fare ad un Poliziotto o Carabiniere quando un soggetto si oppone violentemente, sia esso cosciente, ubriaco o drogato, armato o meno. Perché dal 2005 ad oggi nulla è cambiato, se non il numero di aggressioni ai rappresentanti delle Forze dell'Ordine che nel 2015 ne vede accadere una ogni 4 ore.
Accostare oggi alla tortura una disgrazia enorme accaduta 11 anni fa, un fatto in cui i colpevoli sono stati condannati per colpa e non per dolo, è fuorviante ed ingiusto nei confronti di chi, da sempre serve i cittadini e la collettività. Quel fatto non doveva accadere ed è stata chiusa una vicenda giudiziaria con una condanna penale per i poliziotti nel 2012 ed un risarcimento civile stragiudiziale di quasi 2 milioni di euro, accettato dalla famiglia Aldrovandi nell'ottobre 2010 (http://bologna.repubblica.it/cronaca/2010/10/09/news/federico_aldrovandi_lo_stato_riconosce_due_milioni_alla_famiglia-7897372/)
A chi giova continuare a riaprire quella ferita, che mille volte abbiamo sentito essere in procinto di venire chiusa per sempre?
Nessuno di voi si chiama Federico Aldrovandi, alimentare la paura dei cittadini dicendo che potrebbe accadere a chiunque fa il paio con ogni altra massificazione: è semplicemente sbagliato, efficace forse fare leva sulla paura del "non si sa mai", ma non sui fatti.
Non lo dice un Sindacato di Polizia, ma il buon senso.
LAURA AMATO
4 agosto 2018 alle ore 11:45Ho due figli di 21 e 23 anni, belli come lo era Federico ed esuberanti come lui.
La vicenda di Federico è cosi' impressa nella mia coscienza che ho insegnato loro a temere le forze dell'ordine, a modulare ogni parola e a controllare ogni gesto. Spesso le istituzioni ci sono nemiche nel caso di Federico gli sono state fatali. L'esercizio della legge è categorico solo nei confronti di chi gli stessi tutori della legge non temono, lasciando impuniti quelli da cui sanno di avere reazioni violente.
Ai tutori della legge basta "non averne avuto l'intenzione", inutile sottolineare la vergogna dello Stato che li ha riammessi in servizio.
Scrivo dopo tanti anni perchè conosco la vicenda di Federico in ogni suo punto, ancora mi crea dolore e per sempre resta nel mio cuore.
Scrivo per testimoniare la mia stima ai genitori che non si sono piegati e chiusi nel dolore ma hanno trasformato la rabbia in un'arma potente che ha lacerato la cappa dell'omertà e delle strumentali menzogne consegnando a tutti una verità che ci permette di osare ribellioni.