Il finanziamento pubblico al Pd in bolletta: #RaiServizioPiddino

credits immagine: vignetta di Marione per il Blog delle Stelle

di Roberto Fico

In bolletta a luglio ci è stato imposto il pagamento di una rata del finanziamento pubblico al Pd: 70 euro a testa e se non paghi ti staccano la corrente. La Rai non é più una TV che fa servizio pubblico, ma un organo di propaganda del Partito di governo. Le nuove nomine dei direttori dei Tg con l’epurazione di quelli non allineati è la spudorata conferma. Una misura alla turca mitigata dall’ipocrisia piddina e dal silenzio di giornaloni e intellettuali, con rarissime eccezioni. Era necessario mettere sotto controllo tutta l’informazione in vista del referendum ed è stato fatto in un attimo grazie a dirigenti compiacenti e megastipendiati oltre i limiti di legge con il cavillo votato dai deputati Pd in Parlamento che hanno affossato la proposta M5S di abolirlo.
Come se la tv di Stato non fosse già abbastanza sbilanciata in favore della posizione del premier non eletto. L’Autorità garante per le comunicazioni ha reso noti i dati del monitoraggio sull’informazione referendaria per il periodo che va dal 15 aprile al 15 luglio. Sono dati agghiaccianti, che dimostrano come il direttore del Tg1 Orfeo sia il mastino di Palazzo Chigi: l’unico confermato alla guida di un telegiornale Rai infatti sarà proprio lui. Si è guadagnato la permanenza con una propaganda oscena a Renzi: le notizie sulla disoccupazione relegate a marginali, interviste monologo al premier, nessun rilievo ai risparmiatori truffati nè agli arrestati del Pd, non informazione ma propaganda funzionale al potere.
Il tempo di parola del ‘‘ è doppio rispetto a quello del ‘no‘. Nel periodo che va dal 15 giugno al 15 luglio c’è uno spazio pari al 61% per il sì, mentre quello per il no è fermo al 37%. Ancora peggio nei mesi precedenti: dal 15 aprile al 15 maggio il sì al 48% e il no al 27%; dal 15 maggio al 15 giugno invece il sì sale al 62% ed il no resta fermo al 31%. Dovrebbe esserci un immediato riequilibrio per favorire l’informazione corretta e imparziale, invece ci sarà l’epurazione di chi non è allineato.
Rai servizio pubblico? No, #RaiServizioPiddino. A spese dei cittadini.

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