Tagli al Senato per 100 milioni di euro: il Pd dice no

di Barbara Lezzi, M5S Senato

Si è votato solo l’altro giorno il bilancio interno del Senato per l’anno 2016. Il Governo ha bocciato 31 ordini del giorno del M5S che lo avrebbero impegnato a tagliare 100 milioni di euro tra sprechi e privilegi. Facciamo solo 5 esempi eclatanti. Il M5S aveva proposto:
1) La soppressione dei vitalizi per i senatori, una volta cessato il mandato
Risparmio previsto: 83 milioni di euro l’anno BOCCIATO
2) L’abolizione dell’assegno di fine mandato per i senatori (liquidazione)
Risparmio previsto: circa 2,8 milioni di euro l’anno BOCCIATO
3) La riduzione degli stipendi dei senatori da 5.000 euro a 3.500 euro, con diaria assegnata a seconda delle presenze e negata a chi accumula più del 30% delle assenze
Risparmio previsto: circa 5 milioni di euro l’anno BOCCIATO
4) Dimezzamento delle spese generali forfettarie dei senatori
Risparmio previsto: circa 500 mila euro BOCCIATO
5) Riduzione del 20% dei contributi ai Gruppi Parlamentari
Risparmio previsto: 4,4 milioni di euro BOCCIATO
Solo con il taglio di queste 5 voci il Senato sarebbe potuto costare 95 milioni di euro in meno nel 2016, per un totale di quasi 500 milioni di euro in una legislatura intera. Ma il Pd non ne ha voluto sapere, a dimostrazione che la lotta agli sprechi serve solo come slogan per vincere il referendum costituzionale di ottobre. Ricordiamo a proposito che i questori del Senato, tra i quali la nostra Laura Bottici, hanno stimato il risparmio della riforma Boschi del Senato in 48 milioni di euro, la metà di quello che il Senato poteva risparmiare senza alcuna riforma se solo il Pd avesse appoggiato le nostre proposte di puro buon senso.
Per l’ennesima volta le menzogne del Bomba evaporano quando si passa ai fatti in Parlamento


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