Politica estera: la parola al Parlamento

di MoVimento 5 Stelle Parlamento

Il Parlamento deve discutere e votare le linee guida della politica estera del nostro Paese.

Lo scenario internazionale attuale impone una profonda discussione delle ultime scelte di politica estera del nostro Paese. In Europa si combatte una guerra diretta totalmente fuori dai radar della nostra informazione – in Donbass con oltre 10 mila morti e quasi due milioni di profughi – e indiretta, ma altrettanto tragica, contro l’incubo del terrorismo internazionale. Nella Nato, trasformatasi da sistema di “difesa” in aggressore di Paesi sovrani, vi è un “alleato” totalmente fuori controllo che potrebbe mettere a rischio la nostra sicurezza interna con le sue prossime scelte: la Turchia.

Afghanistan, Iraq, Libia, Siria e Ucraina: tutte le ultime scelte di politica estera che l’Italia ha fatto (su ordini di altri ad onor del vero) si sono rivelate drammaticamente errate. Serve un cambio di strategia. L’Europa, sempre più incapace di dare risposte alle crisi geopolitiche in corso, ha fallito. Lasciandosi intrappolare in una logica di esportazione di democrazie e libertà, quando al suo interno quella dei Paesi membri (Grecia e Portogallo su tutti) è stata più volte umiliata da quelle stesse istituzioni. L’Europa è stata l’indiretta e silente artefice di caos, distruzione di popoli e milioni di profughi.

A tutto questo serve una risposta. Il Movimento 5 Stelle invita le altre forze politiche all’apertura di un dibattito serio nell’organo sovrano della nostra democrazia: il Parlamento. Con una lettera ancora senza risposta, abbiamo chiesto ai presidenti delle Camere, alla luce degli ultimi drammatici avvenimenti, che le nostre mozioni arrivino finalmente al voto.

Ci sono alcune questioni che non possono essere più rimandate e l’urgenza è data dalla drammaticità delle notizie che si rincorrono ogni giorno.

1) Turchia. Il suo processo di adesione all’Unione europea deve essere sospeso, e vincolato al rispetto dei diritti umani e del rispetto delle minoranze presenti nel paesi. La sua adesione alla Nato pone rischi alla sicurezza di ogni stato membro che deve essere l’oggetto di un’attenta riflessione all’interno dell’Alleanza Atlantica.

2) Libia. Il fallimento della cosiddetta “comunità internazionale” e dell’uomo calato dall’alto Serraj è l’ultimo di una serie di disastri iniziati con l’invasione della Nato nel 2011. L’Italia invece di patteggiare prima per una e poi per un’altra fazione dovrebbe, all’interno delle Nazioni Unite, farsi promotore di libere elezioni che possano creare finalmente un interlocutore nazionale credibile, primo passo per un processo realmente democratico includente e popolare.

3) Siria. Da mesi chiediamo che vengano prese due misure fondamentali per agevolare il processo di pace in corso a Ginevra. Da un lato la riapertura dei rapporti diplomatici con Damasco, in linea anche con i recenti viaggi della nostra intelligence nel paese, per condividere tutte le informazioni sui terroristi che hanno combattuto in Siria provenienti dall’Europa; d’altro lato interrompere il regime sanzionatorio che non pesa affatto sul governo, come vuole far credere l’Unione europea, ma su una popolazione distrutta da cinque anni di massacri.

4) Lotta al terrorismo. Per il M5S è necessario promuovere la concentrazione delle risorse dell’Unione destinate alla lotta al terrorismo per migliorare la sicurezza interna dei cittadini europei attraverso il potenziamento delle reti di intelligence nazionale e di una maggiore collaborazione tra reti di intelligence, incluse quella della Federazione russa, un alleato prezioso in questa battaglia comune.

5) Embargo totale della vendita di armi all’Arabia Saudita, Qatar e Paesi del Golfo che alimentano il massacro in Yemen e sostengono indirettamente il terrorismo internazionale.

6) Sul versante immigrazione rilanciamo la proposta fatta già due anni fa con la mozione Di Stefano: ovvero istituire un’agenzia internazionale per i richiedenti asilo direttamente nei territori di transito e partenza, superando il Regolamento di Dublino. Ricordiamo in proposito anche il disegno di legge sul diritto d’asilo a firma Fattori.

7) Nato. I ministri Pinotti e Gentiloni illustreranno alle commissioni di Difesa ed Esteri delle Camere i “risultati” del vertice Nato di Varsavia, che invece di andare nelle direzioni appena indicate, ha deciso per una ulteriore militarizzazione dell’Est europeo, rendendo ancora più complesso un dialogo con la Russia, e per un ulteriore sforzo in Afghanistan dell’Italia.

Chiediamo al governo italiano di cambiare rotta: la bussola che Unione europea e Nato ci hanno imposto porta ad un circolo vizioso tremendamente pericoloso. Nelle mozioni che abbiamo presentato, e che riassumono il lavoro di diversi mesi chiediamo, oltre ai punti indicati in precedenza, che l’Italia operi un serio disimpegno da tutte le operazioni Nato in violazione dell’art.11 della Costituzione, non riconoscendo l’evoluzione imposta all’Alleanza Atlantica con il nuovo concetto strategico scelto a Washington (1999) e Lisbona (2003); oltre a comunicare immediatamente alle autorità Nato competenti la contrarietà assoluta ad utilizzare il nostro territorio per il deposito e transito di armi nucleari, batteriologiche e chimiche.

Sono richieste che facciamo da mesi e che attendono da troppo tempo una risposta da un governo. La parola al Parlamento.


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