Nuzzi e Fittipaldi assolti, governo non pervenuto
8 luglio 2016 alle ore 11:53•di MoVimento 5 Stelle
Ieri i due giornalisti Nuzzi e Fittipaldi sono stati assolti nel processo Vatileaks. Poco prima della sentenza Gianluigi Nuzzi ha rilasciato questa intervista al Blog delle Stelle per ribadire il suo impegno in difesa della libertà di stampa.
di Gianluigi Nuzzi
Questo processo è fondamentalmente contro la libertà di stampa, perchè Fittipaldi ed io siamo chiamati a rispondere di cosa? Di "concorso morale nella divulgazione di notizie riservate sulle offerte, i denari, della Santa Sede". Cosa vuol dire? Che secondo la pubblica accusa con la nostra "attenzione, presenza e disponibilità davamo impulso psicologico" alla divulgazione di notizie riservate. Ma allora io mi chiedo: ma un giornalista deve essere presente e disponibile rispetto alle notizie o deve scappare e darsela a gambe quando c'è uno scoop?
Uno si chiede perchè la Chiesa ha reagito in questo modo, portando in tribunale due giornalisti. La risposta è semplice: perchè si è rotto un tabù, perchè i panni sporchi si lavano in famiglia, perchè non bisogna turbare i cattolici come se il popolo cattolico fosse un popolo di somari con gli orecchi chiusi. Io credo che invece la trasparenza faccia solo del bene sempre e comunque, non solo alle finanze in genere, ma soprattutto alle finanze di un Paese come il Vaticano che è l'unico Paese al mondo che non si basa sulle tasse ma proprio sulle libere offerte dei cittadini, dei cattolici e dei credenti e quindi bisogna far sapere.
Il Papa dice che non bisogna diffamare, che non bisogna calunniare, che non bisogna fare disinformazione: qualunque giornalista e qualunque lettore e telespettatore non può che essere d'accordo con quanto dice il Santo Padre, peccato che né Via Crucis né il libro Avarizia del collega Emiliano Fittipaldi siano mai stati smentiti in una solo loro riga. Quindi fanno informazione e tutelano il bene comune: il sapere.
Il Vaticano mi sembra sotto gli occhi di tutti, basti vedere quello che è successo nell'autunno scorso quando è trapelata la notizia che il Papa aveva un tumore, poi si è scoperto che era un tumore benigno e poi che non doveva nemmeno essere operato, però era l'anticamera per dire il Papa è malato, quindi poverino quello che dice non è molto credibile'.
Che ci sia un intreccio di denaro, di interessi e di poteri in Vaticano lo si vede anche dalla rete diplomatica, fittissima, che il Vaticano ha nel mondo, seconda solo a quella degli Stati Uniti, ed è chiaro che una vecchia mentalità è maldisposta a dar spazio a un Papa che per la prima volta prende il nome di Francesco ricordando il Santo dei poveri e che è un gesuita.
Il grande assente in questa storia è il governo italiano che non ha speso una parola, è stato lì ad osservare muto gli accadimenti riguardo due cittadini italiani, due giornalisti che per la prima volta nella storia della Chiesa venivano processati all'interno delle sacre mura. Questo è un silenzio che fa molto rumore, è un silenzio che va rotto e spero che dopo la sentenza questo accadrà.
Uno si può chiedere se è giusto ciò che il giornalista ha fatto e se lo rifarebbe, io posso dirvi di più: se avessi saputo che avrebbero chiesto per me una condanna e che avrebbero fatto un processo, io avrei fatto esattamente la stessa cosa, perchè le notizie non si tengono nascoste nei cassetti, le notizie si divulgano, perchè è la missione, il lavoro del giornalista. Non siano martiri, basta che facciamo il nostro lavoro, sennò ci affidiamo solo ai comunicati stampa e all'informazione unica e torniamo a quello che si chiamava il Ventennio.
Commenti (17)
Lorenzo Ragusa
8 luglio 2016 alle ore 12:12"Al blog delle stelle"... Io mi riconosco solo nel blog di Beppe Grillo
marco carracillo
8 luglio 2016 alle ore 13:58Meno male che esistono ancora i veri giornalisti
Giovanni Giuffra Traverso
10 luglio 2016 alle ore 18:52Guardi, quando un giornalista è animato da astio non è mai un grande giornalista. E questo Nuzzi qui c' ha molto astio contro la chiesa.
Gabriele Longo
8 luglio 2016 alle ore 14:44L'intervista esprime senso di giustizia ma è molto tenera nei confronti della Chiesa. Quando mi riferisco alla Chiesa intendo semplicemente la FRODE ECONOMICA E L'INGERENZA SULLA VITA PRIVATA DI OGNI CITTADINO DELLA REPUBBLICA ITALIANA. Chi voglia avere fede che l'abbia ma devono essere fatti propri e NON INGERENZE POLITICHE E ISTITUZIONALI PUBBLICHE. Questo vale per tutte le religioni o filosofie che vogliono imporre un Pensiero seppure per maggioranza.
Mi fa' molto piacere la fine positiva di questa farsa che non poteva essere che Vaticana. Sul silenzio del Governo non vi erano dubbi che sarebbe stato così; mica ci eravamo illusi che prestatori di deretani al voto cattolico o i silenziatori alla Mattarella potessero mai inimicarsi proprio il voto cattolico? BISOGNA CAMBIARE IL PAESE DA CIMA A FONDO.
Giovanni Giuffra Traverso
10 luglio 2016 alle ore 18:50Lei dovrebbe studiare e pregare, allora forse rivoluzionerà se stesso, senza pretendere di rovesciare tutto senza avere neppure una visione d' insieme.
FrancoMas
8 luglio 2016 alle ore 14:47Aspettarsi solidarietà dal governo, da un governo che a sua volta si aspetta (anzi, esige!)solidarietà dalla stampa? Fai prima a cambiare mestiere.
Adolfo Treggiari
8 luglio 2016 alle ore 15:37Ma credete possibile che un governo a trazione cattolica come l'attuale possa in qualunque modo rischiare di urtare la sensibilita' del Vaticano e ancor meno interferire con le "sacre cose"? L'assoluzione dei due giornalisti italiani era comunque scontata per difetto di giuristizione. In pratica e' stato un "avvertimento" come si usa anche negli ambienti mafiosi dove appunto " i panni sporchi si lavano in famiglia".
Giovanni Giuffra Traverso
10 luglio 2016 alle ore 18:47Ma la pianti, ha un bel coraggio a paragonare la Chiesa alla mafia, non si vergogna proprio? I frutti si riconoscono dall' albero, e i frutti della chiesa sono santi, ospedali, opere di carità, ponti di pace fra i popoli; poi, è vero, ci sono anche i frutti marci, ma insomma, la chiesa e la mafia sono due entità opposta. L' una, perseguendo il bene, a volte fa' il male per debolezza insita nell' uomo. L' altra, perseguendo solo e soltanto il male, lo fa a tutto tondo.
Sa qual' è la rovina dell' Italia? L' ostilità alla Chiesa. Per la chiesa bisognerebbe avere amore e riverenza, e invece la si odia. Senza la chiesa, l' Italia è un nulla. Guardi la storia repubblicana neanche 150 anni di vita, e già si barcolla...
Sara Conti
8 luglio 2016 alle ore 23:46Ma quale Vatileaks! Trattasi di falsa rivelazione - false disclosure - pianificata proprio per far credere al popolino dormiente e credulone che si sia verificata una denuncia da parte di due 'coraggiosi' giornalisti. Nessuna rivelazione veramente! Tanto che Nuzzi gia' lavorava tranquillamente in TV.
Antonio .
9 luglio 2016 alle ore 16:14mi stupisco che abbiano dello spazio sul blog del M5S....
SERGIO BALDELLI
9 luglio 2016 alle ore 11:48Forse sono poco informato, ma non capisco perché i giornalisti si sono presentati in vaticano?
Ma per caso c'è una convenzione di estradizione con l'Italia per questo tipo di reato?
Poveri Garibaldi e Mazzini e tutti i patrioti morti per creare un'Italia laica
Giovanni Giuffra Traverso
10 luglio 2016 alle ore 18:41Povera Italia, fatta da due anti-ecclesiastici.
Roberto Friso
9 luglio 2016 alle ore 12:55Il reato c'è ed è stato commesso da una cricca che nascostamente si è impossessata e ha diffuso documenti riservati comunque importanti, finalizzati a far chiarezza sulla presenza di figure corrotte infiltratesi in vaticano che operavano in maniera difforme dall'orientamento della Chiesa.
Forse certe testine calde dimenticano che il reato di diffusione di documenti riservati da parte dei due pseudo "giornalisti", peraltro dal contenuto trasparente emessi ad uso interno al vaticano, non è stato perseguitato per il solo motivo che la sua pubblicazione è avvenuta all'esterno della giurisdizione vaticana, da gente esterna al vaticano, ma grazie a degli impostori che erano dentro il vaticano per il noto gioco di potere contrario alle direttive del Papa. Per cui detti impostori nel vaticano, ammanicati con lo scoop che sappiamo rendere fior, fior, di "quattrini", di fatto hanno ricevuto la condanna (quasi simbolica), a prescindere dal grado religioso. Questo solo per far capire che dentro il vaticano comunque hanno saputo fare giustizia nei confronti dei corrotti a dimostrazione che la chiesa onesta funziona e prevale su quella corrotta. Viceversa, nello Stato Italiano, con l'alibi del diritto all'informazione, gli amnistiati dal vaticano possono scorrazzare nella pubblicazione con spirito diffamatorio, acquisendo nascostamente strumenti d'indagine delicati finalizzati a smantellare le connivenze tra prelati e malaffare con modalità illegali, conniventi, all'insaputa e senza l'autorizzazione di chi ha redato gli stessi documenti pubblicati: Tutto questo senza essere colpiti e portati a giudizio. Anzi, parte della categoria di questi personaggi iscritti all'album dei giornalisti, vergognosamente di questi sciacalli ne fanno degli eroi. Tale governo, tale giornalismo. Della serie: chi delinque utilizzando lo strumento dell'informazione in maniera impropria, ha diritto a non essere giudicato. - Veramente un bel paese della cuccagna, dal governo in effetti non pervenuto.
Giovanni Giuffra Traverso
10 luglio 2016 alle ore 18:39Penso che questo signore abbia ragione.
Giovanni Giuffra Traverso
10 luglio 2016 alle ore 19:01Gianluigi Nuzzi,
io sono cattolico e sono un cittadino italiano, come lei. Ho guardato i suoi servizi, quando li faceva, che erano faziosi ed inveleniti. Lei non fa un buon servizio alla nazione, perchè getta sterco sulla chiesa, facendosi reporter ad un solo senso, cioè per parlare male della chiesa. Perchè non si trova mai un servizio fatto da lei delle realtà di bene che la chiesa opera in tutto il territorio italiano? Perchè non parla dei tossici recuperati, degli indemoniati che vengono esorcizzati, dei preti che assolvono migliaia di italiani poggianodosi ai meriti di Cristo tramite il santo sacramento della riconciliazione?
Glielo dico io il perchè: perchè lei non crede in Cristo, e vede in male ciò che egli sulla terra ha istituito per il nostro bene e la vita eterna: la chiesa.
Così forse farà un buon servizio per quanti hanno sulla bocca e nel cuore parole di biasimo per la santa chiesa, e sono tanti; ed il servizio è questo: aumentare la disaffezione del popolo italiano alla chiesa, cioè staccare i figli dal petto della madre. Si è mai forse visto un figliolino accusare la madre, chiamandola corrotta e prostituta? Eppure questo fa il popolo italiano, che crede ancora che la crisi economica sia colpa degli altri, non della propria corruzione e apostasia.
Ma non è così: l' Italia è ammalata di una malattia antica, che si chiama peccato, e quanto più crede di rivolgersi ai maghi della politica e dell' economia per guarire, quanto più starà male. Solo Cristo salva, solo in Cristo la nazione prospera come prosperò un tempo. Italiani, risuscitate dai morti, confessatevi e pregate.
angelo salvatore sanna
11 luglio 2016 alle ore 17:58ma io penso si sia trattato di pubblicità gratuita al libro , quanto costa 20 ? , i veri giornalisti sono quelli che rischiano la pelle nei luoghi di guerra o nei quartieri estremi delle ns città non questi che comprano qualche carta da qualche personaggetto
Lor C.
12 luglio 2016 alle ore 11:45A vedere i commenti di tanti che difendono la chiesa a spada tratta, capisco che anche fra di noi, simpatizzanti o iscritti al M5S, ci sono dogmi difficili da mettere in discussione.
Io da cattolico, so che la chiesa è fatta di uomini e quindi è soggetta a tutti i peccati che possono fare gli uomini, anche i più meschini come rubare o adirittura abusare di minori. Quindi difendere la chiesa a spada tratta in quanto " segue la dottrina di Dio" è medievale. Ricordate le crociate, anche quelle erano in nome di Dio. Le barbarie che fanno i fondamentalisti oggi, islamici e non solo, sono "in nome di Dio" (secondo loro). Non scendo nei dettagli dei libri perchè non li ho letti, ma che in vaticano ne hanno fatte di cotte e di crude non è una novità.
