MPS e la nuova crisi finanziaria globale

di M5S Parlamento

Monte dei Paschi di Siena, la banca più antica del mondo, potrebbe scatenare una nuova crisi finanziaria globale trascinandosi dietro non solo le altre banche italiane, ma anche colossi esteri come Deutsche Bank.

La risposta del Governo e dell’Unione Europea è ancora una volta inadeguata, proprio perchè sono Trattati e direttive europee come il bail-in a togliere qualsiasi margine di manovra agli Stati gettandoli in pasto alla schizofrenia dei mercati. Ad ogni crisi di borsa, quindi, si perdono lunghissime settimane in trattative tra governi e istituzioni europee per mediare tra i folli trattati e la dura realtà. Intanto gli azionisti vedono precipitare il valore dei loro titoli e le banche vengono sottoposte a stress sempre più difficili da sopportare.

MPS ha perso solo lunedì 4 luglio il 13,9% del suo valore azionario, e dal 22 gennaio, quando il Bomba dichiarava a Porta a Porta che la banca senese era ormai risanata e meritava fiducia, il tracollo si aggira intorno al 60%. Un’azione MPS vale circa 0,27 euro, mentre ne valeva 14 solo cinque anni fa. Le autorità politiche, nazionali e internazionali, hanno guardato morire sotto i loro occhi decine di banche, intervenendo di volta in volta per comprare tempo, ma senza risolvere mai la crisi economica e finanziaria dalle sue fondamenta. Oggi MPS ha una capitalizzazione inferiore a 1 miliardo di euro, un patrimonio netto vicino ai 10 miliardi di euro e 24 miliardi di euro di sofferenze nette, ossia di crediti che non riuscirà a recuperare perchè il debitore spesso è fallito. E stiamo parlando di decine di migliaia di famiglie e imprese. Appena la Bce ha chiesto a Mps di ridurre le sofferenze nette da 24 a 14 miliardi entro il 2018 il titolo è crollato. Le sofferenze sono quindi il problema di Mps e delle banche italiane e bisogna capire come affrontarlo.

Da una parte il Governo italiano e l’Unione Europea stanno cercando un’altra soluzione per comprare tempo e rinviare il crack del nostro sistema creditizio, dall’altra continuano a praticare politiche di austerità che fanno aumentare le sofferenze bancarie strozzando famiglie e imprese. La creazione di un altro fondo Atlante (stavolta chiamato Giasone) per comprare una parte dei crediti in sofferenza di MPS non risolverà il problema, ma farà respirare le borse per qualche mese prima di un nuovo tracollo. Più passa il tempo, più il crack sarà devastante. L’unico modo per evitarlo, riportando l’economia italiana ed europea su un sentiero di crescita sostenibile, è agire sulla fonte delle sofferenze bancarie, ovvero la crisi senza fine di famiglie e imprese. Servono come l’ossigeno investimenti nell’economia reale, con conseguente aumento della domanda interna e dei profitti delle imprese e creazione di centinaia di migliaia di posti di lavoro in settori tradizionali e innovativi (su tutti quello delle rinnovabili).

Gli investimenti sono però impossibili nella camicia di forza dell’euro e dei trattati europei, su tutti il Fiscal Compact. Questo Governo non ha né la forza né l’intenzione di liberarsene e tutto quello che può fare è trattare per un bail-in diluito. Perchè sia chiaro che la soluzione per salvare MPS coinvolgerà anche gli obbligazionisti subordinati, che già hanno pagato con il fallimento delle quattro banche popolari. 5 miliardi arriveranno dal fondo pubblico Giasone per comprare i crediti deteriorati e ricapitalizzare, e almeno 2 miliardi saranno sfilati ai risparmiatori. Un altro bagno di sangue.

Le banche tornino a servire l’economia reale e i mercati siano disciplinati dallo Stato, con l’aiuto essenziale di Banca d’Italia. È successo per molti decenni, garantendo una stabilità di sistema intaccata solo negli anni ’90, quando non a caso si è tornati al modello liberista della banca universale e si è lasciato campo libero alle privatizzazioni. È ora di dire basta ai giochini delle oligarchie finanziarie e riprenderci indietro benessere e democrazia.

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