I morti sul lavoro aumentano, ma non vengono riconosciuti

di Marco Bazzoni, Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza

Nonostante ci siano state 1246 denunce di infortunio mortale all’Inail nel 2015 (con un aumento di denunce dell’8% rispetto al 2014, quando le denunce per infortunio mortale furono 1152), l’Inail nel 2015 ha riconosciuto solo 694 infortuni mortali.
Anzi, si è arrivato anche a dire che ci sono stati meno morti sul lavoro dell’anno scorso (2% meno), quando furono riconosciuti 708 infortuni mortali, a fronte di 1152 denunce.
Qui c’è davvero qualcosa che non va. C’è un grosso problema di riconoscimento di infortuni mortali sul lavoro, chiunque lo capirebbe. L’anno scorso su 1152 denunce del 2014, non ne sono state riconosciute dall’Inail 444 morti sul lavoro, il 38% meno. Nel 2016 su 1246 denunce del 2015, non ne sono stati riconosciuti dall’Inail 552 morti sul lavoro, il 44 % in meno.
Mesi fa tutta la stampa nazionale, tutti i tg, tutte le agenzie di stampa erano scandalizzati da un tale aumento delle denunce di infortunio mortale.
Adesso che poco più della metà delle denunce di infortunio mortale vengono riconosciute dall’Inail come morti sul lavoro, nessuno ha niente da dire o non chiede spiegazioni in merito???
Come si fa ancora a parlare di calo di morti sul lavoro, quando il problema è che molte morti sul lavoro non vengono riconosciute tali dall’Inail?
Sono profondamente sconcertato. La chiarezza è d’obbligo, almeno per rispetto verso tutti quei lavoratori che sono partiti la mattina per andare a lavorare, per mantenere la propria famiglia, e non hanno fatto più ritorno a casa perchè sono morti sul lavoro.


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