Storia di Tito, rinato grazie al reddito di cittadinanza 5 Stelle a Livorno

Malgrado tutti i tentativi di metterci la sordina le buone pratiche sono contagiose. Non abbiamo bisogno di procurarci il consenso con i vecchi metodi della politica. Sono i cittadini i nostri unici interlocutori: con loro dobbiamo confrontarci in ascolto nel governo di tutte le situazioni. Questo è il buongoverno5stelle.” Filippo Nogarin, sindaco MoVimento 5 Stelle Livorno

Tito, 61 anni, ex artigiano edile, con famiglia è uno dei 100 cittadini ai quali è stato concesso il reddito di cittadinanza locale (500 euro per sei mesi in via sperimentale) istituito con la delibera 556 del 17 dicembre 2015 (dal sindaco 5 Stelle di Livorno Filippo Nogarin, ndr) . Abbiamo parlato con Tito che ha espresso parole di gratitudine e speranza. «Questo reddito di cittadinanza mi ha dato, come ad altri, la possibilità di tornare ad essere cittadino a pieno titolo perché ho avuto l’opportunità di uscire dalla mia situazione di crisi personale, non solo materiale bensì psicologica. Prima di questa svolta i miei pensieri erano concentrati solo sulla gestione dei problemi legati alla mera sopravvivenza. Invece, grazie a questa amministrazione comunale che ha avuto la grande sensibilità di aiutare concretamente chi ha bisogno, mi sono anche rimesso in gioco».

Come?

«Partecipando, con altri beneficiari di questo sostegno, all’iniziativa di pulizia delle Terme del Corallo dove abbiamo dato una mano. E all’evento nel complesso Liberty di sabato 28 e domenica 29 maggio».

Questo sostegno è una forma di assistenzialismo?

«Non lo è e non lo vogliamo. Parlo anche a nome degli altri beneficiari: siamo persone attive che possono e vogliono dare ancora molto alla città, che ha oltretutto bisogno di aiuto. Ma sia chiaro che non siamo obbligati a fare qualcosa. Ci possiamo mettere a disposizione solo volontariamente e siamo ben felici di farlo».

Tito perché si è ritrovato a partecipare al bando per il reddito di cittadinanza?

«Sono stato titolare di una piccola impresa edile per una decina d’anni. L’ho chiusa nel 2010 per la crisi. Dopodiché per sbarcare il lunario ho fatto di tutto, anche raccogliere le olive fuori Livorno».

Ha pensato di arrendersi?

«Non mi sono mai dato per vinto. Ho sempre cercato di trovare qualcosa anche se alle soglie dei sessanta anni, ora ne ho 61, era ed è difficile ritrovare un impiego. Ma non mi sono arreso. Ho fatto anche un corso di formazione per imparare a potare gli olivi».

Dopodiché è arrivato il reddito di cittadinanza.

«Ho saputo di questa opportunità leggendo i giornali. Ho partecipato al bando però senza convinzione, sicuro che non avrei ottenuto nulla. Invece poi… la bella sorpresa. Mi hanno telefonato dicendomi che ero sono poi presentato agli uffici dei servizi sociali dove ho trovato personale con grande umanità e competenza».

Tito lei è un artigiano. Per questa categoria esistono ammortizzatori sociali?

«No. Ora invece grazie a questa amministrazione che sta facendo qualcosa per chi non ha nulla, ho un reddito di sostegno. Non come lo Stato che da gli 80 euro a chi il reddito ce l’ha già…».

Fonte: La Nazione

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