Onestà a Trieste con Paolo Menis sindaco!

di Paolo Menis, candidato M5S Trieste

Correva l’anno 2003. Gorge Bush decide l’invasione dell’Iraq, i Savoia rientrano in Italia. I Knicks ritirano la maglia numero 33 di Pat Ewing. A Trieste il Sindaco è da due anni il sig. Roberto Di piazza, che oggi, a distanza di 15 anni dalla sua prima elezione, ci riprova, sventolando i suoi progetti per la città. Sui quali nutriamo qualche dubbio, a meno che non si tratti di progetti immobiliari, perché su questo fronte la sua capacità è nota e dimostrata da eventi che iniziano proprio nel 2003.

L’operazione immobiliare della sua vita si sviluppa su più tappe:
– 14 ottobre 2003 e il Sindaco (pro tempore) acquista da un privato cittadino un terreno di 1.418 mq per la cifra di 33.000,00 euro;
– 7 luglio 2005 il nostro provetto immobiliarista acquisisce un altro terreno, confinante con il primo, di 470 mq per 15.000,00 euro;
– 26 febbraio 2007, si manifesta in tutto il suo splendore la capacità imprenditoriale del nostro eroe: dopo lunga trattativa tra il Dipiazza Sindaco e il Dipiazza speculatore edilizio, il primo vende al secondo un terreno di proprietà comunale (cioè pubblica, cioè di tutti noi) che si estende per 413 mq alla cifra di 33.050,00 euro.
Il Dipiazza si trova quindi in possesso di una piccola proprietà terriera, non agricola ovviamente ma in gran parte edificabile, pagata complessivamente 81.050,00 euro, e decide di unire le particelle acquisite e di frazionare il tutto in due parti: una più piccola, di 243 mq, e una più grande, di 2.102 mq.
A questo punto scatta il businnes: Dipiazza ottiene il 14 marzo 2008 una Concessione Edilizia (prot. gen. 2008-0047266, prot. corr. 11/2257-9/2007) per realizzare “solamente” quattro ville unifamiliari sulla parte più grande del terreno e, poco dopo, il 31 luglio 2009, la vende per “soli” 370.000,00 euro ad una società privata il cui procuratore speciale risulta essere Giorgio Rossi, allora Assessore della Giunta Dipiazza ed attualmente capolista della lista civica del candidato Dipiazza.
L’altra parte, quella più piccola e sostanzialmente inutile, la vende al suo confinante (casualmente anch’esso ex Assessore di Dipiazza e Vicesindaco, Paris Lippi) per pochi spiccioli, 7.290,00 euro.
Peccato che il contratto di compravendita del 2007 sia stato dichiarato nullo. Il Codice Civile (art. 1471) prevede espressamente che “non possono essere compratori nemmeno all’asta pubblica, né direttamente né per interposta persona gli amministratori dei beni dello Stato, dei comuni, delle province o degli altri enti pubblici, rispetto ai beni affidati alla loro cura…” e infatti, a seguito di un contenzioso civilistico, il Giudice di primo grado ha «accertato e dichiarato la nullità del contratto di compravendita» stipulato «fra il Comune di Trieste» e lo stesso sig. Dipiazza (sentenza 905/2013). E peccato che la particella acquisita illecitamente dal Comune di Trieste risultasse fondamentale per la futura edificazione essendo quella l’unica fronte strada e che fosse quindi quella a dar valore all’intera operazione immobiliare (che ha fruttato circa 290.000,00 euro meno le spese sostenute per la concessione edilizia).
Poteva il Dipiazza non sapere quello che stava facendo? Si, ma allora non è in grado di fare nuovamente il Sindaco. In alternativa dovremmo pensare che era ben consapevole di ciò che stava facendo e che abbia agito in malafede.


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