Dario Fo da piazza del Popolo per Virginia Raggi sindaco #coRAGGIo

Il discorso di Dario Fo ieri in piazza del Popolo

– Matteo aspettami, è proprio di te che cercavo, ma che fai? Mi sfuggi? Scantoni di fronte a uno dei tuoi più fedeli collaboratori?
– Beh che c’è?
– Ti devo chiedere una cosa che mi ha sconvolto. Ascoltami, Presidente, è vero che hai deciso “O la va o la spacca?
– Sì, è vero, l’ho dichiarato in televisione, prima rete, orario di massimo ascolto.
– E hai anche dichiarato che se non vincerai il referendum darai le dimissioni da Presidente del Consiglio e ti ritirerai dalla politica?
– Sì l’ho detto. E con questo?
– Cade il Governo e tu non ci sei! Latitante… Pensa il disastro con una massa di persone sbattute via come pupazzi dal Quirinale e dal Senato.
– E allora? C’è forse una legge che dice che il Presidente del Consiglio è costretto vita natural durante a prestare servizio per il bene dei suoi eletti, intendo eletti da lui? Io ne ho piene le scatole dei giochi a base di “Ci sto, non ci sto, a meno che mi si offra un posto da sottosegretario…” e di tutti gli altri ignobili ricatti.
– Ma in questo caso sei tu, Matteo, che imponi il ricatto urlando: “Muoia Sansone con tutti i filistei e voi annatevene affanculo tutti quanti, piaggioni accattoni di privilegi!“. Ma tu così distruggi anche quelli che ti hanno portato al potere.
– Sì, è vero, io li incastro tutti in massa i bancari, i banchieri, i faccendieri, i dirigenti delle imprese e perfino i lavoratori a cottimo… è finita la pacchia! Se non fate di tutto perché il mio referendum sia vittorioso, anzi un trionfo, a costo di tirare di mezzo anche i partigiani, per voi sarà proprio l’Apocalisse. Mi spiace cari italioti ma si chiude, tutti a casa: a grattarvi le pulci e a sbattervi per campare finalmente! Io esco di scena e voi all’istante vi troverete tutti scaraventati per strada. Una massa di barboni, pezzenti!
– Ma come, chiami pezzenti e barboni noi, dopo anni di servizio indefesso, di obbedienza assoluta, al punto che bastava un tuo gesto per vederci tutti in fila come mammozzi in una sfilata di carnevale?
– Sì, via anche i mammozzi, tutti rottamati! Non ne posso più di trainare postulanti da salvare per un voto! Voglio vivermi la mia vita.
– Ma è una follia!
– Si! Tu non puoi capire cosa sia per me non avere più da mortificarsi pur di salvare il trono, il potere. Ma credi che sia un ballo di fine d’anno doversi incontrare nottetempo con uno come Berlusconi al Nazareno a trattare in segreto come due ladri? Con lui che scoppia a singhiozzare…
‘Ma che fai Silvio, Silvio? Si arriva alle lacrime adesso? Basta, non piangere più, d’accordo, ti tiro fuori io dalle rogne del processo, ma tu e i tuoi del clan voterete per tutte le nostre istanze senza fiatare.’ ‘D’accordo Matteo, accetto, d’altronde non ho altra soluzione, se voglio rimanere in pista ancora per un po’‘ ‘Ci sarai, ci sarai, vatti a riposare vecchietto‘. E poi, scusami… Si, è a te che parlo! Dici niente dover andare a leccare i piedi a tutti i potenti dell’industria italiana, uno ad uno a cominciare da Marchionne perché ti tengono reggano il culo? E poi si prosegue coi banchieri: ‘Mi inchino, vuoi che ti lecchi un piede, sono bravissimo sai? C’è chi viene persino dall’estero per farsi baciare l’alluce da me. Ma ti assicuro che l’umiliazione che non sopporto più è quella di dover scoprire ogni giorno che qualcuno dei miei tirapiedi più efficienti, che io ho scelto personalmente, si fa beccare con le mani nel sacco e a me tocca inventarmi risoluzioni impossibili, comprese delle nuove leggi per tirarli fuori, ‘sti coglioni. Ma rubate con classe per Dio! Abbiate il senso della misura! Ma vi rendete conto che ormai non c’è giornale al mondo che non sghignazzi su di noi e sul nostro partito di truffaldatori e compari della camorra? Beh? Che c’è? È una vergogna? Ma non scherziamo, è la politica, per Dio!
– Sì, Matteo, d’accordo ma non mi pare civile ricorrere a ricatti così pesanti pur di vincere questo referendum ad ogni costo.
– E chi se ne frega! Il piatto piange?! E allora buttiamolo dalla finestra. E poi vuoi la dimostrazione che il mio gioco del “tutti a casa” funziona che è una meraviglia’? Guarda qui, sul giornale, è un giornale dell’opposizione, il Fatto Quotidiano.
– E cosa dice?
– Eccotelo: “Un gruppo di imprenditori marchigiani fonda un comitato del Sì, invitando la confindustria ad associarsi” D’altra parte è stabilito: se il referendum non passa cade il Governo. Io mi ritrovo col culo per terra e voi siete tutti fuori dal gioco!
– Ma che fai? Sei impallidito… Tranquillo, non può succedere. Sarebbe un caso da uno su mille questa possibilità.

Eh si invece che può accadere! Parlo a tutti voi. Forza tiriamolo giù con una bella spallata! PATA PUTA PUTA PUM!!! Visto che può succedere? E’ successo. Saluti da Roma!


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