
Attentato al Made In Italy!
11 gennaio 2016 alle ore 16:20•di MoVimento 5 Stelle
"Se alla Cina venisse riconosciuto lo status di economia di mercato, per l'Europa sarebbe un suicidio con circa 3 milioni di posti di lavoro persi, 400 mila dei quali sono in Italia. I settori più colpiti dall'eliminazione dei dazi antidumping sono molteplici, in particolare siderurgia, meccanica, chimica, ceramica, bulloneria, carta, calzature, tessile e arredo. Tutti questi comparti garantiscono oggi al nostro Paese una notevole capacità di export. E' un attentato al Made in Italy.
Nonostante questi dati e nonostante sia Confindustria che i sindacati siano contrari al riconoscimento del MES alla Cina, il governo italiano non ha ancora espresso una opinione di netta contrarietà a questa ipotesi. Bisogna essere forti in Europa e battere i pugni perché tutti i Paesi nordeuropei (Germania e Gran Bretagna incluse) sono a favore. La Commissione europea ha un comportamento omertoso ed evita di affrontare il tema nonostante le ripetute interrogazioni e iniziative politiche dei portavoce del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo.
VIDEO La Cina ucciderà le PMI italiane
Domani, martedì 12 gennaio, a partire dalle 09:30 si terrà una conferenza dal titolo "China's market economy status; is winter coming for european industries?". Potrete seguirla in live streaming attraverso i nostri canali Facebook e Twitter. In questa battaglia il Movimento 5 Stelle non è solo. Parteciperanno all'evento organizzato dal copresidente dell'Efdd, David Borrelli, anche parlamentari europei di altri gruppi politici. L'obiettivo è far rete e informazione. Le imprese europee vanno salvate." M5S Europa
Commenti (19)
Adolfo Treggiari
11 gennaio 2016 alle ore 16:47Come e' noto l'Europa attuale ha una impostazione liberista, contraria cioe' all'adozione e alla permanenza di dazi doganali. Mi sembra difficile cambiarla da una posizione di netta minoranza e ancora piu' improbabile che il governo italiano si impegni in una battaglia sicuramente perdente. Al Bomba non piace perdere, le imprese italiane si preparino percio' ad adottare contromisure che non siano riduzioni salariali.
renato costalonga
11 gennaio 2016 alle ore 17:22io continuo a sentire che è la politica che ha venduto il made in italy . bene penso che sia falso esso è stato rovinato dagli italiani stessi che per una manciata di sporchi denari in piu dei tanti che gia prendevano son andati ad investire all estero senza pensare che il loro malloppo lo avevano fatto sulle spalle degli italiani . la politica sta solo approfittando della miseria morale degli italiani chi sofre del proprio male pianga se stesso buona giornata
alex bi
11 gennaio 2016 alle ore 19:20Ma perché non vi incazzate anche per il prezzo della benzina che abbiamo, quando il barile costa 33 dollari ?
M. Mazzini
11 gennaio 2016 alle ore 19:38Quello che non capirò mai è la globalizzazione, cioè la coesistenza dell'economia di mercato senza regole con l'economia di mercato con regole. Quando parlo di regole non mi riferisco solo alle condizioni di lavoro, ai diritti dei lavoratori, alle norme civili che le democrazie occidentali hanno prodotto dopo lotte e guerre, ma anche al rispetto del territorio, all'inquinamento dell'aria e del suolo che in Cina è, appunto, senza regole.
La domanda è: in base a quali requisiti occidentali si vuol dare alla Cina lo status di economia di mercato?
Aldo Masotti
11 gennaio 2016 alle ore 20:06Oggi un progettista elettronico che anche lavori da solo sul suo CAD fa il disegno in casa sua , manda il file con il PCB in Cina e riceve le schede in 15 gg circa .
Le mette sulla sua macchina a montaggio superficiale (che usa da solo) e fa le produzioni fino a circa 1000 pezzi .
Se la produzione supera qualche migliao di unita' allora fa fare tutto la' .
Non e' è solo un problema di costi ma di realta' dimensionali: per il mercato Italiano le macchine sono dimensionate in un certo modo, per il mercato Cinese ovviamente in un altro .
Questo rende la cosa impari.
Come la carne Argentina: costa zero , solo bisogna convincere il bue a farsi prendere.
Eppure noi non possiamo importare carne argentina, cosa fatta per difendere i nostri allevatori.
Pero' i nostri bambini mangiano meno carne di buona qualita' perche' costa troppo .
Cosa e' meglio fare ?
Pensare di mettere dazi e' come pensare di poter fare lo sgambetto al treno .
mario brandani
12 gennaio 2016 alle ore 12:44Che la carne Argentina costi ZERO, è una "bischerata", se vai in macelleria o al supermercato, costa quanto una Chianina. Se compri carne di qualità inferiore, allora mangia ciò che vuoi. Il problema, SONO I FAMOSISSIMI DAZI, inventati(?) a protezione delle produzioni locali ed hanno funzionato per MILLENNI. Oggi, vogliamo inventarci l'iniventabile, comprare in Cina (presa come esempio per tutti) prodotti che vengono fabbricati avvelenando il territorio e i propri cittadini senza pietà, con orari di lavoro da schiavismo, e con una economia STATALE feroce come qualsiasi dittatura può creare, che non intende ragioni e non rispetta le regole che nei paesi occidentali ci siamo dati. A questo si aggiungono i NOSTRI imprenditori "assassini (definizione corretta per soggetti che inquinano anche in Italia senza pietà, basti guardare all'ILVA o le centrali a carbone etc.etc.)per cui, l'unica forma di difendere le nostre produzioni è ristabilire i dazi che regolavano le transazioni mondiali. Se la vogliamo fare difficile, avanti così, sempre peggiorando le condizioni di vita delle nostre popolazioni fino a raggiungere il degrado di quella altrui, in compenso, l'informazione dei più corrotti e bugiardi giornalisti al servizio del regime TOTALITARIO che da decenni ha preso il sopravventi in ITALIA, vi "convinceranno che, bene così, non siamo mai stati, basta crederci ed essere cretini.
Andrea B.
11 gennaio 2016 alle ore 20:20E no un momento si è sempre parlato di imprenditoria di mercato di libero mercato e adesso che posso acquistare prodotti cinesi al prezzo equo anziche gonfiato per far guadagnare gli imprenditori de noantri,quelli che quando c'è crisi vogliono la cassa integrazione PAGATA DA ME e quando invece la crisi non c'è portano i soldi all'estero SUI CONTI LORO,ebbene ve lo dico chiaro : annateve tutti dove dice sempre Beppe.
Per gli operai su cui si piange tanto è ora che spariscano,oggigiorno se non sai fare nulla devi fare il disoccupato.......................
ciro iengo (kyrosoryk)
11 gennaio 2016 alle ore 20:32Se devo continuare a nuotare in un mare di cazzate, datemi almeno dei braccioli, sono stanco.
Impedire agli altri di produrre o di vendere, non è il giusto modo di competere. Il problema del Made in Italy, è stato sempre affrontato in modo miope. L'Italia manifatturiera, con il suo artigianato, ha sempre vantato una produzione di alto o altissimo livello, certo diversa, da quella molto più economica e maldestra della Cina.
L'errore che si commette soventemente e quello di volere raffrontarsi sul prezzo più che sulla qualità, lasciando indifesi da plagio prodotti impareggiabili ed inimitabili.
Un esempio per tutti può essere quello del riconosciuto re dei formaggi, il Parmigiano Reggiano, che nonostante le sue impareggiabili organolettiche e nutritive proprietà, si trova, per una questione di traduzione, ad essere sostituito, nell'immaginario collettivo e sulle tavole di tutto il mondo, dal "parmesan" prodotto dalla kraft e da molte altre aziende, che con l'italia, nulla hanno a che vedere, danneggiando con tali derrate sicuramente più economiche, ma qualitativamente inferiori ed imparagonabili, oltre all'economia nazionale anche l'immagine del prodotto stesso.
Questa fasulla competizione, per una falsa idea di posizionamento, spinge verso una flessione dei prezzi che a lungo andare, deve per forza di cose, danneggiare la perfetta realizzazione del prodotto di eccellenza, portandolo su di un piano più facilmente attaccabile dalle multinazionali fino alla sua definitiva eliminazione.
Il problema va affrontato in modo diverso, io non mi sognerei mai di pagare una Ferrari al prezzo di una FIAT 500, perchè in questo caso, la differenza mi risulta evidente e così, allo stesso modo, deve risultare evidente a chi non conosce le nostre trimillenarie tradizioni, la diversità qualitativa che esiste tra i prodotti del Made in Italy e "gli altri", imitazioni incluse.
Naturalmente tutto ad un giusto prezzo, che lasci inalterati gusto, qualità e voglia di produrre.
Ciro Iengo
vincenzodigiorgio
12 gennaio 2016 alle ore 13:01Non si vive di sole eccellenze ! I nostri operai non possono competere con chi non ha welfare o quasi , non ha burocrazia e anzi viene aiutato e agevolato . Paghiamo caro il piano dell'alta finanza di impoverimento dell'Europa da parte dell'America !
Aldo Masotti
12 gennaio 2016 alle ore 00:23Mi era sfuggito prima:
"siderurgia, meccanica, chimica, ceramica, bulloneria, carta, calzature, tessile e arredo. Tutti questi comparti garantiscono oggi al nostro Paese una notevole capacità di export. " .
Cosa c'entra con i dazi eventualmente da porre internamente o a livello EU ?
Poco o nulla.
L'exporto sui mercati mondiali NON varia se la Cina DA NOI entra senza dazi .
Infatti sul mercato mondiale la cina c'e' gia' , sono le nostre aziende che non hanno convenienza ad esserci.
La competitivita' e del sistema ed il sistema Italia non puo' competere con imposte, balzelli , lacci e lacciuoli che rendono non-conveniente lavorare .
La Cina e' un problema da affrontare nelle sedi opportune per perequare l'import.
Ma non possiamo legiferare sull'export Cinese in concorrenza col nostro, nei paesi terzi .
La frase sopra riportata non c'entra nulla col problema del dumping dei prodotti cinesi in entrata in italia .
Chi scrive questi (ed altri post) non sa quello di cui si parla .
Il lavoro da fare e' convincere i paesi terzi importatori (es.: Messico, Brasile , ecc ) che per loro e' conveniente porre dazi superiori ai prodotti provenienti dalla Cina rispetto a quelli provenienti da EU perche' se non lo fanno noi mettiamo dazi superiori ai loro prodotti verso EU.
La lotta si fa con santi ricatti bilaterali .
Alessio. Santi.
12 gennaio 2016 alle ore 07:48Ma che differenza c'è' tra la concorrenza dei cinesi della Cina e la concorrenza dei polacchi della Polonia o dei Rumeni della Romania ( vedi Saeco) o dei Lavoratori low cost del resto d'Europa? Ma il tessile non è' stato ammazzato anche dalla delocalizzazione nei Paesi della fascia africana mediterranea? Marocco, Algeria e Tunisia dove anche Benetton e molte altre aziende hanno investito per sfruttare il lavoro low cost e le leggi di quegli Stati che permettono di fare impresa mentre da noi con i lacci burocratici, le migliaia di vincoli e una tassazione al. 64 per cento per le PMI non c'è' più verso fare impresa? E poi se si mettono i dazi ai cinesi e i cinesi comprano poi direttamente le aziende italiane che succede? Se vengono qui a produrre in Italia come a Prato o in altri distretti? Cosa è' rimasto alla industria Italiana, al Made in Italy del tessile per esempio? Con i maggiori marchi veduti a multinazionali estere?
Stefano P.
12 gennaio 2016 alle ore 12:35PEr quale motivo i paesi nordici sono a favore?
vincenzodigiorgio
12 gennaio 2016 alle ore 12:36Quelle poche che restano ! Il suicidio è tutto per il popolo che i manovratori : l'alta finanza e la grande industria , ne traggono grandi vantaggi ! L'apertura è in atto da tempo , già da più di dieci anni si decise , sotto spinta americana , di aprire ai prodotti cinesi senza i dazi che li parificassero rispetto ai nostri ! Omicidio ! Non suicidio , che chi prese questa distruttiva decisione sapeva bene che avrebbe distrutto la vita dei nostri operai , del nostro tessuto produttivo ! Pazzi incoscienti ? No , solo gente che ne avrebbe tratto grande vantaggio con la delocalizzazione in Cina del lavoro ! Così al grido di " Bisogna competere ! " , si tolse buona parte del lavoro agli europei per darlo ai cinesi a un costo molto minore per il capitale e l'industria ! Il mio lavoro crollò , sono un discreto pittore , mi ritrovai a dover competere con i pittori cinesi che offrivano al mercato quadri a 10-30 euro , il prezzo della sola tela per me . Come posso competere ?! Così per i tanti altri lavoratori , dagli artigiani agli addetti dell'industria , tutto il comparto produttivo ne risentì fortemente ! Intanto gli americani che avevano voluto la globalizzazione selvaggia iniziarono a reintrodurre i dazi , ordinando ai loro servi governanti europei e sopratutto italiani e greci di non fare altrettanto ! Ora stanno completando l'opera estendendo il più possibile l'apertura dei mercati ! Non si può non concludere che se uniamo questa destabilizzazione alla destabilizzazione politica dei Paesi che confinano con l'Europa ne risulta una chiara volontà di bloccare il formarsi di una vera Unione Europea che toglierebbe la leadership mondiale Agli Stati Uniti ! Accontentiamoli e risorgeremo ! Torniamo agli Stati nazione .
Alessandro P.
12 gennaio 2016 alle ore 14:47O liberisti o nazionalisti.
Se i dazi antidumping ai cinesi vanno bene allora perché i dazi alla Germania o alla Polonia o all'Inghilterra no?
Perché sempre due pesi e due misure?
Se la Cina è un'economia di mercato allora valgono i trattati internazionali cretini che l'Italia continua a sostenere e che il M5S continua a sostenere:
prima smettetela di sostenere trattati di libera circolazione e scambio anche per gli altri cattivoni e poi parlate della Cina altrimenti i conti non tornano (e il maggiore concorrente per i prodotti italiani è proprio la Germania che ci fotte grazie alla moneta unica).
Non potete stare contro il libero mercato con la Cina se poi siete a favore del libero mercato europeo.
Smettetela con la cretinata di battere i pugni sul tavolo dell'Europa: o i pugni li battete in faccia a qualcuno o ve li tenete in tasca!
Dovete scegliere fra il bene dell'Europa e il bene dell'Italia e se scegliete la seconda allora sul tavolo dell'Europa battete una forte ma educata richiesta di uscita dall'Ue.
Quello che va messo in discussione non è la Cina ma i trattati internazionali che impediscono all'Italia di stabilire dei dazi antidumping con la Cina.
bulgarelli mario
12 gennaio 2016 alle ore 16:42NNON SO QUALI SIANO I COMMENTATORI DUI QUESOBLOG MA ANCORA UNA VOLTA SONO IN RITARDO CON LA REALTA' DELLE COSE: SONO DECENNI CH EI CINESI , SI BADI BENE IMMIGRATI , HANNO DEVSTATO LA PICCOLA INDUSTRIA ITALIANA NEL TESSILE E IN ALTRI SETTORI SE VOI CARI MIEI NON VENE SIETE ACCORTI E' UN PROBLEMA GRAVISSIMO, SOP'RATUTTO PER CHI VI VOTA E CREDE IN VOI ...NON VORREI CHE ANCHE IN QUESTO CSAMPO VI FOSSE DI MEZZO IL POLITICAL CORRECT COME PER GLI ABUSI SULLE DONNE DI COLONIA E ALTRE PARTI DELLA GERMANIA (MENTRE DI QUELLO CHE SUCCEDE IN ITALIA NESSUNO PARLA)
Giorgio Rossi
12 gennaio 2016 alle ore 21:54Parliamo di cinesi in Italia:
Qualcuno ha mai visto una famiglia cinese vivere in appartamento o in una casa residenziali?
A 200 mt da casa mia c'è un megabazar cinese dove vendono di tutto, e guarda caso i simpatici cinesini vivono comodamente negli uffici del Bazar, ovviamente sono locali commerciali e non per viverci.
Non capisco perché le autorità locali non se ne siano mai accorti e non vanno a fare qualche accertamento/ multa. Eppure di notte dalle finestre ( oscurate per non dare nell'occhio) si vedono le luci delle TV .
Allora siamo noi i fessi che paghiamo affitti, bollette, tarì, tarsu, canone Rai, ecc...
Loro così non pagano niente!!!!!
Vivono nei loro BAR,RISTORANTI,BAZAR
NON CAPISCO PERCHE I VIGILI NON VANNO A CONTROLLARE.
IO SE FOSSI VIGILE PRIMA DI TUTTO CONTROLLEREI FINO ALLO SFINIMENTO QIESTE SITUAZIONI, COME GLI STRANIERI (ROMENI IN PRIMIS) CHE GIRANO DA ANNI CON TARGHE ESTERE VIVENDO IN ITALIA. IN CENTRO A BOLOGNA C'E PURE UN AUTO TARGA ROMENA CON PERMESSO ZONA TRAFFICO LIMITATO MAGARI LO RINNOVA OGNI ANNO E NESSUNO DICE NIENTE. IO SONO STUFO DI ESSERE ITALIANO TARTASSATO E GLI STRANIERI INVECE FANNO QUELLO CHE VOGLIONO.
BUONANOTTE A TUTTI
Biagio C.
13 gennaio 2016 alle ore 14:10E' ovvio che questa cosa ai tedeschi conviene: loro non hanno mai prodotto un cazzo a parte le loro macchine di merda e la birra di cui si mbriàcano... Affossare l'Italia è un must.
GIANCARLO O.
14 gennaio 2016 alle ore 02:57LEGGETE QUI: https://www.change.org/p/ministra-della-salute?recruiter=46243358&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=autopublish&utm_term=des-lg-share_petition-no_msg&fb_ref=Default
miller
17 febbraio 2016 alle ore 11:32
Ciao è necessario un finanziamento per la casa, per la vostra
Business per acquisto auto , acquistare moto , per
creare la propria azienda per le vostre esigenze personali di più
Garantiamo doute.Nous di crediti personali dal 2000 al
800.000 con un tasso di interesse nominale del 2 %, a prescindere
importo. Si prega di dirci nelle domande di prestito l'importo
vero che si desidera e la data. Si prega di scrivere al vostro
Prestiti personali : Credit Sigma per i propri servizi 24/24 ore P.S : I
successori prestano a persone mi rembourser.millerbettina7@gmail.com~~V