
Gli autonomi sempre più poveri
9 dicembre 2015 alle ore 12:33•di MoVimento 5 Stelle
"La povertà continua a colpire soprattutto gli autonomi. L'anno scorso il 24,9 per cento delle famiglie con reddito principale da lavoro autonomo ha vissuto con una disponibilità economica inferiore a 9.455 euro annui (soglia di povertà totale calcolata dall'Istat). Praticamente una su quattro si è trovata in una condizione di vita non accettabile. Per quelle con reddito da pensioni/trasferimenti sociali e da lavoro dipendente, invece, la percentuale al di sotto della soglia di povertà è stata inferiore. Per le prime, infatti, l'incidenza si è attestata al 20,9 per cento, per le seconde al 14,6 per cento.
Tra il 2010 e il 2014 la quota di nuclei familiari in cattive condizioni economiche è aumentata di 1,2 punti percentuali. Per i pensionati la povertà è scesa dell'1 per cento, tra i dipendenti è aumentata dell'1 per cento, mentre tra il cosiddetto popolo delle partite Iva l'incremento è stato del 5,1 per cento, anche se va sottolineato che nell'ultimo anno la variazione è stata pressoché nulla.
VIDEO Guerra alla povertà
L'elaborazione è stata messa a punto dall'Ufficio studi della CGIA.
"Purtroppo segnala il coordinatore dell'Ufficio studi Paolo Zabeo questi dati dimostrano che la precarietà presente nel mondo del lavoro si concentra soprattutto tra il popolo delle partite Iva. Sia chiaro, la questione non va affrontata ipotizzando di togliere alcune garanzie ai lavoratori dipendenti per darle agli autonomi, ma allargando l'impiego di alcuni ammortizzatori sociali anche a questi ultimi che, almeno in parte, dovrebbero finanziarseli. Quando un lavoratore dipendente perde momentaneamente il posto di lavoro può disporre di diverse misure di sostegno al reddito. E nel caso venga licenziato può contare anche su una indennità di disoccupazione. Un autonomo, invece, non ha alcun paracadute. Una volta chiusa l'attività è costretto a rimettersi in gioco affrontando una serie di sfide per molti versi impossibili. Oggigiorno è difficile trovare un'altra occupazione; l'età spesso non più giovanissima e le difficoltà congiunturali costituiscono un ostacolo insormontabile al reinserimento nel mondo del lavoro". CGIA di Mestre
Commenti (24)
Bepi Buleghin
9 dicembre 2015 alle ore 13:06L'autonomo vero, non la finta partita Iva, si deve inventare la vita giorno per giorno e lo sa bene. Finché c'è la salute c'è tutto. Forse è solo a quel punto che lo stato dovrebbe intervenire, quando la salute viene a mancare. Aiuti, aiutini e compagnia bella NON servono, basterebbe che non ci fossero le tasse assurde e le migliaia di rompimenti di balle senza senso che le pubbliche amministrazioni impongono, basterebbe una cultura che rispetti il lavoro, il lavoro in quanto tale, puro e semplice, senza aggettivi. Il dramma è che per vent'anni "autonomo" è stato sinonimo di "evasore", nel nome della equità fiscale è stata sfiancata una categoria che era l'orgoglio della nostra cultura, della nostra arte di sopravvivere a tutto con gioia e visione del futuro.
bulba p.
9 dicembre 2015 alle ore 13:30E l'evasione in tutto questo? Combattiamo l'evasione e poi contiamo i veri poveri e aiutiamoli!
FABIO B.
9 dicembre 2015 alle ore 13:58perche questi sono poveri finti ?
Di che ... di evasione farnetichi
FABIO B.
9 dicembre 2015 alle ore 14:01bisogna smettere di leggere i commenti
Aldo Masotti
9 dicembre 2015 alle ore 14:08a)Evasione fiscale: il concetto e' ideologico e fuorviante nella realta' di oggi: evade chi sopravvive aggiustando antenne in nero o chi porta la sede di una societa' in Lussemburgo o avendo sede in Olanda e sede fiscale a Londra ? (Marchionne) .
b)Il risultato perverso di 30 anni di interventi normativi di "Visco-pensiero" hanno fatto fuggire i figli degli autonomi che si sono piazzati a fare il mestiere dei padri fuori Italia.
c) O.T. ma non troppo: sono iniziati i colloqui USA - Cuba per dirimere il problema delle nazionalizzazioni in danno di compagnie USA fatte dalla "rivoluzione". Chiunque sia stato a Cuba non come turista puo' vedere se e' valsa la pena o meno di fare la rivoluzione .
Il M5S (unico soggetto politico in grado di fare rinnovamento) dovrebbe scrivere il proprio "manuale di macroeconomia e finanza" da applicare poi in sede legislativa.
Non mi si venga a dire che le idee di Bagnai o altri professori lo sono: sono analisi ma non hanno una veste di politica economica alternativa possibile.
Non era forse un professore di universita' Prodi che ci ha infilato nell'euro?
Non era professore pure Monti ?
Sono stufo di vedere sul sistema proposte di legge (dal chip per le biciclette in su) che sono slegate negli obbiettivi macro o non tengono conto della relta' fattuale della P.A.
tomi sonvene
9 dicembre 2015 alle ore 14:30Bisogna abbassare le tasse, i contributi, le burocrazie per tutte le partite IVA ed anche per i consumi. E questo e' possibile solo diminuendo i costi dei banchettatori dello Stato. E si puo' ottenere facilmente stratassando i redditi da lavoro dipendente oltre i 75.000 euro e naturalmente le pensioni d'oro. Ed assolutamente controllando e rendendo produttivi o licenziandoli TUTTI quegli statali che RUBANO lo stipendio, e che sono in altissima parte votoscambisti...Solo cosi' l'Italia diminuira' il costo dei PARASSITI e dara' possibilita' di sopravvivenza e crescita ai PRODUTTIVI. E comunque un redditi di cittadinanza per gli ultracinquantenni, legato all'accettazione di qualsiasi lavoro sarebbe quasi indispensabile...
Gian A
9 dicembre 2015 alle ore 14:32A ciò si aggiunga la campagna annosa contro gli autonomi considerati evasori a prescindere. Con la collaborazione dei media che dipingono losco l'autonomo reo di pagare al fisco oltre il 65% del proprio lavoro.
Non si parla abbastanza dei danni da corruzione, oppure delle tangenti scovate di PM, o dei dipendenti assunti per accontentare ora uno ora l'altro amico (decine di persone per tre poltrone e un operaio in strada), o delle società partecipate o controllate o controllanti con dirigenza superpagata, del mercato di persone che rende mld ai soliti, o dei fiumi di denaro che transitano (per legge) a fondazioni bancarie, o della tassa fissa sull'elettricità, o della enormità di denaro che gestiscono gli stessi partiti politici (cosa se ne farano mai?)...
Ma si sa: è populista chi potesta contro un andazzo ormai di evidente sfascio e vergogna.
Alessandro P.
9 dicembre 2015 alle ore 14:35Quando c'è una crisi di mercato i primi a subire sono proprio quelli che sono sul mercato quindi molto prima gli autonomi dei dipendenti; viceversa se le cose vanno bene sono i primi a guadagnare.
Quando il sistema economico peggiora progressivamente nel lungo periodo la povertà si estende a tutti.
Attualmente il principale problema dell'economia italiana è l'euro che non è come la corruzione un effetto costante (proporzionale agli appalti) ma cumulativo ovvero quasi nullo inizialmente e sempre più distruttivo col passare del tempo perché continuare a pareggiare la bilancia commerciale con svendite e precariato (invece che dazi e svalutazione) provoca danni permanenti e una completa sudditanza rispetto a capitalisti stranieri di cui i piddini continuano ad auspicare la venuta ( il famoso "attrarre capitali stranieri" come se i capitalisti fossero tutti filantropi).
Quest'anno l'euro si è svalutato parecchio (senza esplosione dell'universo) e questo ha riattivato l'esportazione extraeuropea dando un po' di respiro ma lasciando però inalterata quella interna all'ue con i problemi di che continuano ad accumularsi.
Frecciatina: autonomi, da finti poveri a veri poveri :)' ......
ma ricordate che chi invidia gli autonomi può rinunciare al posto fisso e aprire una partita iva quando vuole, invece accedere al posto fisso da autonomo è molto più difficile.
mr. x
9 dicembre 2015 alle ore 15:03io sono un artigiano ma, visto che le ditte per cui lavoravo sono fallite, da 4 anni sono senza lavoro. nonostante ciò l'inps e l'inail pretendono da me i contributi. Non potendo pagare, mi trovo subissato da raccomandate di equitalia. vogliono circa 10 euro al giorno a prescindere dal reddito (ma non è anticostituzionale?) e non si sa poi per cosa, visto che l'artigiano di fatto non ha diritto a ferie, malattia, infortuni, cassa integrazione, disoccupazione etc etc... neppure una partita a calcetto con gli amici, che se ci si fa male loro vanno in malattia e te devi cercare di lavorare come puoi. (io con tre costole rotte montavo i pavimenti il 24 dicembre). praticamente un pizzo mafioso. per non parlare del "lavoro usurante" concesso pure agli impiegati ma non a chi ormai vecchio ancora si vede costretto a spezzarsi la schiena lasciando parti di sè sparsi per i cantieri. Dopo 30 anni di lavoro, tasse e balzelli mi sento pieno di rancore quando devo chiedere i soldi a mio fratello per poter mangiare. e ancor di più quando vedo gente lamentarsi perchè quest'anno non possono permettersi le ferie. L'artigiano: una mucca da mungere senza doversi preoccupare di darle il fieno. Lui deve trovarsi il lavoro, svolgerlo a suo rischio e pericolo per poi guardare come i soldi che ha prodotto vengono sperperati nel mantenimento dell'enorme mandria di impiegati statali, comunali ed affini che oltretutto stanno sempre a lamentarsi.
Quanta rabbia!
Stefano Damico
9 dicembre 2015 alle ore 15:31Io lavoro, come tanti, con p.iva. Volevo informare che l'anno scorso circa l'80% di quel poco che ho incassato è finito in tasse e balzelli vari, e questo nonostante abbia una figlia di 7 anni da mantenere insieme a mia moglie che per fortuna ha una busta paga. Lo Stato ovviamente se ne sbatte i coglioni se uno deve pagare la mensa delle scuola, i vestiti ai figli, etc. E ovviamente questa "aliquota", chiamiamola così, viene applicata fottendosene altamente della Costituzione, che dice che le tasse vanno pagate in base alle capacità ed esigenze di ciascuno.
Quando andrete al governo, speriamo presto, NESSUNA PIETA' con questa gentaglia. Ovunque ci sono sprechi vanno tagliati con l'accetta immediatamente e senza tante storie. L'INPS va ribaltato da cima a fondo. Tutti i dipendenti pubblici si devono guadagnare lo stipendio erogando un servizio, esattamente come gli altri. E la qualità del servizio va monitorata dai cittadini. Le tasse vanno parametrate al reddito e alle esigenze. Via tutte le imposte fisse per agenti, commercianti, etc. Si paga in base all'incasso. Punto. Iva per cassa. Acconti sull'anno successivo vanno aboliti. Gli studi di settore sono semplicemente ridicoli, vanno aboliti immediatamente. E poi bisogna anche recuperare i soldi, pensioni d'oro, alti dirigenti, dove c'è grasso che cola va restituito ai cittadini. Le tasse si pagano in base al servizio erogato, non per buttare soldi in un pozzo senza fondo.
Aldo Masotti
9 dicembre 2015 alle ore 16:39@mr.x e Stefano D'amico:
cancellate la partita iva, chiudete i CC bancari , e lavorate solo fino a 4500 euro annui per lavori non professionali .
poiche' pagate l'80% di balzelli (ci credo perche' ho lo stesso problema) l'unica via e' LO SCIOPERO DEL REDDITO .
Adolfo Treggiari
9 dicembre 2015 alle ore 16:58La CGIA di Mestre ragiona chiaramente "pro domo sua". E l'evasione fiscale da dove viene? Non certo dai pensionati ne' dai percettori di reddito fisso. Ognuno di noi cittadini puo' constatare personalmente, nella vita di ogni giorno, chi e' che evade il fisco.
Emanuele S.
10 dicembre 2015 alle ore 10:04Non confondiamo l'evasione fiscale dello scontrino o della fattura del professionista (dove ad evadere è sia il consumatore che il lavoratore), che è lo spauracchio che ci raccontano da anni orami, con la vera evasione delle multinazionali, società quotate, banche e politici vari....che è quello che dicono più in sordina ed è quello che rovina il paese.
adriano
9 dicembre 2015 alle ore 21:29Vi posso testimoniare da ex P.Iva che la vita dei lavoratori autonomi singoli, è ormai diventata un inferno. Buona parte dei miei ex colleghi(decoratori) hanno dovuto cancellarsi, perchè dovevano scegliere se continuare a mantenere la famiglia o versare quello che lo stato chiedeva, con gli studi di settore.
Non è una scusa è la verità, e vi spiego perchè. Alcuni anni fà, quando il lavoro era molto, circa metà dell'anno erano i guadagni che servivano per vivere, l'altra metà se ne andava in tasse, spese tra materiali, attrezzature, mezzi ecc.
Riducendosi il lavoro, e bloccandosi i prezzi, non è più stato sufficiente l'introito annuale per tutto.
Penso che anche gli esercizi commerciali, siano nella stessa situazione, visto il ritmo con cui chiudono.
Nella mia piccola città, ormai, sono più le serrande abbassate che quelle aperte.
Ma il "puffo" nazionale, dice che siamo in ripresa!
FABIO B.
10 dicembre 2015 alle ore 15:24verissimo
esatto
leoneg
9 dicembre 2015 alle ore 22:38E i disoccupati dove li mettiamo?
Tra di noi c'è rabbia per chi:
- pensionato che va a lavorare in NERO per arrotondare la pensione.
-il lavoratore dipendente che ha già uno stipendio e lavora in NERO.
-il notaio,l'avvocato,il dentista, il geometra, l'ingegnere,l'architetto, il dottore,....tutti che fanno anche il NERO.
Noi disoccupati cosa facciamo?
Con chi ci incazziamo?
Penso con tutti! a cominciare da chi ci ha governato,e da chi sparando palle ci sta governando!!!
Marco Giannini
9 dicembre 2015 alle ore 23:12http://spread-politica-economia-massoneria.blogspot.it/2015/12/salvini-ti-accuso.html#.VmilSbjhDIU
A proposito di RDC leggetevi il mio pezzo sperando lo legga anche qualche deputato di modo di mettere ko Asino Salvini che dice tante corbellerie
Ivano Mariolini
9 dicembre 2015 alle ore 23:19Bisogna però considerare che alcune partite Iva lavorano molto in nero. questo fa sì che il valore del reddito dichiarato disponibile sia molto basso ma in realtà si disponga di' qualcosa in più. Sicuramente non molto, la maggior parte se ne va in tasse però dire che vivono con 9.500 mi sembra eccessivo e credo non rispecchi realtà. Molti se non lavorassero in nero rimarrebbero veramente con meno di 10.000 di utile e allora sono costretti a farlo per avere reddito decente.
FABIO B.
10 dicembre 2015 alle ore 15:20chi lavora in nero
la p.iva la elimina e si cancella dalla camera di commercio
FABIO B.
10 dicembre 2015 alle ore 15:21le p.iva, sono quelle che nero ne possono fare, anche volendo--- meno di tutti
Stefano Damico
11 dicembre 2015 alle ore 09:26Caro mio, in questo periodo c'è anche chi tira a campare con 10.000 euro di utile, e non fa nessun nero. È vergognoso che i cittadini onesti debbano pagare per l'inefficienza, o meglio, la mancanza di volontà dello Stato di far pagare tasse giuste e proporzionate al reddito reale. È ora di finirla di fare le aliquote altissime perché "tanto la gente evade le tasse". Il risultato è che gli onesti pagano per tutti. Tutti devono versare tasse giuste e proporzionate al reddito, ai figli da mantenere, ai servizi erogati dagli enti pubblici. È finito il tempo delle tasse versate per mantenere un esercito di fannulloni giracarte.
Fabio Renka
14 dicembre 2015 alle ore 08:56Io sono una partita IVA ma non faccio nero (neanche volendo) perchè lavoro solo con le aziende e quelle ovviamente vogliono tutte la fattura per scaricarla. Ma all'asilo nido dove va mio figlio, ci sono un sacco di professionisti che sono esenti dalle tasse del nido (quindi reddito
FABIO B.
10 dicembre 2015 alle ore 15:29quano le piccole p.iva chiuderanno TUTTE - prestissimo- allora il capitale avra' vinto definitivamente la sua lurida partita - allora sara'
finalmente la rivoluzione
FABIO B.
10 dicembre 2015 alle ore 15:32tutti sotto padrone a 300 euro al mese
-- la sfera di cristallo non occorre--