Le sanzioni sui prelievi bancari delle partite IVA

“La furia ideologica del governo nel massacrare le partite IVA raggiunge ogni giorno nuove ed inesplorate vette. La genialata del momento, però, non ha precedenti e ha lasciato tutti di stucco: per ogni prelievo bancario, viene prevista una sanzione dal 10 al 50% sull’importo se non c’è un corrispondente giustificativo di spesa. In pratica, il povero supervessato titolare di partita IVA dovrà dimostrare, fattura alla mano, ogni acquisto fatto con contanti prelevati in banca. Chiederà la fattura anche al tabaccaio?

Tale folle norma è inserita nello schema di decreto legislativo sulle sanzioni tributarie, decreto relativo alla delega fiscale, insomma un codicillo a sorpresa che non ha giustificazione alcuna: l’Agenzia delle Entrate già vede saldi e movimenti, nota prelievi o versamenti sospetti, e usa studi di settore e redditometro. Viene il sospetto allora che tale idea da squilibrati burocrati non sia, come ci viene sbandierato, una norma “contro l’evasione fiscale“, ma l’ennesimo sistemino per raccattare soldi con le multe.

Come sempre, il M5S darà battaglia. Partite IVA, autonomi e piccole imprese sono già abbastanza impegnati a tentare di sopravvivere, per doversi anche districare tra simili scemenze.” Daniele Pesco, M5S Camera

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