
Sanità pubblica. Sanità privata.
11 giugno 2015 alle ore 11:23•di MoVimento 5 Stelle
"Riprendiamoci la sanità pubblica. basta col pagare un sistema sanitario nazionale che in realta è diventato a pagamento sinceramente io penso che pubblico e privato non devono intersegarsi all'interno della giornata lavorativa di un dipendente sanitario. Un medico deve decidere se fornire prestazioni private o pubbliche, troppo spesso dallo stesso medico si viene invitati in studi privati per evitare code oppure altro.
VIDEO L'infermiere sfida i sindacati
Privato e pubblico devono separarsi anche nei finanziamenti, non è corretto che parte dei finanziamenti pubblici vadano per aziende private, le quali hanno anche la possibilità di scegliere se fornire oppure no un servizio, in base al fatto se lo stesso genera oppure no un utile.Cosa che il pubblico non può fare. Quindi la mia proposta sarebbe:
1) Separazione delle carriere tra pubblico e privato
2) Blocco dei finanziamenti pubblici per le strutture private
3) Turnazione e prolungamento delle attività ambulatoriali nelle strutture pubbliche dalle 8:00 alle 22:00 ( significa abbattimento tempi d'attesa, aumento dell'occupazione, ottimizzazione del servizio)." roberto lillz
Commenti (28)
Ada
11 giugno 2015 alle ore 13:38E' verissimo! e poi vorrei anche trovare un dentista nella sanità pubblica da pagare con ticket a seconda del reddito, che non ti fa parte del lavoro per poi dirti che comunque per altri lavori devi andare dal privato, oppure usa ancora la pasta grigia per otturare, costringendoti a rivolgerti al privato... e lo voglio bravo! per ogni dentista disposto a lavorare nella sanità pubblica, lo si manda a specializzarsi in Svizzera, dove ci sono i dentisti migliori, a spese dello stato, stipendio di tremila euro al mese quando torna.
Marco Bernardi
11 giugno 2015 alle ore 13:39In merito al punto 1, sarebbe bello ma genererebbe un esodo dei migliori dottori e luminari dal pubblicov erso le sole strutture private.
Per poter realizzare la separazione tra pubblico e privato, bisogna prima riuscire ad instaurare un sistema che incentivi la permanenza almeno per i migliori nel pubblico.
Dado Q.
12 giugno 2015 alle ore 11:26spesse volte i migliori non guardano ai soldi, sono i mediocri che per far credere di essere professionalmente più capaci di altri si fanno stimare in base allo stipendio.
alvise fossa
11 giugno 2015 alle ore 14:02ASSSOLUTAMENTE D'ACCORDO
Gerardo Giordano
11 giugno 2015 alle ore 14:02C'era un punto del programma M5S relativa alle liste di attesa per gli ospedali, unica a livello nazionale con prenotazioni da effettuarsi via internet. Se venisse finalizzata credo che i cittadini inizierebbero a divenire piu' coscienti della situazione perche' avrebbero modo di controllare direttamente le code per ogni struttura pubblica e questa proposta di questo post verrebbe automaticamente realizzata come conseguenza della pressione dei cittadini
Sara Fantini
11 giugno 2015 alle ore 14:41Totalmente d'accordo.
Sara, studentessa di medicina.
ANGELO PANE
11 giugno 2015 alle ore 14:50Dal mese di Gennaio combatto una guerra contro Il Sindaco di Noto,il Dirigente asl Siracusa Brucoletta,Assessore Borsellino e Crocetta,questi hanno messo le mani sull'Ospedale Generale di Zona di Noto,facendolo diventare PTA,spostano i reparti come se fossero Proprietà loro.Fanno dei condomini con i reparti che spostano da grandi strutture Pubbliche,facendo i loro affari indisturbati.
Stjopa 70
11 giugno 2015 alle ore 15:18Aggiungo la seguente soluzione, applicata in Francia e vissuta in prima persona, letteralmente sbalordito per l'efficacia, in un periodo in cui ho lavorato oltralpe:
1) stabilire un prezzario nazionale per ogni prestazione. Tale prezzario è applicato sia dalle struttura pubblica sia da quelle private;
2) rimborsare al cittadino la prestazione in varie percentuali definite (es. 35%, 50%, 65%...)
Tutto qua direte voi? Faccio un esempio per illustrare il mezzo miracolo che ne scaturisce:
-Ho bisogno di un'ecografia. Da prezzario per ipotesi costa 100EUR ed è rimborsata al 50%
-Prenoto indifferentmente in una struttura pubblica o privata che applicano il prezzo imposto. Per me cittadino non fa differenza perchè costa uguale e scelgo in base al servizio o alla rapidità.
-Ottengo la prestazione, pago i 100 EUR ed ottengo la ricevuta.
-Presento la ricevuta all'(ipotetico) ente rimborsi della sanità che mi gira con bonifico 50 EUR
Risultato immediato: è come se avessi pagato un normale ticket di 50 EUR.
Risultati nascosti:
a) il pubblico ed il privato sono di fatto equiparati da una logica di mercato in concorrenza. Infatti ho scelto solo in base a criteri di efficienza e/o soddisfazione. Il pubblico è naturalmente obbligato ad applicare il tariffario, mentre il privato è libero di scegliere, ma se facesse pagare di più sarebbe fuori mercato, per cui nel tempo tutti si adeguerebbero alla tariffa "convenzionata".
b) Richiedo ed ottengo una ricevuta, della quale mi aspetto un rimborso comunque consistente. Questo fatto crea il salutare conflitto di interessi tra il cittadino e la struttura, per cui sarà pressochè impossibile non emettere ricevuta. Evasione dei medici ridotta e/o controllata.
c) Essento la tariffa pubblicamente nota, non ho la sorpresa di pagare cifre spropositate in visite private. L'accesso alla salute del cittadino è tutelata alla radice.
Il tutto gestito informaticamente con la tessera sanitaria già esistente.
Incasnero
11 giugno 2015 alle ore 16:00Sopratutto medici,chirurghi ecc.ecc.che lavorino solo nel pubblico e non come "secondo lavoro"...e orari continuati no a "mezzo servizio"...
Francesco Zani
11 giugno 2015 alle ore 16:33Ecco perché ho votato due volte M5S e non lo voterò mai più.
Perché dice tutto ed il contrario di tutto.
Protesta contro gli sprechi e difende la sanità pubblica.
Nella sanità pubblica il 50% è spreco ed inefficienza.
La Sanità come la scuola vanno privatizzate.
La pubblica amministrazione va azzerata (tutti licenziati) e ricostruita.
L'M5S era rivoluzionario, ora è diventato la versione moderna di Rifondazione Comunista.
Che delusione.
M. Mazzini
11 giugno 2015 alle ore 18:15Non si può introdurre nella gestione della sanità il criterio della competizione sul mercato, come per le aziende che producono formaggi, dove al posto del formaggio c'è la salute. Alla salute non si può applicare un criterio contabile, di convenienza, di utilità, di rapporto costi benefici ecc. Il diritto a curarsi è un diritto naturale che fa parte dell'essere umano. Curare solo chi ha i soldi per pagarsi le cure è una aberrazione che esiste solo nei paesi sottosviluppati e negli Stati Uniti, dove solo chi può pagarsi la polizza assicurativa può sperare di salvare la pelle.
MASSIMO FURIOSI
11 giugno 2015 alle ore 20:12Adesso ti spiego la sanità privata: Dopo due interventi chirurgici per eliminare due fibro sarcomi, alla seconda recidiva (terzo intervento) mi sono lasciato convincere a ciedere la consulenza di un "valente" oncologo presso una clinica privata (in verità controvoglia. Questi, dopo essersi vantato delle sue capacità mi richiedeva una Tac (da effettuare presso lo studio di un suo amico) e successivamente mi suggeriva di togliermi tutti i linfonodi ( intervento che avrebbe fatto lui presso quella clinica. L'intervento non sarebbe servito a nulla perche' nulla aveva a che vedere il sistema linfatico con la mia patologia. Certo lui avrebbe guadagnato diversi migliaia di euro ed anche le brave suorine proprietarie della clinica.........
Francesco Zani
11 giugno 2015 alle ore 21:34Ma scusate, si può sapere in che paese vivete ?
Negli ultimi anni io, mia moglie ed uno dei miei figli siamo stati operati alla Clinica Hesperia di Modena (privata) a carico del Servizio Sanitario Nazionale.
Ma prima di scrivere cose completamente assurde potete pensarci un attimo ?
Anche il sistema scolastico deve essere privatizzato ma questo non significa che dobbiamo pagare la scuole; significa solamente che dovrà essere licenziata la metà degli insegnanti.
Claudio M.
11 giugno 2015 alle ore 17:29La UE è contro gli aiuti di Stato, e noi sovvenzioniamo i PRIVATI? Assurdo...
anche la scuola privata: assurdo
persino le banche, con la defiscalizzazione dei crediti in sofferenza (che prima di esser tali, han fruttato palate di utili a un sacco di "privati" salvo poi scaricare i costi sul pubblico - ed è solo un esempio perchè sui ladri bancari si potrebbero fare enciclopedie intere).. assurdo
assurdo.. tutti attaccati alla mammella del pubblico, salvo poi dare assurdamente del "comunista" a chi semplicemente pretende che le proprie tasse vengano usate per dare servizi minimi e sacrosanti come la salute, diritti previsti dalla Carta dei Diritti e dalla nostra Costituzione.. anzichè finire negli yacht prestati ai forminchioni o in case "comprate a insaputa"... Non ci sono molte alternative, voi sedicenti "liberali" che con la vostra ignoranza contribuite a tenere in servitù voi stessi e noi altri, che cerchiamo di analizzare e risolvere problemi banali che (grazie a malavita, corruzione e arrivismo), sembrano insormontabili solo perchè prima di risolverli si vuole il CASH...
I servizi essenziali devono esser garantiti: non funziona il pubblico? chiedetevi il perchè!! Ministri, politici, segretari, sottosegretari, sindacalisti, giornalisti, imprenditori, si scambiano poltrone tra pubblico e privato da decenni, tutti o quasi incompetenti, col fine ultimo di NON fare funzionare il pubblico in modo da fare arricchire il privato.. Draghi prima ha riempito di contratti derivati lo Stato italiano, ora decide i tassi che dobbiamo pagargli: vi sembra normale??
Wakeup people!!
masimo furiosi
11 giugno 2015 alle ore 20:01Si purtroppo mi sembra normale,in un mondo rovesciato come questo che e' totalmente organico e finalizzato all'interesse di pochi.Il fatto che in Italia tutto sia peggiore non significa che le logiche e le tendenze degli altri paesi non siano le stesse. La battaglia contro la corruzione, contro l'insufficienza dei servizi, contro la mafia, per una maggiore democrazia e' rivoluzionaria poiche' non può avere successo senza abbattere il capitale finanziario privato.
Sergio Givone
11 giugno 2015 alle ore 23:17Necessito di una ecografia inguinale. Mi rivolgo ad una struttura privata convenzionata vicino a casa. Tempo di attesa in regime convenzionato 3 mesi, costo del ticket 67 . Soluzione alternativa proposta dalla stessa struttura: esame in regime privatistico. Tempo di attesa 3 giorni. Costo fattura 60 .
Come è possibile tutto questo? La spiegazione che mi è stata data è questa: La ASL concorda un prezzo, ma poichè i soldi sono pochi, stabilisce di pagare solo per 10 esami al giorno, che si svolgono tutti al mattino. Per cui il pomeriggio macchina e operatore possono essere adibiti per esami privati. C'é qualcosa che non torna in questo ragionamento, non lo credete anche voi?
Claudio Morviducci
12 giugno 2015 alle ore 06:37Sarebbe ora di rendere obbligatorio il tempo pieno per i medici nei Servizi Pubblici, compreso gli Universitari per i quali attualmente il tempo pieno non è neanche previsto!
Aldo Masotti
12 giugno 2015 alle ore 08:18Come adesso non funziona.
Diritto pubblico.
Erogazione privatizzata del diritto pubblico in concorrenza reale degli enti e rogatori .
Con l informatica il sistema si trova .
Aldo Masotti
12 giugno 2015 alle ore 08:22Dimenticavo: le proposte del commento le ritengo totalmente sbagliate e fatte , certamente in buona fede, ma da una persona che non si e mai confrontata con il bilancio e le normative di una unita sanitaria locale.
Andrea Zanella
12 giugno 2015 alle ore 08:31Che schifo i medici, ricconi avidi ed incapaci nel 90% dei casi!
Girolamo Tamburello
12 giugno 2015 alle ore 08:38Sono medico e sono stato primario di anestesia e rianimazione, adesso sono in pensione. Ho sempre sostenuto la assoluta separazione tra sanità pubblica e privata. Ho scelto di dedicarmi solo alla sanità pubblica ma la mia scelta non ha avuto i riconoscimenti dovuti perché una politica asservita a logiche clientelari e di potere non lo ha permesso.
Si dice ma non si fa mai "eliminare la politica dalla gestione della sanità". Già questo eliminerebbe sprechi quali cariche inutili . La sanità ha bisogno soprattutto di gente che cura e guarisce i malati con assoluta dedizione. Sono queste le persone che vanno maggiormente gratificate e non presunte funzioni gestionali che sono solo oggetto di privilegi assegnati dalla politica.
john f.
12 giugno 2015 alle ore 09:16Il campo della sanità sarà un' altra bella avventura. Chissà cosa succederà quando si toglierà il coperchio. Altro che......
Alessandro V.
12 giugno 2015 alle ore 09:30Sacrosanto!!! Bisogna togliere questi ennesimi privilegi dell'ennesima casta. O fai il medico pubblico o ti apri il tuo studio e ti arrangi. E poi vengono a straparlare delle liste di attesa...
Andrea Desideri
12 giugno 2015 alle ore 09:48La salute è un bene comune ed un diritto collettivo.
Le istituzioni hanno il compito e dovere di verificare ed applicare il più stretto controllo dei parametri normativi ed implementare l'ottimizzazione dei servizi resi.
Presupposto questo, in grado di equiparare i servizi Sanitari pubblici e privati.
Giacché a mio avviso, la metà da raggiungere non è penalizzare l'uno o l'altro servizio reso, ma bensì garantirne l'eccellenza e la fruibilità.
claudio d.
12 giugno 2015 alle ore 09:59...e fuori tutti gli impiegati nel sistema sanitario che, in virtù dell'assicurazione a vita ricevuta dal loro magnaccia politico nel momento dell'assunzione, non fanno un cazzo da mane a sera, vedi sindacalisti. Il sistema privato dovrebbe essere complementare al pubblico: una volta che le liste di attesa siano sature, ottimizzando le risorse disponibili, si può utilizzare il privato. Ma ottimizzare le risorse significa che un chirurgo dovrebbe fare 10 ernie inguinali al giorno, per esempio, non 10 all'anno! Nella "Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale" in cui lavoro come chirurgo d'urgenza, al mio reparto è stata tolta qualsiasi seduta operatoria elettiva: o uno l'ernia ce l'ha strozzata o non si può operare; o uno il cancro del colon ce l'ha perforato o da noi non si può operare. Conseguenza: l'ingolfamento delle liste di attesa in Chirurgia Generale e la possibilità che ha il direttore di quel reparto di pronunciare la frase fatidica: "Caro signore, il suo cancro meriterebbe una cura immediata ma, sa...le liste di attesa...Una scorciatoia ci sarebbe, però, attraverso la libera attività intra moenia...bastano 30 mila Euro". Per il cancro il discorso funziona. Per le ernie un po' meno, sicché la maggior parte dei pazienti si rivolge alle vicine strutture private che non aspettano altro. Un po' come se il gestore di un bar dicesse all'avventore che chiede un caffè: "Spiacente, qua i caffè li facciamo solo per chi soffre di pressione bassa, se non ha un certificato medico in tal senso, si deve rivolgere alla concorrenza". E intanto qualche decina di chirurghi si girano i pollici nell'attesa che quell'ernia si strozzi o quel cancro si perfori. Altro che spending review ci sarebbe da fare. A cominciare dai cosiddetti manager che non so più bene se per una testa piccola piccola o una corruzione grande grande hanno idee così meschine; manager che nel mercato sano e veramente libero non sarebbero scelti nemmeno per sorvegliare la pulizia dei cessi.
Massimiliano Vessi
12 giugno 2015 alle ore 12:21Tutte e tre le proposte sono eccellenti!
gianpiero m.
12 giugno 2015 alle ore 18:20La sanità pubblica, qui al Nord è una eccellenza!
Va preservata e ottimizzata attraverso l'esclusiva nel settore pubblico per tutti i medici.
Non si può servire a due padroni.
Aboliamo i finanziamenti al settore privato e miglioriamo i servizi nel pubblico.
Chi vuole il servizio privato deve pagare. E' una sua scelta.
Lo stesso vale per la scuola.
Facciamoci promotori di questa strategia con interventi a livello legislativo: i cittadini apprezzeranno.
G.Mazz.
Dentisti in Croazia
12 aprile 2016 alle ore 10:17Tutte belle proposte, vediamo l'evoluzione ora! In un mondo dove i dentisti costano uno sproposito, ed i medici della sanità pubblica ti fanno aspettare 8 mesi per una visita sarebbe un toccasana
