
L'inquinamento uccide 34.000 italiani l'anno
16 giugno 2015 alle ore 11:41•di MoVimento 5 Stelle
"L'importanza di politiche orientate verso la sostenibilità ambientale e la riduzione drastica degli inquinanti atmosferici è tutta nei dati resi pubblici dal Ministero della Salute: l'inquinamento uccide ogni anno in Italia più di 30 mila persone.
Sono i risultati del progetto CCM VIIAS (Valutazione Integrata dell'Impatto su Ambiente e Salute dell'inquinamento atmosferico), presentati presso il Ministero della Salute, riguardanti le conseguenze dell'impatto sulla salute umana dell'inquinamento atmosferico in Italia, in particolare nelle nostre città.
VIDEO Ferriera di Trieste, "video shock" delle polveri che uccidono
Un panorama inquietante a cui Governo e Parlamento dovrebbero subito provvedere in termini di politiche dedicate alla tutela della salute degli individui, con un maggiore impegno sul lato della riduzione dell'inquinamento e nel favorire il cambiamento degli stili di vita. Gli sforzi dovrebbero concentrarsi sulle soluzioni già previste nei diversi modelli smart city lanciati in tutta Europa, con misure efficaci in termini di efficienza energetica, mobilità sostenibile (smart mobility, spostamenti in bicicletta e più aree pedonali), contrasto ai cambiamenti climatici, sostegno alla resilienza, gestione intelligente dei rifiuti (riciclo e riuso), promozione delle smart & clean technologies, abbandono di modelli di consumo non più sostenibili (a partire della famiglie).
Secondo i risultati del progetto finanziato dal Centro Controllo Malattie (CCM) del Ministero della Salute, circa il 29% della popolazione italiana vive in luoghi dove la concentrazione degli inquinanti è in media sopra la soglia di legge.
Nel 2005 il numero di decessi attribuibili all'inquinamento è stato, rispettivamente, 34.552 per il PM 2.5, 23.387 per l'NO2 e 1.707 per l'O3. Nel 2010 si è osservata una forte diminuzione per il PM 2.5 (21.524) e l'NO2 (11.993), soprattutto per le ridotte emissioni dovute alla recessione economica, mentre nel 2020, nonostante i miglioramenti tecnologici e le politiche adottate, si ha uno scenario tutt'altro che migliorato rispetto a dieci anni prima (28.595 morti per PM 2.5 e 10.117 per NO2).
Secondo lo studio, l'inquinamento accorcia mediamente la vita di ciascun italiano di 10 mesi (1 anno e 5 mesi per chi vive in città); 14 per chi vive al Nord, 6,6 per gli abitanti del Centro e 5,7 al Sud e isole.
Maggiormente colpito è il Nord del Paese (per il 65% del totale) e in generale le aree urbane della pianura padana congestionate dal traffico e i distretti industriali. Prendendo ad esempio la provincia di Milano, si sono registrati 5.687 decessi al 2005, 4.415 al 2010, con una previsione per il 2020 di 2.750 morti. Dato che si dimezzerebbe quasi facendo rispettare le norme attuali (2.423) e sarebbe di 3.581 con un inquinamento pari al 20% in meno rispetto a quello attuale." leggi l'articolo integrale su key4biz
Commenti (12)
Alessandra Gadioli
16 giugno 2015 alle ore 12:30Ma come?.....la giunta Marrocco, con Ferriello & C lo scorso febbraio avevano annunciato mezzo stampa con tanto di foto e pala, l'investimento di un bel pò di quattrini per un nuovo centro tutto ecologico.
Che dicono ora? Sono pervenuti?
le meur gaelle
16 giugno 2015 alle ore 13:09perché non parliamo delle scie chimiche che ci stanno ammazzando a fuoco lento???
Alessandra
16 giugno 2015 alle ore 13:18Con il commento di prima mi riferivo a quanto sta venendo alla luce in queste ore a Calvi Risorta, nord Caserta.
Ruotolo e Guardia Forestale in loco.
Praticamente la più grande discarica abusiva d'Europa. Stampa, giornaliiii, amministrazione locale, governo, dove siete??
Area dismessa Pozzi Ginori, a ridaie, succederà come a Borgo Piave, Latina, 11 anni è non è successo niente!
Ma possibile che nessuno paghi mai e sia condannato in questo paese per le nefandezze che commette?
Gian A
16 giugno 2015 alle ore 14:54Ormai questa amministrazione ha solo il controllo dei cittadini onesti (con la forza), mentre il resto aspetta, a danni irreparabili ormai fatti, le inchieste della magistratura.
Di queste ore:
http://novionline.alessandrianews.it/breaking-news/l-antimafia-scoperchia-grande-business-cave-111067.html
Gabriele G.
16 giugno 2015 alle ore 15:15@le meur gaelle
Ma quali scie chimiche? Non parliamo di fantascienza per piacere.
john f.
16 giugno 2015 alle ore 20:11Calvi Risorta, scoperta discarica piu' grande d'Europa.
Cosa vuoi aspettarti da un popolo che compie tale nefandezza.
John Dalton
17 giugno 2015 alle ore 02:06E come siamo messi a Bologna e Modena?
Bisognerebbe anche SPEGNERE gli inceneritori!
Forza M5S: prenditi tutti quei capoluoghi e sbatti il piddino nella fogna di inquinanti
da cui è uscito !
By John
http://www.fatlossdietcode.com/
Alessandro P.
17 giugno 2015 alle ore 14:30Lo SCENIHR (Scientific Committee on Emerging and Newly Identified Health Risks) comitato scientifico UE che si occupa dei nuovi/futuri rischi per la salute, considera i motori a gasolio e le auto con catalizzatori freddi o danneggiati i massimi responsabili della produzione di nanoparticelle.
Il problema non ammette soluzioni facili o immediate poiché richiede un'attenta pianificazione e ottimizzazione degli spostamenti; alternativamente è possibile spingere su locomozione elettrica anche se la tecnologia delle attuali batterie lascia ancora molto a desiderare sia per durabilità che per costi.
Enzo Chiesino
17 giugno 2015 alle ore 15:11L'Ex Presidente della Repubblica Napolitano, sapeva degli interramenti di sostanze chimiche in Campania, fin da quando era Ministro degli Interni, ha pensato bene di stare zitto, per questo non lo perdonerò mai, poi riceve le mamme che hanno perso figli avvelenati dall'inquinamento, fa finta anche commuoversi, tutti gli aggettivi che vi vengono in mente per qualificare questo essere li ho pensati.
Pietro Ubbriaco
26 settembre 2015 alle ore 17:15In questa ricerca non è stato considerato l'inquinamento atmosferico, da particolato, che caratterizza l'ambito Campus Universitario di Bari e che riguarda decine di migliaia di persone. L'incidenza sulla mortalità andrebbe aumentato del 30-50%, per l'ambito barese. Il Ministero della Salute è stato avvisato, dal sottoscritto Docente-Ricercatore, ma preferisce l'inerzia imposta dal potere baronale.
Emanuele F.
26 settembre 2015 alle ore 18:57Pensiamo anche a quello che possiamo fare noi per primi.
Quante volte, fermi nel traffico, avete notato che la maggior parte delle auto viene occupata dal solo conducente?
Bisogna incentivare le persone ad andare in quattro, potenziare i trasporti pubblici ed istituire pedaggi per l'ingresso o la circolazione nelle grandi città.
Il più delle volte l'auto non è necessaria, viene usata spesso per comodità ed abitudine, anche se si deve effettuare un percorso che richiede 20 minuti di cammino, senza portare roba ingombrante o pesante.
Se si convincessero le persone a cambiare abitudini, l'aria sarebbe più pulita.
Alessandro Gaggio
13 settembre 2016 alle ore 15:53Ma per quale motivo, al posto di parlare e scrivere, non scendiamo tutti in piazza come facevamo una volta?
una volta si manifestava regolarmente e questo aiutava ad ottenere più rapidamente le cose.
oggi, io forse sono il primo, stiamo solo ad ascoltare e le uniche persone che manifestano il loro odio nei confronti della politica attuale, lo fanno esclusivamente per acquisire una poltrona.
io vorrei incominciare a manifestare regolarmente ed in modo costante per cercare di acquisire attenzione da parte di chi, come molti di noi, a smesso di combattere.
ho dei figli e se andiamo avanti così, non avranno più un mondo in cui vivere.
INIZIAMO???
