
La riforma RAI del M5S
8 aprile 2015 alle ore 16:11•di MoVimento 5 Stelle
Si ringrazia ancora Enrico Mentana per aver approfondito con un Passaparola sul Blog il tema dell'informazione e delle ingerenze dei partiti su di essa. Si specifica che la proposta di riforma RAI del M5S è molto determinata e ha un obiettivo preciso: fuori i partiti dalla RAI
"La proposta del Movimento 5 Stelle ha un obiettivo preciso: riformare la governance della Rai sostituendo interamente l'articolo 49 della legge Gasparri (ora Testo Unico). Si tratta di una proposta completa e definita rispetto alle finalità che persegue. Modificare radicalmente la governance sostanzia un'idea precisa e innovativa di servizio pubblico radiotelevisivo. La composizione e le modalità di nomina del consiglio di amministrazione della Rai, infatti, si riflettono a cascata sulle scelte strategiche ed editoriali dell'azienda. È il primo passo di un percorso che porterà al superamento definitivo della legge Gasparri.
Non c'è dubbio che una riflessione approfondita sul senso del servizio pubblico sia necessaria: che cos'è servizio pubblico? Quali devono essere i principi e gli obiettivi da tradurre in pratica nel contratto di servizio? Serve però un dibattito ampio, profondo, che coinvolga non solo il Parlamento, ma anche e soprattutto la cittadinanza, nell'ambito di una consultazione pubblica vera, sull'esempio di quanto avvenuto nel Regno Unito con il rinnovo della Royal Charter.
Siamo consapevoli di questa priorità, lo abbiamo ben spiegato nella relazione che accompagna la nostra proposta. Ma l'imminente scadenza del CdA ci ha imposto di concentrarci innanzitutto sulla governance, la cui riforma radicale potrebbe aprire da subito una nuova fase, una nuova stagione.
Noi proponiamo un CdA ridotto a 5 membri che operano a tempo pieno, senza collegamenti con il sistema dei partiti, in grado di avere una visione di lungo periodo del servizio pubblico. Queste linee di rinnovamento permetterebbero alla concessionaria di affrontare, in piena indipendenza, le sfide imminenti.
I legami con il potere politico vengono spezzati da una procedura che si fonda sul merito (esperienza professionale) e su precisi requisiti dei candidati. L'estrazione dei consiglieri avviene nell'ambito di una rosa che è già composta da persone idonee a ricoprire quel ruolo. Una volta estratti, in ogni caso, i consiglieri dovranno discutere la propria idea di servizio pubblico in un'audizione presso le commissioni parlamentari competenti, che potranno esprimere un parere sfavorevole.
La visione strategica è invece assicurata da un CdA che rifletta e metta in sinergia competenze e professionalità diverse. Se non vuole essere superata dai nuovi attori del mercato audiovisivo (come ad esempio Netflix), la Rai dovrà ridisegnare completamente, da qui a cinque anni, la propria offerta. La qualità del prodotto audiovisivo, la sua fruizione attraverso i diversi dispositivi, la possibilità di commercializzarlo all'estero: queste sono le sfide più urgenti. Per tali ragioni, riteniamo che ad amministrare questa azienda non possano essere soltanto i manager con competenze economico-giuridiche, ma anche gli autori dei programmi, cioè coloro che creano il prodotto, e infine chi è in grado di sfruttare al meglio il processo di convergenza tecnologica tra i mezzi di comunicazione per diffondere i contenuti. Con la nostra proposta di riforma, tutti questi obiettivi potrebbero essere immediatamente raggiunti.
A quel punto, sciolti i nodi dell'indipendenza e di una nuova visione strategica, saremmo pronti per affrontare con maggiore efficacia anche il discorso di una Carta dei principi del servizio pubblico radiotelevisivo." Roberto Fico
Commenti (6)
GABRIELE TINELLI ()
8 aprile 2015 alle ore 18:25ANDIAMO AVANTI TUTTI UNITI, E PRESENTI QUOTIDIANAMENTE IN TV AD INFORMARE GLI ITALIANI.
SIAMO VICINI ALLA META!
alvise fossa
8 aprile 2015 alle ore 18:27AVANTI COSI' ROBERTO FICO E NON MOLLARE MAI
giancarlo sartoretto
8 aprile 2015 alle ore 18:46Ma le fiction se le sono sempre spartite con la politica, guardiamo Barbareschi, prima era socialista, poi è andata con Alleanza Nazionale perché era chiuso dalla sinistra, ha tradito Fini per avere da Berlusconi dei contratti di fiction poi una volta che Berlusconi gli ha dato i contratti, ha fatto l'assenteista in parlamento, come puoi pensare che cambi modo di gestione se molti hanno fatto i milioni in questi anni, avresti tutta la struttura della Rai contro.
alina lunardi
8 aprile 2015 alle ore 19:39Portavoce Fico, se siamo consapevoli della priorità di un dibattito, che coinvolga
soprattutto la cittadinanza,
cosa aspettiamo a creare una Piattaforma web per avviarlo?
Si può sapere a che punto siamo con la Piattaforma Rousseau?
Mattia
8 aprile 2015 alle ore 23:32La proposta sembra molto buona, devo dire che allo stato attuale la Rai e schifosamente filo governativa.
Più che meritocratica, pare verticistica.
Comunque ottimo lavoro Roberto, sempre più orgoglioso di militare in un movimento che mette al primo posto il LAVORO su temi concreti in modo onesto, e al secondo la comunicazione.
Il Marketing di plastica lo lascio volentieri ai due "matteini", che vedo più tagliati come prodotti mediatici che come statisti.
Vedere il seguito che hanno ancora i partiti di sistema mi fa porre molte domande sulla capacità critica degli italiani, ma il 20% che pare stia mantenendo il movimento nei sondaggi mi fa sperare davvero molto.
Continuiamo così, avanti senza paura!
alfonsina p.
9 aprile 2015 alle ore 10:06Se i primi a boicottare i programmi rai, non siamo noi cittadini, FICO farà molta fatica a portare avanti la sua battaglia. Io, francamente, i programmi che trovo interessanti, per me, li guardo tutti, però, poi, evito, accuratamente, di comprare i prodotti pubblicizzati negli stessi. Spero che la gente capisca che, i prodotti pubblicizzati non sono migliori di tanti altri, sul mercato, sono, semplicemente, più costosi perché la pubblicità la paghiamo noi!!!!! Impariamo, nel nostro piccolo, ad aiutare i NOSTRI EROI nelle azioni quotidiane. Visto che le tv vivono di pubblicità, costringiamoli ad offrirci "prodotti" migliori e indipendenti dalla politica.
