#Jobsact Le fregature crescenti

“Tra qualche giorno iniziano i saldi, e il Governo quest’anno propone la svendita del diritto al lavoro. Sei stato licenziato senza giusta causa? Non ti preoccupare, ti verrà dato un piccolo indennizzo, e così potremo fare finta di nulla. Nessuna tutela reale, ma solo un ristoro economico, vero ricatto morale che fa leva sulla fragilità di chi oggi non si può permettere di perdere il lavoro, di chi è costretto ad adeguarsi, per sopravvivere, al detto “pochi, maledetti e subito”. Sarai costretto a chiudere più di un occhio, per non vedere che stanno calpestando i tuoi diritti fondamentali. Il tuo capo ti potrà offrire un assegno circolare (di un importo compreso tra i 2 e i 18 mesi). L’accettazione dell’assegno comporterà l’estinzione del rapporto di lavoro e la rinuncia a impugnare il licenziamento. I giornalai oggi si congratulano con Governo per il loro tentativo di incentivare la “conciliazione”, invece che il contenzioso a seguito di un licenziamento. Così il datore di lavoro potrà sempre tentare di comprarti per 4 denari.
Da oggi si nasce senza diritto al lavoro, si acquista giorno per giorno e in alcuni casi lo perdi strada facendo. Loro le chiamano “tutele crescenti“, noi sappiamo che è violazione dei diritti.
Grande novità per le nuove assunzioni che portando a oltre 15 dipendenti l’organico complessivo: i neo assunti vedranno applicato il regime a “fregature crescenti“, e la stessa sorte subiranno i veterani (i vecchi assunti) che ancora credevano nelle tutele acquisite.
Le riforme dovrebbero nascere per dare maggiori opportunità alle persone, per crescere e migliorare la propria esistenza, invece la realtà che crea questa riforma è una maggiore instabilità sociale, precarietà di vita e impossibilità di costruire il futuro. Con questa riforma non si sostieni la famiglia, non si paga l’affitto, non si contrae un mutuo per l’acquisto di una casa, dunque non si consente una vita dignitosa. E’ oggi, rileggendo il discorso di Calamadrei sulla Costituzione, ci si rende conto di quanto, negli anni, gli uomini che ne hanno avuto gli strumenti abbiano fallito. La politica non ha tradotto in fatti, gesti, buoni esempi, ciò che sessant’anni fa Calamadrei ci spronava a raggiungere, dopo averci consegnato la Costituzione più bella del mondo. “…E allora voi capite da questo che la nostra costituzione è in parte una realtà, ma soltanto in parte è
una realtà. In parte è ancora un programma, un ideale, una speranza, un impegno di lavoro da compiere. Quanto lavoro avete da compiere! Quanto lavoro vi sta dinanzi!”
“.
Laura Castelli, portavoce deputata M5S

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