
Bomba d'acqua nel trevigiano
3 agosto 2014 alle ore 14:23•di MoVimento 5 Stelle
"Mi trovo vicino a Rolle, che vedete nell'immagine, una delle zone più colpite dall'alluvione di questa notte nell'alto trevigiano. Non si contano le frane e la cosa peggiore: 4 persone hanno perso la vita al Molinetto. Solo un anno fa a luglio festeggiavo il matrimonio di cari amici in un piccolo ristorante di questo Paese e avevamo brindato tutti insieme proprio al Molinetto di Refrontolo. Siamo tutti vicini ai familiari delle vittime. In pochi minuti momenti di felicità si trasformano nel dramma di perdere per sempre le persone più care".
Federico D'Incà, Portavoce M5S Camera
Commenti (23)
gloria m.
3 agosto 2014 alle ore 14:30Io spero qualcuno stia prendendo nota di tutti questi "incidenti", perche' un giorno giustizia sara' fatta e non dovremo dimnenticarne neanche uno !!!
Vincenzo Caggiula
3 agosto 2014 alle ore 14:33Ai colpiti dall'evento atmosferico va tutta la mia solidarietà. Alle famiglie che hanno perso i loro cari in questa tragedia, con mera tristezza, porgo sentite condoglianze.
Giovanni
3 agosto 2014 alle ore 15:04Gli alvei dei fiumi e torrenti vanno puliti e lo stesso vale per le arcate dei ponti!! Altrimenti al primo evento estremo basta un ponte che si ostruisce con i detriti ed esonda il tutto. Cosa serve costruire argini sempre più alti? Solo a fare arricchire qualcuno?... Gestione ignorante della politica e classe dirigente bacata crea solo danni e qualche volta morte.
Paolo_ Zanchetta ()
3 agosto 2014 alle ore 17:39sono a 15/20 chilometri dal disatro.
Però ieri si parlava con una persona di 65 anni, che solo i vecchi fanno la manutenzione dei boschi, delle stradine dei boschi, dei sentieri.
Qua siamo nel Veneto.
Quando attraversiamo il "confine" e si va in Trentino, distante 30 chilometri, la realtà è differente.
La differerenza è i soldi.
Nel trentino i comuni hanno i soldi. Nel Veneto Lombardia, in pratica le regioni non speciali , NO.
Paolo TV
andrea todero
3 agosto 2014 alle ore 15:05Questa è la politica appoggiata dalla Lega e capitanata da Zaia in termini di incentivi alla coltivazioni di vigneti...
Sono i maggiori responsabili della disgrazia avvenuta a Refrontolo..! Invece di fare un mia culpa sfruttano l'occasione per farsi propaganda.
Soldi, macchine, puttane e perbenismo.
VERGOGNA E FATE SILENZIO UNA VOLTA TANTO.
La creazione di un vigneto deve ricercare un equilibrio fra la fase vegetativa e quella produttiva di
ciascuna pianta, in modo da garantirci raccolti quantitativamente e qualitativamente sufficienti, un
buon accumulo di sostanze di riserva e una non eccessiva vegetazione.
La parte aerea della pianta, e con essa la sua fase produttiva e vegetativa, oltre che dalle operazioni
colturali è regolata dalla sottostante porzione radicale. L'apparato radicale può essere paragonato ad
una pompa; più questa è espansa e potente, maggiore sarà la quantità di acqua e soluti che
arriveranno alla porzione aerea, caso contrario avverrà se la pompa è di dimensioni e potenza
ridotte. Ad un apparato radicale molto sviluppato corrisponderà una pianta sbilanciata verso la parte
vegetativa con tutte le problematiche ad essa connessa: condizioni microclimatiche sfavorevoli,
difficile lignificazione dei tralci, produzione elevata ma di scarsa qualità. Nel caso di un apparato
radicale limitato si arriverà più facilmente all'equilibrio vegeto produttivo desiderato, inoltre con
l'aumento del vigore e della produzione per ceppo si ha una diminuzione della concentrazione dei
soluti (zuccheri, antociani, tannini e aromi) all'interno degli acini ed una diminuzione del rapporto
buccia/polpa.
Paolo_ Zanchetta ()
3 agosto 2014 alle ore 17:24Faffanculo.
E' da 2 mesi che piove, secondo te, che piante, alberi, erano in grado di fermare l' acqua?
Nel mio campo, piantato a carpani neri, biachi e frassini, ( alberi, per i cittadini ) stamani la terra era intrisa d'acqua.
Come mai in Liguria l'anno scorso è capitato che 5 persone siano morte, senza la cultura della vite?
La soluzione per non morire è di non essere mai nati, in modo di non aver mai il rischio di morire
Paolo TV
alfonsina p.
3 agosto 2014 alle ore 15:22Perché renzi , invece di distribuire 10 miliardi a tante persone a cui certamente 80 euro non cambiano la vita, li investe nella messa in sicurezza del territorio? Sono convinta che, anche chi dovrebbe beneficiare di "questa miseria",sarebbe disposto a rinunciarci, per destinare la somma a lavori che potrebbero salvare vite umane, perché gli italiani saranno anche "boccaloni, perché credono ancora a renzi, però sono anche altruisti. SPERO!!!!!!!!!!!
Leonardo C.
4 agosto 2014 alle ore 07:31Ricordo sempre che sono 80 euro al mese, in un anno sono 960 euro, per sempre. Scusi se sono così materialista, ma a me fanno comodissimo! La zona in cui è capitata l'alluvione non è detto che fosse in dissesto idrogeologico, ma oramai il M5S parte a priori a dare la colpa al governo di turno dando per scontato di chi sia la colpa! Cosa farete quando andrete voi al governo?
john f.
3 agosto 2014 alle ore 15:24Conosco benissimo quel posto(I miei genitori erano nativi in un paese distante pochissimi chilometri dal molinetto) ed è stata una vera sfortuna che delle balle di fieno abbiano ostruito il torrente che è divenuto micidiale.Purtroppo un tempo dicevano che l'acqua spegne il fuoco ma è foriera di morte.
I cambiamenti climatici stanno portando da noi dei fenomeni tutt'ora sconosciuti.
Alessandro P.
3 agosto 2014 alle ore 15:53E sta ancora continuando a piovere (ad Alano è pure grandinato 3 volte nel giro di poche ore....).
Paolo_ Zanchetta ()
3 agosto 2014 alle ore 17:28Eh, Alano è Alano, ma dato che il blog si legge in tutta Italia ( minimo ) bisognerebbe che dicessi che Alano è distante dal disastro circa una 20 km...
Paolo TV
Katia Perrella
3 agosto 2014 alle ore 16:19Qui frana tutto,prima o poi franeranno anche loro.FORZA M5*****
WORCOM : Consigli, guide, articoli e notizie
3 agosto 2014 alle ore 16:34Forza M5S
alvise fossa
3 agosto 2014 alle ore 16:35QUI FRANA DAVVERO TUTTTO,ANCHE UN TEMPORALE PUO' SCATENARE UNA TRAGEDIA
romano
3 agosto 2014 alle ore 19:35Ma come non avete sentito il Vanna Marchi in pantaloni,mai piu' queste tragedie..adesso interveniamo noi!!!Attenzione toccate ferro ....questo porta sfiga!!!
Riccardo Garofoli
3 agosto 2014 alle ore 20:04Il territorio da bene rifugio a pericoloso nemico
Oltre al mancanza di controllo del territorio lo stato ha perso anche quello idrogeologico uno stato allo sbando
Qui governano sperando nella buona stella , e se va male i cittadini ci rimettono la pelle
Spendere per mettere al sicuro il territorio e spendere bene e pensare al domani
Ma qui si governa con lo sguardo al oggi anzi a ieri
Riccardo Garofoli
3 agosto 2014 alle ore 20:11Il capo del governo come al solito non perde tempo
Ora basta con questi disastri
Quante volte abbiamo sentito queste parole dalla alluvione di Firenze in poi il vajont etc etc Sarno per arrivare a Genoa passando per la Sardegna poi Modena ora e il momento del veneto
Parole parole parole parole
Bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla bla
maria fioravanti
3 agosto 2014 alle ore 20:59Basta geoingegneria! Era una festa! Era la loro festa! Se le chiamano bombe vuol dire che siamo sotto il tiro della guerra climatica! Provo rabbia e dolore!
Jan Niedzielski
3 agosto 2014 alle ore 22:10VEDRETE CI SARANNO NEI COMUNI, IN PROVINCIA E REGIONE TONNELLATE DI STUDI GEOLOGICI, SUI FIUMI, COSTATI CENTINAIA DI MIGLIAIA DI EURIM MAGARI FRUTTO DI MIGLIAIA DI "CONSULENZE" ESTERNE, CON TANTO DI PAGINE E PAGINE DI COME EFFETTUARE LA PREVENZIONE, MA NON SIA MAI SI CREI UN'ALLARME? NAZIONE, POPOLO DI CIALTRONI, IMBESUITI CRONICI!
Victor Cavaliere
4 agosto 2014 alle ore 00:03Siamo vicini alle famiglie delle vittime.
E' vergognoso che si parli di fatalità invece di trovare le cause di questa enorme tragedia e di famiglie devastate dal dolore.
Ma da parte delle amministrazioni è stato fatto tutto il necessario per impedire che tutto questo accadesse?
Paolo_ Zanchetta ()
4 agosto 2014 alle ore 14:5920 chilometri (circa) a sud ovest, sempre nella provincia di Treviso, c'è una valle, tra i colli Asolani, la Val Granda, comincia a Cornuda.
E' una valle lunga, forse, 4 chilometri.
La caratteristica di questa valle? è scomoda, non ci sono case abitate, esclusa una, e un pò di abitazioni all' inizio della valle; si vede la valle da una chiesa ( una rocca ), e una volta l'anno è percorsa da una manifestazione podistica, che parte da Asolo. Adesso è abbandonata a sè stessa, rovi,carpani,castani, olmi ecc., e qualche cinghiale, tassi, volpi, anfibi, uccelli e rettili. Il bosco si sta mangiando anche i sentieri.
Poco più in la c'è il prosecco.
Ma anche in questa valle ( che i colli asolani non sono morenici, vedi la regione Veneto o Wikipedia) hanno le loro frane.
C'è sempre un'unghiata che sposta terra e massi; col tempo tutto vieno coperto dalle rovi, dai sambuchi e dai noccioli.
Non è colpa dell' uomo se vengono queste frane.
Bloccarle costererebbe, e non ne val la pena.
La colpa dell' uomo è di esistere e di voler convivere con la natura, con le forze fisiche e di non pagare il prezzo.
Paolo TV
maurizio franceschetti
4 agosto 2014 alle ore 23:18Un paio d'anni fa sono stato al Molinetto. Un posto bellissimo che ti rimane nella memoria. Un luogo che ti fa sentire come se ci fossi sempre vissuto. Mi si è stretto il cuore nel sentire la notizia ma la cosa che più mi ha rattristato è stata la perdita di quattro vite umane, di quattro persone che se ne sono andate in una serata di festa. Sentite condoglianze alle famiglie e un abbraccio a tutti.
Maurizio franceschetti
Federico Berti
5 agosto 2014 alle ore 21:47Ben presto anche gli altri scienziati scopriranno che la Terra è in grado di aumentare la quantità d'acqua che possiede, il processo è attivato dall'eccessivo surriscaldamento dell'habitat, quest'ultimo provocato dalla costante estrazione di carbone e petrolio, perciò più estraiamo, più la Terra trattiene vapore acqueo che invece di essere in gran parte espulso oltre l'atmosfera, ne riversa in quantità maggiori e in forma di pioggia sulla sua superficie per raffreddarsi, e poiché non ci riesce più con il poco carbone e petrolio che ormai possiede e che appunto serviva a isolare la superficie della crosta terrestre dal calore prodotto dal magma nel sottosuolo, è chiaro che l'esistenza umana sarà possibile solo su di un altro pianeta. Nel frattempo l'Italia sarà sempre più colpita dal fenomeno perché è lo Stato più franoso d'Europa data la sua conformazione geologica.
