Indovina chi non viene a cena

“L’altra mattina si è verificato un episodio sintomatico a Bruxelles.
E’ avvenuto un episodio simile al famigerato sorrisetto di Sarkozy su Berlusconi, ma molto molto peggio e ben più grave. Dopo le riunioni ufficiali del G7, Barack Obama ha organizzato una riunione strategica “con i partner europei” (quindi niente Cina, niente Giappone) per stabilire alcuni “punti fermi nella strategia politica globale dei prossimi mesi“. L’ora era le 17. Il nostro premier si è accodato, tutto contento. Peccato che l’Italia non sia stata invitata. Ci sono andati la Germania, la Francia, l’Inghilterra. Lui no. Quindi, nessuno di noi. L’Italia è stata tenuta fuori.
Lo capisco.
Grazie alla nostra overclass, il nostro Paese è ritenuto non affidabile, non attendibile, non adulto a sufficienza per ascoltare ciò che devono dirsi i grandi che contano.
La cupola mediatica -a differenza che per il sorrisetto di Sarkozy- ha provveduto a non comunicare la notizia, non sottolinearla, non darle enfasi. Ecco perchè serve qualche atto comportamentale immediato di grande spessore.
Gli investitori internazionali stanno scappando via: è il danno collaterale provocato da persone come Berneschi, Bazoli, Pesenti, Penati, Ligresti, Greganti, Zaia, Cota, ecc.
Chi li paga, questi danni? Quanto ci costa la nuova immagine di un nostro premier che viene tenuto fuori della stanza che conta? Quanto ci costa il fatto che nessun telegiornale abbia dibattuto sulla vicenda?
L’Italia va a guidare il semestre europeo non per merito, ma per burocrazia, dato che c’è il turnover, quindi tocca a noi. Ci arriva schiaffeggiata e umiliata, avvilita e denigrata.
Non si otterrà, dunque, un bel nulla. Ciò che ci prospettano è pura piatta retorica.
Per i partiti verticali è l’ultima spiaggia. E’ la loro, non degli italiani. Per noi è la prima spiaggia.
Per i cittadini, per gli intellettuali liberi e pensanti, per i soggetti autonomi e indipendenti, per gli appassionati civili per bene, si tratta di equipaggiarsi per lo sbarco nel “Paese normale“.
Dal D-day del 6 Giugno 1944 che oggi si celebra, al O-day di domani. Dove O sta per zero. Tolleranza zero. Mafia zero. Criminalità organizzata zero. Nominati zero. Parassiti zero. Come le bibite senza zucchero, fa anche bene alla salute. Rimbocchiamoci le maniche e chiamiamo a raccolta la parte nobile del paese che esiste, eccome se c’è. Lavoriamo per il nostro sbarco.
Perchè vinciamo noi: questo è poco ma sicuro.” Sergio Di Cori Modigliani

PS: Ha partecipato Napolitano agli incontri ai quali Renzie non è stato invitato

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