Neanderthal man

Berlusconi è ormai un nome evocativo, crepuscolare. Ci riporta al nostro passato, come quelle vecchie canzoni che riascoltate ci proiettano ad altre età, i cosiddetti “good oldies song“. Chi non si ricorda “Neanderthal man” e chi non la associerebbe subito al vecchio pregiudicato?

I’m a neanderthal man/
You’re a neanderthal girl/
Let’s make neanderthal love/
In this neanderthal world…

Il suo partito sta scomparendo, lo votano ormai i nostalgici e qualcuno dei suoi coetanei. Quando va in televisione fa crollare lo share che, per un prodotto televisivo quale lui è, è il punto di non ritorno. La sua politica dei due forni, così battezzata da Brunetta, in cui un giorno salva il governo Renzie (per un alto senso di responsabilità…) e lo stesso giorno lo critica (per salvare la faccia), politica che gli farebbe perdere voti è in realtà sempre la stessa, perché sempre di un forno solo si tratta: delle sue aziende e dei suoi interessi economici. Finché rimane in naftalina e appoggia il governo Renzie/Napolitano salva il malloppo, in caso contrario del doman non v’è certezza come ai tempi in cui gli subentrò Rigor Montis e il suo impero economico stava franando in pochi giorni. Nel gioco della Torre tra Forza Italia e tutti coloro che ne fanno parte e i suoi interessi economici Berlusconi non ha dubbi, non si fa remore a sacrificare il suo vecchio partito: non ha un programma, non fa opposizione ma neppure governa. Non c’è una sola ragione per votarlo. A questo punto meglio appoggiare il suo sosia telecomandato, Renzie, se questo serve a salvargli il culo. E’ un ermafrodita politico. Ha già messo le mani avanti per il dopo elezioni (per il bene del Paese…) se l’economia dovesse tracollare è disposto alle larghe intese, anche larghissime. Cosa non si fa per l’argenteria di famiglia. Un consiglio non richiesto ai forzisti, abbandonate la nave, il comandante ha già preso il largo con l’unica scialuppa di salvataggio.