
Un database unico sulla violenza sulle donne
15 aprile 2014 alle ore 09:50•di MoVimento 5 Stelle
"Institution of a European Observatory on violence against women è il titolo della mozione da me presentata in Assemblea del Consiglio d'Europa, in qualità di delegata del Parlamento italiano del MoVimento5Stelle. C' è stata una grande condivisione dell'obiettivo: i 47 stati membri sono stati sollecitatati a migliore e ad intensificare la raccolta dati sulla violenza sulle donne. Questa è stata la prima tappa per l'istituzione di un database unico del Consiglio d'Europa. Il vero problema della questione è infatti il monitoraggio: senza un reale controllo dei casi di violenza di genere è impossibile affrontare e risolvere la grave problematica. L'obiettivo principale è quindi realizzare un sistema prima a livello nazionale, poi a livello di CoE che contenga i dati relativi ai casi di violenza. L'ultima raccomandazione del Consiglio d'Europa risale solamente al 2002. Un buon esempio viene dalle Nazioni Unite con il UN Secretary-General's data base on violence against women, che risulta però non aggiornato. E' una grande vittoria e una enorme soddisfazione aver ricevuto al momento ben 22 firme da 11 paesi (Italia, Croazia, Polonia, Finlandia, Montenegro, Monaco, Palestina, Tunisia, Francia, Georgia ed Austria). Nella stessa mozione chiedo anche di sollecitare la firma e la ratifica della Convenzione di Istanbul, sempre per evitare di non rimanere impantanati nella pura demagogia".
Maria Edera Spadoni, M5S Camera
Commenti (12)
GIANNI PARLANTE
15 aprile 2014 alle ore 11:44Non ho competenze per dare un giudizio di merito e non me la sento di approfondire. Mi fido di te.
Ti dico la mia sensazione. In Italia importa a pochi il problema della violenza sulle donne. Tante parole e pochi fatti.
Una cosa suggerirei.
Nelle scuole meno matematica, geometria e trigonometria, che non servono a nulla oltre le proporzioni e il calcolo delle aree. Lasciamo agli specialisti equazioni, limiti, derivate, integrali e roba del genere che nella vita non mi sono MAI servite a nulla. Più aritmetica, quella serve.
Diamo spazio all'educazione civica, alle regole civili, alla sensibilità per la natura, al rispetto del prossimo ad argomenti del genere.
Sarebbe una lotta preventiva contro la violenza in generale.
vincenzo fortunato
15 aprile 2014 alle ore 12:01Ciao beppe, sono Vincenzo Fortunato da Paternò(CT)di 57 anni, che ho subito un licenziato collettivo dopo 30 anni di onesto lavoro dalla "Acenture"del polo di Misterbianco(CT) no perchè era i crise ma perchè una società come la Sma aveva fatto cessione di ramo azienda per licenziare un gruppo di lavoratori.Continua cosi solo tu puoi fermare l'ingiustizia Vi ho dato il mio voto e vi voterò sempre perchè siete l'unica luce per l'Italia.Ferma tutte queste cose perchè Pane lavoro e dignita fanno un paese unito no alle multinazzionale che delocalizzano per licenziare i dipendenti e rubare i soldi della collettività cosi non si può andare.Ciao Vincenzo Fortunato
pier p.
15 aprile 2014 alle ore 12:07Brava maria edera , continua così.
Tanto dicono che il m5s non fà mai nulla!
Non riusciamo a farci ascoltare più di tanto.
Vai anche tu in TV. Grazie
alvise fossa
15 aprile 2014 alle ore 12:55bravi avanti cosi'
franco selmin
15 aprile 2014 alle ore 13:02Scusa ma questa è tutta roba che serve a dare un lavoro alle boldrini di turno.Di enti,istituzioni,
authority,che studiano,statisticano,divulgano ne abbiamo a bizzeffe .Studia quanto ci costano tutti quelli che studiano i bimbi che al mondo muoiono di fame,o patologie connesse,e vedrai con quei soldi quanti in più se ne potrebbero salvare.
Bisogna scremare e i figli di papà o fanno i disoccupati o vivono di rendita con i soldi che si è cuccato papà.
Alessandro B.
15 aprile 2014 alle ore 13:49Bene, Maria Edera. Voglio prenderla come una buona notizia.
Chissà che questo database unico non sia finalmente lo strumento per aiutare davvero le vittime di violenza (drammaticamente reali) anziché le solite e ben note "associazioni antiviolenza", che strumentalizzano e gonfiano ad arte il fenomeno del cosiddetto "FEMMINICIDIO" (che orribile parola) e che arrivano talvolta al punto di istigare le donne, nelle cause di separazione, alla SIMULAZIONE DI VIOLENZA DOMESTICA E STALKING (questa, detto per inciso, molto cara anche agli avvocati "matrimonialisti" più abili e spregiudicati).
Tutto per continuare a quagliare con una pioggia di FINANZIAMENTI PUBBLICI. Anche in tempo di rigore, di spending review e tagli feroci a servizi davvero essenziali. Per questo la portata del fenomeno viene GONFIATA in modo tendenzioso: occorre creare il caso e fare notizia facendo sì che nel sentire comune si radichi il concetto: "EMERGENZA FEMMINICIDIO".
Però non ho capito CHI gestità questo database stabilendone i criteri classificatori e quali saranno le FONTI attendibili a cui viene demandata la segnalazione dei casi accertati (spero che non vengano investite di tale compito le "associazioni antiviolenza" di cui sopra ma l'autorità giudiziaria). Il rischio è che ci siano profonde discrepanze di metodo da Paese a Paese.
Vigilate affinché questo database sia una cosa seria e non l'ennesima boldrinata.
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http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/11/femminicidio-numeri-sono-tutti-sbagliati/590171/
antonio contrastano
15 aprile 2014 alle ore 17:54Perche non anche uno (data base) sulla violenza contro i minori, i portatori di handicap, gli ebrei, gli zingari con limite la fantasia? Facciamone uno solo sulla violenza contro le singole persone, qualunque persona, e facciamo un po di piu perche queste violenze siano sanzionate immediatamente ogni volta che la vittima lo chiede
giuseppe .
15 aprile 2014 alle ore 20:31forse non centra. sarlazuzizo (anche i lecchini)non direi (si addici meglio quaquaraquà .ma questo non lo tocca più di tanto e potrei continuare . di questi ce ne sono tantiiiiiiiiii.tannnnnnnnnnnnnnnti
Isa
15 aprile 2014 alle ore 21:09Bella notizia! Speriamo che le cose migliorino un po' dopo le stragi degli ultimi tempi
Alessandro P.
16 aprile 2014 alle ore 13:48serve davvero un database per poter dire che le donne vengono picchiate e intervenire?
Giudicare la situazione con i propri occhi (che non sono solo un elemento estetico) è davvero impossibile?
I reati previsti dalla Convenzione di Instambul sono:
la violenza psicologica (articolo 33)
gli atti persecutori - stalking (art.34);
la violenza fisica (art.35)
la violenza sessuale, compreso lo stupro (Art.36)
il matrimonio forzato (art. 37)le mutilazioni genitali femminili (Art.38)
l'aborto forzato e la sterilizzazione forzata (Art.39)
le molestie sessuali (articolo 40).
Questa convenzione è difficile da firmare perchè prevede reati strani (violenza psicologica) e reati che vanno contro alcune religioni (mutilazioni genitali che verrebbero estese automaticamente anche ai maschi per evitare discriminazione):
invece di firmare convenzioni internazionali che poi prevaricano le leggi nazionali sarebbe meglio mettere aggravanti per gli ex-fidanzati che dopo essere stati avvisati dalle forze dell'ordine commettano un reato e possibilmente legalizzare sistemi di sorveglianza a distanza (es. permettere alla donna a rischio di piazzare videocamere nascoste presso domicilio, automobile e lavoro).
Permettere alle donne a rischio di detenere un'arma da fuoco (attualmente il porto d'armi per difesa non viene concesso facilmente nemmeno nei casi a rischio).
Ivano Bianco
16 gennaio 2015 alle ore 15:39SALUZZESE INDAGATO PER VIOLENZA SESSUALE AGGRAVATA NEI CONFRONTI DELLA EX MOGLIE
La Procura della Repubblica di Cuneo iscrive al registro degli indagati A.F.G. Commercialista Saluzzese impiegato presso un azienda milanese. Il reato 609 bis punisce con una pena che va da 5 a 10 anni di reclusione, e non offre la possibilità di patteggiamento.
Il fatto è stato depositato con un esposto lungo oltre 10 pagine dalla ex moglie di A..F.G. Commercialista residente a Saluzzo ma impiegato in un'azienda milanese. Il reato, che prevede una pena che va da un minimo di 5 anni ad un amassimo di 10, non da la possibilità di patteggiamento. Un reato particolare, considerato "infame" dagli stessi detenuti. Per questo motivo, nel caso di misura cautelare in carcere, gli imputati in attesa di giudizio sono rinchiusi nel carcere di Verbania, ove esiste una sezione destinata a questo tipo di reati, appunto, a sfondo sessuale.
Sembra che l'aggravante provenga dalla condizione della presunta vittima, che, all'epoca del fatto narrato, avrebbe assunto farmaci psicotropi contro la sua volontà. La donna, dopo il presunto abuso, è stata seguita da 2 operatori medici ASLCN1 specializzati stress-post traumatico per oltre un anno e mezzo. Purtroppo, a causa dei limitati tempi di deposito, che la legge Farina propone di allungare, le indagini rischiano di essere archiviate, il che non significa che il presunto Reo sia innocente. Il Procuratore della Signora annuncia opposizione " A.F.G. Ha avuto addirittura il coraggio di denunciare la ex moglie per minacce e lesioni soltanto pochi giorni fa, denuncia che capita a fagiolo perché riaprirà i termini di deposito e ci darà la possibilità di richiedere il proseguo delle indagini deponendo opposizione all'archiviazione".
Ivano Bianco
16 gennaio 2015 alle ore 16:37COSI' IL PROCURATORE DELLA PRESUNTA VITTIMA D I A.F.G. RISPONDE ALLA QUERELA PER "MINACCE " da egli presentata ai CC.
La legge così come è articolata deve essere aggiornata. L'art. 609 è un articolo molto difficile da configurare e sostenere da parte dell'accusa. In più, i tempi di presentazione della querela di parte (unico sistema per far partire le indagini da parte della A.G.) sono brevi, 90 gg come per i normali reati. Difficile che una presunta vittima di abuso abbia raggiunto la piena consapevolezza ed acquisito il coraggio di denunciare il proprio aggressore. Chi lo fa, si vede recapitare la proposta di archiviazione art. 408 c.p., e si sente persa. La proposta di legge che L'on Farina presentò nel 2013 alla Camera è ancora ferma. Non si capisce dove sia finita e, intanto, esistono persino presunti molestatori che, nonostante indagati, riescono a denunciare la propria vittima per "minacce".
E accaduto nella Provincia di Cuneo. Semplicemente ridicola la notizia, decisamente codardo il comportamento del denunciante, che poi è anche l'ex marito della presunta vittima. Antonio Ficetti Gasco, indagato dalla Procura della Repubblica di Cuneo per VIOLENZA SESSUALE AGGRAVATA, vorrebbe far credere di essere vittima di minacce, un reato, peraltro, che si discute nanzi al Giudice di Pace, da parte della ex moglie. La querela, arriva dopo l'informazione di garanzia ricevuta dall'uomo in sede di identificazione. Il procuratore della Signora, replica " nell'immediato mi recherò alla Camera dei Deputati e richiederò che sia rivisitata, con urgenza, l'istanza proposta dall'ON FARINA, istanza depositata nel 2013. Che sia aggiunto al testo della istanza di rivisitazione anche il comma bis oltre ai già quater e septiem". I.Bianco
