"Nonostante l'articolo 34 della nostra Costituzione garantisca ad ogni cittadino il diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi, la legge italiana prevede alcune limitazioni al libero accesso al sistema universitario, programmando, per alcuni corsi di laurea, il numero dei posti disponibili. Questa disposizione, che nasceva dall'esigenza di ridurre il rischio di disoccupazione per i giovani laureati, è stata trasformata dai vari Governi in uno strumento utile a ridurre progressivamente gli investimenti nel mondo dell'università e della ricerca. Con questa Proposta di legge intendiamo modificare radicalmente l'attuale sistema del "numero chiuso" in Italia, considerando nuovi criteri per la determinazione annuale dei posti disponibili e prevedendo nuove modalità per l'accesso degli studenti ai corsi di laurea. Attraverso l'introduzione nel nostro ordinamento del "modello francese" per l'accesso ai corsi a numero programmato e, soprattutto, del diritto dello studente a proseguire gli studi specialistici di area medica, intendiamo garantire che, nonostante la presenza di alcune limitazioni al libero accesso alla formazione universitaria, agli studenti meritevoli venga comunque data la possibilità di raggiungere i gradi più alti degli studi, così come sancito dalla nostra Costituzione.
Partecipa alla discussione!" Francesco D'Uva, M5S Camera

LEX: Modifiche alla disciplina per l'accesso ai corsi universitari
10 marzo 2014 alle ore 10:10•di MoVimento 5 Stelle
Commenti (54)
Marco Fogli
10 marzo 2014 alle ore 10:40Non potendo discutere nel forum apposito, lo metto qui, si sa mai che possa essere raccolta.
In alcuni paesi dell'Est Europa le università funzionano così (precisazione necessaria --> L'Europa sta cercando, finora con successo, di scardinare questo meccanismo meritocratico):
-Sono TUTTE a numero chiuso viene richiesto un esame di ammissione
-Chi supera l'esame di ammissione non paga alcuna tassa, ha accesso gratuito ai libri di testo in prestito d'uso, buoni mensa gratuiti, abbonamento al trasporto pubblico gratuito ove necessario, e pagamento delle spese di alloggio ove necessario (studenti fuori sede). Tutto rendicontato.
- Chi ha superato l'esame deve rimanere in corso di studi e continuare a meritarsi la "borsa di studio". Alla terza violazione del processo meritocratico si viene esclusi(per farla breve, un fancazzista non durerebbe a lungo)
- Chi non supera l'esame di ammissione può comunque accedere l'università, paga le tasse universitarie e tutte le spese correlate di tasca propria.
I vantaggi di questo sistema?
Principalmente anche i più miserevoli (parlando delle condizioni economiche) se bravi possono accedere ai più alti gradi dell'istruzione.
I fancazzisti ne vengono esclusi
Chi ha alle spalle una famiglia benestante che possa permetterselo può accedere liberamente agli studi pagando (e dunque finanziando nel contempo chi invece studia per merito)
Ovviamente il sistema non esclude le borse di studio per le situazioni intermedie.
Dal sistema sono esclusi gli studenti di ceto elevato (e si parla di ceti davvero alti) i quali comunque possono accedere ai benefici delle borse di studio per merito.
A me non pare male, e sinceramente vedendo la quantità di cervelli sfornati da questo sistema (e che in italia non avrebbero nemmeno potuto pensare di avvicinarsi a un'univeristà), potrebbe essere un modello degno di considerazione.
I miei 2 cents al riguardo, spero che possa essere utile a qualcuno in grado di accedere alla discussione. Buon lavoro :-)
Dolphin
10 marzo 2014 alle ore 11:13Così descritto a me sembra un ottimo sistema, e direi per come é congegnato, é degno di essere adottato ovunque specialmente in Italia. Direi perfetto, cosa aspettiamo a farlo nostro? a meno che i soliti furbi che lo impediscono.
Marco Fogli
10 marzo 2014 alle ore 11:52Beh Dolphin, è un buon sistema, si potrebbe prendere spunto e adattarlo o integrarlo al sistema francese (quello proposto nel video).
Conta che in quei paesi investono o investivano parecchio nello studio e nella cultura, da noi no.
Io spero che si possa fare qualcosa di meglio, questo mio post era mirato a dare uno spunto di discussione, e spero sia utile. :-)
Giuseppe Quattrocchi
10 marzo 2014 alle ore 10:53Presso l'universita' di Messina si accede tramite tests con pagamento di bollettino la cui causale e' : " per diritto allo studio ". Si puo' notare che si paga un Diritto. Il problema universitario deve essere modificato all'interno con la serieta' dei Docenti e l'annullamento della " parentopoli ".
carlo petrini
10 marzo 2014 alle ore 11:35ITALIANI, mi sono rotto le palle di vedere questi politici invertebrati che vanno a fanculo dalla merkel a presentare i loro fottuti programmi economici !
Ma che cazzo di smidollati sono questi qui,tiriamo fuori un po di orgoglio per piacere.
Ricordiamo le risatine merkel-sarkozy nei confronti del nostro premier (anche se era berlusconi)
Questa è l'Europa?
Capi e subalterni, straricchi e strapoveri, da che parte stiamo?
SVEGLIA!
NO EURO
NO RAI.
Jan Niedzielski
10 marzo 2014 alle ore 11:53BUON GIORNO CLOACA UMANOIDE ITALIOTA D'EUROPA, I BARZELLETTIERI POLITICANTI SONO GIÀ ALL'OPERA AHINOI?
SUL FQ SCRIVONO DI 20 ANNI "CE LO CHIEDE L'EUROPA"A CUI IO PERSONALMENTE SONO GRATO PER LE JAR E IL JAA CHE HA REGOLAMENTATO IN MANIERA DEGNA L'AVIAZIONE CIVILE ITALIOTA CHE CON L'ENAC ERA LO ZIMBELLO DEL MONDO, MA ANCHE QUESTO RECEPIMENTO IN ITAGLIA SI È PROMULGATO CON UNA LENTEZZA ED UNA CONFUSIONE DEGNA SOLO DI QUESTA MALEODORANTE CLOACA, FRA UN SORRISETTO E L'ALTRO DELLA FECCIA UMANA CHE SI È AVVICENDATA AI SUOI VERTICI, FINO AL PEGGIOR CORROTTO CHE HA COPERTO LO SCANDALO VOLARE E MYAIR, CHISSA SE PER PROPRIO TORNACONTO, UN'INCAPACE ARROGANTE, LA CUI INETTITUDINE FA DA SPECCHIO ALLE CONDIZIONI IN CUI VERSA TUTTO IL SISTEMA AERONAUTICO E AEROPORTUALE ITALIOTA, ARGINATO SOLO GRAZIE ALLE NORMATIVE EUROPEE JAA E JAR! RICORDO BENE LE TANGENTI CHE BISOGNAVA ELARGIRE AL GRUPPO ESAMINATORE ITALIOTA CHE FORMULAVANO I QUESTIONARI PER IL CONSEGUIMENTO DELL'AGOGNATA LICENZA DI PILOTA COMMERCIALE, UN'ESAME CHE FINO CHE È RIMASTO IN MANO AI CALABRESI E COMPAGNIA CANTANTE ERA OGGETTIVAMENTE IMPOSSIBILE DA SUPERARE SENZA VERSARE L'OBOLO DI "LEZIONI" A 60 MILA LIRE IN NERO E A CASA LORO, DI MODO CHE TI SUGGERISSERO GLI ARGOMENTI DELLE FUTURE DOMANDE DELL'ESAME DI STATO! SISTEMA A CUI MI SONO DOVUTO PROSTRARE COME MOLTISSIMI ALTRI, PENA L'INSUPERABILITÀ DELL'ESAME, MA OGGI GRAZIE ALLE MILLE DOMANDE STABILITE DALLE JAR RACCOLTE IN UN TESTO UNICO, PRIMA DOVEVI ACQUISTARE LE PUBBLICAZIONI DI CIASCUN ESAMINATORE, SE LA SONO PRESA IN CULO QUESTE MERDE CONSIDERATE A TORTO I GURU DELLE VARIE SCIENZE AERONAUTICHE, UN SISTEMA MAFIOSO INDEGNO, MAI PUNITO DAGLI APPARATI COMPETENTI! E QUESTA È STATA LA MIA ESPERIENZA, VOMITEVOLE, CHE PERÒ VEDO PERPETUARSI NEL CAMPO DI MOLTRI ALTRI ESAMI DI STATO I QUALI AHIMÈ NON DOVENDO ADEGUARSI ALLE NORMATIVE EUROPEE CONTINUERANNO AD ESSERE LA FARSA INDEGNA, MA ADEGUATA ALLA CLOACA ITALIOTA, CONTINUATE A FARVI PRENDERE PER IL CULO COGLIONI, DEFICIENTI..
guido albanesi
10 marzo 2014 alle ore 13:07Da quotare e straquotare!
Tutta l'Italia non è che una fogna in cui si deve pagare il pizzo alla casta o lobby di turno.
Io me ne sono andato zaino in spalla ed è l'unica cosa giusta che ho fatto.
Rita L.
10 marzo 2014 alle ore 12:27il numero chiuso è uno strumento utile alle varie parentopoli. Si fanno entrare (e si promuovono!!!) i "figli di" e non i meritevoli. Così ci ritroveremo una classe medica di asini che ci ammazzeranno!
Unica selezione all'università dovrebbero essere gli esami. Solo così si rispettano i diritti.
Se il movimento ce la fa sarà un gran bene.
Pietro Vittorio
10 marzo 2014 alle ore 12:29Volevo esprimere un giudizio, visto che dall'Università Italiana ci sono passato 20anni fa. Ritengo non sia giusto prevedere il numero chiuso ma inserire un sistema meritocratico,
perché ritengo sia un diritto degli Universitari "volenterosi" poter studiare e frequentare le classi, diversamente da chi lo fa per restare studente (+ tardi mi laureo, + resto qui a spese dei miei genitori, + me la godo, etc.).
Iniziamo a pensare tipo "dimostrami che vali ed io ti premio" sia in termini di classi meno affollate, sia di borse di studio per chi vuole ma non può.
Ma soprattutto uno sbarramento al biennio: . E' democratico, semplice, meritocratico.
Monica c.
10 marzo 2014 alle ore 13:00Concordo sullo sbarramento al biennio. Bravi ad affrontare il problema!!!
paolo b.
10 marzo 2014 alle ore 13:02e le graduatorie delle borse di studio che fanno in base al reddito e proprietà, senza guardare il merito ? ne vogliamo parlare?
alvise fossa
10 marzo 2014 alle ore 13:12CIAO BEPPE,
AVANTI COSI',MA LE TASSSE UNIVERSITARIE POTETE RIDURLE,SE POTETE FALRO,ANCHE CHI E' RIMASTO "INDIETRO" POTREBBE RITORNARE E MAGARI GARANTIRSI UN POSTO DENTRO. PERCHE' C'E' GENTE CHE VUOLE TORNARE,IO SONO UNO DI QUELLI
ALVISE
andrea s.
10 marzo 2014 alle ore 13:37non capisco cosa vuol dire i più meritevoli,quelli che fanno un corso in entrata o quelli che al liceo risultano i più meritevoli,io penso che ognuno possa fare l'università che vuole basta però preparagli il terreno giusto con le aziende eliminando gli stage fuori corso,tutti si iscrivono a medicina perché vedono la speranza del posto fisso ma riordini bene la scuola ,vedrai che non tutti sono amanti del sangue
Simona Valentini
10 marzo 2014 alle ore 13:38Neppure io posso accedere al forum, ma mi sembra che il suggerimento di Marco Fogli possa essere davvero un ottimo spunto di discussione: non esclude nessuno e premia i meritevoli.
Comunque sia , andate avanti con questo discorso! Buon lavoro
Carlo D'Ottone
10 marzo 2014 alle ore 13:41Libertà di apprendimento, ricordiamo lo splendore di via degli Strami. Altro che meschinità degli ordini professionali.
Forza Beppe.
GIUSEPPE C.
10 marzo 2014 alle ore 14:33Ottima iniziativa che è in linea con le vere proposte di riforma che ha bisogna questo Paese. Non bisogna inventarsi niente di nuovo ma cercare di far tesoro delle già collaudate esperienze degli altri Paesi (più civili e democratici del nostro) per realizzare anche in Italia delle riforme moderne. E poi ci deve essere anche un modo per l'accessibilità a tutti nella logica tanto cara a noi grillini: NESSUNO INDIETRO.
Emanuele M.
10 marzo 2014 alle ore 14:46Ho postato un suggerimento sul diritto allo studio per gli esclusi dal numero programmato. L'incentivo per le università a rendere disponibili in streaming gratuito le lezioni dei corsi tenuti e in download libero tutto il materiale anche per i non iscritti. (se la ritenete una proposta di buon senso cercate il mio suggerimento e votatelo)
claudio masiello
10 marzo 2014 alle ore 14:53Il numero chiuso ci chiude fuori ci emargina,questo in casa nostra a favore dei soliti ebrei ai quali non viene chiusa alcuna porta;andate a vedere quanti di questi esercitano nelle professioni a numero chiuso(chiuso agli Italiani).
pietro s.
10 marzo 2014 alle ore 14:56Ottima proposta.In questo modo i futuri giovani potranno svolgere il lavoro con più competenza
Francesco L.
10 marzo 2014 alle ore 15:15L'idea di copiare li modello francese e' accettabile, ma non credo si adatti al nostro sistema scolastico. I licei hanno ormai un livello di istruzione basso, non insegnano assolutamente a studiare ed il voto di maturita' e' davvero aleatorio tra Catania e Belluno. Inoltre,Le nostre universita' non hanno ne' le capacita' di accogliere 8000 aspiranti medici nelle loro aule ne' metodi di apprendimento validi (restano le lezioni frontali: pesanti per chi le tiene e chi le subisce).
LA MIA PROPOSTA e' PRE-TEST a meta' liceo o comunque a 16-17 anni (quando uno sa gia' cosa vuol fare nella vita)per avere L'IDONEITA' alle facolta' ; TEST NAZIONALE di INGRESSO a DICEMBRE (dopo la maturita') dopo corsi di orientamento e valutazioni psicoattitudinale obbligatorie da parte di commissioni di professionisti del settore: in parole povere spiegare bene da subito cosa vuol dire "lavorare" quel mestiere e non studiarLO per mantenere il nostro pedante sistema universitario (ovvero mantenere caterve di Prof. Ordinari, Associati e Straordinari )
Paolo Costan
10 marzo 2014 alle ore 16:08Troppo poco! L'accesso deve essere libero per tutti! Qualsiasi altra soluzione lede il diritto al l'istruzione sancito in costituzione oltre che il diritto morale per tutti di "provarci".
Tutto il resto e' semplicemente fascista e assomiglia si piani quinquennali di staliniana memoria
Roberto Ripani
10 marzo 2014 alle ore 16:20Accesso totalmente libero con controlli annuali dell'iter scolastico. Così si rende giustizia alla meritocrazia.
ALDO A.
10 marzo 2014 alle ore 16:58Al netto delle cause di forza maggiore e degli studenti comprovati lavoratori.
A meno di un intervento dello stato in favore di tutti gli studenti esonarandoli dalle spese di istruzione e dal vitto e alloggio.
Stefano Intorre
10 marzo 2014 alle ore 16:23il numero chiuso serve solo a favorire i raccomandati .... tutti devono avere la possibilità di studiare!!
Emanuele Tagliaciocchi
10 marzo 2014 alle ore 16:27Vorrei fare un ragionamento intorno al numero chiuso. Ci sono passato anche io, passandolo fortunatamente. Ma sono assolutamente contrario. Semplicemente per un concetto, chiaro e limpido: Può la differenza di un millesimo in una media aritmetica, definirmi un aspirante medico o no? Può essere decisiva una domanda su Alberto Sordi o la ricetta della "grattacheccara de trastevere"?
Già è difficile, per un essere vivente, dare una valutazione il più possibile oggettiva su le potenzialità di un altro essere vivente, figuriamoci un calcolo basato su concetti, la maggior parte non-fondamentali!
L'università è un luogo dove si va per imparare! E non per entrare li già con le conoscenze. Soprattutto non sono esclusivamente quelle le caratteristiche che fanno di uno studente un potenziale grande Medico.(parlo di medicina perché è il mio ramo, ovviamente la questione è da estendersi a tutti). Vorrei qualcuno che si prenda cura di me, non che sappia calcolare i
Del resto, non ci vuole un genio per capirlo.. Molti che vedo in giro, palesemente non sono fatti per fare i Medici (i loro genitori probabilmente si! o le loro velleità!), molti restano scandalizzati di fronte alla Morte,stanno male davanti alla malattia, molti scappano o si esauriscono per il carico di studi!
Purtroppo, sarò anche scontato, ma sono sempre "la fame per il denaro" che manda in putrefazione tutto. L'idea del primario ricco, furbetto e fancazzista è la più grande cataratta degli aspiranti medici (e dei loro familiari un po' snob). ED è sempre di soldi e interessi che facciamo riferimento quando si parla di num chiuso. Ci sono dei soldi e una strategia per guadagnarli che circolano ormai da anni in tutto il mondo, altrimenti, una mente abbastanza sviluppata e dotata di senno (che ha studiato senza un test a numero chiuso),li avrebbe già tolti. Immaginate un Fleming o una Rita Levi Montalcini a fare tutt'altro!C'è un motivo perché ai tempi essere un medico italiano era sinonimo di orgoglio all'estero?
Daniele S.
10 marzo 2014 alle ore 19:34Nonostante io mi sia sempre trovato a favore del concetto dell' università a numero chiuso, sono contrario. Il motivo è che il criterio di scelta che verrebbe (e già viene)adottato è sbagliato. Non si può selezionare uno studente chiedendogli che cosa sia il Kibbutz! Se si vuole fare davvero una scrematura meritocratica, si devono valutare le potenzialità intellettive della persona, ad esempio con test del Q.I. o con test attitudinali psicologici specifici. Allora non troveresti più medici incompetenti e dentisti che devitalizzano denti sani come è successo a me.
silvia loche
10 marzo 2014 alle ore 16:32Ottima proposta di legge, ci pensavo da tempo, non e' pensabile uccidere i sogni di un 20enne che inizia la sua carriera universitaria trovandosi davanti dei muri che non gli consentono di studiare cio' che vorrebbe. Muri che non hanno poi niente a che fare con la meritocrazia ma che servono solo a rendere legale una selezione basata su conoscenze politiche e parentali, scambi di favore e mantenimento del prestigio di classe. Parlo per esperienza. Il numero chiuso cosi' come lo ritoviamo in italia, toglie la liberta' di scegliere e studiare quello che si vorrebbe. Costringe a ripiegare la propria scelta su un percorso di studii che e' lontano dai propri sogni solo per poter conseguire una laurea, visto che ora e' necessaria anche per poter svolgere lavori che non necessitano conoscenze specifiche. E questo solo se non hai le disponibilita' economiche che consentono di frequentare universita' private dove il numero chiuso non esiste proprio. Non parliamo poi di scrematura al fine di diminuire la disoccupazione in alcuni ambiti occupazionali. Quanti ne ho visti passare esami di ammissione per vie alquanto "particolari" e abbandonare poi il percoso di studi al primo esame, togliendo la possibilita' a qualcun'altro di prendere quel posto. Una scrematura fatta meritocratimente si puo' fare solo lungo il percorso, con il superamento degli esami che consentira' poi di raggiungere la laurea e solo chi sara' in grado completera' il percorso scelto. E tutti devomo avere la possibilita' di scegliere, ancor di piu' ragazzi di 20 anni che cercano e vogliono costruirsi un futuro e studiare cio' che piu' li appassiona. tutti devono avere la possibilità di poter realizzare un sogno.Ora le facolta' sono quasi tutte a numero chiuso, a cosa servono allora le politiche di orientamento che si fanno per poter scegliere l'indirizzo migliore? E' tutta una presa in giro. Nessuno puo' piu' scegliere cosa studiare.Lotto forte con voi perche' ci sia questo cambiamento. W le stelle!
claudio cagnoli
10 marzo 2014 alle ore 16:38La svalutazione del titolo di studio è la prima causa della crisi economica. Le università sono diventate fabbriche di disoccupati, illusi, frustrati, mantenuti a vita, falliti di ogni genere. Occorre chiuderne almeno la metà In Italia e mandare a zappare la terra i vari professorucoli, assistenti e compagni che succhiano solo uno stipendio, congruo o misero che sia, producendo soltanto danni. Basta, l'università deve essere riservata agli studenti meritevoli e deve essere rigidamente a numero chiuso. Gli altri vadano a fare i meccanici, gli idraulici, i carpentieri, i falegnami, i boscaioli, i muratori, i contadini, ecc.ecc. Avv. Claudio Cagnoli-L'Aquila
giulia acerbis
10 marzo 2014 alle ore 17:36Non vedo l'universita' come mezzo per arrivare ad una bella e bene pagata professione. Puo' coesistere nella stessa persona l'artigiano e il filosofo, il contadino e il letterato. Mi sembra che il suo sia classismo di vecchio stampo. Laurearsi vuol dire mettersi alla prova, lo puo' fare chiunque lo desideri, almeno io la penso cosi'
emmegieffe
10 marzo 2014 alle ore 22:18Questa distorsione della realtà é molto diffusa tra gli avvocati, si sentono corpo separato dalla società, eletti. Non si capisce perché si sentano così "superiori", non certo per complessità di studi dato che ho visto gente laurearsi in giurisprudenza con tesi di 30 pagine sul diritto minorile che persino gli assistenti sociali avrebbe meglio approfondito. Il futuro, caro il mio avvocato, sarà senza la divisione tra lavoro intellettuale e lavoro manuale. Nel frattempo un obiettivo politico minimo sarà eliminare tutta la conflittualità legale creata ad arte (vedi conflitti sul diritto di famiglia) per dare da lavorare ad un esercito di avvocati che per numero, in rapporto agli abitanti, non ha eguali al mondo!
Anna Costaggiu
10 marzo 2014 alle ore 17:32L'Università Italiana fa acqua da tutte le parti, iniziando dalla inutilità di centinaia di uffici e distaccamenti ridondanti e colmi di personale (ciascuno con un direttore, vice, funzionario, economo, impiegati vari)inutili ma fondamentali per gli ingranaggi burocratici della nostra italietta. Detto ciò, provate ad approfondire la genealogia di alcune specializzazioni nelle università a numero iperchiuso (10-20 posti per ateneo, e spesso per regione)...troverete delle bellissime sorprese, delle vere e proprie università a conduzione e tradizione familiare. Oltre a questo, non inimicatevi mai un Docente, o ne pagherete le conseguenze: in Europa dopo 3 tentativi falliti di un esame viene pressoché automaticamente convocata una diversa commissione esaminatrice, in italietta i tentativi sono 11, 3 per anno, dunque in media 3 anni e mezzo. E se fosse l'ultimo esame? 3 anni e mezzo solo per istituire una nuova commissione. Con una media di 600,00 l'anno di tasse universitarie...a voi le conclusioni. Salvo poi non essere ammessi a sostenere l'esame di laurea per 14,62 non pagati 5 anni prima per uno sbaglio dell'Ersu (che nel frattempo diventano 300,00), o per non aver versato 30,00 per il ritiro della pergamena di Laurea, che mediamente "E' pronta" 6-7 mesi dopo la Laurea stessa. Il numero chiuso non è che una goccia nel mare di merda che è oggi la nostra Università.
Ermes V.
10 marzo 2014 alle ore 18:33Chissà perchè un post di discussione sull'unità d'Italia ha raccolto più di duemila commenti (anche se per la maggior parte, a definirli commenti, se ne fa una supervalutazione), mentre questo su una proposta di modifica ai criteri di accesso agli studi universitari ne raccoglie neppure trenta. A parte il fatto che a leggere i contenuti sembrerebbe che la vecchia politica paghi 'x' persone per iscriversi al blog giusto per sparare ogni genere di cazzata contro il M5S, consiglierei a tutti i geni appena usciti dalla lampada che hanno riempito il suddetto post con ogni genere di insulti di andare a vedere qual'è il livello medio di istruzione dei paesi dove c'è la più alta qualità della vita; e poi di leggere gli stessi dati relativi all'Italia. FORZA M5S, la bontà del vostro lavoro si vede soprattutto da questo, dal vostro interessamento ai settori (ecologia, istruzione, libertà di informazione, giusto per fare un esempio) bistrattati per troppo tempo dalla vecchia politica.
C'era un detto che, grossomodo, diceva: "Tieni il popolo ignorante, se vuoi che faccia quello che vuoi"....
brun.o.b.assi.ex,i.scritto dissenzientee
10 marzo 2014 alle ore 21:52perché la maggioranza dei tifosi 5 stelle sono capre senza cervello e dunque non sentono il problema...non li tange.
enoch metatron
10 marzo 2014 alle ore 21:42Se penso ai criteri adottati dalla Gelmini per nominare i presidenti delle istituzioni universitarie del comparto AFAM mi viene da piangere.
Se li racconto all'estero si mettono a ridere e mi/ci sfottono.
Mario Donnini
10 marzo 2014 alle ore 22:03La legge n. 264/99 ha introdotto il blocco degli accessi alla facoltà di medicina e odontoiatria, facendo fronte, così, all'allora eccessivo numero di laureati rispetto alle esigenze. Come conseguenza del mantenimento in vigore di questa legge, non più rispondente alla situazione attuale, circa l'87% dei medici MMG iscritti al fondo ENPAM per la Medicina Generale raggiungerà l'età della pensione entro 12 anni. Altrettanto critica si presenta la situazione dei medici del SSN. Il gettito attuale si aggira intorno alle 800 unità, per cui, nel 2028, i medici MMG saranno circa la metà. Ciò, comporterà l'accentuazione del fenomeno già presente e denunciato del ricorso a medici specializzandi, anziché specializzati, a medici di altri paesi e a medici in pensione, contrattualizzati; non parliamo della perdita di quel patrimonio professionale che non sarà trasferito mediante il ricambio generazionale. Tutto ciò, è in netta controtendenza con lo sviluppo impresso alla medicina territoriale, organizzata su medici di medicina generale e pediatri di libera scelta. Oltre al problema del numero chiuso c'è anche quello della selezione: il test d'ingresso a Medicina, che penalizza eccessivamente l'immatricolazione degli studenti e ne causa l'esiguità. L'anno scorso 90 mila aspiranti dottori hanno sostenuto in tutto il paese il test d'ingresso, per soli 8.755 posti disponibili. Sicuramente, fra gli 82.000 aspiranti discriminati da un test di cultura generale, c'erano potenziali ottimi professionisti. Sarebbe più corretto a nostro parere, che la selezione venisse fatta sul campo, durante il corso di laurea e non prima di aver toccato i banchi di studio. Come spesso accade, anche in questo caso, la risposta all'eccesso normativo è data da un escamotage. Sono, infatti, sempre più gli aspiranti che frequentano il primo anno in un paese della Comunità Europea e si iscrivono, poi, al secondo anno di una facoltà italiana, senza aver sostenuto il test. bene!
Andrea Weiss
10 marzo 2014 alle ore 22:20Non toccate il numero chiuso.Io sono un medico speciaizzando e vivo in questo campo. L'errore é stato commesso 25/30 anni fa,hanno assunto troppo e aperto troppi ospedali. Il discorso di una eventuale carenza di medici nel breve futuro non é corretta,é stata fatta su studi vecchi di qualche anno fa ma in questi ultimi anni hanno chiuso tantissimi ospedali con conseguente accorpamento di reparti e sovrannumero di medici!e poi si dice di fare selezione sui banchi,questo non esiste e lo sappiamo tutti!chi si occupa di altro nella vita lasci stare questi discorsi
Giovanni Giancristofaro
10 marzo 2014 alle ore 22:27Purtroppo capita spesso che presso la pubblica amministrazione troviamo a legiferare soggetti incompetenti nelle materie trattate, ciò è causa di certi inconvenienti
Elena Marzullo
10 marzo 2014 alle ore 23:14Non voglio essere la solita polemica, ma è anche vero che certi individui non meritano di accedere ai livelli più alti dell'istruzione (per esempio i figli di papà viziati e perdigiorno). Sapete come sarebbe davvero semplice ridurre il numero di iscritti? Il test d'ammissione anzichè essere limitato dal numero massimo di partecipanti, dovrebbe essere limitato da un punteggio minimo che è obbligatoriamente necessario conseguire per poter accedere. chiunque sia in grado di superarlo passa, gli altri sono respinti. Come da sempre funziona in una scuola per passare alla classe seguente...occorre meritarselo!
Teresa Rozza
10 marzo 2014 alle ore 23:23L'articolo 34 della costituzione recita: "La scuola è aperta a tutti.L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso".
Quindi ad essere aperta a tutti indistintamente è l'educazione inferiore. L'educazione superiore, invece, è aperta ai più capaci e meritevoli, non a tutti. Quindi il numero chiuso non lede nessun diritto allo studio, che, in ogni caso, non significa che ognuno può fare quello che vuole anche senza capirne un'acca di biologia o senza avere il minimo sindacale per superare l'anno in chimica, ma significa che lo Stato mi fornisce i mezzi per studiare anche se non ho i soldi per farlo: e questo è stato già leso tantissimo tempo fa visto che il numero di sussidi e borse di studio si è drasticamente ridotto e studiare all'università sta diventando un privilegio per pochi ricchi e non per pochi meritevoli. Ma tutte queste cose non le dico io, c'è una sentenza della Corte Europea che le stabilisce.
Parlando dell'accesso a medicina, c'è una direttiva dell'Organizzazione Mondiale della Sanità che fissa a 1/10.000 abitanti il numero di studenti di medicina per anno di corso, quindi per gli italiani si aggira intorno ai 6.000 studenti annui, già quest'anno abbiamo sforato.
Ancora poi i dati della FNOMCEO parla del 48% dei medici SSN, 62% dei medici di medicina generale, 58% dei pediatri e del 55% di liberi professionisti. Il dato dell'87% citato da alcuni utenti non figura da nessuna parte.
Infine, sempre per medicina, anche eliminando il numero chiuso, in Italia come nel resto del mondo esiste l'obbligo della specializzazione; quest'anno ci sono solo 3.300 borse per 10.000 concorrenti. Pensate che al McDonald la laurea in Medicina faccia curriculum?
brun.o.b.assi.ex,i.scritto dissenzientee
11 marzo 2014 alle ore 02:35la scuola è aperta a tutti. PUNTO!
Il seguito significa che i capaci e meritevoli devono essere sostenuti economicamente e gli altri devono pagare.
IDIOTA! (magari c'hai pure la laurea?)
Teresa Rozza
11 marzo 2014 alle ore 15:40Caro "brun.o.b.assi.ex,i.scritto dissenzientee" che sei così incivile e maleducato da offendere nascosto dall'anonimato, ti è sembrato forse che ho
offeso qualcuno? Ho solo espresso un'opionione e mi pare che si possa
discutere anche in maniera civile sull'interpretazione della costituzione,
visto che anche i più esperti giuristi perdono ore a discutere della
propria interpetazione sulla stessa e non mi pare che tu sia un giurista
qualificato, perchè altrimenti ti saresti firmato e avresti supportato la
tua tesi con motivazioni molto più valide di un insulto.
Detto ciò qui non si sta parlando della scuola. Si sta parlando
dell'educazione superiore, che è aperta ai più capaci e meritevoli anche se
privi di mezzi, altrimenti avrebbero scritto che "TUTTI, anche se privi di
mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti di istruzione"
Emanuele P.
11 marzo 2014 alle ore 00:26Io credo che l'istruzione dell'obbligo debba essere per tutti, ma quella universitaria bisogna incominciare a pagarla è lo stesso concetto che non tutti possono girare in Ferrari, lo puoi fare solo se te lo puoi permettere, altrimenti la conseguenza è che tutti si laureano, che la tua laurea non vale più niente e che se ti laurei a Catania o al politecnico di Milano è la stessa cosa. Proprio quello che sta succedendo in Italia! Quindi svegliatevi per favore!!!!
Non si possono vedere ingegneri ed avvocati che fanno i camerieri è ridicolo siamo alla frutta!
P.S.
(non voglio offendere nessuna città ma era solo per fare un esempio)
Teresa Rozza
11 marzo 2014 alle ore 15:23L'Università non può essere paragonata ad una Ferrari! Non è un capriccio o un lusso per ricconi! Deve essere accessibile a tutti i meritevoli, siano essi ricchi o poveri. Perchè se l'Università la fai pagare escludi automaticamente tutti quelli che non se la possono permettere. La lauea ottenuta a Catania o alla Normale di Pisa dovrebbero fornire lo stesso core curriculum e permettere a tutti di avere una preparazione soddisfacente. Poi magari alla Normale ti ritrovi un maggiore dinamicità e accesso alla ricerca, ma la formazione offerta ai cittadini deve essere uguale e democratica. Non puoi discriminare una persona solo perchè nata nella parte sbagliata della penisola o perchè senza soldi. Se il figlio dell'operaio vuole studiare astrofisica e ha le potenzialità per farlo, deve poterlo fare. E magari sarà anche più bravo e preparato del figlio del manager della multinazionale X. Ma deve essere il merito a distinguerli, non il conto in banca.
Alessio Catavère
11 marzo 2014 alle ore 00:47Io sono per il numero chiuso in tutte le facoltà.Il metodo francese non potrebbe funzionare,prendiamo ad esempio la facoltà di medicina il primo anno vi sarebbero un numero di inscritti spropositato,mancherebbero le strutture per ospitare così tanti studenti.Probabilmente lo stesso varrebbe per facoltà come psicologia.Dal mio punto di vista, dopo aver fatto una stima degli studenti che in futuro potranno essere effettivamente assorbiti dal mercato del lavoro,bisognerebbe sottoporre i candidati a due tipologie di test : un test di profitto magari riguardanti gli argomenti che si andranno ad affrontare al primo anno ed un test attitudinale ovvero riguardante la possibile(probabile) prestazione futura dell'individuo rispetto a quel determinato campo.RIASSUMENDO:1 NON FACCIAMO STUDIARE PERSONE PER FARLE AMBIRE AD UN POSTO DI LAVORO CHE NON ESISTE 2 NUMERO CHIUSO PER TUTTI I CORSI DI STUDIO 3 TEST DI PROFITTO E TEST ATTITUDINALI (E QUINDI NON DOMANDE DEL TIPO "QUAL'è LA CAPITALE DEL CONGO?) .
Eugenio M.
11 marzo 2014 alle ore 10:54Il numero chiuso e' sicuramente antidemocratico.L'espulsione dovrebbe avvenire durante il corso di studi in maniera selettiva.
brun.o.b.assi.ex,i.scritto ..dissenzientee
11 marzo 2014 alle ore 02:56Ll numero chiuso progammato è il retaggio di un sistema sociale comunista in uso nel blocco sovietico e rivelatosi fallimentare agli occhi della storia.
Basta chiedere ad un contadino albanese sulla cinquantina e ti dirà che avrebbe tanto voluto sudiare pittura ma siccome era figlio di contadini e campagnolo fu costretto a studiare agraria.
Pittura o teatro o cinema e anche medicina e la carriera militare erano per i figli di papà della dittatura!
Ma voi pensate veramente che il figlio di 2 contadini con la 1 elementare che parlano solo in dialetto possano essere compensati dalla maturità attuale?
Come sarà valutato costui all'esame d'ingresso rispeto al figlio di 2 insegnanti del liceo?
movimento 5 ST(A)LLE!
e non dico altro.....CAPRE!
Rossella Russo
11 marzo 2014 alle ore 11:56Sono figlia di persone che hanno solo la licenza elementare e mi sto per laureare in medicina... come la metti?
Lamberto
11 marzo 2014 alle ore 12:33IGNORANTE
Marco Fogli
12 marzo 2014 alle ore 08:45Io figlio di poveri con licenza elementare o media, sono entrato in facoltà a numero chiuso al primo colpo senza necessità di raccomandazioni di sorta (e di raccomandati nei corsi medici ne ho visti solo 3 su oltre mille candidati).
Quello che dici è inesatto, quello che dici sui paesi dell'ex blocco sovietico è falso e dimostra una ripetizione per sentito dire (con tutto che io sia contrario ai principi cosiddetti "comunisti" devo dare atto che alcune cose fossero buone)
Tu lo sai come funziona il numero chiuso in quei paesi?
No, evidentemente, ma è semplicissimo per cui te lo spiego:
Chi passa l'ammissione a numero chiuso studia spesato di tutto, materiali, trasporto, mensa e alloggio ove necessario per i fuori sede più ministipendio per la vita, tessere pubbliche per cultura ed ogni benefit relativo al corso di studio. Nel caso si dimostrasse un perditempo e non meritevole perde diritto a questi privilegi.
Chi fallisce il numero chiuso paga le tasse e studia a proprie spese, in ogni caso se si dimostra meritevole può sempre ricevere le borse di studio.
Davvero fallimentare come metodo vero? Talmente tanto che alcuni dei cervelli migliori al mondo sono venuti fuori da questo sistema scolastico.
Sinceramente se il numero chiuso fosse un esame di merito che non preclude comunque l'accesso agli studi a chi vuole farli a proprie spese, non sarebbe affatto una cosa negativa.
Tra parentesi, da noi funge così: Numero chiuso, accesso limitato e ti devi pagare di tutto di più (in alcune facoltà come medicina anche le attività extrascolastiche e a volte addirittura i materiali e le attrezzature chirurgiche). Nel frattempo le borse di studio vengono assegnate in base al reddito apparente, ho visto figli di primari in porsche con borsa di studio perchè vivevano da soli (nell'alloggio di papà) ed altri lavorar la notte per pagarsi le tasse perchè vivendo coi genitori in casa di proprietà superavano i coefficienti.
Vedi te qual'è il sistema iniquo
Eugenio M.
11 marzo 2014 alle ore 11:00Il numero chiuso lo ritengo sicuramente antidemocratico.L'eliminazione dovrebbe avvenire fisiologicamente durante il corso di studi.Solo cosi ci si puo rendere conto se si e' portati o no ad un certo tipo di studi.
pippo consolo
11 marzo 2014 alle ore 17:40Ottima proposta di legge!
WORCOM forum
16 marzo 2014 alle ore 18:00Grazie M5S
TERESA BONAVOLONTA'
2 aprile 2014 alle ore 16:04SONO UNA GINECOLOGA DELLA PROVINCIA DI SALERNO ED HO AHIME' TRASMESSO QUESTA PASSIONE A MIO FIGLIO CHE QUEST'ANNO,DOPO DUE ANNI CHE HA SEGUITO UNA PREPARAZIONE PER I TEST DI INGRESSO A MEDICINA,SI PREPARA AD AFFRONTARE QUESTA PROVA.
L'11 E IL 14 MARZO HA TENTATO SIA AL S RAFFAELE CHE ALLA CATTOLICA SNZA ESITO POSITIVO.
ORA L'8 APRILE DEVE PROVARE NELLA PUBBLICA CON MORALE A ZERO.
TANTI FIGLI DI COLLEGHI STANNO FACENDO FREQUENTARE AI LORFO FIGLI UNIVERSITA' IN ROMANIA O IN SPAGNA,QUASI UNA SCAPPATOIA E UN'ULTIMA SPIAGGIA PER QUESTI EMIGRANTI DEL 2000!
SONO FAVOREVOLE ALL'ABOLIZIONE DI QUESTI TEST E ALLA MERITOCRAZIA DURANTE L'ANNO ACCADEMICO PER QUESTI NOSTRI FIGLI CHE PER AVERE UN DIRITTO ALLO STUDIO IN QUESTA NOSTRA TERRA DEVONO ESSERE COSTRETTI A RINUCIARE E AD ANDARE ALL'ESTERO.
CON LE UNIVERSITA' ITALIANE CHE RESTERANNO PER SEMPRE UN FIORE ALL'OCCHIELLO!
Simone Spampinato
30 aprile 2014 alle ore 18:29Cosi facendo solo l'ateneo di milano dovrebbe garantire 5000 posti .....mediamente ogni anno sono migliaia i ragazzi che tentano il test. ..e molti lo hanno già provato.....attualmente milano dispone di circa 350 posti per medici divisi nei 3 ospedali Sacco,Policlinico, San paolo.
come potra l'università fare fronte a così tanti studenti? Aprendo le porte a un bacino D'UTENZA così ampio mi sembra opportuno inserire dei criteri di selezione rigidi ed e ben precisi mi riferisco agli esami universitari parlo da infermiere mi accorgo che ci sono medici che non sanno nulla sul corpo umano o sulla medicina generale, con la salute non si scherza, il loro tirocinio è solo un'anonima presenza nei reparti senza nozioni apprese e da apprendere. Resto disponibile per ulteriori confronti a riguardo
