I serial killer della disinformazione contro il M5S

Il diavolo è nei dettagli, la disinformazione pure.
La Nazione di venerdì 10 gennaio 2014, articolo sulla composizione del Senato. Il grafico allegato è questo:


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Il M5S votato da 9 milioni di italiani è genericamente compreso sotto altri. Il M5S scompare senza far rumore. Per il lettore non c’è più, non conta, nulla può e nulla fa.
La Repubblica di venerdì 10 gennaio 2014, edizione di Milano, articolo sui rimborsi elettorali dei partiti in Lombardia. Il grafico allegato è questo:


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Il M5S ha preso 600.000 euro? Ma non li aveva rifiutati? Sono come gli altri!” Pensa il lettore che non si accorge del minuscolo asterisco che rimanda a una nota ancora più minuscola che recita: “rimborsi non utilizzati per decisione di M5S“.
È una disinformazione scientifica, al di sotto del livello di coscienza: subliminale. La vittima è sempre il M5S che o non esiste o è come gli altri. Questa disinformazione è nelle redazioni locali, si annida in un sottotitolo, dentro un grafico, dietro un asterisco. Disinformazione metodica, chirurgica, seriale che denota un comportamento attento, che non lascia nulla al caso, maniacale, patologico: quello tipico dei serial killer. Della disinformazione. Vanno fermati colpendoli dove più fa male, nel portafoglio. Non comprate più la Repubblica e la Nazione.

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