
Come lo Stato riesce a mettere in difficoltà una azienda
25 agosto 2013 alle ore 10:50•di MoVimento 5 Stelle
"Spesso si parla dei ritardi dei pagamenti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese, ma altrettanto spesso credo che la maggior parte delle persone non capiscano effettivamente come il ritardo del pagamento possa creare tanti disagi. Ecco un esempio pratico e documentato di come le imprese finanziano il nostro stato e di come questi ritardati pagamenti possano mettere in difficoltà serie un azienda.
Lo scorso 2 agosto 2013 ricevo una lettera dalla Regione Lazio in cui mi si comunica che per effetto del D.L 35/13 tale ente provvederà a pagare una prima tranche dei suoi debiti verso i fornitori. Il debito che risale al 24/1/2008 ammonta a 441,00 euro. Ad oggi sono passati 5 anni e 7 mesi! La ASL vuole lavorare con tariffe scontate rispetto al listino di circa il 25%. La prestazione effettuata avrebbe un valore di mercato di 551euro.
Un'azienda che non riceve il pagamento delle proprie fatture è spesso costretta a ricorrere al fido in banca. Ipotizziamo che paghi un tasso d'interesse costante dell'8%. In 5 anni e 7 mesi questi interessi ammonterebbero a 271 euro.
La mia azienda a fronte di una prestazione che 5 anni fa valeva sul mercato 551euro incasserà - forse - un netto di 170euro circa con una minusvalenza paria a 271euro, con una perdita del 69%. Secondo voi è sostenibile lavorare in questo modo ?
In questo modo la mia azienda ha prestato 441euro per quasi 6 anni alla Regione a tasso zero, non credete? E poi ci si stupisce se i fornitori delle pubbliche amministrazioni aumentano i costi in modo spropositato o forniscono servizi scarsi.
La mia azienda si rifiuterà di fornire ulteriori servizi alle pubbliche amministrazioni .
Grazie per l'attenzione e scusate il disturbo"
Raffaele Fanelli
Commenti (80)
ex professionista
25 agosto 2013 alle ore 11:09Confermo tutto quello che c'è scritto e aggiungo che nel frattempo sei costretto a pagarci iva e tasse.Spesso sono migliaia di euro, non poche centinaia. È come che un dipendente che prende 2.500 euro lordi e 1.500 netti non percepisse lo stipendio per anni e in più deve versare allo stato i 1.000 che riguardano tasse e contributi. Chi non ha provato a lavorare per conto proprio forse non può capire. È umiliante,crastante e disarmante. Non ti fa venire certo voglia di vivere...
Diego
25 agosto 2013 alle ore 11:11Dono di sintesi e perfetta capacità di riassumere quanto il nostro paese sia "apparentemente" furbo ed incapace...
Mario Bottini
25 agosto 2013 alle ore 11:14La soluzione da te adottata, ovvero di non fornire più prestazioni allo stato, è sacrosanta.
Anzi, ti dirò di più. Qualsiasi azienda che venisse contattata da una qualsiasi amministrazione pubblica per effettuare lavori, dovrebbe pretendere il pagamento anticipato e senza sconti delle somme dovute a fronte dei lavori da eseguire poichè l'Amministrazione Pubblica è un "CATTIVO PAGATORE".
E' la stessa cosa che succede ad un privato se è un cattivi pagatore RECIDIVO.
Andrea Rossi
25 agosto 2013 alle ore 17:41Beh lo stato troverà sempre dei fornitori che vogliono riciclare il denaro sporco.A loro non interessa fare utili ma pulire il danaro.
Ad ogni buon conto io non vedo ancora gente incazzata scendere in piazza.Mi dispiace deludervi ma la Cricca si è costruita un bell fortino.Per esempio stanno ancora discutendo di Berlusconi. ..cioè se una persona condannata deve andare in galera. ..questo da l'idea da chi siamo governati...
Clino Vallone
25 agosto 2013 alle ore 11:30Grande articolo, il calcolo non fa una grinza anche se appunto si dovrebbero anche aggiungere le tasse... in pratica alla fine l'azienda ha lavorato gratis.
Vorrei solo chiarire che una cosa tale in un qualsiasi paese del Nordeuropa NON ESISTE.
Qui in Svizzera pagano tutti a 30 giorni, io privatamente, un'azienda, il comune, il cantone o lo stato. Fine della discussione. Chi chiede un servizio deve avere prima i soldi per poterlo pagare già in cassa. Il resto è ladrocinio premeditato, se fatto dallo stato ancora più infame che fatto da privati.
Alessandro P.
25 agosto 2013 alle ore 11:47Il cliente che non paga è il peggiore di tutti.
Lo stato non paga, ergo è il cliente peggiore.
Il principio "tu dare moneta io dare cammello" è il massimo dell'economia applicabile con un interlocutore di cui non ci si può fidare.
Fabrizio Cionci
25 agosto 2013 alle ore 11:55Anche io per politica aziendale non ho clienti tra amministrazioni pubbliche. Non voglio fallire per credito!
guido ligazzolo
25 agosto 2013 alle ore 12:01complimenti per la chiara esposizione al di la di demagogiche interpretazioni di facciata! Tale esposizione porta ad altre altrettanto chiare conclusioni sul "cui prodest"; chi ci quadagna in ultima analisi: certamente la banca che presta o più tecnicamente "sconta" ma non solo, anche chi ha ricevuto i 551,00 dall'Amministrazione del Tesoro che avrebbe invece dovuto farli pervenire alla Regione che avrebbe dovuto darli al suo creditore: magari una fettina di Alta Velocità o un pezzetto di progetto del Ponte sullo Stretto, o un informatore depistante dei Servizi segreti, o.... ecc. ecc.
Ritengo il tutto semplicemente una vergona, ed il Movimento 5+ si deve impegnare affinchè i debiti vengano onorati ed a credito non si faccia più nulla, anzi si risparmi gualcosa in modo che la metà del risparmiato venga rigorosamente utilizzato per la riduzione del debito pubblico. Ci dobbiamo liberare dallo strangolamento di detto debito e relativi interessi.
villellavive
25 agosto 2013 alle ore 12:05..aggiungo allo schifo traboccante....se poi dai anche troppo fastidio alle ASL, queste ti mandano una ispezione :( . tutto questo finirà quando nelle casse non ci saranno più soldi anche per zelanti dirigenti della cosa pubblica.
Andrea
25 agosto 2013 alle ore 12:21Che ne pensate?
http://www.ebay.it/itm/181201882447
Lello Marino (marins)
25 agosto 2013 alle ore 12:42Penso si debba organizzare una sorta di "action class" legale che unisca tutte le aziende in grado di dimostrare con documenti fiscali e non "inoppugnabili" il "danno emergente ed il lucro cessante" per chiederne giusto risarcimento alla P.A..
Il primo obiettivo non sarebbe tanto imbarcarsi in una azione legale e giudiziaria che duri decenni, ma quello di ottenere in tempi brevissimi per le aziende creditrici dei provvedimenti emessi dalle Corti competenti la "sospensione" immediata dei versamenti (oltre i relativi interessi e more di imposte e contributi dovuti al fisco, fino al raggiungimento delle somme non incassate, oltre alle spese sostenute (interessi bancari e commissioni) dovute al mancato incasso delle stesse.
andreaB B.
25 agosto 2013 alle ore 14:14non si può fare perchè questi disonesti si sono fatti approvare una legge in tal senso che proibisce la rivalsa civile...e poi si dice che siamo in democrazia...
anna q.
25 agosto 2013 alle ore 12:47ma c'è anche che devi foraggiare per smuovere le acqua marce, cioè tangenti per sveltire
Roberto
25 agosto 2013 alle ore 12:52Bisogna subito licenziare in tronco 80% dei dipendenti pubblici con la qualifica da dirigente in su. Scommetto che il tutto funzionerebbe meglio e non si accorgerebbe nessuno che sono stati licenziati.
guido ligazzolo
26 agosto 2013 alle ore 11:06credo proprio di no, perchè se è vero che ogni popolo ha i politici che si merita ( un altro modo per dire che i politici vengono dal popolo) la macchina burocratica, che nonostante tutto costituisce l'ossatura dello Stato e ci consente di vivere in comunità, è anch'essa espressione del popolo, cioè sono i nostri padri, mariti, figlie, zie, nipoti, nonne, amici intimi, vicine di casa, parenti lontani ecc. ecc. Quindi?!
Enrico Gugliotti
27 agosto 2013 alle ore 13:58I fancazzisti devono andare a casa. Se poi si trattasse di dirigenti meriterebbero di essere accompagnati anche con un calcio in c.
alvise fossa
25 agosto 2013 alle ore 13:44CIAO BEPPE,
LO STATO CONTRO LE IMPRESE,SIAMO OLTRE LO PSICOLOGICO,SIAMO AL RICOVERO "IMMEDIATO" DI PD E PD PIU' ELLE.
ALVISE
Mikkel johansen
25 agosto 2013 alle ore 13:45Con questo sistema pagiamo piu tasse e una bella parte va alle BANCHE !!!' E' un vergogna.
andreaB B.
25 agosto 2013 alle ore 14:12non ti scusare...noi bbiamo avuto la stessa esperienza e da diversi anni non facciamo forniture alle Pa o partecipate. Sopratutto da quando hanno fatto passare una 'leggina' dove si dice che non si può fare causa ad un comune (per esempio) per riavere i propri soldi...sono dei disonesti...tutti quanti e dobbiamo fare in modo di bloccare le forniture. E lo devono aver fatto in molti perchè ultimamente si sono interessati al problema anche i 'magnasghei' di Roma...guarda caso... Noi comunque accettiamo solo pagamento anticipato ...tanto non lo possono e non lo vogliono fare ...sono così arroganti..
Marco Americcioni
25 agosto 2013 alle ore 14:44Caro Messora, come facciamo a comunicare ed informare tutti gli italiani con il solo web?
Esiste una strategia di comunicazione PIU' INCISIVA?
Grazie.
napoleone .
25 agosto 2013 alle ore 15:26Primi sei mesi dell'anno 6500 procedure fallimentari
+5,9% rispetto al 2012
126000 le imprese che hanno in corso procedura concorsuale di fallimenti concordati preventivi.
L'incidenza più elevata è in Lombardia seguono Toscana e Lazio con il più alto rapporto di chiusura rispetto al numero di aziende elevato presenti sul territorio..
ovviamente questi dati non vengono molto pubblicizzati dai media al seguito di questo regime...ormai è in corso una "desertificazione" economica senza precedenti..ogni giorno un passo che ci avvicina sempre più al CRACK...EPOCALE...
Voglio ridere quando non ci sarà più soldi per pensioni e stipendi della P.A..TOO BIG TO FAIL..siamo sicuri..?c'è sempre una prima volta...!
Coriolano Rossetti
25 agosto 2013 alle ore 15:29 Lo Stato non può permettersi, in assoluto, risquotere in forma immediata i suoi crediti dal cittadino, e lasciar andare per le lunghe il pagamento dei suoi debiti verso egli.
Tale comportamento è tipico di persona poco onesta, quindi è doveroso, da parte di una Istituzione Nazionale, dare esempio di ineccepibile condotta.
La esecuzione delle entrate deve registrare lo stesso tempo di quello delle erogazioni.
Tutto ciò senza tenere in conto le dovute multe applicabili allo Stato se Questi presenta ritardo nel compimento delle sue obbligazioni monetarie.
Jean Pierre
25 agosto 2013 alle ore 15:41Nel 2009 per mia grande fortuna mi sono trasferito all'estero, sinceramente non capisco l'imprenditore con un po' di sale in zucca come può rimanere in paese dove banche e politica Ti sputano in faccia. Andatevene finché siete in tempo!!!
amalia t.
25 agosto 2013 alle ore 15:43CARO RAFFAELE NN DEVI ESSERE TU A CHIEDERE SCUSA,MA E' LO STATO CHE DOVREBBE FARLO VERSO DI TE E TUTTI QUEI POVERINI CHE HANNO LAVORATO PER LORO E PAGARVI ANCHE I DANNI MORALI,PER QUANDO MI RIGUARDA DEVO SOLO RINGRAZIARTI PER AVERMI APERTO ANCORA DI PIU' GLI OCCHI E SCHIFARE ANCORA DI PIU' QUESTO GOVERNO DI M.....GRAZIE E W 5 STELLE
Coriolano Rossetti
25 agosto 2013 alle ore 15:48 È un fatto inaccettabile che lo Stato Italiano risquota le tasse di forma immediata e rimandi per le lunghe il pagamento dei suoi debiti verso il cittadino. Questo è un comportamento che si riflette con frequenza nelle persone poco oneste, e lo Stato ha l' obbligo di dare, costantemente, un esempio ineccepibile verso sé stesso ed il cittadino.
Addizionalmente, per maggiore vantaggio del nostro Stato, sta il fatto che la dimora nel pagamento delle tasse, il cittadino viene multato, e in cambio lo Stato è esente di tale multa se si "scorda" di soddisfare i suoi obblighi verso il suo Popolo.
Vincenzo Manos
25 agosto 2013 alle ore 16:16Raffaele hai dimenticato di precisare che l'iva di quella fattura hai dovuto comunque versarla e che l'utile ( a questo punto solo sulla carta ) è andato a incrementare il tuo imponibile di reddito e conseguentemente tassato e, probabilmente, pagato.
Se poi non hai potuto pagare . . . preparati al peggio perché quei 170 euro non basteranno a pagare le sanzioni e gli interessi per ritardato pagamento.
Pincopalla mrc
25 agosto 2013 alle ore 16:28la soluzione a queste questioni è la 'democrazia del benessere' (WBD) con l'importante concetto del Limite Sociale del Profitto (LSP). cercate su google 'democrazia del benessere', studiatela a fondo e diffondetela. se l'adottasse l'italia sarebbe una svolta perchè tende a redistribuire il reddito, abbattere il debito con servizi eccellenti e poco costosi e man mano eliminare ogni patrimoniale a fare una società essenzialmente più giusta (i paesi scandinavi l'adottano da sempre ...)
Ferd Agos
25 agosto 2013 alle ore 16:36Posso darti un consiglio?
Chiudi l'azienda!
Avevo 12 dipendenti a tempo indeterminato e con le richieste che avevo potevo assumerne altri 5.
Lo stato e le banche erano i soci che, senza mettere un soldo, intascavano più del sottoscritto (titolare dell'azienda) senza rischiare nulla.
Mi sono rotto delle banche, del commercialista, del consulente del lavoro, degli F24, dei ravvedimenti operosi, dei saldi, degli acconti,...
Ho chiuso! Adesso lavoro come consulente, solo il minimo indispensabile, cioè 130 giorni l'anno? Perché dovrei lavorare di più? Per pagare più tasse? Andassero a fanc...
Riccardo Rutigliano
25 agosto 2013 alle ore 16:42L'egoismo di ottenere subito i buoni risultati è dentro in ognuno di noi,ma dobbiamo sforzarsi di accogliere meglio tutte le innovazioni del M5S,
anche se da troppo tempo insisto nel dire che è necessario andare in TV sopratutto per gli anziani. La sanità è al collasso, la sicurezza è
insufficiente, la disoccupazione è arrivata ai massimi livelli e questo governo di larghe intese perde solo tempo a discutere Imu si Imu no, IVA si
IVA no, decadenza si decadenza no, mentre fuori dalle stanze dei bottoni, ci si dà fuoco. E' iniziato il campionato di serie A e le prime due partite sia a Marassi che al Bentegodi di Verona, c'è stato il pienone, ho sperato che si dicesse, che una parte dell'incasso fosse stato devoluto per qualche impresa in difficoltà, ma niente. Non continuiamo ad arricchire le grandi società del calcio, capisco, è difficile non pensare al più bello e straordinario sport del mondo, ma in questo momento vi chiedo di riflettere pensando a chi un biglietto dello stadio non l'ho può acquistare.
Un grido a quei sindacati come CISL, UIL e CGIL, cambiate atteggiamento, siete anche voi responsabili di questa situazione del nostro paese.
mario x.
25 agosto 2013 alle ore 16:55chissà perché tutti quelli che lavorano per il pubblico piangono sempre ! Troppo facile aprire aziende solo per lavorare per il pubblico , da una parte vi stà bene ....
Smettete di lavorare in questo modo , ma si sà da noi non cambierà mai nulla, mi dispiace ma è cosi
ci sono aziende che nascono solo per fregare soldi pubblici per creare il NULLA , alias le famose spin off,e ci sarà sempre qualcuno che andrà ad elemosinare lavori (facili) dallo stato..
dovreste vergognarvi.
Ugo P.
25 agosto 2013 alle ore 18:27una perla di idiozia da manuale la tua...ottimo lavoro, meno di così difficilmente si poteva fare.
Johnny Gaspari
25 agosto 2013 alle ore 18:42Ugo non è che ha tutti i torti però.
Forse generalizzare è sbagliato ma vivendo nei nostri paesi o città si vede benissimo che gli appalti vanno sempre agli stessi.
Ora negare l'evidenza per me è un idiozia non lamentarsi per un fatto che è chiaro come il sole.
Ugo P.
25 agosto 2013 alle ore 21:16Caro Johnny qua si parla d'altro, il post parla d'altro, se poi vi piace infilare discorsi OT ovunque fatelo ma quello che ha scritto il primo commentatore è e rimarrà sempre pura idiozia
mario x.
25 agosto 2013 alle ore 22:35x ugo , per caso anche te vendi carta igenica al comune o fai le pulizie alle scuole o annaffi le aiuole comunali piene di cacche di cane o tagli l'erba lungo le strade , o magari ti diverti a tappare le buche o a girare con uno scavatore e a spaccare strade ,magari con una ditta nata solo per fare questi lavoro da uno vale l'altro
questo è il futuro per i nostri figli , la massima aspirazione , ma cosa li fai studiare a fare ? , per lo scavatore basta la quinta elementare...e il durc..., ma rifammi il piacere
mario x.
25 agosto 2013 alle ore 22:45per tornare a tema quando non ti pagano si fà come spesso si fà , si va dall'avvocato e gli si fa fare le lettera e poi si và in tribunale ,
sai quanti si dovrebbero lagnare ?
Loro invece (il pubblico )se non li paghi anche per pochi euro ti minacciano e te che fai? aspetti ?
Ci sono dei volponi nella PA, quelli che hanno il potere di firmare i pagamenti che lo fanno apposta e finchè non li minacci che li porti in tribunale questi gongolano , altro che crisi..
silvano sotgiu
25 agosto 2013 alle ore 17:17Sono sicuro che il dirigente o i dirigenti dell'ASL in questione hanno uno stipendio che è superiore a quello di Obama ma credo anche che nella suddetta asl o centro di potere le assunzioni sono state fatte dai politici e le capacità sono altrove che i tempi di attesa per i pazienti sono lunghissimi che i servizi sono scadenti e quanto sopra si riproduce in tutte le asl poi si viene a sapere che o non pagano le ditte fornitrici o pagano molto più del dovuto alcuni servizi e il motivo è palese, tutto questo senza che nessuno controlli operato di questi incompetenti incapaci e spesso corrotti.Quando finirà tutto questo????? A beffa degli imprenditori il superpagato Befera chiederà la riscossione di iva e tasse varie
re a.
25 agosto 2013 alle ore 17:46lei ha ragione ed io confido nella sua buona fede, ma quanti sono gli imprenditori e imprese amici degli amici, parenti conviventi, mogli ,mariti che ottengono appalti dalla pubblica amministrazione? diciamo il 99%?
Johnny Gaspari
25 agosto 2013 alle ore 18:23Il discorso non fa una piega, solo la prossima volta 4/5 gocce di valium per stare più rilassato ;)
Ovviamente scherzo.
Bravo!
Paoletto M.
25 agosto 2013 alle ore 18:31La burocrazia ha ucciso i cittadini onesti! Purtroppo oggi i burocrati (cioè coloro che, come i parassiti, campano sul lavoro altrui) hanno un potere che uccide ogni cittadino o azienda che tenta di sopravvivere a questo Stato. Un esempio: la mia piccola azienda artigiana (composta da me e 2 fratelli soci, senza dipendenti) è in regola, chissà ancora per quanto, con tutti i pagamenti (INPS, INAIL, ecc.) verso lo Stato. L'altro giorno, un'azienda parastatale a cui avevamo fatto dei lavori ha richiesto il durc per conto nostro. Con nostra grande sorpresa, il durc è irregolare, e non perché eravamo debitori con lo Stato, ma solo perché il nostro Codice Fiscale, improvvisamente, non viene più riconosciuto dall'Inps. Incredibile!: il nostro codice fiscale esiste dal 1989! Mi rivolgo all'INPS competente per territorio. La funzionaria addetta a cui mi sono rivolto, alla richiesta di spiegazioni, ha alzato le spalle e ha candidamente ammesso che non poteva farci nulla! Cioè, della serie, il problema l'hanno creato loro e se ne lavano pure le mani! Io ho insistito nel ribadire che senza il durc non sarei stato pagato, ma lei, la burocrata, ha detto di rivolgermi ad un funzionario Inps sopra di lei. Adesso, domani, dovrò prendere l'auto, farmi 120 km, perdere una mattina di lavoro, per andare a chiedere come mai dopo 24 anni l'inps non riconosce più il mio codice fiscale! Questa è l'Italia, composta da certi personaggi! Io posso anche capire che lei, la burocrata, non sapeva come risolvere il mio problema, ma allora, perché non chiamare lei direttamente il suo superiore per sapere come fare? Perché scaricare sul cittadino un problema creato da loro stessi? E perché io devo pagare le tasse per mantenere questi soggetti? Se questa signora avesse lavorato nel privato, io, da datore di lavoro, l'avrei licenziata in tronco per negligenza! Ma tant'é, sarà stata raccomandata da qualche politico e allora diventa intoccabile... e voterà ancora PDL o PD-L!
Johnny Gaspari
25 agosto 2013 alle ore 18:38Ti avrà risposto con la solita frase che mi manda in bestia : "non è di mia competenza"
Già, la competenza dei burocrati è quella di leggere il giornale per 6 ore al giorno e quella di dire questa frase a chiunque vada a chiedergli qualcosa.
La cosa peggiore di quando ti aggiri per gli uffici statali è il fatto che già sai che non risolverai nulla.
Ormai ho smesso anche di andarci in questi uffici.
Johnny Gaspari
25 agosto 2013 alle ore 18:32Bisogna smetterla di guadagnare lavorando per lo stato.
Va riformata tutta la legge sugli appalti pubblici perche così com'è è studiata a pennello per alimentare tangenti e clientelismi.
Continuo a ripetere che, chi lavora per lo stato, lo deve fare con spirito di comunità quindi i lavoro pubblici vanno assegnati ad aziende sul territorio per ordine alfabetico e per una durata massima di 6 mesi ad azienda. I costi vanno valutati direttamente dall'amministrazione che deve fare studi di fattibilità e pagare il giusto prezzo del lavoro.
Così si eviterebbero quelle orrende gare a ribasso che poi portano a utilizzare materiali scadenti che, di conseguenza, provocano disastri come la casa dello studente di l'Aquila.
Facendo una legge del genere scomparirebbero immediatamente tutte le tangenti e le clientele e gli appalti potrebbero essere gestite da un software che assegna in ordine alfabetico i lavori.
guido ligazzolo
26 agosto 2013 alle ore 10:52un insieme di auspici che tu pensi possano essere realizzati abolendo le gare, e parli di incarichi alle ditte del luogo, di incarichi da dare in ordine alfabetico, di pagamento di prezzi adeguati.
Quindi sempre regole, fatte sempre da uomini e da osservare da altri uomini: in un mondo di Cittadini qualsiasi regola andrebbe bene, gare , elenchi, ditte del posto ecc. ecc.! Il problema sorge quando i Cittadini che devono osservare le regole cessano di essere Cittadini, diventano solo uomini e fanno i loro porci interessi, secondo il principio: mors tua vita mea!
Marco Diaco
25 agosto 2013 alle ore 18:43Bisogna lasciare lo stato senza fornitori. Non lavorare per lo stato. Per un privato che non paga lavorereste? Quando le amministrazioni pubbliche vedranno le aste deserte cominceranno a porsi il problema del rispetto dei contratti. Sino ad allora si comporteranno come adesso.
guido ligazzolo
26 agosto 2013 alle ore 10:43lo Stato non chiede alcuna fornitura! Finiamola con questa personalizzaione di entità astratte per poter non parlare delle figure reali in carne de ossa: le forniture da non fare più non sono allo Stato ma, ad esempio all'ospedale Fatebenefratelli con i sui ammalati, oppure all'Atac di Bologna con tutti i bus e relativi passeggeri, ovvero all'asilo Cuccinella di Treviso con i bambini che devono restare a casa per la gioia delle mamme che non possono più andare a lavorare e prendere i soldini per pagare il mutuo dell'appartamento ecc. ecc.
Azionare il cervello prima di muovere le dita e scrivere!
Franco Cutano
25 agosto 2013 alle ore 18:50Questo è un paese di pazzi.Fa bene a non fare più lavori ad enti pubblici, io farei lo stesso.
Franco Cutano.
renato farina caracas
25 agosto 2013 alle ore 18:56LA BUROCRAZIA UCCIDE LE IMPRESE ITALIANE E LE COSTRINGONO A EMIGRARE ALL'ESTERO CON LA PERDITA DI POSTI DI LAVORO E IMPOVERIMENTO IMPRESARIALE DEL PAESE. TANTO PARLARE MA NESSUN PROVVEDIMENTO PER SNELLIRE E SEMPLIFICARE LA BUROCRAZIA, IL PAGAMENTO AI CREDITORI DELLO sTATO CHE DEVONO PAGARE LE TASSE E VENGONO PAGATI QUANDO LA BUROCRAZIA DECIDE. ITALIA VECCHIA E MALANDATA E' ORA DI SVEGLIARSI
napoleone .
25 agosto 2013 alle ore 20:02Siamo di fronte ad una situazione sociale e economica di sfascio "irreversibile"...in modo molto silente c'è chi fa la "rivoluzione"..questi rivoluzionari sono tutte quelle persone che hanno Piccole e medie imprese che attraverso la delocalizzazione,metteranno ben presto l'italiotto di fronte alla realtà "amara" che si chiama "fame".
Ormai è evidente siamo "ostaggi" di una "Cricca di Potere" Partitocratico che dei problemi del paese se ne fotte!.
Con questo Movimento abbiamo gettato le basi per un processo di "rivoluzione" politico...siamo entrati in Parlamento, ma non basta..dobbiamo ritornare a dar "battaglia" sia per via istituzionale sia con i raduni di Piazza..io non so se il Governo Letta cadrà o non cadrà..so soltanto che è necessario dare battaglia..!
speriamo bene
25 agosto 2013 alle ore 20:07Nella mia zona, tanto per non cadere nel facile tranello che le piccole imprese siano le martiri dell'attuale situazione economica, per esempio, fare il controllo annuale obbligatorio della caldaia a gas costa approssimativamente 100 (dico cento) euro. Ogni due anni la cifra lievita a 120 (dico centoventi) euro perché c'è da fare anche il controllo dei fumi di scarico. Il controllo, come molti ormai sapranno, dura circa 20/30 minuti. Anche volendo lavorare con calma sono almeno 10 caldaie al giorno per un incasso che supera i mille euro per ogni operaio in forza a qualsiasi impresa. Non parliamo poi delle officine meccaniche, degli idraulici, dei muratori o di qualsiasi altra piccola impresa artigiana. Le PMI sono le sanguisughe e non la linfa vitale del tessuto economico.
Ugo P.
25 agosto 2013 alle ore 21:11e la linfa vitale saresti tu scommetto?
Perchè non ti viene in mente che di quei 100 euro le PMI ne danno 70 allo stato? COME MAI NON LO DICI?
Massimo Bigoli
25 agosto 2013 alle ore 21:13Proprio non ci capisci niente di pmi , con affetto da un artigiano che a dovuto chiudere la propria ditta per non fallire.
mario x.
25 agosto 2013 alle ore 22:17a parte 100 euro sono un furto per la truffa delo del controllo della caldaia.
per le aziende che vivono solo di certificazioni e prestazioni simili , vedi sicurezza , iso9000 , controllo qualità , ecc.. sarebbe bene che cominciassero a cercare qualcosaltro altrimenti è bene che chiudano il prima possibile...
andreaB B.
26 agosto 2013 alle ore 09:45nella tua zona ci sono PMI che pagano le tasse e permettono a te di avere i benefici che probabilmente avrai....e tu ci sputi sopra ...complimenti ! Quando non ci saranno più soldi per le pensioni e per gli stipendi dei dipendenti delle PA e partecipate...ricordati di ciò che hai scritto...Le grandi aziende non pagano le tasse o almeno ottengono tali benefici che compensano (ed oltre) quanto pagano purtroppo sei vittima della disinformazione teleguidata...
Raffaele fanelli
25 agosto 2013 alle ore 20:31(null)
mario x.
25 agosto 2013 alle ore 22:12e aggiungo ad un post precedente che la maggior parte dei lavori o prestazioni richiesti dal pubblico di qualsiasi genere dal sanitario alla difesa sono sempre l a basso valore aggiunto , non richiedono alte competenze o specializzazioni, si tratta di semplice forniture come la carta igenica o altri materiali o servizi dalle pulizi alle mense al riscaldamento, cancelleria e banalità similari , non ho mai visto appalti in cui richiedono professionalità , o cose particolari , ma esigono solo sconti..
questa è la realtà per cui una azienda vale l'altra e nascono cosi' le guerre al ribasso dei poveri
questa è il futuro del paese , questa è l'economia di mercato , nascita di aziende fornitrici di carta igenica o risme di carta al comune o alla regione.. , ma fatemi il piacere,
altro che lagnarvi , pensate ache razza di azienda siete , o si cambia o rassegnatevi a farvi pagare quando gli pare (e fanno bene finchè continuate a lavorarci)!
DINOCROC
26 agosto 2013 alle ore 00:34Hai tutta la mia comprensione. Come al solito questi argomenti non vedono mai la luce. Solo grazie sl M5S tutti questo inizia a trapelare, ci vorrà del tempo, ma ormai il cambiamento è iniziato. Non si può più tornare indietro, per fortuna!
Flavio De Crescenzo (luke skywalker)
26 agosto 2013 alle ore 06:57Caro Beppe,
quante cose buone puoi fare!Sul piano economico il principio dovrebbe essere: se le aziende devono mantenere il sistema,a partire dallo stato,allora dovrebbero ricevere tutte le cure della collettività,per fare utili equamente distribuibili.Con le ricadute conseguenti,a partire dala creazione di posti di lavoro"sicuri".
La sinistra ha demonizzato le aziende e configurato gli imprenditori come i padroni sfruttatori,degli operai in primis s'intende.
Altro che questioni di pagamenti.Qui si tratta di riconoscimenti di ruoli,La politica a questo serve.
Ma qui c'è tutto da rifare.Politica nella discontinuità!Forse è l caso di riflettere sulla rivoluzione bolscevica e anche francese.
Buon lavoro Beppe.
Flavio De Crescenzo Luke Skywalker
Ivan.Italico
26 agosto 2013 alle ore 09:52Che lo stato, amministrazioni locali ecc. non onorino i propri debiti, pretendano sconti eccetera è risaputo quantomeno da oltre dieci anni (a memori mia).
L'unico sistema, prima di iniziare i lavori, è di pretendere un anticipo che copra almeno le spese presunte, i costi dei materiali, la futura imposizione fiscale e un margine di guadagno.
Queste cose si fanno, tanto è vero che a questi enti i lavori costano anche il doppio ed oltre di quanto dovrebbero costare.
Nessumo mi obbliga a fornire la mia opera alle condizione dettate da altri.
Chiaramente così rischio di trovarmi fuori da "questo mercato".
D'altra parte rischio il fallimento.
Un saggio imprenditore lavora per guadagnarsi da vivere e non per rischiare di chiudere.
Chi rischia tanto e a ragion veduta, se poi chiude ha diritto di lamentarsi ma non avrà l'approvazione degli altri imprenditori che vorrebbero migliorare le regole del mercato che invece è rovinato proprio da quelli che oggi aspettano i pagamenti.
Questo articolo contiene le accuse ai peggiori pagatori da parte di chi, in spregio di onesti imprenditori, per concorrenza che io considero se non sleale, quantomeno ardita, ha rischiato e perduto. Posso dire:
"Lo sapevo, te la sei cercata".
Ma non serve, l'Italia è in mano a chi non paga e a chi è disposto a rischiare sulla pelle degli altri.
Alberto S.
26 agosto 2013 alle ore 10:37Senza contare i "regalini" che mooooolto spesso devi fare al solerte funzionario, che se ti beccano mandano in galera te ma non il funzionario ............ manco lo licenzierebbero, in quel caso
Massimo Villani
26 agosto 2013 alle ore 11:02...vogliamo pensare anche a quelle aziende che senza aiutini non contratterebbero con gli enti locali? pensate sempre ai fuzionari? cattivoni questi. e le aziende "mafiose" che fanno i soldi con gli enti locali? certo, sicuramente con i dirigenti corrotti degli enti pubblici. ma andassero a fare in culo tutti.
Alberto S.
26 agosto 2013 alle ore 13:14Io facevo solo la contabilità delle spese da sostenere in base al resoconto di questo signor Raffaele Fanelli. Poi ci sono anche gli imprenditori mafiosi, questo è chiaro. Questi imprenditori mafiosi però, di solito, i soldi li pigliano subito perché sennò SPARANO. Per questi i soldi si trovano sempre. Sono quelli che "sennò vanno dall'avvocato" che se la pigliano in quel posto
Alessandro G.
26 agosto 2013 alle ore 10:53Mi ricordo un imprenditore che agli inizi degli anni novanta mi raccontava di essere fallito perché avendo bisogno di lavorare aveva iniziato a fornire merci a personaggi ed aziende conosciute come non affidabili e cattivi pagatori.
Lo Stato italiano è uno di questi.
Mi raccontavano di un comune che non riusciva neppure a fare la manutenzione stradale, le aziende prima di eseguire nuovi lavori pretendevano che i vecchi fossero pagati.
Questa è la strada, pretendere che lo Stato paghi le vecchie fatture, che paghi in contanti subito al momento dell'esecuzione dell'opera, tanto l'alternativa non è tra fallire perché non si lavora o non fallire lavorando per lo Stato, l'alternativa è fallire perché non si lavora oppure fallire avendo anche fatto un lavoro per lo Stato.
Il titolo è "come lo Stato riesce a mettere in difficoltà un azienda", si deve pensare a come un azienda o un privato possa mettere in difficoltà lo Stato: non pagate più le tasse. Una volta che il moloch, il pozzo senza fondo, sarà affamato vedrete come si sbrigheranno a tagliare spese (che oggi affermano non tagliabili o continuano a rimandare), sprechi, lussi e tutta la gente che fa politica solo per fare la bella vita alle nostre spalle si deciderà a trovarsi un lavoro. Un lavoro onesto.
davide airoldi
26 agosto 2013 alle ore 10:59Carop Collega,
ometti di dire che le tasse di c.a. 220 sull'importo lordo della fornitura (ammesso che quest'ultima sia al netto di costi vivi)...Le ha PRETESE con puntualità a Maggio 2009!...
Aurelio Spatti
26 agosto 2013 alle ore 11:24Questo è un sistema che vige da molti anni,amministratori o meglio burrocrati che hanno instaurato un sistema non onesto con inprese che hanno accettato ed hanno approffittato fino a quando hanno potuto. Ora che c'è la crisi tutti a lamentarsi,ma chi ha pagato un duro prezzo di tutti i costi esorbitanti ed il prezzo dei costi futuri sono e saranno i cittadini onesti, quelli che con la loro onestà mandano avanti l'Italia. Noi dobbiamo lottare per avere leggi serie che ci tolgano da tutta questa melma in cui siamo caduti,dobbiamo riportare la legalità e l'etica morale nella società.
rina d.
26 agosto 2013 alle ore 14:03giusto, ma per arrivare a questo dobbiamo mandare tutti a casa!! hanno stufato e noi continuiamo a pagarli per farci rovinare ancora di più, incredibile....
Gilda Caronti
26 agosto 2013 alle ore 13:01Forse è ora che siano le aziende e i contribuenti tutti a prendere il coltello dalla parte del manico, leggete la mia proposta e se vi piace votatela nel forum:
Se è vero, come è vero, che il patto fiscale è alla base della società statale attuale, allora dico che non è giusto riscuotere le tasse senza la "partecipazione attiva" del contribuente in modo che ogni centesimo che si paga sia un'adesione al piano economico e fiscale nazionale con la precisa responsabilità che ne segue. Pagare le tasse è come votare, quindi sarebbe giusto che i datori di lavoro paghino ai dipendenti e ai soggetti tenuti alla ritenuta tutto quanto dovuto, e poi ciascuno dovrà fare i propri conti e pagare a fisco e previdenze varie sulla base delle leggi vigenti, così sapremmo subito se la fedeltà fiscale è frutto di una partecipazione democratica convinta. Il partito radicale a suo tempo aveva raccolto le firme per un referendum contro gli obblighi del "sostituto d'imposta" (persino forza italia l'aveva nel programma del 1994 quando si voleva spacciare per movimento liberale) ma fu cassato in quanto relativo a "norma fiscale" che come tale non può essere soggetta a referendum. Però penso che non si tratti in questo caso di una norma che tocca solo l'ambito fiscale, ma che pregiudica la libertà individuale in modo sostanziale e sostanzioso. Per le riscossioni tramite Equitalia
infatti si pagano degli aggi che ora sono "diminuiti" al 7% ma erano al 9%. Per lo stesso "servizio obbligatorio" lo Stato alle imprese obbligate non dà assolutamente NULLA. Quindi cari eletti del M5S vi prego di pensare alla riforma delle riforme: togliere gli obblighi dei sostituti d'imposta Sarebbe come riportare al cittadino il vero potere che dovrebbe sempre avere: la possibilità di indire lo sciopero fiscale per pretendere dallo stato almeno la stessa legalità che pretende da noi
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forum/2013/08/aboliamo-lobbligo-delle-ritenute-alla-fonte.html
Enzo L.
26 agosto 2013 alle ore 13:34Beh ... tutto vero, c'è da dire però che negli anni passati le Aziende hanno perpetrato nei confronti delle Amm. Pubbliche, un ricarico pazzesco!!! Correvano gli anni del benessere, le gare d'appalto erano cadute nel dimenticatoio, solo proroghe ... su proroghe ... e su proroghe, prezzi unitari spropositati con margini di guadagno superiori al 100%. Probabilmente non sarà il caso in menzione ... ma era ora che finisse!!!
funzionario Asl (Area del Patrimonio)
Angelo P.
26 agosto 2013 alle ore 14:59"Beh ... tutto vero, c'è da dire però che negli anni passati le Aziende hanno perpetrato nei confronti delle Amm. Pubbliche, un ricarico pazzesco!!!"
E allora? Di chi è la colpa, delle aziende? O della PA!
"... ma era ora che finisse!!!"
A, be! Un bel modo per farla finire!
"funzionario Asl (Area del Patrimonio)"
Ora capisco!....
Beppe Torielli
26 agosto 2013 alle ore 13:52Le procedure adottate dallo stato ai fini dei pagamenti a fornitori delle P.A sono da anni di dominio pubblico,per rinascere e salvarvi il C.sparite dall'Italia trasferite la vostra attività
nell'Est europeo dove il carico fiscale è dal 6% al 16% i pagamenti delle fatture entro e non oltre 60 gg per legge,finalmente io dormo di notte e vivo alla grande....svegliatevi l'Italia è F I N I T A
Marco G.
26 agosto 2013 alle ore 13:56Chiedo scusa, ma personalmente i post come questo li capisco sempre meno.
Attualmente sono disoccupato ma fino a un anno fa avevo una mia p.iva. per cui so abbastanza bene come funziona il regime fiscale.
Quello che invece non so e che mi domando sempre piu' spesso e': per quale motivo molti "imprenditori" (ovvero gente che dovrebbe sapere quale cosa e' bene fare e quale non fare, dal punto di vista economico) continuano a prestare la loro opera per enti pubblici per poi lamentarsi che la PA non paga ? Ormai sono anni e anni che non si fa altro che dire che la PA non paga. Possibile che un imprenditore non sappia annoverare tra i propri clienti altro che la PA ?
Se la PA non paga e' perche' evidentemente qualcuno continua a offrirgli servizi senza essere pagato. Se nessuno lavorasse piu' per la PA, semplicemente la PA pagherebbe o chiuderebbe.
L'autore del Post ha smesso di prestare la propria opera per le ASL, ma se le ASL continuano a comportarsi cosi' evidentemente c'e' qualcuno che continua a prestare la propria opera per loro. Cosi' come, se i fornitori gonfiano i prezzi, evidentemente c'e' qualcuno che acquista la loro merce a prezzi gonfiati (e no, io non mi "meraviglio" di fronte a quelli che "gonfiano" i prezzi. Mi meraviglio di fronte a chi non ripristina la pena di morte per questi soggetti, sia chi gonfia i prezzi che chi non paga. Ovviamente il modo e' quello di non fare piu' i fornitori per la PA, non quello di gonfiare i prezzi che e' un atto almeno altrettanto delinquenziale rispetto al non pagare).
Io oggi so che la PA non paga. L'autore del post lo sa. Tutti lo sanno, politici compresi (visto che continuano ad andare in televisione a promettere, ovviamente a vuoto, che la PA paghera' i debiti). Allora come mai c'e' gente che ancora continua a fare da fornitore per la PA ?
Io comincierei a lamentarmi con questi che, pur sapendo di non venir pagati, continuano imperterriti a prestare la loro opera per la PA
Ciao,
Marco.
pietro b.
26 agosto 2013 alle ore 17:06Forse la categoria dei fessi è ancora abbastanza estesa.....
Paolo C.
26 agosto 2013 alle ore 15:20Concordo pienamente.
Massimiliano A.
26 agosto 2013 alle ore 16:29Anno di grazie 1995: ero in una azienda pubblica e ho visto la fattura di una fornitura di cancelleria. Nella mia ingenuità di allora commentai ad alta voce "ca**o, una penna 2.000* lire? Ma ve le porto io a 1900!". Ero in Economato, mi hanno guardato di traverso e mi hanno invitato a tenere per me certi commenti...
1.qualcuno ci faceva la cresta?
2.se non 1, allora quello era il modo del fornitore di autorisarcirsi sapendo che il pagamento sarebbe avvenuto a 180gg almeno.
Quanto meno ci costerebbe un sistema efficace ed efficiente??
*il prezzo è sparato a caso, non ricordo esattamente l'importo, ma solo l'esagerazione del costo per pezzo rispetto ad una "normale" fornitura fai-da-te
Paolo S.
27 agosto 2013 alle ore 02:41"Bisogna evitare di fare la politica da show-man.
Qui si sta giocando una partita storica e rivoluzionaria, in un certo
senso. Basta con i proclami da urlo, questi sono dinosauri che
probabilmente si estingueranno per motu proprio.
Finiamola con favorire la loro indegna permanenza!
Con questa continua esposizine a chi la dice più grossa, sconfinando spesso
nella fantopolitica e perdendo ogni sano buon senso e tattica politica si
finisce solo con l'essere divorati dall'odio e fare infine il loro
sporco
gioco. Lo volete capire che così li aiutate a restare lì sopra. Bisogna
mantenere i nervi molto ma molto saldi. Sempre vecchie volpi sono e le loro
radici e legami forse ci sono pure ignoti! Quindi non permettiamo che una
gratificazione odierna e immediata, smerdiandoli (ma questi con la faccia
di culo che si ritrovano niente li tinge niente li tange ), si va a perdere
una occasione storica di mandarli veramente a casa. Forse non tanto per
nostra bravura, perchè siamo dei veri ingenui dilettanti della politica
frustrati e pieni di "ansia da prestazione", ma per loro stessa
decadenza!
Dobbiamo saper aspettare se no rischiamo, altro che vincere le prossime
elezioni, ma di perderle e scomparire come accadde al movimento "La
rete"
negli anni '90 (tangentopoli). E svanire nel nulla di fatto anche quel
poco
di speranza di rendere questo paese più vivibile.Basta con lo show a chi la
spara più grossa. Per piacere resistiamo alla umiliante presenza di questi
personaggi al potere e se sapremo attendere con il giusto spirito al
momento opportuno la storia darà la sua sentenza.Ripeto. Questi sono
pericolossissimi e hanno non 7 vite come i gatti, ma molte di più!! Alla
fine se non stiamo attenti tuttot il movimento sarà solo servito a
perpetuare la loro indegna presenza in seno alle Istituzioni democratiche
ampiamente deturpate e usurpate! "
jaroslav novak
28 agosto 2013 alle ore 00:18Caro Fanelli, come ti capisco! Vai, quando ti è possibile a vedere quanto "narrato" a questo indirizzo http://www.ecomediaedizioni.it/dossiercir
poi, se hai altra buona volontà
http://www.ecomediaedizioni.it/malasanita
magari io sarò anche un po' sfigato. cari saluti, jaroslav novak
Gian
28 agosto 2013 alle ore 15:15Purtroppo lo Stato "Italia" non è in grado di pagare, è uno Stato fallito da diversi anni ormai. Chi fa il bilancio dello Stato "Italia" fa i "giochi di prestigio" per far quadrare i conti e non scostarsi di molto dai parametri UE, perfettamente in stile italiano.
La verità è che la maggior parte delle attività imprenditoriali italiane, inclusa l'impresa "Stato Italia" sono state gestite da incapaci o troppo capaci (i c.d. furbetti), fate voi, il risultato comunque non cambia perché una buona parte di loro in questi anni ha chiuso per fallimento. La crisi economico-finanziaria non ha fatto altro che far emergere il problema e provocare una selezione.
Rimane il fatto che lo Stato è ladro perché il mancato pagamento a scadenze pattuite contrattualmente, non è altro che un furto, perciò dovrebbe essere punito penalmente e nello specifico dovrebbe essere puniti penalmente i vari responsabili statali a partire dalla testa! Ma siamo in Italia perciò oltre a non dimettersi o essere licenziati per incapacità palese, guadagnano un sacco di soldi e non rispondono civilmente e penalmente di ciò che fanno. Alla fine...poveri noi che paghiamo anche i loro errori oltre ai loro stipendi e super-liquidazioni. ITALIANI!
Aldo Masotti
29 agosto 2013 alle ore 14:13Calcoli esatti. Confermo strategia di Andrea B. in commento precedente. O pagano prima o non devono essere serviti in quanto non sono affidabili.
Marcella Cardile
29 agosto 2013 alle ore 17:38Avevo una piccolissima agenzia di Marketing, una pulce rispetto alla Sua, e nel 2011 ho dovuto chiudere perché avevo sentito "odore di bruciato" e non ho voluto espormi ulteriormente rischiando di aumentare i debiti che già avevo accumulato. Da quel giorno ho giurato che non avrei mai più aperto una partita iva ed ancora oggi ho il TERRORE dello Stato che considero il maggior nemico delle aziende italiane.
Cordialità.
michele carta
29 agosto 2013 alle ore 17:43era d'uso fino ai primi anni della crisi far pagare le forniture o i servizi allo stato il quadruplo di quanto realmente fosse il valore di mercato. lo stato era una mangiatoia! fare una strada in germani costava 10 da noi costava 1000! si diceva che era la corruzione dei politici!! non solo: era il modo con cui le aziende marciavano e mangiavano dai conti pubblici! si sa perfettamente che il settore sanitario spende decine di miliardi, ma verso chi li spende lo stato questi soldi?? verso i privati!! se cogliamo le consulenze esterne e i servizi in convenzione molte aziende falliscono!! a suo tempo molte aziende accordandosi con l'amico politico depredavano le casse dello stato spesso garantendo servizi scadenti o inappropriati! berlusconi si definiva "imprenditore" di successo e così la sua categoria lo considerava!! ora lo stato non paga perchè la ruberia è finita e soldi non ce ne sono più!! chi paga adesso?? gli onesti che dallo stato non hanno rubato e hanno rispettato le regole!! ma la cosa assurda è che anche nel settore privato chi si comportava da ladro e speculava sulle forniture date allo stato, adesso si lamenta e piange miseria!! prima si è mangiato adesso si da la colpa agli altri!! lo stato è fatto di persone non è una entità astratta da accusare alla leggera, e spesso le stesse persone che hanno governato provenivano e provengono quasi sempre dal settore privato (molti sono gli avvocati, imprenditori e tanti altri della categoria!!) credo che tanti del settore privato che hanno lavorato per lo stato debbano fare mea culpa prima di lamentarsi e pentirsi con i loro stessi colleghi del settore privato che rispettando le regole ora subiscono le boiate commesse da altri!!
marcello maffei
30 agosto 2013 alle ore 09:10perfettamente ragione.. ho avuto un problema anch'io indirettamente con un azienda che lavorava per lo stato.. mi ha pagato dopo tre anni mentre lei deve ancora vedere un'euro, è stata ricapitalizzata dai cinesi altrimenti avrebbe dovuto fallire...
mentre i soliti noti spolpano lo stato facendosi pagare venti volte i servizi resi col bene placido di altri soliti noti..
il male del nostro paese ahimè è lo stato stesso... traiamo tutti le dovute conclusioni...
saverio casamento
2 settembre 2013 alle ore 11:02anche io ho chiuso lamia p.iva non so come faro' grazie stato che tu sia maledetto
