Antonella Napoli, giornalista e presidente di Italians for Darfur Racconta il dramma del Darfur: 10 anni di guerra, 2 milioni di sfollati, 300mila morti- foto inedite di un villaggio bruciato
La Giornata per il Darfur (espandi | comprimi)
"Il 28 aprile viene celebrata in contemporanea in varie capitali del mondo la Giornata per il Darfur che, nel 2013, ha una valenza particolare essendo il decennale dell'inizio della crisi. Dieci anni di conflitto, dieci anni che hanno lasciato sul campo 300mila morti e oltre due milioni di sfollati in Darfur.
Lo scorso febbraio abbiamo denunciato tutto questo nel rapporto sulla situazione redatto al termine di una missione in Sudan lo scorso novembre. Ma a parte poche eccezioni, i media italiani continuano a ignorare questo conlfitto.
Sono tornata da pochi mesi dal Darfur dove ho trovato una situazione drammatica. Ho ancora impressa nella memoria una scena che mi ha toccato profondamente... Athash camp, Nyala, Sud Darfur. Il padiglione sanitario è gremito, come ogni giorno
Amane, giovane donna denutrita, indebolita dagli stenti e dal recente parto ha il seno arido. Non ha latte per la sua piccola: nemmeno un mese e una sola chance di sopravvivenza, il latte artificiale che le organizzazioni non governative distribuiscono ogni mese nei centri di accoglienza per i profughi della regione occidentale del Sudan scossa da un conflitto iniziato nel 2003.
Una siringa, 5 ml di gocce di vita a testa ogni quattro ore. Questo è quanto può sperare di ottenere giorno dopo giorno Amane, una delle tante madri che quotidianamente affrontano una crisi che non finisce mai.
Questa è solo una delle situazioni estreme in Darfur che, dopo dieci anni di guerra, di malattie e di fame, è allo stremo come tutta la sua gente.
Al nord come al sud, a el Fasher come a Nyala. Ed è proprio qui, nella capitale meridionale della regione, che ho raccolto testimonianze in controtendenza. Solo in questa piccola area della regione si registra qualche segnale di cambiamento.
Da gennaio a giugno 2012 il numero dei profughi che hanno deciso di far rientro nei villaggi di origine ha superato i nuovi arrivi.
Quattrocentomila persone, fino all'estate scorsa, aveva lasciato i campi gestiti dal Coordinamento degli aiuti umanitari delle Nazioni Unite in Sudan.
Poi il flusso si è arrestato a causa dei nuovi focolai di guerra tra forze militari governative e ribelli, sia darfuriani sia sud sudanesi, al confine con il Sud Sudan, stato divenuto indipendente nel luglio 2012.
E’ iniziata così una nuova emergenza. Contestualmente sono diminuite le ong operanti nella regione e sono state attuate nuove misure restrittive sul movimento degli operatori umanitari.
Oggi in Darfur si muore di dissenteria, malaria e tante altre patologie che nel mondo occidentale sono curabili. L'assistenza alla popolazione è stata di molto ridotta, in particolare nelle aree di Dar al Salam e Shangil Tobaya nel Nord Darfur, dove le autorità locali hanno imposto restrizioni alla distribuzione di beni primari come medicine e scorte alimentari.
Obiettivo di Khartoum, stanare i ribelli che nel nord continuano a contrapporsi al governo del presidente Omar Hassan al Bashir, sul cui capo pende un mandato di arresto internazionale per genocidio, crimini di guerra e contro l'umanità.
Una guerra civile insolita(espandi | comprimi)
Quella in Darfur non è stata, non è, la "solita" guerra civile. In dieci anni, l'ottanta per cento dei villaggi è stato distrutto. Io ne ho visto uno. Muhajiria. Trenta capanne, una scuola o poco più. Tutto incenerito dalle bombe dell'aviazione sudanese e dagli attacchi delle milizie arabe dei Janjaweed, i cosiddetti "diavoli a cavallo" assoldati, secondo il Tribunale dell'Aja, dal governo sudanese per contrastare la rivolta in Darfur.
Dal 2003 ad oggi quasi tre milioni di persone hanno abbandonato le proprie case, costrette alla fuga e a un'esistenza al limite della sopravvivenza.
Le cifre sulle vittime non sono determinabili con certezza, le Nazioni Unite restano vaghe. I morti sarebbero tra i 200 e i 300 mila. Numeri ben diversi da quelli forniti dal Sudan che parla di 9 mila perdite'. E per i sopravvisuti la quotidianità è dura, soprattutto quando ci si ammala. E' per questo che di ritorno dall'ultima missione in Sudan, questa volta in qualità di presidente di Italians for Darfur, ho mobilitato i nostri sostenitori e nel giro di poche settimane siamo riusciti a raccogliere i fondi per avviare un'importante operazione umanitaria, un ponte aereo organizzato con l'Onu che ha portato a Khartoum quattro bambini gravemente malati.
Tutto è partito dalla mia visita all'ospedale di Nyala, l'esperienza che più mi ha toccata in questo mio quinto viaggio nella regione sudanese.
Tra i tanti piccoli ricoverati sei, in particolare, erano in condizioni critiche. Tutti i bambini erano in uno stato di salute pessimo e i medici del posto non avevano e non hanno - strutture e strumenti in grado di affrontare e curare casi complicati.
Da quando il centro pediatrico di Emergency è stato chiuso, non c'è altro luogo che possa fornire assistenza sanitaria ad ammalati con patologie gravi. E' per questo che abbiamo pensato che l'unica speranza di salvarli fosse quella di trasferirli a Khartoum, la capitale del Sudan.
Per farlo, grazie ai nostri contatti con Unamid, la missione di pace dell'onu in Sudan, abbiamo organizzato un volo Onu. Le spese mediche le abbiamo coperte noi.
Molti altri piccoli pazienti, meno gravi, restano a Nyala. La situazione, lì, come in altre realtà del Darfur, non è ancora stabile.
Eppure solo pochi mesi fa pensavamo che l'accordo di pace firmato a Doha potesse finalmente porre finire alla lunga guerra in Darfur. E invece dopo un breve cessate il fuoco le violenze sono riprese più cruente che mai.
Nella sola settimana in cui ero in Sudan, un gruppo armato di miliziani ha fatto irruzione in un villaggio al nord di al Fasher e ha massacrato 13 persone, in un attacco a un convoglio diplomatico sulla strada da Kebkabiya a Nyala, capitale del Sud Darfur, sono rimasti uccisi un esponente politico locale e un funzionario Onu. Inoltre, a causa del ritardo della fornitura dei vaccini, bloccati a Khartoum per motivi di sicurezza subito dopo la ripresa degli scontri, è scoppiata un'epidemia di febbre gialla che ha causato la morte di centinaia di contagiati in sei settimane.
L'Organizzazione mondiale della sanità ha evidenziato la pericolosità della situazione e ha lanciato l'allarme della possibile diffusione della malattia nel resto del Paese. Anche le autorità locali hanno espresso grande preoccupazione soprattutto in relazione alle condizioni di scarsa igiene nei campi profughi che si sono moltiplicati ai confini del paese a causa della guerra civile.
E pensare che eravamo stati partecipi e testimoni di un progetto che aveva ridato una vita normale a tanti profughi del Darfur. Gli orti realizzati dai profughi, ai quali avevamo insegnato a coltivare vegetali e altri prodotti agricoli per uso familiare, avevano acceso una flebile speranza in coloro che erano tornati in quest'angolo pacificato della regione a nord di al Fasher.
Insomma qualcosa sembrava stesse cambiando. Un milione di sfollati aveva lasciato i campi profughi, che li avevano accolti dopo la fuga dagli scontri e dai bombardamenti, per far rientro nei villaggi di origine.
Oggi le notizie dei nuovi scontri spazzano via quella speranza, quell'illusione di normalità' e vanificano gli sforzi di quanti lavorano per trovare una soluzione a questa crisi umanitaria ormai incancrenita. Ne abbiamo avuto conferma sul campo. E lo abbiamo documentato. Le condizioni di vita degli sfollati assistiti nei campi profughi sono notevolmente peggiorate. Se Khartoum e le Nazioni Unite non riusciranno a colmare al più presto le lacune assistenziali che sia al Nord, sia al Sud rendono indegne l'esistenza di questa gente, la situazione non potrà che deteriorarsi ulteriormente." Antonella Napoli, giornalista e presidente di Italians for Darfur
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28 aprile - Giornata mondiale per il Darfur - Antonella Napoli
1 maggio 2013 alle ore 11:42•di MoVimento 5 Stelle
Commenti (37)
dario n.
1 maggio 2013 alle ore 11:54"Abbiamo già lo sfascio economico. Con lo IUS SOLI arriverebbe anche lo SFASCIO SOCIALE. Ci si aspetta che Lega e PDL non facciano passare questa porcheria demagogica, altrimenti entrambi i partiti TRADIREBBERO i loro elettori e darebbero una mazzata al paese. Non sto neanche a commentare la bassezza della sinistra, sia per la nomina in se di un ministro che proviene dal Congo (!) che per le idee che tale 'ministro' professa, che sono a totale discapito dell'interesse degli italiani.
gabsu gabriella
1 maggio 2013 alle ore 12:20io credo che sia stato coraggioso inserire un ministro proveniente dal congo e che tra l'altro parla un ottimo italiano; per quanto riguarda i pretesi interessi italiani ricordo che questo è un paese a CRESCITA ZERO e che il saldo demografico è mantenuto lievemente in positivo proprio dalla presenza dei migranti e delle loro famiglie... chi ci pagherà le pensioni o la cassa integrazione? anche loro, i migranti ...
Alessandro P.
1 maggio 2013 alle ore 12:00La comunità internazionale ha fatto la sua scelta:
sostegno senza se e senza ma ai carnefici.
Quando c'è un genocidio, come qualunque atto criminale, ognuno guarda il suo orticello e la comunità internazionale non fa eccezione.
Franca B.
1 maggio 2013 alle ore 12:01Povera Africa, povera gente sfruttata e massacrata da secoli senza un attimo di tregua, e poi ci ricordiamo della shoa, degli indiani massacrati in America, di coloro che soffrono e muoiono ogni giorno però poca memoria o molto corta e se stanno in quest'orribile situazione la colpa maggiore è nostra (occidente)che abusiamo di ciò che viene Loro sfruttato, petrolio, oro e pietre preziose, caffè e altre ricchezze non in mano a questi popoli sofferenti, ma nelle grinfie delle multinazionali rapaci, pensate come potrebbe essere un continente ricco, felice e autonomo se potesse sfruttare le proprie ricchezze...
alvise fossa
1 maggio 2013 alle ore 12:04CIAO BEPPE,
IO HO FIRMATO,MI AUGURO CHE FIRMINO ALTRI COME ME',NEL PAESE DELLA "MEMORIA CORTA"
ALVISE
Corti Davide
1 maggio 2013 alle ore 12:37Caro Beppe la macchina del fango sta facendo il suo sporco lavoro e faccio fatica sia fra la gente che su internet ad ostacolarla....
RIP per le vittime del Darfour
Roberto Orsi
1 maggio 2013 alle ore 12:56Quando è stata la prima volta che avete sentito parlare del Darfur? A causa della guerra. Prima, nessuno aveva mai sentito parlare del Darfur. Ed è proprio qui il punto. La guerra del Darfur è una delle tante guerre senza fine, perché non ha alcun obiettivo se non la continuazione infinita della guerra, dato che la guerra stessa è il business. Con la guerra arrivano operatori umanitari, volontari, NGO, l'Onu, l'Unione Africana e chi più ne ha, più ne metta. Un fiume di soldi, per un paese in cui non c'è assolutamente nulla (e nulla vi è mai stato). Certo, il business è operato da gente senza scrupoli che non si cura dei morti e delle sofferenze. La vita in Darfur costa poco. E d'altra parte non è che in tempo di pace il livello di violenza e di oppressione sia particolarmente basso (faide, conflitti tribali e violenze interreligiose etc sono comunque all'ordine del giorno). Infine, senza il fiume di aiuti ancora più persone morirebbero semplicemente di fame e di sete: paradossalmente, milioni di persone sopravvivono grazie alla guerra. In un'altra guerra africana, in Sierra Leone, si cominciò a mutilare in massa la gente, specie i bambini, per attirare più attenzione da parte dei media occidentali. Il mondo in cui viviamo è all'80% fatto così. È un miracolo che non sia al 100%. Ma mi pare lo stia diventando, se non cambiamo rapidamente strada, soprattutto nel mondo occidentale.
Giovanni Torres
1 maggio 2013 alle ore 13:12Durante il suo discorso Letta ha detto che istituira il Reddito Minimo Garantito, ma ha anche detto che non rinnegozierà il Fiscal Compact. Come sappiamo tutti con lo sblocco dei 40 miliardi delle P.A si è raggiunto il 2.9 % del PIL. Il reddito minimo garantito ha bisogno che venga speso almeno 1 % di PIL. Ora partendo dal fatto che il Fiscal Compact ci obbliga a rimanere sotto la soglia del 3 % mi chiedo, o Letta non sa niente di economia oppure mente sapendo di mentire, quindi addio Reddito Minimo. Il M5S chiede a gran voce di rinnegoziare il Fiscal Compact. Se non ora quando ?
Carlo Pandolfini
1 maggio 2013 alle ore 13:31Io so solo una piccola cosa di questa immane tragedia.
Che è stato costituito uno Stato, il Sud Sudan, che risulta tra i più fedeli alleati degli USA e di Israele......quindi mi dispiace, ma, molto, anzi TROPPO, non mi quadra proprio, chissà tra quanti anni scopriremo la vera, pura e semplice verità su questi massacri.
paolo sarullo
1 maggio 2013 alle ore 14:20Il presidente del neo DARFUR ha chiesto ai suoi ministri di riportare in patria i soldi che avevano trasferito all'estero... e noi dovremmo aiutare questi subumani????Il petrolio .. non olet.altro che solidarieta' sono solo delinquenri che se ne fottono dei loro compatrioti!!!
Giuseppe Natale
1 maggio 2013 alle ore 19:10stai parlando del darfur o dell'italia ?
Luca Fiordelmondo
1 maggio 2013 alle ore 14:35Passiamo parola. Facciamo sapere a tutti quanto succede in Darfur. http://lucafiordelmondo.blogspot.it/
Pierluigi C.
1 maggio 2013 alle ore 15:07Oggi abbiamo tanti di quei problemi in Italia, che sono stufo di sentire tutte questi piagnistei per il Terzo Mondo. Gli africani si risolvano i loro problemi da soli. Noi italiani abbiamo già parecchio di cui preoccuparci. E dobbiamo sorbirci anche la Boldrini ex-ACNUR (che ha scoperto solo ora che in Italia c'è gente che non ha da mangiare) e la ministra congolese che vuole dare la cittadinanza a chi nasce in Italia!!!
Vadano loro in Darfur e ci rimangano.
Davide Tarsia
1 maggio 2013 alle ore 18:21Egregio luminare, è bene chiarirlo subito senza farle aspettare il finale: la sua stupidità è imbarazzante. A lungo ho pensato quali parole utilizzare nel tentativo di farle comprendere che enorme volgarità avesse scritto nel suo commento. Il suo egoismo è riprovevole. Ma vede, io a differenza sua ritengo che persone in difficoltà vadano aiutate a prescindere da razza e cittadinanza. Lei avrà i suoi problemi, ma offendere e denigrare chi da un'altra parte del mondo ha enormi difficoltà e zero strumenti per contrastarle è un gesto che non le fa onore. Denoto in Lei una grossa insensibilità ed è una evidente difficoltà perchè non Le consente di valutare al meglio i contenuti della società in cui viviamo. Le offro il mio aiuto: inizi cercando intorno a se un angolino buio, lontano da tutti, silenzioso... e poi stia li, fermo, un minuto, in silenzio...e si vergogni.... vedrà che alle prossime olimpiadi della stupidità cederà il suo solido primato.
mi sento responsabile
1 maggio 2013 alle ore 22:35sputar su chi già stenta a vivere non è umanamente un gran esempio...direi di piu'... è gesto da essere abbietto.
Pierluigi C.
2 maggio 2013 alle ore 08:00Ai due saputelli qui sotto, vi consiglio di dedicare le vostre abilità di scrittori di prosa ad attività più costruttive per il vostro paese, piuttosto che far finta (a parole, siamo tutti santi) di preoccuparvi delle sorti del Darfur. Andate a fare i politically correct in Africa, se questa è la vs. massima aspirazione. L'Italia ha bisogno di persone che si impegnino per risollevarla, con i fatti, non con le chiacchiere di perditempo come voi. Ridicoli!
E poi, risparmiatevi le vostre lezioni di etica e moralità, siete patetici!
Davide Tarsia
2 maggio 2013 alle ore 13:16Non c'è bisogno di esser santi per aiutare nel nostro piccolo chi è in difficoltà, che sia europeo, americano, africano o di qualsiasi altre parte del mondo. Io mi adopero in Italia cercando di dare il mio contributo tramite il lavoro, tramite il volontariato, tramite manifestazioni ed esprimendo da sempre un voto libero. Viaggio in Africa come volontario e adotto due bambini a distanza, le chiacchiere qui le fa qualcun altro. Non mi sento migliore di altri, provo solo di fare la mia piccola parte e spero di farla sempre meglio, ma il minimo che possiamo fare e per cui Le chiedo di riflettere, è avere rispetto per chi sta male. Apra la sua mente, si senta cittadino del mondo e qualora volesse sentirsi solo italiano fregandosene del resto segua almeno la costituzione italiana che parla di uguaglianza e rispetto.
giovanni d.
1 maggio 2013 alle ore 15:45Essere davvero d'aiuto a chiunque abbia bisogno. Ecco un motivo in più per ottenere un'Italia onesta.
W IL M5S
Coraggio Ragazzi!
valter n.
1 maggio 2013 alle ore 16:16Chi mi sa dire quanto percepiscono quelli che sono ospiti dei talk show ( politici , sindacalisti, imprenditori, ecc...)?
giovanni
1 maggio 2013 alle ore 16:45VEDERE GIANNI LETTA CHE DA LA MANO A UN MEZZO UOMO COME PUGNETTA OPS!! SCUSETA BRUNETTA MI VIENE IL VOLTASTOMACO, ERA TUTTO GIA' PROGAMMATO, DI PIETRO IN OTTOBRE 2012 AVEVA RACCOLTO 1000000,00 DI FIRME PER IL REFERENDUM ABROGAZIONE LEGGE ELETTORALE,MA I SIGNORI DEL TEARTINO HANNO FATTO ORECCHIE DI MERCANTI,GRILLO SONO IN AGONIA SI STANNO UCCIDENDO DA SOLI. W IL M5S
Andrea T.
1 maggio 2013 alle ore 18:06Votate!!
DiFFONDIAMO QUESTO VIDEO!!!
Contestazione di oggi al pd e la scorta fa allontanare le telecamere!!!!
Vogliono nascondere anche questo, in tv non lo passano!!!
Pd quanti voti alle prossime elezioni 5%?uhm...forse son stato troppo buono!!
P.s. Chi contesta vi sembra del 5 stelle???
Ormai il popolo non vi vuole dovete capirlo, non solo noi ma l'intera italia...a casa!!!
http://tv.ilfattoquotidiano.it/2013/05/01/primo-maggio-a-torino-contestato-pd/230543/
francesco siddarta
1 maggio 2013 alle ore 18:06IL PARTITO ANTIDEMOCRATICO
E' SOLO UNA ELITE CHIUSA AUTOCRATICA AUTOREFERENZIALE CHE NON HA ALCUN CONTATTO CON IL PAESE REALE ( ALA PARI DEL PARTITO DELLE LORO LIBERTA' MA ALMENO DA QUESTI CE LO SI ASPETTA ) ..E QUANDO CE L'HA ..E' SOLO PER FARE I PROPRI PORCI INTERESSI ...GARANTIRSI STIPENDI E PENSIONI D'ORO A SBAFO PAGATI CON IL LAVORO DELLA POVERA GENTE ....24.000 EURO MEDI PER SGOVERNARE IN CONFRONTO AI 1300 CHE NOI PERSONE NO0RMALI GUADAGNIAMO ...
POSATE L'OSSO LADRI PAPPONI E TROIE !!!
E ANDATE TUTTI A CASA e affanculoooooo!!!
Franc Catalano (aryossanubi)
1 maggio 2013 alle ore 18:17L'Italia e il suo popolo sono inflazionati. La cura dell'inflazione è la recessione, la povertà. Ma nella ristrettezza non dobbiamo viverci soltanto noi; devono condividerla anche i dirigenti. Chi guadagna un sacco di soldi, che relazione può avere con chi ne guadagna pochi? I governanti sono come degli alieni che governano una terra e un popolo straniero. Questi benestanti, non sanno che cosa sono le pene e le preoccupazioni di chi è nato in questa terra ed è costretto ad emigrare. Se pensiamo che persino i pensionati emigrano perché qui è diventato impossibile vivere, allora siamo proprio arrivati allo sfascio della nazione! La cura più drastica sarebbe un abbassamento degli stipendi, e un abbassamento dei costi della vita. Il presidente della repubblica, per esempio, non dovrebbe guadagnare più di 10.000 al mese; un ministro, al massimo 7.000 . I stipendi dei dirigenti non dovrebbero superare i 3.500 al mese. Un piccolo divario è facilmente colmabile. Il lusso è un crimine.
Giuseppe Natale
1 maggio 2013 alle ore 18:56Nel bene e nel male l'informazione fa la diferenza. Se i media NON ne parlano, la guerra NON esiste, NON esiste la sofferenza ne la morte. Solo se si riesce ad informare correttamente si può avere la giusta sensibilizzazione e quindi dopo la partecipazione..... Se non so, non posso ne decidere ne partecipare.... Purtroppo ancora per molto tempo la televisione sarà ancora il maggior e più diffuso mezzo di informazione. Chi riesce a gestirlo fa passare le informazione che vuole .... giuste o sbagliate che sinano......
Wiu@m@o -
1 maggio 2013 alle ore 19:07...sulle cause della crisi del Darfur si dovrebbe andare a cercare il capro espiatorio nelle controversie internazionali rese critiche dall'imperialismo americano e dal neo-colonialismo europeo, sembra che x ragioni di petrolio di cui è ricco il Darfur, esista UN CONTENZIOSO TRa la Cina e le nazioni occidentali in particolar modo l'America e suoi principali parteners europei.
mentre la Cina contraccambia il prezzo favorevole di Karthum costruendo e investendo in infrastrutture, che renderebbero + vivibile il paese africano, gli occidentali perseguono imperterriti la loro secolare strategia di sfruttamento irreversibile del territorio e della popolazione che ignara spinge i loro giovani ad militare nelle milizie "ribelli", che destabilizzano la pace del paese............
La medaglia ha sempre il suo rovescio....
dami alessandro
1 maggio 2013 alle ore 19:21Non capisco questi stermini di massa , forse siamo l' unica razza vivente sul pianeta che uccide non x fame o sopravvivenza ma uccide anche semplicemente x essere un pò più ricco del vicino . Senza Parole !!!
Francesco Santoianni
1 maggio 2013 alle ore 20:30Ritengo superficiale e mistificante questo articolo (che mi auguro non orienti la politica estera del Movimento Cinque Stelle). L'indipendenza del Darfour (come quella della zona di Bengasi o quella del Kossovo) è stata inventata a tavolino dagli strateghi della NATO e delle multinazionali petrolifere e minerarie.
Ennio Molina
1 maggio 2013 alle ore 21:43Caro Beppe, è ora di dire basta ad uno Stato che sfrutta i bisogni della gente con il gioco d'azzardo, rifugio di sognatori che in questo modo rovinano loro stessi e le loro famiglie
Stefano Monacò
1 maggio 2013 alle ore 22:16Chiediamoci semplicemente a chi conviene l'infame guerra in Darfur; chi mira ad espandersi anche in queste terre apparentemente desertiche ma che di solito, sotto nascondono ricchezze immense. Poi vorrei sapere qual'è il ruolo dell'ONU, o siamo alla vecchia teoria che i "negri" sono di una razza inferiore e quindi vanno eliminati per far posto all'espansione demografica sia dei cinesi che dei caucasici? Oppure potrebbe esservi coinvolto qualcuno al momento insospettabile ? Che non posso nominare. Da dove provengono le armi che si usano in tale paese x sterminare come mosche povera gente indifesa e soprattutto innocente! Potrebbe anche esserci in mezzo la strategia per ridurre o eliminare l'immigrazione in Europa di tanti disperati della zona sub.sahariana? I signori della guerra, ciò se lo possono permettere perché, chi x loro, sono riusciti a cancellare la coscienza pacifista degli occidentali.
Stefano Monacò
1 maggio 2013 alle ore 22:33A parte l'immane tragedia del Darfur sponsorizzata da chi ci guadagna, ora si apprende che gli Stati Uniti si apprestano ad intervenire militarmente anche contro la Siria ( famose le missioni di pace a suon di bombe). Ovviamente useranno le loro bombe intelligenti ma all'uranio arricchito! Così finalmente Hobama riceverà altri premi Nobel per la pace. Per par condicio, bisognerebbe dare, anche se postumo, un premio Nobel per la pace anche baffettino Hitler, lui ha sempre dichiarato di amare la pace e tutti ne abbiamo visto i risultati. Se avesse vinto la guerra sarebbe stato osannato come l'uomo della provvidenza come lo fu il suo caro amico Mussolini.
Pier Angelo Bellettini
1 maggio 2013 alle ore 22:34Beppe! T'ho scritto molte volte sul blog, t'ho anche mandato 1 raccomandata l'11 marzo ma.. sempre ignorato! Rispondi x favore!
Ho navigato, oltre 30 anni in tutto il Mediterraneo, noleggiando 1 mia barca "trasportavo" signorotti pretenziosi tipo "pago pretendo" ora basta! Da tempo ho un sogno: portare in crociera intorno l'Italia disabili, pensionati, meno abbienti etc.
Persone in grado di apprezzare\condividere la mia passione per il Mare non venuti per schiavizzarmi.
Ho per le mani gratis in regalo 1 traghetto di 33 mt. COMMERCIALMENTE inutilizzabile perchè obsoleto e lento.
Ha il motore revisionato; con pochi soldi si può trasformare in un motoveliero da diporto NON commerciale. Una pensioncina itinerante, per circa 50 persone alla volta, dove ogni partecipante diventa un associato e va in crociera al solo costo del rimborso spese di vitto ed alloggio. La durata di permanenza a bordo è libera; in ogni porto ci si può imbarcare\sbarcare, in ogni porto una festa\gemellaggio con le locali associazioni di disabili e visita dei luoghi.
Con questo "contenitore" si realizzano molti scopi sociali e culturali alcuni sono:1) Creare, con queste brevi convivenze "forzate" amicizie tra disabili e normodotati che potrebbero continuare anche dopo la crociera. 2)Svolgere corsi di formazione a persone di lunga disoccupazione, disaddatati sociali\ex-detenuti\ex-tossicodip. etc. (non paganti non pagati) alle quali viene rilasciato un attestato di partecipazione ogni mese;Un pezzo di carta con scritto:il sig.Tizio Caio ha effettuato 1 corso da:aiuto marinaio\e\o\cuoco\motorista\manutentore etc che potrebbe esser utile, a questi soggetti, per reinserirli al lavoro.
Il motoveliero in ogni porto si può utilizzare come palco x comizi con loghi M5S sulle vele. O aspettiamo che lo facciano gli altri per poter dire: "Grillo se ne frega dei disabili etc.etc."? N.B.: Si tratta di 1 iniziativa NO-PROFIT per passione dove nessuno ci guadagna! Tel. 3386007516 pierangelo.bellettini.com
Pier Angelo Bellettini
1 maggio 2013 alle ore 22:37pierangelo.bellettini@gmail.com
gilberto gamberini
1 maggio 2013 alle ore 23:44una guerra dimenticata come tante altre perchè non è l'entità dell'evento importante ma la rilevanza che danno i media E così tra un maccherone e l'altro sono scivolati via i morti del darfur...
Paolo C.
2 maggio 2013 alle ore 02:30I morti ammazzati hanno ancora un colore,quelli neri restano al buio. Solo i cadaveri bianchi e ricchi fanno notizia.
Fabio T.
2 maggio 2013 alle ore 08:10La lobby bilderberg e il calcio.
Ieri sera, nonostante non il calcio non m'interessi, ho voluto guardare la partita di calcio Barcellona - bayern monaco. All'andata 4 - 0 per i tedeschi, ieri sera 3 - 0, sempre per i tedeschi. La germania controlla la SEAT e altre aziende spagnole. Alla Spagna non è stato chiesto di fare da bancomat.
Europei 2012, Italia - germania 2 - 1. La germania ci odia!!!!!!!!!!
elisabetta zucco
2 maggio 2013 alle ore 09:59Mi permetto di segnalarvi il sito Change.org per dare voce alla vostra petizione, a mio parere ogni appello ha una diffusione davvero rapida.
paolo sarullo
4 maggio 2013 alle ore 09:58Il DARFUR e' nato come nazione solo quando i petrolierii si sono accorti che c'era il petrolio,hanno creato questo finto stato i cui ministri si sono portati i soldi delle ruberie all'estero,Vi ricordate l'estate scorsa il presidente di questa pseudo repubblica pregava i ministri di riportare in patria i soldi che avevano imboscato all'estero!!!!E noi dovremmo aiutarli????Prima li aiutiamo ad ammazzarsi tra loro e poi portiamo la nostra solidarieta',aspettiamo ancora un po' cosi ci possiamo prendere il loro petrolio dopo che si sono sterminati.
