
@Riotta retwitted: la verità
6 gennaio 2013 alle ore 12:23•di MoVimento 5 Stelle
Le balle in Rete durano poco. Una "twitstar" dovrebbe saperlo. Giarrusso ha rinunciato all'incarico (che sarebbe comunque stato a titolo gratuito) e non si è dimesso come affermato da Riotta.
"Gianni Riotta sarebbe stato querelato da Beppe Grillo per un retweet. Questa la notizia che girava in Rete. Ma è andata proprio così? Vediamo i fatti. Il 29 dicembre scorso sull'edizione siciliana de la Repubblica esce un articolo di Carmelo Caruso riguardo alla probabile delega "a responsabile dell'Ato idrico" a Mario Giarrusso, avvocato ed esponente del MoVimento 5 stelle. Gianni Riotta, legge questa notizia e ci scrive un tweet parlando di "lottizzazione", termine che nell'articolo non è presente. Mario Giarrusso si sente diffamato e decide, il 2 gennaio, di querelare i due giornalisti. Il fatto è quindi che Gianni Riotta sarebbe stato querelato, insieme al collega de la Repubblica, non per un retweet ma per aver interpretato a modo suo una notizia e averla data, secondo il "grillino", in maniera diffamatoria, con un tweet. Quindi non è corretto dire che è stato querelato da Beppe Grillo e neppure che la causa sia un suo retweet. Infine, sempre in Rete, riguardo a questa vicenda, si discuteva della possibilità o meno di essere querelati per un RT. Il RT come il tweet non dovrebbe esimere dalla verifica della notizia e in caso contrario si può incorrere in querele per diffamazione." valigia blu
Commenti (42)
Anto .
6 gennaio 2013 alle ore 12:44Per me un retweet non può essere considerato semplicisticamente un avallo. È una segnalazione, punto
Riccardo Felicetti
6 gennaio 2013 alle ore 12:48Articolo chiarissimo, leggete anche il link "si può incorrere" !(http://www.techeconomy.it/2012/03/13/retwittare-o-non-retwittare-questo-e-il-problema/)
Se io retwittassi un insulto diretto a qualcuno, favorirei la diffusione di tale insulto e di conseguenza ne sarei anche io responsabile.
Questo è vero finchè non aggiungo commenti personali al tweet, chiarificando il motivo per cui effettuo tale condivisione (che potrebbe benissimo essere sdegno o condanna).
Ma, non aggiungendo niente, è chiaro che il mio scopo è solamente fare da AMPLIFICATORE, ripetendo il messaggio.
Quindi, non vedo il motivo per cui non si dovrebbe essere corresponsabili!
Saluti
claudio n.
6 gennaio 2013 alle ore 12:54Il Triotta è un altro che vedrei volentieri con la zappa in mano x sostentarsi.
Se il M5S vincerà,chissà...che non si avveri.
Mario
6 gennaio 2013 alle ore 12:55Minchia, non sanno più che inventarsi per dare addosso a Beppe GRillo. FOZA BEPPE, CHE QUESTI CIALTRONI SARANNO CACCIATI A PEDATE NEL CULO DALLE ISTITUZIONI CHE HANNO INFESTATO.
Mario
6 gennaio 2013 alle ore 13:01Fanculo l'ipocrisia, la chiesa, i corrotti, gli zerbini del potere, i magnaccia, i parassiti, gli imbroglioni, i bugiardi, gli idioti, gli approfittatori, gli opportunisti...CHE SONO GRAN PARTE DE POPOLINO ITALIANO. W BEPPE GRILLO, W IL MOV5STELLE, W LA GIUSTIZIA, W LA LEALTA', W L'ONESTA', W LA SOLIDARIETA', W L'INTELLIGENZA!!!
Maurizio
6 gennaio 2013 alle ore 13:06E meno male che ci sei tu che sei casto e puro!
fabrizio tordi
6 gennaio 2013 alle ore 13:07certi giornalisti ,cresciuti alla corte del potere...fanno il loro per lo stipendio e per comprare l'ultimo ipad ai loro figli.I tempi cambiano e loro che sono i testimoni non si sono ancora tolti la casacca che tra pochi giorni si sbiadirà!
Giorgio Cigolotti
6 gennaio 2013 alle ore 13:11Bisogna trattarli con la loro stessa moneta, questi "personaggi". Hanno fatto la voce grossa per anni? Adesso diamogli addosso.
Adi M
7 gennaio 2013 alle ore 14:44quindi non cambia niente? è solo una resa dei conti? un'alternanza di potere?
Claudio A.
6 gennaio 2013 alle ore 13:43Non sono d'accordo nel ritenere materia di cause legali per diffamazione ciò che si scrive o retwitta su Tweet. Tweet deve essere come un muro dove chiunque può crivere quello che vuole senza avere il patema di ricevere una denuncia per diffamazione. Altrimenti con tutti i tweet con espressioni pesanti che ho scritto ai Berlusconi sarei già in galera da un pezzo!
Riccardo Felicetti
6 gennaio 2013 alle ore 14:48berlusconi con tutti i processi che ha sul capo non credo si interessi di aprire una causa contro un mister X che lo manda a quel paese (uno dei tanti!)...
ma resta il fatto che se la persona offesa ritenesse di voler sporgere denuncia, beh... lei si dovrebbe difendere! E dire "su facebook dico quello che voglio!" non sarebbe affatto una buona giustificazione, ma la via più diretta per la condanna!
Saluti
Indignato Cittadino (indignato60)
6 gennaio 2013 alle ore 13:47l'ennesima conferma della poca serietà delle cosidette firme "importanti" del giornalismo. Importanti per la loro poca serietà ed attendibilità, aggiungo io
Indignato Cittadino (indignato60)
6 gennaio 2013 alle ore 13:51io penso che chiunque può scrivere cose inesatte. Se in buona fede, riconosce il suo errore. In questo caso nessuno avrà nulla di ridire. Ma quando vengono diffuse notizie al solo scopo di diffamare (e non informare) negando una rettifica riparatrice, allora è assolutamente legittimo il diritto della parte offesa al risarcimento (che non deve essere per forza monetario)
Alessandro P.
6 gennaio 2013 alle ore 13:56Riotta conosce bene la lottizzazione visto che proprio lui è stato direttore del TG1, quindi è ben titolato a parlare di un argomento che ha vissuto in prima persona :)'
Inutile dire che il comportamento diffamatorio dei giornalisti in campèagna elettorale (e dopo l'anomala liberazione di Sallusti) assumerà toni sempre più aspri: perchè non diffamare se agevola la carriera e non rischi praticamente nulla se non una piccola multa? il guadagno di carriera è di gran lunga superiore quindi a conti fatti conviene.
Fiori Michele (physalia)
6 gennaio 2013 alle ore 13:56E invece ci si deve prendere la responsabilità di quello che si scrive o dichiara via internet, Facebook e Twitter inclusi.
Il reato di diffamazione a mezzo internet esiste e considera pure un'aggravante la persistenza delle dichiarazioni, considerata maggiore rispetto alla carta stampata (in pratica: non esiste una "scadenza" per le dichiarazioni diffamatorie, che possono essere denunciate anche parecchio tempo dopo la loro messa in rete).
Poi, se si desse del ladro ad un politico e lo si potesse dimostrare, è un altro paio di maniche (diventa una questione... di soldi, il potersi difendere, oltre che di principio).
Forse è per questo che molti commentatori su forum e blog mantengono l'anonimato, invocando un rispetto della privacy veramente fuori luogo.
Massimo Mazzarini
6 gennaio 2013 alle ore 14:03L'unico problema della querela al tweet ed ai retweet, è il fatto che l'accaunt sui social media non sono certificati, e sono legate a caselle mail non certificate, quindi in un processo per diffamazione, si può sempre sostenere di essere stati vittime di furto di identità, specialmente se si utilizzano apparecchi con IP dinamici. Per far ciò è necessario utilizzare tecnologia mobile ed intestarla ad una testa di legno ed il gioco è fatto, oppure comu si fa nelle campagne elettorali, denunciare preventivamente il furto di migliaia di manifesti per non incorrere in sanzioni successivamente.
Riccardo Felicetti
6 gennaio 2013 alle ore 14:51Questo è un'ulteriore scorrettezza ma è possibile... possibile finchè non si confessa!
Non mi sembra che Riotta abbia in alcun modo rinnegato la propria affermazione o attribuito ad altri la responsabilità...
alfonso baroni (rrrbr)
6 gennaio 2013 alle ore 14:05Ancora RIOTTA! BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
IGNORATELO E' UN POVERO DEFICIENTE!
pino
6 gennaio 2013 alle ore 14:11E' una teoria così pazzesca, semplice e interessante che potrebbe
anche funzionare negli stati con una elevata evasione fiscale,
commentava Paul Krugman, premio nobel per l'economia nel 2008,
leggendo sul Wall Street Journal la teoria scritta un paio di anni
fa da un economista italiano che descrive come abbattere l'evasione
fiscale, abbassare le tasse e farle pagare in modo più equo a tutti .
http://quaeram.blogspot.it/2012/09/la-teoria-delle-tasse-al-7.html
Luca Sirotti
6 gennaio 2013 alle ore 14:23Il movimento 5 stelle si sta battendo per la libertà di espressione su internet e poi un suo sostenitore fa causa di diffamazione per un re-tweet? Non vi sembra un po esagerato ed anche ridicolo?
alvise fossa
6 gennaio 2013 alle ore 14:44CIAO BEPPE,
GIANNI RIOTTA SI AZZOPPA SEMPRE PIU' E DA SOLO,CHISSA' CHE GLIA RRIVI UNA BELLA QUERELA FORMATO GIGANTE
ALVISE
Francesco Casarotti
6 gennaio 2013 alle ore 14:52ma davvero vi sembra rilevante la notizia?
Michele Antonelli
6 gennaio 2013 alle ore 14:58Riotta perde il pelo ma non il vizio. Raccomandato analfabeta copiò qualche anno fa un mio articolo pubblicato sul mio blog. Fece un copia incolla per circa 3/4 del mio pensiero su "l'11 settembre". Mi incazzai e mandai mail al Corriere della Sera dove il deficente analfabeta di Riotta lavorava. Non giunse risposta. Meglio lasciar perdere, di bastardi così ne è piena l'Italia.
Michele Antonelli
7 gennaio 2013 alle ore 01:36cazzo sei un genio! e meno male che l'articolo si concludeva con sei un glande! mi pregio di informarti che segnalerò personalmente all'interessato le tue opinioni. quanto godrei a veder controquerelato un grillino come te!!!
TiempoLibreSite.com - Magazine Online
6 gennaio 2013 alle ore 15:28Spiegatemi una cosa... probabilmente non capisco bene l'inglese ma:
It's non può riferirsi alle persone... ed invece "His message" non può riferirsi ad una cosa... Il suo messaggio anche, diventa un virus...
quindi suppongo il messaggio di Beppe Grillo...
gio a.
6 gennaio 2013 alle ore 15:56io vorrei avere la possibilità di rendere pubblici gli innumerevoli abusi di potere dei politici regionali o peggio a vario grado dei politici comunali che hanno contemporaneamente più ruoli nella pubblica amministrazione ove restano ad occupare ancora incarichi importanti anche economicamente che diventano poi più rilevanti grazie a questi ruoli politici .... POI !!! le loro mogli o compagne diventano capi di qualcosa !!!! primari ,capi di questo o quello !!!!potremmo portare tanti esempi proprio per stanare i sedicenti amici della gente e dei lavoratori !!!vorrei poter far indignare molti come vedo dai commenti e capire cosa fare per reagire .
mavi pitty
6 gennaio 2013 alle ore 16:47Non capisco..ora hanno scoperto come bloccare il pensiero anche su Twitter..
mah???
Alessandro Scardoni
6 gennaio 2013 alle ore 16:47a me sembra assurdo che uno sia querelato per un retweet.. manco berlusconi
Armando G.
6 gennaio 2013 alle ore 17:19Leggo troppi commenti in cui si equivoca tra libertà di espressione e diffamazione. Non sono la stessa mmedesima cosa! La prima supponiamo di conoscerla. Ma essa si ferma laddove cade nel reato consistente nel diffondere notizie che recano offesa all'altrui reputazione. Ovvero, citando dal dizionario Treccani on-line: "Creare una cattiva reputazione, diffondendo, a voce o per iscritto, notizie disonorevoli, vere o false."
Inoltre questo reato è punito in tutte le legislazioni del mondo anche se con diversi procedimenti e sanzioni.
yuva m.
6 gennaio 2013 alle ore 21:58signor armando!!!! solo quando sono false, capisce?? "false".
Mauro Agnoli
6 gennaio 2013 alle ore 17:49Io capisco che bisogna parlare anche di queste cagate, ma è proprio necessario proseguire? Non so a quanti interessi questo argomento, a me no di certo. Si vada avanti nelle sedi legali senza tanto clamore. Se siamo in guerra, non siamo femminucce che si lamentano ogni 5 minuti. Riotta è quello che è, dai, a chi fa paura? Gli si dà un calcino nei testicoli e si va avanti, dai.
Adi M
7 gennaio 2013 alle ore 14:33un sorsino di olio di ricino no? ;)
daniele m.
6 gennaio 2013 alle ore 18:35MA che palle, ma che è sta cagata!!!
Si, cagaaaaaaaaaaaaaaataaaaaaaaa!!
ma che pallosissima roba è questa, altro che casta...
A giarrusso, la querela a Riotta mettetela come supposta e parliamo di cose serie!!!
Luca M.
6 gennaio 2013 alle ore 18:58perfetto!
lucio c.
6 gennaio 2013 alle ore 19:01la querela per questo tizio e' sprecata abbiamo altro da pensare
rutti rutto
6 gennaio 2013 alle ore 21:59quest'anno tutti twittano e fra 1 paio di anni?
faranno i rutti perché uscirà un nuovo social network dal nome rutter e tutti rutteranno?
andate a cacare tutti!
Kasap Aia
7 gennaio 2013 alle ore 06:06su caccher ?
Kasap Aia
7 gennaio 2013 alle ore 06:04hahahahahaha
FATEGLI DEL MALE !
QUESTI CAPISCONO SOLO GLI SCHIAFFONI !
Voglio vedere le pappagorge di questi millantatori, diffamatori prezzolati tremare per gli schiaffoni e le facce da bambini viziati stralunarsi di stupore.
NON SONO ABITUATI ALLE RISPOSTE, amano colpire senza diritto di replica.
domenico santacroce
7 gennaio 2013 alle ore 14:03non ricevo aggiornamenti
sull'operato del m5s nel
comune di napoli.posso averli?P
Adi M
7 gennaio 2013 alle ore 14:31ma Riotta potrebbe usufruire della tutela legale che Grillo prometteva ai blogger denunciati per diffamazione?
domenico di gennaro
7 gennaio 2013 alle ore 22:52Salve a tutti,
ho pensato di scrivere questa mail per mettere tutti a conoscenza di un fatto, a mio giudizio molto grave, che è successo.
Pina Elmo è stata querelata da Bartolomeo Pepe a seguito di quello che Pina ha detto durante l'incontro fra tutti i comitati che si è svolto a Roma a fine giugno.
La faccenda è particolarmente grave perché io ritengo inaccettabile che si possa pensare di risolvere qualunque tipo di conflitto che nasca all'interno di un movimento utilizzando gli stessi metodi che il sistema utilizza contro di noi per intimidirci e costringerci ad abbandonare le lotte.
Al di là delle modalità di comportamento di Pina che sono sicuramente eccessive e che però in tante occasioni hanno fatto comodo a tutto il movimento laddove le cosiddette persone "perbene" non avevano il coraggio di metterci la faccia rimane inaccettabile che, invece di rispondere su quello che è stato detto nel merito, il signor Pepe abbia pensato di difendere il proprio "onore" rivolgendosi alla polizia.
Resta il fatto che il signor Pepe che è stato ascoltato e letto da noi in molte occasioni parlare di sistemi di pirolisi e altre cose analoghe, che nell'assemblea in questione si era presentato come portavoce di un comitato che invece il giorno dopo ha emanato un comunicato per sconfessare l'accaduto, non ha risposto nel merito delle questioni. Se ha cambiato idea sulla pirolisi o sugli altri sistemi di smaltimento dei rifiuti basati sull'incenerimento di qualunque tipo avrebbe potuto semplicemente dirlo pubblicamente e questo avrebbe direttamente risolto la questione. Sarebbe stato chiaro a tutti che Pina aveva detto un sacco di sciocchezze e la cosa sarebbe finita lì.
Invece così non è stato.
In considerazione di tutte queste cose sono qui pubblicamente a chiedere al signor Bartolomeo Pepe di ritirare la querela e riportare le questioni che sorgono all'interno dei movimenti nel loro giusto spazio, rifiutando la logica di utilizzare lo stesso potere che ci opprime e che cerca di m
Antonio S.
18 gennaio 2013 alle ore 12:57Dire che l'incarico di liquidatore dell'ATO è un "Incarico a titolo gratuito" è UNA BALLA grossa quanto una casa.
Non basta rinunciare. Vogliamo sapere quali erano (sono) le buone amicizie di Giarrusso.
Perchè Giarrusso non spiega quale politico glielo ha dato. Meglio ancora: potrebbe pubblicare il provvedimento di conferimento e così vediamo quando e come lo ha avuto e sotto quale amministrazione.
Salvatore Paterniti. Iscritto M5S.
