Per risolvere la questione dell'ILVA bastano tre mosse:
1 - risanare gli impianti utilizzando il più possibile la manodopera impiegata negli impianti che nella sua totalità sarà comunque stipendiata da Riva
2 - riprendere la produzione di acciaio dopo la bonifica
3 - far sostenere a Riva ogni spesa medica per le persone ammalate e risarcire le famiglie dei morti a causa dell'inquinamento.
Nel caso Riva si rifiuti di contribuire gli verranno espropriati i capitali necessari, l'eventuale differenza per coprire i costi sarà sostenuta dallo Stato. L'ILVA sarà quindi messa all'asta e, in mancanza di offerte private accettabili, nazionalizzata.

ILVA in tre mosse
5 dicembre 2012 alle ore 13:45•di MoVimento 5 Stelle
Commenti (192)
giannino Ferro Casagrande
5 dicembre 2012 alle ore 13:48 NOOOOOOO!!!!!!!!! I direttori generali (politici) i presidenti (politici) di società anche a partecipazione pubblica ; vedi ILVA ; VADO LIGURE ; MESTRE ; ecc
.ecc
. devono avere la loro residenza effettiva ( Loro beninteso e tutta la Loro famiglia ) nelle palazzine adiacenti alle industrie ( anzi : dentro , all'interno delle ferriere ; raffinerie ai altiforni , dei quali sono i massimi responsabili !! E TUTTO QUESTO PER LEGGE DI STATO !!!!!
I ragazzi giovani 20 ; 30 o 40 anni non devono far finta di litigare con qualcuno; cioè fare politica ed immaginarsi di pigliare 30.000,00 Euro come nuova CASTA !!!
Devono andare alla camera di commercio ed aprire una attività imprenditoriale!!! Lavorare lavorare lavorare !!! Rammentate bene i vari Renzi; Alfano; Vendola; Casini; Fini; ecc...ecc....sanno solamente far finta di litigare tra di loro e null'altro . Sanno solamente legiferare per aumentarsi vitalizi da veri ladri e furfanti e non sanno tenere nemmeno una scopa in mano !!!!!
Se si aumenta il PIL si può ridistribuire ricchezza al nostro popolo !!!!!!
Rammentate bene. I danari che abbiamo in tasca sono l'esatto controvalore che noi Italiani ed europei abbiamo prodotto in ricchezza !!!!!!
Gestire lo stato lo debbono fare i professori universitari e i grossi imprenditori nell'ultimo biennio del loro impegno di vita !!!! ( CON UN MODESTISSIMO INCREMENTO PECUNIARIO AI SOLI FINI DEI COSTI GESTIONALI L'ATTIVITA' POLITICA CHE DEVONO INTRAPPRENDERE ) Cioè mettersi al vero servizio dello stato !!!!!!!!! Sono i soli che hanno l'esperienza la capacita ed il sapere su tali questioni !!!!!!!
Intanto il Rossi e Focardi hanno risolto il problema dei problemi : "L'energia quasi gratis" Perché non ne parli ogni giorno??? Rispondi !!!!!!!! In 6 mesi il debito pubblico sarà azzerato !!! Non servono pale eoliche !!! Non servono milioni di tralicci per l'alta tensione !!!!!! Non serve fare enorm
Antonio Urbano
5 dicembre 2012 alle ore 13:57Nazionalizziamola subito, l'Ilva.
Cosi' la potremo vendere un'altra volta.
LuciferoRosso
salvatore i.
5 dicembre 2012 alle ore 14:02SI PROPRIO I GROSSI IMPRENDITORI CHE CON I LORO MODI DI FARE DISSENNATI HANNO PORTATO AL FALLIMENTO I MAGGIORI GRUPPI INDUSTRIALI DEL NOSTRO PAESE, DIVORANDO RISORSE PUBBLICHE ED EUROPEE, TOGLIENDOLE ALLA PICCOLA E MEDIA IMPRESA... E POI I GRANDI PROFESSORI... COME MONTI???????? MA PER FAVORE....
Mario P.
5 dicembre 2012 alle ore 13:50Ottima proposta !! Aggiungerei anche l'obbligo di dare la gestione futura a persone competenti in materia e la confisca dei beni e dei soldi regalati ai sindacati in questi anni per "fantomatiche" attività ricreative.
Marco Dal Pra'
5 dicembre 2012 alle ore 13:54L'ILVA Nazionalizzata ?
Si, perfetto !!
Così i partiti la usano per metterci gli amici e gli amici degli amici.
salvatore i.
5 dicembre 2012 alle ore 13:58CERTO SE CONTINUI A RAGIONARE COSì I PARTITI CONTINUERANNO A LOTTIZZARE TUTTO.... NN LI VOTARE E VOTA M5S COSì STA GENTAGLIA NN CI SARà PIù A FAR DANNI... ALTRIMENTI NN TI LAMENTARE....
amusant a.
5 dicembre 2012 alle ore 14:41perchè "gli amici degli amici" non entrano lo stesso in strutture private?? Il problema sono i controlli. Il cittadino NON E' AUTORIZZATO A CONTROLLARE NEMMENO L'OPERATO DI SUO FIGLIO MAGGIROENNE, ti lascio immaginare... CI VOGLIONO CONTROLI, CONTROLLI E CONTROLLI......senza che nessuno possa opporsi o nascondersi dietro carte o "privacy".
Son d'accordo per l'esproprio se i titolari non provvedono a riparare i danni alle famiglie ed all'ambiente......(io li lascerei già adesso in mutande).
Giuseppe L.
5 dicembre 2012 alle ore 13:59Posso aggiungere le mie personalissime 3 mosse?
1) BONIFICARE LA ZONA INTERESSATA RIMUOVENDO L'ACCIAIERIA utilizzando il più possibile la manodopera impiegata negli impianti che nella sua totalità sarà comunque stipendiata da Riva
2) far sostenere a Riva ogni spesa medica per le persone ammalate e risarcire le famiglie dei morti a causa dell'inquinamento. (IN CASO DI RIFIUTO, esproprio)
3) Costruire nella zona ex-ILVA un parco archeologico ed agrituristico, con strutture ricettive che rispettino l'ambiente.
salvatore i.
5 dicembre 2012 alle ore 14:07CI VUOLE UNA CULTURA DIVERSA E RICONVERTIRE LE INDUSTRIE MALSANE E IMPRODUTTIVE NEGLI ANNI... COMINCIANDO DA QUELLE ENERGETICHE... CON L'ACCIAIO CI VUOLE PIù TEMPO... SE LO FERMI ORA SENZA FARE UN LAVORO SOCIO-CULTURALE ED ECONOMICO, DISTRUGGI L'ECONOMIA DEL PAESE... NN ESAGERIAMO... COMINCIAMO A NN FAR MORIRE LA GENTE, POI CAMBIAMO LA MENTALITà E LE POLITICHE DI QUESTO PAESE E FRA 10 ANNI UN'ACCIAIERIA POTRà ANCHE DIVENTARE UN AGRITURISMO SENZA DEVASTARE L'OCCUPAZIONE (COSA VUOI FARE OGGI???? CON I TERRENI CONTAMINATI, PER FAVORE)... LE PROPOSTE DI QUESTO POST MI SEMBRANO CONDIVISIBILI... LE TUE, NOBILI MA NN REALIZZABILI NEL BREVE TERMINE. CERCHIAMO DI ESSERE RAGIONEVOLI PLEASE
sanapo francesco
5 dicembre 2012 alle ore 14:095000 persone più 20mila di indotto,relative famiglie, per circa 40mila altre persone + danni per le imprese che dovranno comprare all estero+ danni per il mercato visto che coprire l'offerta di acciaio che fornisce l ilva,ad oggi,è fantascienza + danni ai fornitori dell ilva + fallimento di migliaia di imprese che comprano dall ilva e non potrebbero andare sul mercato estero perchè piccole + migliaia di trasportatori che non saprebbero come riempirli treni e camion. li mantieni tu? o li metti a lavorare nel tuo fantascientifico parco giochi? il problema non è l'ilva,è il mondo che gli gravita intorno. ragionate prima di parlare.
salvatore i.
5 dicembre 2012 alle ore 14:19quoto francesco
Pippo65
5 dicembre 2012 alle ore 14:26Le industrie vanno risanate e bonificate prima di chiuderle o smantellarle.
Fino a che sono produttive e profittevoli (come pare sia ILVA) devono continuare a lavorare sempre pero'in modo piu possibile "pulito".
Dai profitti devono arrivare i soldi per le bonifiche, bisogna rendere OBBLIGATORI per legge gli investimenti di risanamento.
Quando dovranno per forza chiudere (nulla e' eterno..) le aree che le contengono saranno di sicuro piu pulite e meglio utilizzabili.
Guardate cosa hanno combinato a Bagnoli dove hanno chiuso prima di risanare.
henry venis
5 dicembre 2012 alle ore 14:01Il popolo ha il buon senso delle cose I prof/politici no, hanno altri interessi, piu che altro, quelli degli amici.
salvatore castellano
5 dicembre 2012 alle ore 14:03Autogestita non nazionalizzata
Salvatore Bauso
5 dicembre 2012 alle ore 14:05Per bonificare gli impianti passeranno anni e anni, pertanto la concorrenza ci avrà già sbaragliati.
Beppe A.
5 dicembre 2012 alle ore 14:09L'unica cosa che NON bisogna assolutamente fare e' la svendita a capitali stranieri, che e' proprio il piano di smantellamento industriale che stanno perseguendo monti&c.
Capitali profitti e lavoro devono restare nel nostro paese, non abbiamo bisogno di una multinazionale che si fa i suoi profitti e poi se le cose van male chiude o delocalizza il lavoro.
Le liberalizzazioni alla prodi ormai dovrebbero averlo insegnato
sanapo francesco
5 dicembre 2012 alle ore 14:17se tu conoscessi la storia dell'alfa e della lancia la penseresti diversamente. il governo obbliga fiat a comprarsi alfa-lancia per non darla all estero,alla ford se non ricordo male, la sovvenziona per decenni,un bel giorno i soldi finiscono ..30anni dopo,guarda guarda,lancia sta chiudendo e gli utili dell alfa non ripagano manco i tergicristalli che ci montano,tant'è che se non delocalizzano anche alfa chiuderanno anche quella. puoi dire quello che vuoi, e sul piano sociale hai perdettamente ragione, ma trova un solo caso al mondo in cui la nazionalizzazione ha funzionato.
salvatore i.
5 dicembre 2012 alle ore 14:22dipende francesco... in Islanda la nazionalizzazione ha salvato il paese... con questa classe politica ed imprenditoriale nn servirebbe a nulla e concorderei con te... ma qui ci proponiamo di azzerare tutto e ricominciare da capo...
incerti giovanni
5 dicembre 2012 alle ore 14:43nazionalizzazioni parziali, sovvenzioni con controllo e non a babbo morto come la fita... in francia guardati renault e peugeot... non il massimo se vuoi ma funziona (la chrisler in pratica è stato così, ma obama ha rivoluto poi i soldi indietro eh?)
Maria G.
5 dicembre 2012 alle ore 14:16Una no tax areao una tassazione progressiva che premia le industrie virtuose sul piano ambientale, quelle tecnologicamente avanzate,dedite alla ricerca.
Le attività agro alimentari e il turismo.
Le agevolazioni fiscali devono favorire le imprese e attività locali.
I proventi fiscali devono rimanere al territorio per risarcirlo dei danni.
Contributi irpef ridotti per i cittadini di Taranto, che già pagano tanto in cure mediche.
Chiusura dell'ilva, perché è comunque destinata alla chiusura tra qua Una no tax area,o una tassazione progressiva che premia le industrie virtuose sul piano ambientale, quelle tecnologicamente avanzate, deditte alla ricerca.
Le attività agro alimentari e il turismo.
Le agevolazioni fiscali devono favorire le imprese e attività locali.
I proventi fiscali devono rimanere al territorio per risarcirlo dei danni.
Contributi irpef ridotti per i cittadini di Taranto, che già pagano tanto in cure mediche.
Chiusura dell'ilva, perché è comunque destinata alla chiusura tra qualche anno e promozione di una nuova economia.
Per il risanamento incaricare imprese locali, ovviamente verificando che siano adatte a portarea termine gli incarichi ricevuti.
Stop alla pratica del subappalto per le imprese che dovessero aggiudicarsi i lavori.
Premiare le imprese che assumono a tempo indeterminato, scoraggiare il ricorso al lavoro precario.
lche anno e promozione di una nuova economia.
Per il risanamento incaricare imprese locali, ovviamente verificando che siano adatte a portarea termine gli incarichi ricevuti.
Stop alla pratica del subappalto per le imprese che dovessero aggiudicarsi i lavori.
Premiare le imprese che assumono a tempo indeterminato, scoraggiare il ricorso al lavoro precario.
Alessandro P.
5 dicembre 2012 alle ore 14:18Se lo stato spende soldi per bonifica impianti l'esproprio dovrebbe essere una scelta obbligata.
E i Riva dovrebbero comunque risarcire i danni alla collettività anche se probabilmente farebbero una fuga all'estero con i soldi.
michele gallucci
5 dicembre 2012 alle ore 14:20GENIO!
Maria G.
5 dicembre 2012 alle ore 14:25Posto di nuovo il commento perché il primo era illegibile
Una no tax area o una tassazione progressiva che premia le industrie virtuose sul piano ambientale, quelle tecnologicamente avanzate,dedite alla ricerca.
Le attività agro alimentari e il turismo.
Le agevolazioni fiscali devono favorire le imprese e attività locali.
I proventi fiscali devono rimanere al territorio per risarcirlo dei danni.
Contributi irpef ridotti per i cittadini di Taranto, che già pagano tanto in cure mediche.
Chiusura dell'ilva, perché è comunque destinata alla chiusura tra qualche anno, e promozione di una nuova economia.
Per il risanamento incaricare imprese locali, ovviamente verificando che siano adatte a portarea termine gli incarichi ricevuti.
Stop alla pratica del subappalto per le imprese che dovessero aggiudicarsi i lavori.
Premiare le imprese che assumono a tempo indeterminato, scoraggiare il ricorso al lavoro precario.
Maria G.
5 dicembre 2012 alle ore 14:29L'impulso dato all'economia locale compenserebbe lo stato italiano delle mancate entrate fiscali, con i risparmi sulla sanità, e in prospettiva con la crescita economica che moltiplicherebbe le attività economiche e quindi le entrate fiscali.
luigi colletta
5 dicembre 2012 alle ore 14:32ilva:è stata costruita con materiali scarti comperati da persone che dovevano sottostare a quanto comandava la "mafia"questo avveniva nel"64"a stabilimento finito era già fortemente inquinante e altrettanto mal funzionante.quindi per rimetterlo in marcia è necessario aggirare gli ostacoli di mafia ( non semplice)toglierlo dalla supervisione dei politici e aggiustare ciò che non funziona,chi sa tutto ciò sono gli operai che vi lavorano tutti i giorni.
Giuseppe S.
5 dicembre 2012 alle ore 14:34Quoto!!!!!!! ma per fare ciò bisogna avere le "palle" .... attributi che la nostra attuale classe politica dirigente sembra non avere...
Vincenzo C.
5 dicembre 2012 alle ore 21:12Mica devono farlo loro, forse il fare veniva dopo la loro sostituzione.
Benedetto Neroni
5 dicembre 2012 alle ore 14:35E secondo te Bersani, le cui campagne elettorali sono finanziate da Riva, potrebbe mai permettere una cosa del genere?
salvatore i.
5 dicembre 2012 alle ore 14:36ti sei risposto da solo...
Francesco De Pasquale
5 dicembre 2012 alle ore 14:36L'ILVA è uno scempio e non può essere bonificata se non dopo averla abbattuta e ricostruita lontanissimo dalla città e con tecnologie davvero all'avanguardia. Ricostruire un'industria simbolo di un'economia insostenibile e che opprime e soffoca le alternative pulite sarebbe un ulteriore schiaffo a Taranto. Noi l'Ilva non la vogliamo più
salvatore i.
5 dicembre 2012 alle ore 14:55SI COME A BAGNOLI... Vallo a chiedere agli operai tarantini se nn la vogliono più... e dai...
Andrea Palmatè
5 dicembre 2012 alle ore 14:37Cioè fatemi capire.. io tarantino. devo:
1) Continuare ad essere inquinato
2) Dato che riva non pagherà mai ripagarmi l'ILVA con le mie tasse...
3) Svendere l'ILVA pagata con le mie tasse a qualche cinese che possiede il debito italiano..
OTTIMA IDEA! ....
salvatore i.
5 dicembre 2012 alle ore 14:50quindi per te risanare e bonificare significa restare inquinato. il fatto che se riva nn paga si procede alla confisca o che lo stato controlli l'azienda ricavandone utili significa pagare l'ilva con le tue tasse... nazionalizzare o vendere sotto un controllo ben differente, significa svendere ai cinesi? che poi probabilmente farebbero meglio degli italiani???...
e cosa propono tu???? smantellare tutto???? vallo a dire agli operai tarantini come te... che poi secondo te smantellando tutto (come è successo a bagnoli) ti farebbe vivere in un ambiente sano... a povera Italia... a volte mi chiedo come si è potuto votare per decenti della gentaglia così... poi leggo questa risposta e allora tutto torna....
Mario Amabile
5 dicembre 2012 alle ore 14:39Considerato il disastro ambientale, le morti, i malati e le sofferenze causate in maniera CONSAPEVOLE, la famiglia Riva, ma anche quelli che hanno consentito lo scempio tacendo o falsando i dati, DEVONO SUBIRE LA CONFISCA TOTALE DEL PATRIMONIO.
Proposte più blande sono solo un regalo a persone prive di scrupoli, spietati assassini, definirli diversamente è solo incapacità di comprendere l'entità dello scempio perpetrato per anni.
luca palma
5 dicembre 2012 alle ore 14:43MI sembra un piano improbabile e insufficiente.
I veri proprietare dell'Ilva sono gli operai che hanno la regalato la vita, le speranze, il loro futuro a dai Mafiosi in giacca e cravatta.
Se gli operai fossero uniti contro: Lo stato che ha permesso che accadesse qello che tutti hanno sempre saputo; I riva che devo essere ARRESTATI SUBITO, i SINDACATI che non hanno mai tutelato i lavoratori, solo allora qualcosa accadrebbe veramente.
Per tutti UNITI intendo, da ora in ASSEMBLE PERMANENTE per ottenere
1) l'arresti immediato di tutti i vertici dell'azienda, come attività preventiva.
2)l'arresto dei Riva e la confisca di tutti i bene, come nei reati di MAFIA.
3)L'arresto degli esponenti POLITICI coinvolti nella più grande truffa ai danni dello stato della storia dell'Italia repubblicana.
4)Lo STATO(che siamo noi) garantisce ai lavoratori dell'ilva lo stipendio e la bonifica degli impianti.
ps
per tutte le persone arrestate appronterei una prigione proprio nello stabilimenti avvelenato, in modo che godano degli stessi provilegi che hanno avuto operai e famiglie dell'ILVA.
salvatore i.
5 dicembre 2012 alle ore 14:52si bravo... la tua è una soluzione geniale... i colpevoli in galera (che poi escono dopo 2 mesi) e lo Stato paga... che come tu stesso hai detto siamo NOI!!! nn ci avevo pensato... in effetti 4 miliardi di euro li ho proprio trovati per terra oggi camminando per la strada....
luca palma
5 dicembre 2012 alle ore 15:02Si paga lo stato
confiscando i beni dei Riva
Per la galera e l'uscita dupo due anni, può darsi.Ma se tutti siamo uniti nel condannare la questione non c'è più speranza per i furbetti!
Tutti noi dobbiamo assumerci la responsabilità di quanto accaduto.
1) abbiamo votato i politici che hanno combinato questo scempio
2) abbiamo sempre voltato la faccia dell'altra parte troppo impegnati a badare a fatti nostri!.
3)perso tempo a cercare soluzioni parziali.
4) mi spiace disilluderti, ma comunque andrà stiamo già pagando!
salvatore i.
5 dicembre 2012 alle ore 15:06certo... se paga lo stato confiscando ai riva allora convieni con la proposta scusami... se nn ripaga lui allora gli si confiscano i beni... tutto qui. certo che stiamo già pagando... lo facciamo dal dopoguerra....
luca palma
5 dicembre 2012 alle ore 15:13Secondo me i Riva non pagheranno mai!
Deve essere una azione di forza.
Confisca dei beni e arresto.
Come per i Politici e i vertici dell'azienda.
Ritengo però che la questione debba essere pilotata degli Operai.
Loro TUTTI UNITI hanno la forza di chiedere e ottenere queste cose.
Poi concordo che ogni altra soluzione di mediazione non farà altro che indorarci ( noi stato pagante)la pillola!
Kris Elle
5 dicembre 2012 alle ore 14:43Le cose giuste e di buon senso son sempre le più semplici, purtroppo in mezzo ci sono i soliti politicanti, soldi e interessi che rendono il tutto uno schifo a spese dei soliti cittadini. L'Italia andrebbe 'bonificata' prima da questi elementi.
Johnny Gaspari
5 dicembre 2012 alle ore 14:47Approvo in pieno aggiungendo qualche annetto di carcere per Riva. I reati di disastro ovviamente vanno espiati in uno stato di diritto.
Maurizio B.
5 dicembre 2012 alle ore 14:54e il carcere per tutti i politici degli ultimi 30 anni ?????
Luca D.
5 dicembre 2012 alle ore 14:58Sappiamo tutti come andrà a finire.....
1)i migliarducci imboscati nn usciranno mai...
2)ILVA in bancarotta....
3) nessuna salvaguardia per i lavoratori e i tarantini
4)lo stato assente
.....e come al solito CE LA PRENDIAMO TUTTI IN QUEL POSTO.......
salvatore i.
5 dicembre 2012 alle ore 15:04appunto... allora cambiamo lo stato e votiamo m5s
Luca D.
5 dicembre 2012 alle ore 15:25Ok...ma siamo anche realisti....non ti credere che anche se il M5S (col la maggioranza dei seggi, cosa poco probabile) possa risolvere il problema cosi facilmente!!!
Roberto B.
5 dicembre 2012 alle ore 15:45Luca, il M5S siamo tutti noi, tutti quelli che vogliono cambiare il marcio che c'è, se tutti lo vogliamo, possiamo farcela !
salvatore i.
5 dicembre 2012 alle ore 15:48intanto è un inizio... nn andare a votare è un delitto in questo momento
Q Q
5 dicembre 2012 alle ore 15:061-ESPROPRIO (DOPO BONIFICA PAGATA DAL "VAMPIRO" )
2-COSTITUZIONE DI COOPERATIVA ( DIRIGENTI SOCI-MEMBRI A ROTAZIONE )
3-DIVISIONE DEGLI UTILI AI LAVORATORI
SICURAMENTE UNA AZIENDA + SANA , E + COMPETITIVA .
MARIO MONTI , E "DANNI" VARI
http://www.informarexresistere.fr/2012/05/04/chi-e-mario-monti-quel-che-viene-taciuto-per-evitare-una-sommossa/#axzz2EB4oHjpi
Robert Munchen
5 dicembre 2012 alle ore 15:13Queste sarebbero le idee del M5S? forse non vi è chiara una cosa, se in italia e in particolare nel meridione, non conviene neanche aprire un chiosco di bibite, l'acciaieria più grande d'europa si reggeva in piedi SOLO perchè NON sosteneva gli altissimi costi ambientali. Ok la bonifica, ma se credete di far funzionare un impianto siderurgico nel pieno rispetto delle regole sanitarie ed ambientali, l'ILVA non farà MAI utili, mai! Gli altri competitotors europei, che godono di regimi fiscali migliori, più produttività, meno burocrazia e più infrastrutture, la disintegrerebbero. L'ilva ha tenuto botta alla concorrenza, solo perché lei, a differenza degli altri, non rispettava i vincoli sanitari ed ambientali.
simone trinchero
5 dicembre 2012 alle ore 15:18Però molti competitor dell'ILVA sono in Germania mi pare, e non credo che li si possa inquinare gratis.
incerti giovanni
5 dicembre 2012 alle ore 15:33e nemmeno lavorano sottopagati aggiungerei... forse resettare la mentalità del liberismo e globalizzazione a tutti i costi no? perchè i guadagni erano altissimi invece all'ilva, non solo per via mancato costo delle opere di bonifica
Luca Pilolli
5 dicembre 2012 alle ore 15:41"Ci vollero più di due decenni (N.d.t. 20 anni), ma Nucor continuò a spingere il volano, e alla fine generò profitti maggiori di qualsiasi altra società dell'acciaio riportata nella lista Fortune 1000." Pagina 27 del libro Good to Great (trad. in It. O meglio o Niente) di Jim Collins.
Giusto per citarti un esempio di un settore, acciaio, che guidato da una Leadership (livello 5), può fare e raggiungere.
Dove? Negli USA che in termini di leggi a protezione dell'ambiente non sono proprio leggeri (guarda caso i risarcimenti maggiori nella storia industriale sono negli USA).
La sai la storiella del tipo che deve fare l'esame per la barca? All'esame l'esaminatore gli chiede se c'è vento lei che fa, e lui risponde butto l'ancora e do corda. E se il vento diventa un temporale? Lui "do corda". E se il temporale diventa una tempesta? E lui "do sempre corda". Ma mi scusi quanta corda ha nella barca? E lui risponde "Tutto il vento che lei ha in testa". :DD
Questo per scherzare un po' su una cosa, e cioè che quello che si può e non si può fare, c'è solo nella testa delle persone. Quello che non si può fare non è né una legge, né un evidenza, né tanto meno reale (costruttivismo), è soltanto una scelta di qualcuno o di molti.
Salute e prosperità.
Norman F.
5 dicembre 2012 alle ore 16:03Cavolate, una volta adeguato l'impianto verrà ammortizzato solo in più tempo. Il danno ormai è fatto e l'Ilva non può andare avanti così.
simone trinchero
5 dicembre 2012 alle ore 15:16Che ideone!
1 - è assai difficile che la manodopera dell'ILVA abbia le competenze tecniche per le opere di risanamento.
2 - nel frattempo che bonifichiamo senza produrre si ferma indotto e catena industriale a valle.
3 - perché secondo voi è facile dimostrare che il tale si è sicuramente ammalato per l'inquinamento prodotto dall'ILVA e non per un altro motivo. Avremmo cause legali che durano decenni.
Se trovate soluzioni con questa faciloneria siamo apposto!
Luca D.
5 dicembre 2012 alle ore 15:23ok per i primi 2 punti....considera che la magistratuta ha chiuso lo stabilimento proprio grazie alle analisi effettuate sul territorio. E' scentificamente provato che l'ILVA uccide.
Roberto B.
5 dicembre 2012 alle ore 15:30senti, a prescindere dal fatto che è DIMOSTRATO che l'ilva non è a norma e che uccide !
tu continueresti quello che si è fatto da sempre, cioè inquinare ed avvelenare la gente, ma contemporaneamente dare soldi ai politici e controllori per non far emergere la verità ?
.. che il personale dell'Ilva non sia tecnicamente preparato, può essere, ma con un bel corso pagato dall'ilva, lo si potrebbe preparare.
.. fra il fermare la produzione o avvelenare altre persone, i dubbi non dovrebbero esistere, non credi ?
Giuseppe Acquafresca
5 dicembre 2012 alle ore 17:03E tu cosa proponi?
simone trinchero
5 dicembre 2012 alle ore 17:06Ma certo che l'ILVA uccide, dico che però, caso per caso, deve essere dimostrato in tribunale che quella singola persona si è ammalata a causa dell'Ilva e non per un altro agente inquinante. Questo problema si è già verificato nel caso dell'amianto in passato. A meno di dire "io me ne frego del diritto e delle leggi e metto in galera chi voglio perché so che è giusto così", ma non mi pare un buon inizio.
Si può anche decidere di chiudere e basta la fabbrica con atto di imperio ma anche questo ha pesanti conseguenze. Forse è meglio trovare una soluzione credibile intermedia, obbligare al risanamento, minacciando anche in ultima analisi l'esproprio, ma accettare il danno di continuare a produrre inquinando ancora qualche mese. E poi passare a processare democraticamente chi si è reso responsabile in questi anni di quanto è successo.
SERGIO CRESPI
5 dicembre 2012 alle ore 17:20Sono osservazioni giuste, ma credo fosse una traccia di massima.
"Il più possibile" già lo spiega. La seconda osservazione mi sembra giusta. Si dovrebbero sapere i tempi di esecuzione e magari valutare la possibilità di intervenire nelle situzioni più gravi prima, per poi di grado in grado finire il resto. Sul terzo punto invece credo vada fatta prima una cernita dei richiedenti e poi valutare il da farsi. Non per negare un aiuto, ma per stabilire come aiutare. Mi sono sempre chiesto come mai andassero ad abitare lì. Sono case popolari assegnate? Perchè se non lo sono c'è effettivamente da capire se la gente fosse così ignara del pericolo o fossero così convenienti da spingerli ad andare lì ad abitare nonostante i rischi. E' lunga da discutere in questa sede, ma le domande che mi vengono in mente sono tante...
Il punto fermo è senz'altro che questi Riva erano consapevoli di ciò che accadeva e questo è il peggio.
Luca
5 dicembre 2012 alle ore 19:55In effetti anche Lei ha ragione ma se si continua a non fare niente per paura di altre conseguenze resteremo sempre al punto di partenza e le persone continueranno a morire.
Certo non si può assolutamente dire che uno si è ammalato a causa dell'ilva ma per statistica in una camera di oncologia su 4 malati di tumore uno è probabilmente a causa del l'inquinamento dato dall'ilva.
O se vogliamo diciamo che tutte e 4 le suddette persone avrebbero vissuto più a lungo prima di ammalarsi.
Fabio Campa
5 dicembre 2012 alle ore 19:55La soluzione è, invece, molto più semplice.
Il risanamento dovrebbe farlo la famiglia Riva a proprie spese e con il personale interno (ovviamente oltre alle aziende specializzate esterne che sarà necessario reclutare). La produzione potrebbe anche riprendere da subito (per non fermare l'indotto e salvaguardare il PIL nazionale che tanto sta a cuore a MareMonti) con l'unico vincolo che nessun euro dovrebbe andare nelle tasche dei riva ma TUTTO dovrebbe essere reinvestito nel risanamento.
Per l'aspetto salute la vedo molto più difficile ma un buon contributo economico (sempre dalla famiglia riva) alle strutture sanitarie tarantine non sarebbe male. Quello che sfugge a molti è che stiamo parlando di un'azienda PRIVATA che ha fatto utili stratosferici ignorando il rispetto per gli esseri umani che stanno dentro e fuori dalla fabbrica. Non ne facciamo un FALSO caso di problema del lavoro ....
Ufficio Stampa Senatrice Mancuso
5 dicembre 2012 alle ore 15:29Grillo, Mancuso FLI denuncio Grillo per avermi copiato proposta ILVA
La senatrice FLI Annamaria Mancuso denuncia pubblicamente che Beppe Grillo M5S le ha copiato la sua proposta sull'Ilva di Taranto. La Mancuso (FLI) lo scorso 28 novembre aveva pubblicamente dichiarato che " i costi delle cure degli eventuali malati di tumore dell'Ilva devono essere a carico di Fabio Riva " . Oggi il leader del Movimento 5 Stelle, Grillo, ha pubblicamente dichiarato e postato anche su i social-network la stessa proposta della Mancuso, facendola propria.
Roberto B.
5 dicembre 2012 alle ore 15:35che ha la senatrice, il Copyright del buon senso ?
.. se copia la riduzione di stipendi e i "due mandati e a casa" .. io non la denuncio di certo ..
Norman F.
5 dicembre 2012 alle ore 15:54È quindi?!
sandrolibertini
5 dicembre 2012 alle ore 16:14Santa Manncuso prego per te.
Tu sei una santa
non copi da nessuno
hai idee estremamente orginali
nessuno ci arriva, tutti scemi..
Ma vafff
Stefano Florian
5 dicembre 2012 alle ore 16:19La Mncuso l'ha copiata da me che l'ho postata mesi e mesi fa su facebook...come la mettiamo?
marco a.
5 dicembre 2012 alle ore 15:32a qualcuno non è chiaro come funziona. il diritto va studiato non si possono confondere i sogni con la giustizia. l'unico modo perchè accada una cosa simile consiste nel cestinare quasi tutti i codici italiani e riscriverli, dopo aver apportato una bella modifica pure alla costituzione, per dare un potere retroattivo a queste nuove norme.
Roberto B.
5 dicembre 2012 alle ore 15:41dici che i codici funzionano come il referendum sul finanziamento ai partiti, o come l'articolo 71 della costituzione per le firme depositate in parlamento contro la casta, o come pertanti altri casi ..
.. trovo giusto che le leggi vadano rispettate. e infatti la magistratura ha espresso il suo giudizio nel far chiudere l'ilva ed imporre il risanamento !
Dario Dorigo
5 dicembre 2012 alle ore 15:48Invece di "Denuncio" scriva "Ringrazio",
Invece di "copiato" scriva "considerato buona e proposto una soluzione molto simile alla mia".
Cercate di pensare alle soluzioni e non solo agli avversari a tutti i costi.
mavi pitty
5 dicembre 2012 alle ore 15:32Tre mosse di buonsenso..
Peccato che alla POLITICA - SINDACATI - e alla PROPIETA' (RIVA) non gli conviene!!!!
Che schfo!!
CARLO CASTELLI
5 dicembre 2012 alle ore 15:33ma ci sei tutto ?
attilio
5 dicembre 2012 alle ore 15:38ottima proposta. Verificherò se, nel prossimo parlamento, i rappresentanti del M5S la porteranno avanti nei tempi con la determinazione dovuta. In caso affermativo si saranno guadagnati il mio supporto.
Roberto B.
5 dicembre 2012 alle ore 15:47se anche tu dai una mano per le decisioni come questa, ci si può riuscire, .. ricorda che i ragazzi del M5S eletti sono i portavoce degli elettori e tutti assieme decideremo quali proposte fare !
Davide Scotti
5 dicembre 2012 alle ore 15:42quella indicata era , è e sarà la soluzione. Più tempo passa, con la solita politica del rimandare al futuro indeterminato, e più ci avviciniamo alla fine del problema : BAGNOLI !!!!!!! Ci teniamo la mobilità, la fine della produzione e l'inquinamento per tutti i secoli dei secoli. E che così non sia.
ermanno romano (ermanno.romano)
5 dicembre 2012 alle ore 15:43Interessante, perchè proprio ieri avevo pubblicato su FB la mia dichiarazione d'intenti per il Parlamento della quale riporto la parte relativa alla mia proposta all'emergenza ILVA.
"Vista l'emergenza ILVA, che vede da una parte persone intossicarsi e morire (pensiamo ai bambini!) avvelenati, dall'altra disperate perché senza lavoro e senza tutele (welfare), propongo che l'intero stabilimento (ma anche quelli di Milazzo, Gela, Priolo, Porto Torres ecc.) venga chiuso, ritorni ad essere bene pubblico e venga riconvertito in un museo(e annessa medioteca), stile TATE in UK, o meglio ancora RUHR in Germania, eco-friendly in tutti gli aspetti (energia pulita, impatto zero). Nel contempo, inizieranno dei lavori di bonifica (decenni), finanziati anche dai proventi del museo. La realizzazione del museo e relativa bonifica del territorio vedranno coinvolti i lavoratori dell'ILVA e la restante comunità locale, con benefici enormi in termini di occupazione, rilancio dell'economia (si pensi al turismo, ma non solo), rivalorizzazione del territorio e promozione culturale, civica ed eco-friendly a livello nazionale ed internazionale.
La produzione,se proprio inevitabile, sarà spostata in qualche area desertica adatta all'uso. Eventuali criminali coinvolti pagano come prescritto dalla legge, ridanno il maltolto e vengono dati ai lavori socialmente utili. Questo è il tipo di nuova politica a 5 stelle che ho in mente."
Belpaese
5 dicembre 2012 alle ore 15:46Il solito post che non ti porta da nessuna parte. La Ilva è nata nel 1905 dopo l'Italisider, negli anni '20 è diventata pubblica con l'Iri. Il gruppo Riva è arrivato nel 1995. Non prima, sono più di 100 anni che l'Ilva-Italsider-Iri-Finsider-Nuova Italsider-Lucchini-Riva esiste. Insomma un caos che non è certo tutta colpa di Riva. A lui si possono addebitare gli ultimi 17 anni ma i 90 anni di prima sicuramente no. Non dico questo per difendere i Riva ma lo dico perchè anche lo stato deve assumersi le proprie responsabilità anche perchè da quando sono entrati i privati non si è fatto rispettare ne l'ambiente ne la salute dei cittadini. A questo punto non si capisce a che cosa serve lo stato con tutti i suoi consulenti, professoroni, università, enti di ricerca, cnr, asl, laboratori analisi, Nas, Ros etc. Fermare gli impianti vuol dire solo e soltanto che l'area NON VERRA' MAI PIU' BONIFICATA. Da Nessuno. Distruggere la produzione vorrà solo dire dare alla Germania un altro canale di guadagno e dove noi siamo leader europei diventeremo acquirenti costringendo centinaia di aziende clienti dell'Ilva a comprare fuori ma a questo punto anche costringendoli a trasferirsi altrove per stare vicino al prodotto. Vuol dire anche distruggere l'economia di una zona. A quel punto nessuno tirerà più fuori un solo euro per risanare una zona distrutta. L'Ilva può diventare un esempio positivo solo se continua a produrre e continua a fare profitti per pagare le bonifiche. Niente espropriazione ai Riva per metterci un qualche consigliere politico e farla diventare una azienda fallita come tutte quelle pubbliche. I problemi li devono risolvere i Riva e certamente non lo faranno da dentro il carcere. Stanno pagando loro per una prassi praticata per decine e decine di anni senza che i vari Vendola dicessero nulla. Perchè i vertici politici che prendono soldi dai Riva non sono in gattabuia? Non hanno colpe?
Fernanda Massa
5 dicembre 2012 alle ore 15:50PER RISOLVERE IL PROBLEMA DELL'ILVA BISOGNA RISOLVERE IL PROBLEMA DEI POLITICI ITALIANI, eliminati loro si possono trovare soluzioni per tutto
Roberto B.
5 dicembre 2012 alle ore 15:50i politici non si assumono mai le proprie responsabilità.
Per questo i cittadini hanno sviluppato una Sfiducia totale nella politica.
In democrazia i politici hanno dei vincoli, e le persone devono sorvegliare attentamente il contenuto delle azioni politiche e avere accesso alle informazioni.
Il problema è che queste informazioni che presuppongono la trasparenza, mancano nei sistemi politici attuali.
Le responsabilità della crisi devono prima di tutto essere esposte all'opinione pubblica.
A quel punto, se esiste una base legale, la condanna dei colpevoli costituirà un importante atto di democrazia.
Le crisi di questa portata stravolgono la vita di molte persone, e non è possibile che non ci sia nessun colpevole.
Credo che i leader politici sono i più responsabili, ancor più dei banchieri e degli industriali.
Sono colpevoli di non aver vigilato, e spesso anche di complicità con chi ci ha trascinato nel baratro
Norman F.
5 dicembre 2012 alle ore 15:46La penso esattamente così! Ne troppo comunista ne troppo liberalista ma; logica.
Andrea S.
5 dicembre 2012 alle ore 16:02hemmm... credo che Monti abbia altri progetti. L'Ilva potrebbe essere acquistata da un qualche "investitore d'elitre" straniero. Si... proprio uno di quelli che stanno causando o cercano di causare la deflazione economica nel nostro ex bel paese.
Davide Tamburini
5 dicembre 2012 alle ore 16:12L' ILVA si sta' avviando verso due possibilità di futuro insostenibile:
- la strada di Bagnoli;
- la svendita a stranieri con la prosecuzione del disastro ambientale.
Tutto ciò è stato possibile grazie ad una collusione Stato-Mafia che ha creato i presupposti di questo scempio, facendo pagare anke a loro (insieme ai Riva) i danni di questo scempio.
Buona l'idea della confisca dei beni x le necessarie bonifiche.
antonio genuardi
5 dicembre 2012 alle ore 16:17questo programma è una pia illusione!se si ferma la produzione la bonifica non la farà nessuno e Taranto si troverà oltre all'attuale inquinamento anche il cadavere di una immensa acciaieria anche'essa da bonificare. Quanti siti industriali abbondonati col loro carico di veleni, dal Piemonte alla Sicilia ci sono? E chi non ne ha mai visto almeno uno? Su questo argomento è meglio abbandonare la demagogia e la propaganda.
Giovanni Cena (girolimoni)
5 dicembre 2012 alle ore 16:18"Lo Stato siamo noi" non può funzionare SOLTANTO quando c'è una perdita mostruosa da condividere. Lo si capisce o no?
È una lunga storia quella delle aziende statali o parastatali. Storia irrealizzabile in modo pulito e preciso fintanto che non si sarà formata una nuova classe politica che sappia guardare OLTRE i 5 anni di mandato. Che sia onesta ma non solo, che sia davvero composta da statisti, da gente che è in grado di governare, di fare politica, di muovere le idee e di non far retrocedere il proprio popolo.
Troppo facile passare un atroce debito aziendale in mano pubblica, così oltre al magna magna successivo ci dobbiamo accollare pure i risultati dei magna magna precedenti.
Devono pagare loro! Non esistono procrastinazioni: devono pagare i responsabili. E, laddove siano morti o irrintracciabili, devono pagare i loro eredi. Luridi parassiti
claudio Giannone
5 dicembre 2012 alle ore 16:20Cari cittadini in merito alla scelta dei candidati per le prossime elezioni ritengo non sufficiente la rete,forse sarebbe necessario una ulteriore verifica
dei candidati , onde evitare persone che pur essendo maculate ed oneste,non in grado di rappresentarci in parlamento.qualcuno diceva "Io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi"La rete é una parte della società ma comunque é una parte virtuale.i candidati almeno per la regione di appartenenza si devono poter vedere negli occhi.
Penso ci sia tutto il tempo per fare ulteriori passaggi,onde evitare personaggi che abbiamo purtroppo visto in parlamento.Caro Beppe l'ultima volta che ti ho visto s.Ilario alla mia domanda come va?
mi hai risposto " alla bagascia mainea"
Ecco è proprio quello che non vorrei in parlamento
Facciamo riunioni e confrontiamoci ,probabilmente
in quelle sedi troveremo il meglio per tutti noi.
ricorda Beppe in piazza Martinez ci si vedeva si scherzava si discuteva e i migliori venivano naturalmente fuori.
La rete è utile ma gli sguardi le parole le discussioni accalorate E dirette sono indispensabili.
Pace a tutti Claudio Giannone Ge05.12.2012
alessandro pinto
5 dicembre 2012 alle ore 16:59perchè i candidati degli altri partiti li hai sempre guardati negli occhi ??
Francescoo Grasso (kevin il crociato)
5 dicembre 2012 alle ore 16:23La quarta mossa che ci vuole è la seguente, il Governo che ha voluto coniugare lavoro e salute per far si che la produzione riprende a ritmo all'ILVA, doveva emettere un provvedimento per mettere un blocco a tutti i capitali economici e i vari patrimoni perché la famiglia Riva non possa far svanire nei paradisi fiscali tali patrimoni, affinché tutte le tre mosse siano esaudite.
jerry rossi
5 dicembre 2012 alle ore 16:24grandissimo commento... questi industriali del cazzzzzzzzz...., vanno trattati così... e una pedata nel sedere e mandati all'estero in mutande
Fabio Fivoli
5 dicembre 2012 alle ore 16:25Ma come si fa a banalizzare in questo modo su un problema del genere? Ma dove vive Grillo? Nel paese dei balocchi? Uscite del genere mi fanno riflettere sulla possibilità di votare realmente il M5S.
Fabio Fivoli
Pippo88
5 dicembre 2012 alle ore 16:25Troppa faciloneria....
Le industrie vanno risanate e bonificate prima di chiuderle o smantellarle.
Fino a che sono produttive e profittevoli (come pare sia ILVA) devono
continuare a lavorare sempre pero'in modo piu possibile "pulito".
Inoltre ILVA fornisce acciaio per il 70% al mercato interno a prezzi concorrenziali.
Se la fermiamio si rischia di mettere in crisi altre industrie che saranno costertte ad acquistare materia prima all'esteroa prezzi maggiori.
Dai profitti di Riva devono arrivare i soldi per le bonifiche, bisogna rendere
OBBLIGATORI per legge gli investimenti di risanamento.
Quando dovranno per forza chiudere (nulla e' eterno..) le aree che le
contengono saranno di sicuro piu pulite e meglio utilizzabili.
Guardate cosa hanno combinato a Bagnoli dove hanno chiuso prima di
risanare.
Matteo B.
5 dicembre 2012 alle ore 21:30e secondo te come fanno suoi prezzi ad essere concorrenziali (concorrenziali perlatro anche con i prodotti importati dalla Cina) ?
Forse perchè nei suoi bilanci mancano milioni di euro spesi per ambiente e salute dei lavoratori..
Non solo è scorretto in assoluto che inquini, ma è anche una palese alterazione della concorrenza.
paolo m.
5 dicembre 2012 alle ore 16:26sarebbe ora di riiniziare a nazionalizzare industrie, anche se sono in perdita, perche le si può portare,con una sana gestione,ad un livello ottimale, una volta rimesso tutto in ordine la si può privatizzare, ma con un serio contratto di privatizzazione che garantisca occupazione, sicurezza,e diritti dei lavoratori. senza perciò vendela ad un prezzo irrisorio, come spesso è accaduto.
marco F.
5 dicembre 2012 alle ore 16:33caro amico come vedi ho approvato il tuo commento, volevo soltanto riferirti che pochi mesi fa ho fatto lo stesso commento con un importante investitore bancario svizzero, non immaginerai mai la risposta: "ma se l'azienda è sana perchè venderla ?".
giampaolo gottardo
5 dicembre 2012 alle ore 16:27salve,prendo spunto dal caso Ilva per mettere in dibattito il significato di Nazione, di cittadinanza italiana, di comunità italiana e di comunità straniera e le relazioni tra le stesse; a mio modesto parere una nazione è di sola proprietà della cittadinanza della stessa privata / pubblica (la federazione europea non dovrebbe avere alcuna autorità in merito): gli stranieri possono solo usufruire di concessioni da privati, da municipalità o da demani con l'obbligo di deposito (come ora per tutte le concessioni) di un ammontare adeguato a ripristinare il sito come in natura al termine dell' uso della concessione: uno straniero non può acquistare terreni ma ne può prendere in affitto dalla comunità / dal privato; si tenga presente che una missione che può essere valida oggi fra 50 anni potrebbe non avere senso e noi cittadini non possiamo prenderci sul groppone iniziative di psudo privati che col passare del tempo portano ad inutilità ed a disastri alla collettività mentre i fautori si sono fatti i loro guadagni e poi al finire manifestano insolvibilità.
marco F.
5 dicembre 2012 alle ore 16:29Sono d'accordo con il commento. Scrivo però perchè ho sentito dire che l'area dell'Ilva Taranto interessa agli USA che sono pronti ad acquistarla per costruire la più grande base di sottomarini a propulsione nucleare nel mediterraneo. Potete controllare se è vero e quindi denunciare questo ennesimo scempio ?
stefano cecchin
5 dicembre 2012 alle ore 16:37Si può fare, volendo, si può fare.
giamps
5 dicembre 2012 alle ore 16:47ILVA?
Lo stato ha già messo i soldi a Napoli per riconvertire gli impianti , successe negli anni 80 , poi il tutto fu smantellato e venduto... l'altoforno numero 5 fu venduto ai cinesi e credo che oggi sia ancora utilizzato da quelle parti per fare concorrenza sleale.
L'azienda era la stessa , poi chiamata ILVA , gli attori politici erano diversi , ma temo che il risultato sarà il medesimo.
Nel frattempo il tornato ha portato amianto e scarti di lavorazione in tutta taranto e non solo.
Mi piacerebbe sapere che ne pensano i coltivatori e gli allevatori , e mi piacerebbe sapere quanta diossina ci sarà in quei prodotti alimentari , se verranno venduti o gettati alle ortiche.
Mi piacerebbe sapere quanti pesci e quanti esseri viventi di varie specie sono stati avvelenati...
Secondo me c'è da usare la normativa contro la malavita , sequestrare tutto , esproriare , e rivendere a chi mette i soldi per riqualificare , aprire la cella mettendoci dentro un pò di persone , visto che mi risulta incontestabile il dato sulle morti e sull'inquinamento prodotto.
Sono i soliti che fanno gli "imprenditori con il culo degli altri".
PAOLO COGORNO
5 dicembre 2012 alle ore 16:48Bonificare e continuare a produrre e ad ammazzare gente, o bonificare almeno una grande parte e poi produrre ?
Questo è il problema.
salvatore di vincenzo
5 dicembre 2012 alle ore 16:49riva sapeva d'inquinare,ha guadagnato un sacco di soldi compromettendo la salute e la vita di molte persone,ora deve pagare,ma sicuramente altri sapevano e si arricchivano.perchè la magistratura non indaga in questo senso,chi ha chiuso un occhio forse due,e gli si fà pagare il conto?
anche per il futuro,se altri ci provano sapendo a cosa vanno incontro magari ci ripensano.se nessuno li punisce questi fanno quello che vogliono.
normalmente in democrazia cosi dovrebbe essere,ma in uno stato di regime come è adesso l'italia le lobby,i grandi industriali e le multinazionali fanno quello che vogliono con il consenso dei nostri politici che tutto fanno meno che gl'interessi del nostro paese.
Alessandro M.
5 dicembre 2012 alle ore 17:03Buongiorno, lavoro da molti anni nel settore siderurgico e posso affermare con certezza che la persona che ha scritto questo post non ha la minima idea di cosa significhi bonificare un'impianto delle dimensioni dell'Ilva! Innanzi tutto utilizzare il personale interno è impensabile: non è qualificato e del tutto incapace di progettare e costruire strutture portanti, coperture, filtri, canali di scolo, aspiratori, ecc.. Senza contare che nessuna azienda ha la capacità di pagare migliaia di persone improduttive. Se un'azienda non produce non guadagna, se non fattura con cosa paga gli operai che scopano per terra??? Acciaierie tedesche e austriache, molto più piccole, ci hanno messo decenni per completare le operazioni di bonifica! Per sostenere i costi di una tale operazione non bastano i capitali di 4 o 5 "famiglie Riva" messe insieme, soprattutto con gli impianti fermi! L'unica soluzione possibile è continuare a produrre e obbligare la proprietà a investire nel processo di bonifica parte del guadagno. In questo modo, nell'arco di 10/15 anni l'Ilva potrebbe rientrare nei parametri richiesti. Smentiamola di pontificare e scrivere cazzate senza alcun tipo di nozione tecnica. Io non mi metto a fare il comico, non ne sarei capace, per lo stesso motivo invito Grillo a fare il suo "lavoro" e lasciare che quelli che ne sanno più di lui facciano il loro.
antonio zennari
5 dicembre 2012 alle ore 17:24ti vergogni a scrivere il cognome a causa delle cretinate che hai espresso?
guido ligazzolo
5 dicembre 2012 alle ore 18:13ed io ti manderei a vivere , con famiglia, a fianco degli impianti cosí potresti vedere come avanzano i lavori di risanamento...! Vergognati!
[Vinkam :-) ]
5 dicembre 2012 alle ore 17:09Sono d'accordo ma manca una precisazione.
Metterei come direttore dei lavori sul posto il napo, quello dalla firma facile sui decreti più inumani.
Naturalmente lo priverei di maschera antigas per godersi i salutari effluvi odorosi alla diossina.
Quello .... nzo che incomincia a Stresa !
Don Diego della Begas
5 dicembre 2012 alle ore 17:11Ma è mai possibile scendere a un livello di banalità simile a questo post? Ma davvero Grillo pensa che, se tutto fosse così facile come la fa, altri non ci avrebbero pensato? Crede davvero che ai tarantini piaccia respirare merda tutti i giorni?
Ma è con questo modo di fare e di pensare - non di agire, a parlare pontificando si fa molto prima - che Grillo pensa si possa governare l'Italia?
Fossi un operaio dell'Ilva, mi incazzerei non poco per il bassissimo livello del post.
Giacomo Lo Presti1981
5 dicembre 2012 alle ore 17:25Tu cosa faresti invece? cassa integrazione e tuti assolti?
Kasap Aia
5 dicembre 2012 alle ore 17:38Non ha detto che è facile.
Ha detto che va fatto !
I Tarantini come del resto tutti gli italiani sono sempre stati e sono mancanti di una parte importante del corpo: le palle !
Morire in silenzio continuando a riperpetuare una classe politica collusa e incapace significa essere i complici idioti dei propri carnefici.
Don Diego della Begas
5 dicembre 2012 alle ore 17:48Sentite, va bene tutto, ma che cerchiate di fare la parafrasi a Grillo no: leggete bene.
E' stato chiaro, per una volta: ha scritto che "bastano tre mosse". Poi le ha elencate.
Allora, delle due l'una: o dice cazzate o ha ragione.
Propendo per la prima che ho scritto.
Quanto a me, non ho ricette mirabolanti nè frasi argute da gettare lì per essere fagocitate: la situazione è complessa e merita una riflessione seria, non battute da strapazzo. Infiocchettatele finché volete, ma tali restano: battute scipite.
Gianluca S.
5 dicembre 2012 alle ore 17:21Grande Beppe
Cristiano Pascale
5 dicembre 2012 alle ore 17:22Sono d'accordo con chi dissente a quanto detto nel post. La questione è leggermente più complessa di come esposta. Chi ha scritto il post non conosce il settore, ma in effetti non si deve far parte del settore per capire certe cose. La manodopera per i risanamenti ha un altro tipo di specializzazione rispetto agli operai dell'ilva. Non so quanto andrebbero a risparmiare effettivamente. Per il resto sarei ovviamente d'accordo. Ma di certo non si possono spegnere gli stabilimenti come è stato scritto. Semplicemente perché poi sarebbe impossibile riavviarli dopo aver finito la bonifica. Non si fa una bonifica all'ilva in 3 giorni. Avete sbagliato questa volta. Ma la rete serve a questo: ad individuare chi sbaglia e dimostrarlo. Quello he sta avvenendo adesso. Quindi, a diamoci piano con i giudizi affrettati. Sempre lì a puntare il dito.
guido ligazzolo
5 dicembre 2012 alle ore 18:04ma per piacere: gli operai non sono automi e possono imparare; la durata della bonifica puó durare anche piú anni; gli altoforni non sono delle comete che si perdono nello spazio: dopo essere stati spenti verranno smantellati ricostruiti e riaccesi, se l'acciaio é cosi strategico come si dice.
La Logica Mente (la logica mente)
5 dicembre 2012 alle ore 17:25Perfettamente d'accordo!
Fino a poco tempo fa credevo di essere l'unico a pensarla così...
marco c.
5 dicembre 2012 alle ore 17:25Il problema sia sul piano politico sia su quello pratico non è di così facile soluzione e, circa l'eventuale nazionalizzazione, non dimentichiamo che Ilva una volta era Italsider e quindi carrozzone IRI. Riva ha grosse colpe ma il disastro era già fatto.
Kasap Aia
5 dicembre 2012 alle ore 17:25Questa è anche la mia impostazione del problema.
Se non è successo è per le coperture politiche che ci sono state in questi anni.
Il ricatto salute-lavoro, lavoro-fame produce infamità come l'ILVA, non degne del vivere civile.
La parola ESPROPRIO non è ideologica, non lo è mai stata.
Essa serve a distinguere uno stato, una repubblica dalla somma totale delle sue "proprietà private" le quali non sono né sacre nè tanto meno inalienabili ove sia in gioco un bene superiore della collettività.
Ci sono tante e piccole ILVA in Italia.
Carlo C.
5 dicembre 2012 alle ore 17:30E se si espropriassero da subito tutti i beni della famiglia RIva.
In fondo sono tesori che sono stati costruiti sulla salute della gente quindi hanno un origine delittuosa.
Espropriamogli tutto e risaniamo l'Ilva nazionalizzandola !
giovanni tardocchi
5 dicembre 2012 alle ore 17:30Il post di Grillo è una sintesi, è ovvio che la situazione complessa dell'Ilva meriti una risposta più articolata. Ma il significato è: la proprietà DEVE essere costretta dallo stato a mettere in sicurezza l'impianto in un arco di tempo breve; se non lo fa lo stato DEVE espropriare azienda e patrimoni guadagnati sulla salute degli operai e dei tarantini.
Al. P.
5 dicembre 2012 alle ore 17:38Io capisco le giuste critiche alle modalita' di bonifica suggerite dal post ma il fatto che non si voglia far pagare a Riva la marea ( piu' di 3 miliardi di euro ) di soldi guadagnati sulla pelle delle persone e' semplicemente vomitevole.
Quella merda umana DEVE ridare i soldi indietro pagando gli stipendi degli operai e le spese mediche dei malati , fino a quando non ha
restituito tutto cio' che ha guadagnato in questi anni.
guido ligazzolo
5 dicembre 2012 alle ore 17:56perfetto, lineare, orientato all'obbiettivo, quindi ... non realizzabile!!!!!!!!!!!!!!!!!!
la polena
5 dicembre 2012 alle ore 17:58Il senso è :
chi sbaglia paga.
Non mi sembra tanto banale
e neanche tanto semplice da attuare,
visto che in questo paese non lo si fa!
Gastone L.
5 dicembre 2012 alle ore 18:01Perfetto, elementare Mr. Grillson!
guido ligazzolo
5 dicembre 2012 alle ore 18:06beppe basta pubblicitá ti prego, aiutami, fai qualcosa.
guido ligazzolo
5 dicembre 2012 alle ore 18:07community il pezzo mancante é nel vostro cervello!
Andrea Samorì (:-))
5 dicembre 2012 alle ore 18:09potresti essere tu :-)
ti garba ?? Però dovresti avere i requisiti per fare quel lavoro e dovresti essere pronto a rispondere del tuo operato.
In cambio un bello stipendio, diciamo una % sugli utili netti sviluppati e chiaramente nulla se sviluppi passivo.
Il pubblico può essere marcio ma il privato non dimostra di essere molto diverso.Quando il pubblico sbaglia paghiamo noi ma quando lavora bene noi incassiamo. Il privato se sbaglia paghiamo noi ma se lavora bene incassano loro.
Giulio C.
5 dicembre 2012 alle ore 18:09Ancora con le parole "esproprio" o "nazionalizzazione" (ma non era già dello stato?)? maddai.. eppure siamo nel 2012 non nell'Ottobre del 1917. Sembra proprio che la Storia, a volte, per qualcuno non ha nessun valore conoscitivo.La questione dell'Ilva è complessissima e se i responsabili di certe cose devono pagare questo è giusto ma non bisogna mai perdere di vista le conseguenze che certa demagogia scatena, e proprio per la complessità della questione bisogna fare attenzione alle parole e ai metodi proposti..
Aldo Borghi
5 dicembre 2012 alle ore 18:21Domandarono a Confucio:Da dove cominceresti se dovessi governare il popolo?
"Migliorerei l'uso del linguaggio"rispose il maestro.
Gli ascoltatori rimasero sorpresi:"Ma non c'entra con la nostra domanda!"dissero"che cosa significa migliorare l'uso del linguaggio?"
Confucio rispose:"Se il linguaggio non è preciso,cio' che si dice non è cio' che si pensa e se cio' che si dice non è cio' che si pensa,le opere rimangono irrealizzate;se non si realizzano le opere,non progrediranno nè la morale nè l'arte e se arte e morale non progrediscono,la giustizia non sara' giusta.Se la giustizia non sara' giusta,la nazione non conoscera' il suo fondamento e il fine a cui tende. Non si tolleri percio' alcun arbitrio nelle parole,ecco il problema primo e fondamentale".
paolo sarullo
5 dicembre 2012 alle ore 18:11Qualcuno puo' proporre che il numero dei parlamentari sia proporzionale al 100% dei votanti?Se alle prossime vota solo il 50% degli italiani,i parlamentari saranno solo il 50% e aboliamo i senatori a vita,che Monti vada fuori dai c........ni!Dobbiamo cacciarli questi che fanno i politici solo per far soldi e rubare.
guido ligazzolo
5 dicembre 2012 alle ore 18:20lavoro e salute non vanno coniugati ma bensí declinati:
1° in un mondo in salute
2° gli uomini lavorano per rimanere in salute.
Il resto non ci deve piú appartenere,non é il nostro mondo.
Aldo U.
5 dicembre 2012 alle ore 18:20sono quasi del tutto d'accordo ma bisognerebbe in v ia eccezionale mantenere una produzione limitata,il lavoro è una cosa molto importante e mantenerlo sarebbe il primo dovere, secondo, in caso di nazionalizzazione mettere la clausola che l'ILVA come minimo non dovrebbe avere perdite economiche, nel caso contrario sarebbe obbligatoria la vendita o la chiusura
antonio bottega
5 dicembre 2012 alle ore 18:30Le proposte sono ottime..peccato che sono irrealizzabili !!!
1-la bonifica spetta a società specializzate chi ci lavora non sa nemmeno cosa sia...
2-se bonifichi un sito credo sia logico che debba tornare a produrre!!!
3-non credo che la proprietà abbia tali disponibiltà economiche...
mettere ilva all'asta significa farle fare la fine di termini imerese..
chi lavora in fabbrica,sa bene quanto sia sottile il problema salute-lavoro, ad oggi denunciare una situazione del genere comporta alla chiusura di un sito...
non c'è lavoro e pur di non perderlo ,e di campare si accetta di tutto...
Frai Tp
5 dicembre 2012 alle ore 18:41Dunque cosa proponi????
enzo orlandi
5 dicembre 2012 alle ore 18:34Sono d 'accordo, proposta sensata,ma credo che per arrivarci serva l'aiuto della magistratura,non credo che ci sia ora un governo che la proponga.
Peppe Bepiro
5 dicembre 2012 alle ore 18:45Se io mi metto a fare il comico non faccio ridere nessuno, se Grillo si mette a fare il pianificatore di business invece fa ridere. Mi spiego. Se si chiude un'azienda grande come l'ILVA (ma vale per qualsiasi industria di base) per un certo numero di anni secondo voi i suoi clienti, cioè quelli che utilizzano i semilavorati dell'ILVA come materia prima per i loro processi produttivi, cosa fanno? Chiudono anche loro aspettando i comodi del fornitore? Impensabile, no? Quindi loro andranno a comprare da altri e diranno bye bye all'ILVA chiusa per bonifiche. Finite le bonifiche se l'ILVA ripartisse a chi venderebbe i prodotti? A nessuno, perché i clienti si sono sistemati in altro modo, magari con fornitori indiani e cinesi (peraltro ben più inquinanti e disattenti verso sicurezza e giusti salari). In conclusione, se industrie come quelle chiudono per qualche anno, non ripartono mai più perché il mercato farà a meno di loro. Non ha senso quindi spendere fiumi di soldi per risanare a impianti fermi: non serve, se vi piace chiudere chiudete e basta ma almeno i soldi per la messa a norma degli impianti risparmiamoli e utilizziamoli per follie meno sfacciatamente folli.
angelo appoloni
5 dicembre 2012 alle ore 18:57se questo stato fosse serio, prendrebbe i riva per palle indirizzandoli in galera a vita, espropriando i beni accumulati e inquinando la terra facendo morire le persone. Con il denaro si bonifica dando agli operai lo stipendio come se lavorassere fino alla fine della bonifica. A dimenticavo: durante la bonifica manderei deputati e senatori a dare una mano senza nessuna protezione per un'anno. Questo non accadrà perchè siamo governato da ladri e farabutti.
pino z.
5 dicembre 2012 alle ore 20:05Se il governo fosse dalla parte dei cittadini sequestrerebbe tutti i beni dei Riva e procederebbe direttamente alla bonifica ambientale.
Ma, come sappiamo, sono dalla loro parte.
mauro assanti-gironda
5 dicembre 2012 alle ore 19:03Se l'Ilva di taranto si ferma si ferma la lavorazione a caldo della materia prima e quindi si ferma anche Genova e tutti gli altri siti che lavorano il prodotto a freddo, senza considerare l'indotto di queste lavorazioni.
Non penso sia questo l'uovo di Colombo.
Enzo V.
5 dicembre 2012 alle ore 19:03A me dispiace per il rischio lavoro e ancor di più per quello salute. Quanti dovranno ancora ammalarsi di cancro "grazie" all'ILVA. Una cosa comunque mi sembra certa: il decreto che consente la ripresa delle attività é in aperta violazione della Costituzione e non solo del relativo art. 41, ma dello stesso principio generale della separazione dei poteri, avendo di fatto posto nel nulla un provvedimento disposto dalla Magistratura. A questo punto mi sembra piuttosto evidente che chi ha sottoscritto quel decreto si é reso responsabile di ipotesi di attentato alla Costituzione con tutte le conseguenze del caso.
Non aspettate, per discernere da che parte sta la ragione, oltreché il diritto, a contrarre voi stessi un male incurabile ...
Enrico Pascolo
5 dicembre 2012 alle ore 19:03Premesso che il risanamento dell'ILVA costa 3.5 miliardi di Euro, che Riva non ha e che nessun investitore sano di mente o non vocato al suicidio è disposto a tirar fuori, si può direttamente passare al terzo step.
O meglio, all'ultimo capoverso del terzo step laddove si precisa che l'ILVA, In mancanza di offerte private accettabili, non può che essere nazionalizzata.
Poiché nell'unione europea sono vietati gli aiuti di stato, tale operazione sarebbe incompatibile con la permanenza dell'Italia nella U.E.
Implicherebbe altresì un ulteriore esborso di denaro pubblico che, a prescindere dalle modalità con cui viene attuato (ulteriore emissione di titoli di debito, patrimoniali, aggravio dell'imposizione fiscale o quant'altro), finirebbe comunque per gravare sulle PMI; quelle poche realtà produttive che ancora possiedono i requisiti per essere competitive sul mercato globale.
Ecco perché allo stato attuale non esiste alcuna possibilità di salvare l'ILVA come insediamento economicamente produttivo.
Non esiste, in altri termini, alcuna possibilità di collocare sul mercato a prezzi competitivi (con il prodotto cinese) quantitativi di acciaio tali da compensare gli oneri finanziari derivanti dall'investimento (125.000 euro annui stimabili con un tasso di interesse del 2% e 20 anni di vita probabile).
Il resto, ivi compreso il decreto salva ILVA, è fuffa.
Tentativi conclamati di arrivare indenni alla tornata elettorale.
daniele m.
5 dicembre 2012 alle ore 19:351 - penso ci vogliano operai specializzati, con le dovute protezioni e la dovuta formazione
2 - beh, vorrei vedere: nessuno pensava di convertirla in fabbrica di pomodori pelati, penso...
3 - Riva risulta poco più che nullatenente: l'ILVA in cassa ha praticamente zero. I soldi veri pare siano in lussemburgo da tempo...difficile tirarli fuori da lì in tempi brevi o senza un invasione militare...
post buffoncello, direi...
sebastiano b.
5 dicembre 2012 alle ore 20:01Ma a chi volete che gli frega la possibile soluzione ricordiamoci che quando le spese toccano ai potenti i soldi li escono ma per portarli altrove e un po prima di quando gli si chiedono. Poi non capisco perchè quando si parla di cose scomode arrivano decreti che uccidono la democrazia e se invece si trovano i soldi nascosti non si può fare nulla?
Biagio Parisi
5 dicembre 2012 alle ore 20:37Beppe aggiungerei una cosa al terzo punto (che poi dovrebbe, in teoria, garantire il primo punto): dove non arriva Riva, pagano illimitatamente, con i patrimoni personali, tutti quei politici che hanno "messo mano" nel corso dei decenni a questa struttura. Risalire alle singole responsabilità e colpire. E questo deve essere fatto in tutti i settori, man mano che lo schifo uscirà allo scoperto. Chi non ha beni aggredibili, ma solo soldi portati in svizzera, gli si toglie la cittadinanza e via...se ne può stare in svizzera.
Fa Rossi
5 dicembre 2012 alle ore 20:59Bel programma! Il management dell'ilva merita che gli si imponga questo ed altro! Ma temo che il punto 1 possa non essere accetatto dai sindacati che di solito non permettono l'impiego dei lavoratori in mansioni diverse da quelle prescritte dalle loro specialita`. C'e` nessumo che sa di diritto del lavoro che puo` aiutare?
Grazie
sante c.
5 dicembre 2012 alle ore 21:35non mansioni diverse, ma di diverso livello.
Giovanni V.
5 dicembre 2012 alle ore 21:29Buonasera a tutte e tutti
La produzione va fermata non perchè lo dice Beppe Grillo (che fa bene a ribadirlo), ma perchè i giudici hanno chiaramente indicato che è primario bloccare i rischi per la popolazione. Se questo non è chiaro, riporto alcuni passaggi delle perizia epidemiologica che è stata usata nell'incidente probatorio. Queste frasi dovrebbero chiarire le idee anche ai più cinici:
A pagina 108 si legge che "il quadro sanitario della popolazione di Taranto esposta alle emissioni industriali e impiegata in diversi comparti lavorativi appare compromesso. Alcuni degli effetti riscontrati si continueranno a manifestare nel futuro a causa della latenza tra esposizione ed esiti ma la gran parte di questi potranno essere ridotti con interventi di prevenzione ambientale".
A pagina 219 ci sono i numeri relativi alle patologie croniche per farsi un idea di cosa significa continuare la produzione: "Nei 13 anni di osservazione sono attribuibili alle emissioni industriali 386 decessi totali (30 per anno), ovvero l'1.4% della mortalità totale, la gran parte per cause cardiache. Sono altresì attribuibili 237 casi di tumore maligno con diagnosi da ricovero ospedaliero (18 casi per anno), 247 eventi coronarici con ricorso al ricovero (19 per anno), 937 casi di ricovero ospedaliero per malattie respiratorie (74 per anno) in gran parte nella popolazione di età pediatrica, 638 casi totali, 49 per anno".
Nelle conclusioni vi è scritto chiaramente che:"L'esposizione continuata agli inquinanti dell'atmosfera emessi dall'impianto siderurgico ha causato e causa nella popolazione fenomeni degenerativi di apparati diversi dell'organismo umano che si traducono in eventi di malattia e di morte."
---
Ricordo che l'Ilva di Taranto nel 2011 non ha prodotto la totalità dell'acciaio italiano (come fa intendere il Ministro Clini e la "stampa" al seguito), ma meno del 30%.
Il resto, lo stanno decidendo i tarantini.
Giovanni Vianello
Amici di Beppe Grillo Taranto Meet Up 192
Giampaolo Bertuletti
5 dicembre 2012 alle ore 21:36Buonasera,
benché facilonissima, la proposta non é scevra di buon senso :
- anche qui in Francia (dove abito) si sta pensando di utilizzare il personale locale per smantellare la centrale atomica di Fessenheim (troppo vecchia per essere mantenuta in attività) : 25 anni di lavoro per tutti.
- non sono esperto per affermare che si possa bonificare mantenendo attiva la produzione : fra 15 giorno vado al congresso europeo dell'acciaio e vi saprò dire (ammesso che interessi qualcuno)
- negli USA, il leader mondiale delle placchette per freni auto (Federal Mogul, marca Ferodo) é andato in bancarotta ed é stato ceduto agli aventi diritto della class action intentata contro di lei per la sua responsabilità nei decessi ed invalidi provocati dall'amianto (materia largamente utilizzata fino agli anni '90 negli USA)
Cordialmente
MASSIMO M.
5 dicembre 2012 alle ore 21:36Io siceramente non sono daccordo sul fatto di statalizzare l'ilva ,anche perchè e stata già statale (ex italsider)
Il fatto di risanare gli impianti e giustissimo ma cio creerebbe un fermo deli impianti abbastanza prolungato (anni)con un forte rischio di rimanere fuori dal mercato quindi chiudere.
Purtroppo se vogliono far coincidere salute - lavoro l'unico modo e intervenire a risanare porzioni di fabbrica in modo costante anno per anno ,con i soldi della propietà naturalmente.
roberto d'iseppi
5 dicembre 2012 alle ore 21:38Credo bisognerebbe conoscere molto bene tutta la situazione, e gli importi relativi a qualsiasi soluzione...Da quanto conosco, si parla di circa 3,6 MLD per risanare e sembra che nè i Riva e nè la ILVA dispongano di importi interessanti...Tra l'altro, credo ormai sia difficilmente perseguibile una produttività dell'impianto in relazione a corretti standard di inquinamento...Bisognerebbe conoscere a fondo tutto bene...ma credo forse si dovrebbe valutare l'opportunità di raggranellare tutti i risarcimenti possibili e smantellare tutto. Risanare la zona e studiare e promuovere altre attività adatte...Non conosco Taranto e il territorio, ma credo si debbano iniziare a studiare per tutta l'Italia attività legate a tradizioni, culture, arti, artigianati, divertimenti, mode, turismi.......e piccole imprenditorie specializzate, per operatività di nicchia, o particolarmente tecnologiche e innovatrici...ce ne sono e ci sono anche tantissimi bravissimi piccoli imprenditori che sono spesso costretti a studiare più le burocrazie italiane e le loro varie persecuzioni che le loro produzioni...
G.N.
5 dicembre 2012 alle ore 21:44Nazionalizzare per al seconda volta l'Ilva mi sembra un suicidio. Già quando il gruppo Ilva era statale insieme alle altre aziende siderurgiche dello stesso gruppo, tutte navigavano in un mare di debiti ripianati puntualmente ogni anno dallo stato, debiti alimentati anche dal frega frega a più non posso tipico di qualsiasi azienda statale. Rifare lo stesso errore è follia.
Elsa puzzi di cadaverina
5 dicembre 2012 alle ore 22:11Bravo, un commento davvero superficiale e approssimativo. Scarsa profondità di analisi.
Quando l'Ilva era pubblica navigava in un mare di debiti per il frega frega generale...Coi Riva invece le spese sono tutte a carico del pubblico, chissà mai quanto sarà costato alla comunità il danno sanitario dovuto all'inquinamento. Questo costo l'hai calcolato? Sapientone che sei pro privati. Forse era economicamente vantaggioso il frega frega pubblico.
Procediamo pure con le privatizzazioni dei beni pubblici vendendo, anzi a volte regalando, all'alta imprenditoria italiano solo le best company.
Ma io dico se si può essere più coglioni.
C'hai le fette di salame ssugli occhi.
Non ti offendere mi traccomando ma prima di fare certe affermazioni analizza un po' meglio i fatti.
Guarda un po' come va beene il mondo che è quasi tutto in mano dei privati. Siccome in quasi tutto il mondo vincono i privati ricorda che non è mica vero che la moaggioranza ha sempre ragione!
Matteo B.
5 dicembre 2012 alle ore 21:48Riva ha sempre portato soldi e voti ai maggiori partiti, così come FIAT, e ha l'arma del ricatto occupazionale che stenderebbe qualsiasi esercito. se la classe politica rimarrà la stessa, nazionalizzerà semplicemente i costi di risanamento, pagandoli con le nostre tasse, e lascerà i profitti al povero "imprenditore", come è stato sempre fatto in italia.
Se il vento cambierà grazie al M5S, la strada della nazionalizzazione sarà l'unica a poter assicurare risanamento (garantito da una nuova classe politica) e produzione; necessariamene però i 2 aspetti dovranno andare avanti di pari passo, salvo prima effettuare gli interventi più urgenti per la tutela della salute.
Non si può solo risanare per anni senza generare alcun profitto.
Un asse Itaia Francia,viste le posizioni di Hollande sulla socializzazione delle grandi imprese che minacciano di chiudere, sarebbe una bella novità per l'Europa.
walter B.
5 dicembre 2012 alle ore 21:59la questione ilva dovrà essere messa nelle cose che si faranno in parlamento
Bob C.
5 dicembre 2012 alle ore 22:05Bello,peccato che siamo in Italia.
Donato Iurlaro
5 dicembre 2012 alle ore 22:24Mi spiace, ma chi ha scritto il post non conosce l'argomento. Io sono di Taranto e conosco questa realtà molto bene. Ilva è già morta perchè è da 20 anni che non può sostenere la competizione dei paesi esteri. È in piedi solo grazie all'aiuto di tutti i politici che l'aiutano a violare qualsiasi legge (ogni tanto si "dimentica" anche di pagare l'ICI...). Ilva non dà nessun contributo all'economia di Taranto perchè il 90% dei dipendenti non sono di Taranto e nessuna azienda dell'indotto è di Taranto. La chiusura di ilva Taranto avrebbe un impatto dello 0,05% sul PIL nazionale (studio di Siderweb, organo di informazione di Federacciai). Noi tarantini ci siamo stancati di essere la discarica della grande industria e di continuare a subire questa violenza per le necessità dell'economia nazionale. Fatte queste premesse, ilva deve essere SMANTELLATA, RIMOSSA e i territori restituiti al Comune per la bonifica. Per i dipendenti devono essere previsti ammortizzatori sociali per accompagnare alla pensione i più anziani o per aiutarli a essere reintrodotti nelle nuove attività produttive che verranno a crearsi (cantieristica navale, energie rinnovabili, portualità). I soldi per queste operazioni? Riduciamo lo stipendio a 1000 parassiti parlamentari da 20000 a 5000 al mese e vedi come escono fuori. NOI TARANTINI SIAMO STANCHI DI ESSERE CONSIDERATI LA DISCARICA DEI POTERI FORTI.
Elsina cm stirati le grinze che fai schifo
5 dicembre 2012 alle ore 22:43Chi ha privatizzato l'Ilva ha sbagliato. Ha scelto un imprenditore che è poi risultato inadempiente nei confronti della società.
Dunque chi ha privatizzato è corresponsabile dei guai causati dai Riva e deve rispondere del danno economico procurato e concorrere al risarcimento in base al concorso di colpa.
Basta con i politici che non rispondono mai di quello che hanno combinato.
...ALLORA ALZI LA MANO CHI HA PRIVATIZZATO E ALZINO LA MAN ANCHE TUTTI QUELLI ERANO DACCORDO...se pagano in molti, tutti pagano un po' meno...E ALLORA? NESSUNO!
CI AVREI GIURATO CHE NESSUNO SI SAREBBE MOSTRATO.
QUANDO C'E' DA FRUGARSI IN TASCA TUTTI FANNO MELINA...
IL GIORNO DOPO LA FUCILAZIONE DI MUSSOLINI NESSUN ITALIANO ERA STATO FASCISTA...SIAMO SEMPRE ALLE SOLITE.
M5S state in salute.
Chrostian bird
5 dicembre 2012 alle ore 23:05É per queste cose che io voteró m5s.
roberto baratti
5 dicembre 2012 alle ore 23:19le soluzioni pure e semplici, come l'acqua chiara e trasparente, sono incomprensibili ai politici navigati di casa nostra , troppo zozzi e ripiegati per capirle e praticarle
Leonardo M.
5 dicembre 2012 alle ore 23:20sacrosante parole!!
Luigi D.
5 dicembre 2012 alle ore 23:40Scusate, ma è così difficile dare un calcio nel culo ai Riva, padre e figli, poi confiscargli tutti i loro averi, statalizzare l'Ilva
e risanarla con l'ausilio di esperti esterni e degli operai? E' del tutto inutile fare un decreto che imponga la contestuale bonifica degli impianti. In luglio la magistratura ha dato loro questa possibilità, e il risultato quale è stato? hanno attivato uno "zanza" per corrompere a destra e sinistra. Riva non è altro che un figlio legittimo del marciume che compone la classe dirigente in Italia, a cominciare da morfeo napolitano per finire all'ultimo dei lacchè raccomandati. In uno Stato serio, appurato che sono stati corrotti funzionari pubblici preposti al controllo, verrebbero arrestati tutti immediatamente, ma non ai domiciliari bensì ai lavori forzati per costruire opere pubbliche.
Alessandro G.
5 dicembre 2012 alle ore 23:52Benissimo la soluzione... a patto che anche i politici che hanno preso soldi da Riva mettano fuori la loro parte e che tutti gli impianti in Europa, concorrenti, siano costretti a seguire gli stessi obblighi dell'ilva. Altrimenti mentre in Italia ci scanniamo in Germania etc. ridono.
Fiandrino Giorgio
5 dicembre 2012 alle ore 23:52Ascoltate un coglione:
1) Si spenna per bene Attilio Riva e complici, devono restare anche senza mutande.
2) Con i soldi recuperati si stipendieranno gli operai che resteranno disoccupati per un periodo.
Ora qui si aprono 2 vie:
1) si rade al suolo l'ILVA si bonificano le terre e si ricostruisce un'azienda che dia lavoro a tutti.
2) si ristruttura L'ILVA e si bonificano le terre.
Tutte le parole in più sono stronzate!!!
Luciano Diodoro
6 dicembre 2012 alle ore 07:12Se fermate la produzione dell'ILVA questa perderà tutte le quote di mercato che non potranno mai essere recuperate. Tanto vale chiuerla definitivamente e buona notte.
Josef Dzugashvili (stalin)
6 dicembre 2012 alle ore 00:25Perfetto. Manca però lo strumento per fare questo: il Partito. Speriamo che il M5S sia capace di farlo.
Armando L. Palma
6 dicembre 2012 alle ore 03:07Proposta più semplice: immediata confisca degli impianti e precettazione degli attuali dirigenti tecnici che, sotto la direzione e responsabilità di tecnici giapponesi e tedeschi (da individuare), conducano a buon fine la bonifica, mentre si continua a produrre per quanto e per come possibile. Gli utili della produzione (e dei prodotti già sequestrati) dovrebbero servire a finanziare la bonifica stessa. Il patrimonio della famiglia Riva (anche quello della società Riva Fire), derivante dagli utili dell'ILVA di Taranto, dovrebbe essere confiscato per risarcire i danni ambientali alla città e i danni alla salute dei tarantini colpiti. Nonostante Clini.
carmela s.
6 dicembre 2012 alle ore 07:04concordo in pieno, è anche per questo che voterò M5S
Saverio D'addario
6 dicembre 2012 alle ore 08:01Le ipotesi di Beppe per risolvere il caso ILVA sono le uniche condivisibili. Se i nostri politici ed in primus. Il presidente rossissimo ed il premier Rigor mortis sono certi della bonta' del loro operato per l'ILVA diano prova di ciò trasferendosi arma e bagagli e con le intere famiglie compresi i nipotini nel rione Tamburi di Taranto per dare prova della scelta effettuata. Non credo che lo farebbero facile legiferare sulla pelle degli altri. Attenti l'Egitto insegna
Giulio Bena ()
6 dicembre 2012 alle ore 08:31Assolutamente d'accordo, ma non trascurerei le responsabilità oggettive dei politici che hanno governato il comune, la provincia di Taranto e la regione Puglia. In tutta questa vicenda Vendola, impegnatissimo nelle primarie, non si è visto nè sentito.
Alberto Rizzi
6 dicembre 2012 alle ore 08:40Dovrebbe essere la linea da tenere sempre, di fronte a qualsiasi proprietario che privilegi oltre un certo limite il proprio interesse a quello della collettività.
Penso, per esempio a quelli che, da un giorno all'altro, chiudono lo stabilimento per venderlo, lasciando a casa centinaia - se non migliaia - di lavoratori.
Massimo Giampaolo
6 dicembre 2012 alle ore 08:52NULLA DA ECCEPIRE! Avanti e in bocca al lupo.
leandro g.
6 dicembre 2012 alle ore 10:07QUESTO è IL MODO DI RAGIONARE!!
...aggiungo l'arresto e confisca dei beni a TUTTI i responsabili di questo SCEMPIO...con lavori forzati nella bonifica della stessa.
..INOLTRE...dato che ci siamo perchè aspettare che anche l'ILVA DI PIOMBINO diventi un COVO DI MORTE E CORRUZIONE?!?
DAI BEPPE SIAMO CON TE!!!
guglielmo ruggiero
6 dicembre 2012 alle ore 10:15è un vecchi comunista leninista, marxista, fa come il prete dice e non come il prtete fa, gli italiani e i pensionati vengono tartassati da un governo che solo lui ha voluto e lui , il pannolone si è aumentato lo stipendio, bella forza. è una vergogna nazionale
lucia leusciatti
6 dicembre 2012 alle ore 10:34buongiorno,
questa mattina mi sono svegliata con un grillo per la testa...e vorrei avanzare una proposta al movimento 5 stelle.
i soldi dei rimborsi elettorali che il m5s ha sempre giustamente rifiutato non potrebbero invece venire accettati e devoluti a sostegno del territorio, comunale in caso di elezioni comunali e regionali in caso di elezioni regionali. Mi sono chiesta dove questi soldi rimangono altrimenti , in quale voce di bilancio in questo stato di furbi. per lasciarli a disposizione di finanziamenti alle scuole private, alle missioni in afganistan, all'acquisto di aerei da guerra , alle grandi opere dannose ... ma prendiamoci questi soldi e devolviamoli attraverso proposte e scelte fatte attraverso la rete ad esempio alla messa in sicurezza di scuole, fondi per disoccupati, aiuti alle fasce deboli, pensionati, messa in sicurezza del territorio ... l'elenco delle cose su cui intervenire è lungo. SI PUO' FARE??? SI PUO' FARE !
caterina c.
6 dicembre 2012 alle ore 15:48La parte di stipendio restituita dagli eletti va già in questa direzione, nelle amministrazioni che hanno già degli eletti 5 stelle hanno deciso o stanno decidendo dove utlilizzarli. Con assemblea pubblica i cittadini decidono come meglio utilizzarla.
Invece i finanziamenti ai partiti non vanno devoluti e basta, sono soldi che non devono arrivare mai nelle loro tasche..............
Alberto Campi
6 dicembre 2012 alle ore 10:36ok così possiamo ragionare ma.. tutti quelli dei governi precedenti che hanno rilasciato permessi e autorizzato all'accensione gli impianti ecc.questi restano anonimi? oppure è il caso che contribuiscano, senza arresti o altro che non serve a nulla, ma pagando in euro in dollari in yen o come caz. vogliono ma devono pagare..
Eye
6 dicembre 2012 alle ore 11:09Questi sono alcune soluzioni "estremiste" del Movimento che non mi vanno, bisogna fare i conti con la realtà delle cose, andiamo per "mosse":
1 - oK, VA BENE
2 - NO, la produzione deve continuare parallelamente e compatibilmente alla bonifica, sia per questioni tecniche degli impianti (non credete che sia così semplice spegnere un tale impianto come spegnere una lampadina, poi per riaccenderlo...) sia per questioni "di mercato", ovvero durante le "pause" di produzione, tutto il sistema industriale italiano a cui serve quell'acciaio cosa dovrebbe fare ? Andare al mare ? (come disse qualcuno). Ci sarebbero problemi nazionali enormi, chi può andrebbe a rifornirsi da fuori (e sicuramente poi non tornerà indietro), e buona parte della restante filiera produttiva nazionale andrebbe a Putt..., pensateci BENE!
3 - Si e NO. Una parte di "danni" dovrebbe essere a carico dell'attuale proprietà, ma ricordiamoci che i danni sono da accumulo, e fino a pochi anni fa l'ILVA era un'azienda STATALE. Poi a Taranto non c'è solo l'ilva, ci sono raffinerie, inceneritori e chi più ne ha ne metta. Poi determinati danni alla salute sono quantificabili a livello statistico (con tutti i dubbi del caso) non come causa unica e diretta.
Aggiungo infine che sono d'accordo con l'esproprio, anzi andava fatto subito essendo quello satbilimento effettivamente ed indiscutibilmente di importanza strategica nazionale !
Gianluca Scafa
6 dicembre 2012 alle ore 11:17La fai semplice Beppe eh? Trovo imbarazzante la tua soluzione. Significa non aver inquadrato minimamente il problema di Taranto e dei tarantini. Che fossimo soli lo abbiamo capito, che pure "gli amici" ci si mettano contro poi è un'altra storia. Informati meglio su cosa accade a Taranto
federica tacciani
6 dicembre 2012 alle ore 13:37Scusi sognor Grillo
a parte i trascurabile fatto che ci si deve comunque muovere all'interno delle leggi e non si possono fare gli espropri e le forzature che lei propone.
A parte questo dicevo, vorrei sapere:
- come campa l'enorme indotto durante i 2 - 4 anni necessari alla bonifica
- come va avanti la filiera dell'acciaio italiane in questo periodo ( o deportiamo tutti quelli che lavorano nell'acciaio in italia a vivere 3 anni a Taranto)
E' un pochino facile trovare le soluzioni così, in questo modo a parole si trovano soluzioni anche per la pace nel mondo, la fame , il cancro...
ora , se questi discorsi li facciamo al bar, va bene, ma se deve essere un programma per chi vuole governare, siamo messi peggio degli slogan stile "meno tasse per tutti"
caterina c.
6 dicembre 2012 alle ore 15:56Sono d'accordo ma restano 2 problemi:
1)Interrompendo la produzione si bloccano anche le altre aziende collegate come Genova.
2) I clienti attuali vengono persi, chi acquista da Ilva ora, fra qualche mese o anno , si è cercato un nuovo fornitore, firmerà dei contratti e non è facile che ritorni ad Ilva dopo la sua bonifica.
Quindi non sono per la chiusura totale , ma per una chiusura ben programmata a zone, per esempio partendo dal parco minerario che mi sembra essere il più inquinante, sistemato questo si passa ad una altra area e via di questo passo...
davide buonasorte (davide5stelle)
6 dicembre 2012 alle ore 16:04qualche volta pecchiamo di superficialità. non dovremmo. Dovremmo essere più attenti. "http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/12/06/caro-beppe-per-taranto-non-bastano-tre-mosse/437706/"
Davide
caterina c.
6 dicembre 2012 alle ore 16:10Una proposta in più:
Gli operai possono diventare azionisti.
per ogni euro non messo da Riva, chiunque sia ad investire nel risanamento ha diritto a diventare propietario per una quota pari all'importo investito.
Quindi se gli operai per esempio mettono anche loro dei soldi nel lavoro di risanamento diventano azionisti per una quota corrispondente al loro investimento...
caruso alessandro
24 gennaio 2013 alle ore 10:31ma se non mi pagano a fine mese non posso dare da mangiare ai miei bimbi e mia moglie....di quali soldi parli, con quei soldi a fine mese ci si arriva con tante rinunce.La situazione a Taranto è drammatica per questo!non abbiamo denaro in questa città! non gira perchè ci hanno ridotto a dover per forza accontentarci di ciò che ci danno,altrimenti l'avremmo chiusa noi da un pezzo questa azienda!non c'è mai stata un alternativa se non quella di emigrare!!tutto fatto a posta.Ma se è vero che questa azienda porta così benessere allora perchè in questa città ci sono 5 disoccupat su 10?se riuscite a studiare la mia città allora capirete di cosa parlo!una città resa povera ed analfabeta per far posto allo Stato padrone che con la M.M.,l'Eni,la Cementir e l'Ilva ci ha letteralmente e democraticamente colonizzati a costo zero.Sto parlando della capitale della Magna Grecia che con la sua storia dovrebbe vivere solo di turismo.io non ho la bacchetta magica ma so solo che ora non si può tornare indietro,ed a pagare saremo noi operai ma soprattutto le nostre famiglie che hanno solo la colpa di vivere nel posto sbagliato!
alberto filippi
6 dicembre 2012 alle ore 17:41Sono d'accordo: è l'unica soluzione, ma per funzionare manca un anello.
La globalizzazione permette a Cina e India di sfruttare gli operai, applicando la legge bronzea dei salari, e di inquinare. In questo modo abbattono i costi e producono acciaio a prezzi stracciati. Così sono diventati i grandi produttori globali (soprattutto la Cina) mentre la siderurgia europea chiude. L'anello mancante è un dazio europeo o nazionale che non renda più conveniente l'importazione dell'acciaio. Altrimenti nulla cambia: dopo lo stop agli impianti per la bonifica e nonostante la nazionalizzazione, l'industria siderurgica, gravata dai costi della bonifica, continuerebbe a produrre in perdita non essendo competitiva.
marzio
6 dicembre 2012 alle ore 18:36L'Ilva..............percarità..un polo importante l'acciaio........peccato che noi non lo si sappia fare (perchè se per produrlo bisogna sterminare la popolazione limitrofa vuol dire che qualcosina non va bene):mi chiedo... ma anche i concorrenti dell'Ilva sterminano i confinanti?.. se la risposta è, come credo sia, no, bisognerebbe imparare dalla concorenza e non seguitare a dare aiuti ad una "macchina" mal funzionante:
Ma lo sanno i nostri economisti che un altro sistema industriale 70 voltre più grande dell'Ilva è "evaporato"? senza manifestazioni in piazza, senza un caxxo di aiuti, lasciando con il qlo per terra un'indotto SPAVENTOSO .. colpendo e mortificando i risparmi di TUTTI i cittadini italiani MA SOPRATTUTTO NON FACEVA VENIRE IL CANCRO A NESSUNO... DOVE SONO FINITE LE IMPRESE EDILI IN ITALIA? SVANITE ..FALLITE...E CHI NON E' ANCORA FALLITO HA I MOTORI ACCESI ... ma di aiuti non se ne parla..provate ad andare in banca a chiedere un mutuo x comprar casa vedrete le risate..eppure fino ad ieri si sono arricchite ; perchè chiudere il rubinetto e strangolare il settore?.........per aiutare L'Ilva? bella cazzata
alessandro andrisani
6 dicembre 2012 alle ore 19:43Bene i 3 punti , ma il reale problema è non programmare il futuro senza Ilva. Confiscando le risorse di Riva per bonificare con l'impiego degli operai Ilva e fra di Taranto zona franca no tax per consentire di investire nel territorio dopo 50 anni di veleni e prese in giro.... Vi parlo da tarantino ,possiamo vivere senza Ilva considerate qua non c'è futuro che non ammalarsi di tumore .Siamo ultimi nel la classifica del sole24ore come città vivibile ,quindi senza spot e senza corrotti guardiamo avanti...!!!
raf
7 dicembre 2012 alle ore 11:15La teoria delle tasse al 7%
E' una teoria così pazzesca, semplice e interessante che potrebbe anche funzionare negli stati con una elevata evasione fiscale, commentava Paul Krugman, premio nobel per l'economia nel 2008, leggendo sul Wall Street Journal la teoria scritta un paio di anni fa da un economista italiano che descrive come abbattere l'evasione fiscale, abbassare le tasse e farle pagare in modo più equo a tutti .
http://www.quaeram.blogspot.it/2012/09/la-teoria-delle-tasse-al-7.html
Lina Ambrogi Melle
7 dicembre 2012 alle ore 11:18Caro Peppe Grillo, durante la scorsa campagna elettorale alle amministrative di Taranto, i rappresentanti del tuo movimento hanno SBANDIERATO ovunque , anche in televisione, la vostra posizione della CHIUSURA IMMEDIATA DELL'AREA A CALDO, perché INCOMPATIBILE con la città essendo posta a 300 metri dalle case. Questa posizione era ed E' RIMASTA la stessa del movimento Taranto Respira guidata da Angelo Bonelli. Pertanto ci stupisce il CAMBIAMENTO DI ROTTA che tu hai espresso dicendo che basta RISANARE gli impianti incriminati, perché, come ben sai, è proprio la loro posizione a ridosso della città , che li rende INCONCILIABILI con la salute e la vita della popolazione tarantini. Credo che la COERENZA debba essere la qualità principale per essere CREDIBILI
. almeno per noi tarantini che subiamo le NEFASTE conseguenze . BASTA con la demagogia e con le false promesse, qui a Taranto noi abbiamo bisogno di un nuovo progetto di RICONVERSIONE industriale , perché QUI SI MUORE!!! Lina Ambrogi Melle
pierluigi cascioli
7 dicembre 2012 alle ore 21:36circa 20 anni fà ho visto spendere 3000miliardi di lire per l'italsider di Bagnoli (chiedete ad un certo sig. Prodi), che oggi è praticamente smantellata, ma la zona non è ancora del tutto risanata.Il polo siderurgico di Taranto è nato male e finirà peggio, perchè? Perchè non si fà una accieria dove mancano materie prime e poi devi fare 2000km (di pessime strade e ferrovie) per il prodotto finito. Adesso siamo al paradosso: salute o lavoro (ma fino a quando?). Il governo cosa vuole offrire ai tarantini? La salute o il lavoro? A mio modesto parere sta offrendo il 50% di entrambi, cioè un pò di salute e un pò di lavoro. Ma quando saranno tutti morti di tumore chi andrà a fare il lavoro? Gli extracomunitari? Mica so così scemi. Ora visto che l'accieria c'è e deve produrre (mi chiedo quanto -ci-costa un kg di acciaio di taranto rispetto a quello di shangai), oltre al risanamento non sarebbe più facile spostare l'accieria un poco più lontano dalle case o viceversa? Di solito quando una centrale nucleare ha un problema la zona intorno viene evacuata, qui invece ci hanno costruito "dentro". Il nucleare non lo vuole nessuno perchè è dannoso per la salute, e allora l'Ilva? La salute non si ottiene per decreto legge, mentre il lavoro lo crea il mercato (se i governi non ci mettono lo zampino degli aiuti). Un saluto a tutti i tarantini
gianluca casamassima
8 dicembre 2012 alle ore 12:24Grillo ma da quando in qua sei diventato cosi credulone che arrivi un imprenditore da chissa' dove e investa 10miliardi di euro per mettere apposto un industria stramorta!!!...ma non eri stato tu a dire che produrre acciaio era un operazione da folli ed antieconomica!!!???...ma cosa cazzo stai dicendo ultimamente!!!...dopo di pietro presidente ora ilva aperta per le bonifiche ma cos'e' e' arrivata l'ora di andare da qualche dottore per l'alzheimer!??
Alessandro Marescotti
8 dicembre 2012 alle ore 22:06Caro Beppe Grillo,
sono molto sorpreso dal tuo intervento sull'Ilva di Taranto, intitolato "Ilva in tre mosse" (lo incollo in coda a questo messaggio).
Al punto 2 scrivi: "Riprendere la produzione di acciaio dopo la bonifica".
La fai semplice e se le cose del mondo fossero cosi' semplici saremmo a cavallo. Anche Clini dice questo. Ritengo che formule cosi' banali sono solo fumo negli occhi.
Confondi le bonifiche con la messa a norma degli impianti e non ti documenti se sia reslistico "mettere a norma" la più grande acciaieria d'Europa con le sue ciminiere che sovrastano le scuole elementari.
E' nato qualche settimana fa un bambino con un tumore alla prostata. A tre giorni dalla nascita i dottori si sono accorti che qualcosa non andava. Non basta solo risarcire. Queste cose non devono accadere.
Noi non possiamo più fare scommesse a Taranto sulla testa dei tarantini. E forse e' il momento di una virata coraggiosa che dia alla citta' altre e nuove prospettive.
Alessandro Marescotti
8 dicembre 2012 alle ore 22:08Occorrerebbe - prima di lanciare soluzioni a mio parere semplicistiche - confrontarsi con la societa' civile tarantina e i movimenti che da tempo hanno elaborato un'altra piattaforma per superare definitivamente a Taranto l'economia dell'acciaio e dei veleni.
Abbiamo studiato a fondo il problema e posso dirti che quello che hai scritto e' distante a quello che occorre fare, e' sbagliato e irrealistico, oltre che inutilmente oneroso per lo Stato per quanto concerne la nazionalizzazione.
Con questo tuo intervento dai fiato a chi illude la popolazione e i lavoratori che possa esserci un futuro pulito per uno stabilimento che - bada bene - non ha più futuro su mercato globalizzato e non e' intrinsecamente ecosostenibile perche' malato di gigantismo e viziato da difetti strutturali di origine.
Con questo intervento - forse non lo sai - sconfessi lo stesso Movimento 5 Stelle locale.
Non voglio appesantire questa replica con studi e dati scientifici e che in questi anni abbiamo tradotto e diffuso presentandoli nell'ambito della procedura di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIAY. Mi limito solo a sottolineare che l'area a caldo - lo dimostra l'esperienza di Genova - e' incompatibile con la presenza di una centro abitato a poca distanza. Sono proprio autorevoli studi scientifici e le stesse perizie della magistratura che rendono quanto mai azzardato sostenere una proposta di "ritorno all'acciaio" come la tua.
Alessandro Marescotti
8 dicembre 2012 alle ore 22:10Non e' tecnicamente fattibile e non ci sono i margini economici per fare una simile operazione. L'area a caldo viene chiusa ovunque nel mondo civile se essa e' accanto alle case. Persino a Pechino in occasione delle Olimpiadi hanno fatto sloggiare le accaierie che producevano (come a Taranto) a ridosso del centro abitato.
Ci sono cose che prima o poi vanno fatte e lo stesso Regio decreto del 1934 - bada bene - imponeva di confinare le industrie insalubri (fra cui classificava quelle di produzione di ghisa e acciaio) isolate nelle campagne e lontane dai centri abitati.
Negli anni del boom economico - e non solo a Taranto - si sono fatte scelte assurde che oggi vanno radicalmente riviste. Nazionalizzare non basta e non serve. Un errore rimane un errore, anche se nazionalizzi.
Alessandro Marescotti
8 dicembre 2012 alle ore 22:11Ti chiedo di rivedere la tua posizione e di non confondere il risanamento degli impianti con le bonifiche, le quali riguardando non gli impianti ma i terreni e la falda. Le bonifiche del suolo - e non mi sembra di coglierlo nel tuo intervento - sono sono la vera "grande opera" su cui concentare le priorita' e l'attenzione per la rinascita di Taranto, imitando la virtuosa esperienza della bonifica della Ruhr, un bacino che e' rinato grazie al turismo, alla cultura e a un'intelligente decontaminazione dei suoli e riqualificazione paesaggistico-ambientale.
A te, di cui apprezzo lo slancio sincero, e al tuo movimento chiedo di sostenere la nostra lotta per dare a Taranto un futuro completamente diverso, senza ciminiere e senza veleni, bonificando ambientalmente e moralmente una citta martoriata dai veleni e dalla malapolitica.
Questo non e' il momento di proporre dall'alto soluzioni di poche righe, scritte male e in fretta. Questo e' il momento di lanciare una grande campagna nazionale perche' il decreto Monti-Clini-Napolitano sull'Ilva di Taranto non venga convertito il legge in quanto intende fermare non solo la Procura di Taranto ma tutte le procure d'Italia che indagano sui disastri ambientali e possono porre sotto sequestro impianti pericolosi per la salute pubblica.
Questo e' il momento di difendere la Costituzione violata e di sostenere tutti i comitati italiani che si battono per la salute e le loro citta'. Un decreto che tolga alla magistratura il potere di sequestrare e bloccate impianti cancerogeni e velenosi e' li', in Parlamento. Va bloccato. Subito. In nome del diritto alla vita e alla salute. In nome delle speranze e delle proposte dell'Italia pulita, moralmente pulita. Caro Beppe Grillo, agiamo adesso, e uniamoci in nome dei comuni sentimenti che animano l'Italia migliore, quella non intercettata, non intrallazzata e non rassegnata.
Con amicizia
Alessandro Marescotti
io
8 dicembre 2012 alle ore 22:57Il nuovo sistema elettorale che con un sol colpo darebbe molte possibilità
di vittoria a Berlusconi e farebbe rimanere fuori dal parlamento il movimento di Grillo
http://www.quaeram.blogspot.it/2012/12/esclusivo-lasso-nella-manica-di.html
severinobarbugli
9 dicembre 2012 alle ore 22:37se produrre acciaio a Taranto è così importante si potrebbero destinare i soldi destinati alla TAV che è inutile (può solo provocare altri danni ambientali) al risanamento ed alla costruzione di nuovi altoforni che rispettino le norme antinquinamento più severe, questo deve farlo lo stato seguendo un piano ben ragionato che guarda al futuro, il conto però deve pagarlo Riva, per garantire il pagamento andrebbero fermati tutti i capitali di Riva (ad esempio la sua quota azionaria di alitalia) Affidare a Riva il risanamento è da cretini
LUIGI LA GIOIA
19 dicembre 2012 alle ore 09:29Buongiorno,
sono un cittadino di Taranto abitante del rione Tamburi e volevo solo dire che indipendentemente dal fatto che l'ILVA si nazionalizzi,si chiudi o cos'altro....le vergogne sono tante.
Ad esempio lasciare al potere una classe politica locale collusa con i RIVA e tutti sanno ma nessuno agisce(unico arresto l'assessore provinciale all'ambiente.... e tutti gli altri non sapevano? :-).
Ma in queste ore la cosa piu' schifosa è che l'ILVA sembra abbia bloccato tutti i pagamenti a fornitori e aziende dell'indotto...creando disagi economici che rischiano di mettere in ginocchio l'economia gia' languente della mia citta'....questo se cosi' fosse risulterebbe l'eventuale vile ricatto affinche' passi il decreto legge salva ILVA.
VOLEVO SOLO RICORDARE AI RIVA CHE SONO IN DEBITO CON LA MIA CITTA'.....
PIETRO GIOIA
29 marzo 2013 alle ore 09:25sono d'accordo su questi punti, ma quale giustizia esiste in una società dove si cammina anche sui morti? non ci si può essere ciechi, bisogna cambiare per ridare ai cittadini un'aria diversa, nuova, uscire da quella stanza dove non ci si accorge più come putrida l'aria. Ci vuole una speranza, una luce, ma il cambiamento non deve essere puntato ad assorbire la trasformazione brutale dell'essere umano, questo meschino imbroglio di mutare anche il rapporto tra uomo e donna. Non potranno mai cambiare o distruggere ciò che Dio ha creato. Sono cristiano e del Movimento cinque stelle, credo che Grillo stia facendo le scelte giuste. Il cambiamento può arrivare appoggiando chi ci ha governato per tantissimi anni? forse, l'uomo si trasforma, cambia, ma cosa è cambiato in chi dinanzi ai morti ancora chiude gli occhi? L'evasione fa comodo ai ricchi, ai proprietari immobiliare, che incassano e si spogliano senza pudore mostrando quell'omicida che è in essi. Taranto, città stupenda, città dei due mari, dove la storia, il tuirismo, l'agricoltura, la maricoltura, le persone vengono fatte marcire per il denaro. I cittadini non vogliono i soldi dei Riva o dei Berlusconi o di chi ha rubato, i cittadini vogliono vivere con l'onesta guadagnarsi il denaro pulito e non sporco. E' ancora escono i fumi, si muore.
