
L'agricoltore
27 luglio 2012 alle ore 18:02•di MoVimento 5 Stelle
"Non capisco perché, se mancano le risorse alimentari, lo Stato cerca in tutti i modi di chiudere le aziende agricole facendogli fare concorrenza da Paesi fuori dall'UE che hanno bassi costi di produzione con manodopera a basso costo e fitofarmaci qui banditi? Vorrei far notare inoltre che il problema non sono le aree industriali, ma le terre abbandonate dagli agricoltori perchè non hanno più un guadagno, che gli incentivi agli agricoltori non funzionano perchè vanno in tasca sempre ai soliti noti che magari hanno delle aziende che non sanno produrre a dovere. L'unica cosa di cui ha bisogno l'agricoltore è poter vendere il suo prodotto ad un prezzo adeguato ai sacrifici e ai costi di produzione. Bisogna chiudere la GDA e tornare al piccolo fruttivendolo e ai mercatini, molte aziende piccole creano più ricchezza di una sola grande azienda. Io parlo da agricoltore,niente incentivi, solo miglior prezzo del prodotto o riduzione dei costi di produzione. Niente concorrenza da Paesi che sfruttano i lavoratori e che sono fuori dall'UE a meno che non disponiamo del prodotto, in questo caso lo importeremo. Quindi più controlli da parte delloSstato, chiusura delle aziende che comprano fuori UE e poi rivendono con marchio italiano e carcere e sequestro beni per i titolari. L'agricoltura sta morendo perchè lo Stato la considera merce di scambio con altri paesi, tipo "Voi ci date il gas o comprate i nostri mezzi e noi vi facciamo vendere qui i vostri prodotti agricoli (non conformi alle regole UE)"." sergio r.
Commenti (83)
mauro castagna
27 luglio 2012 alle ore 18:27ci state vendere da soli i vs prodotti saltando l'intermediazione? E' quella la chiave di volta. le amministrazioni Comunali dovrebbero incentivare i mercatini degli agricoltori.
Dino Mazzini
27 luglio 2012 alle ore 21:20Bisogna anche dire che certi problemi che ha l'agricoltura, soprattutto quella che cerca di rimanere il più naturale possibile, come Italia ce li siamo anche cercati da soli, sottovalutando i problemi quasi impossibili da risolvere che il ritorno di particolari predatori (orsi e lupi) hanno provocato alle aziende zootecniche dove gli animali vivono al pascolo. In altre nazioni (Francia, Svizzera) gli agricoltori sono stati tutelati di più, o comunque nel problema le autorità cercano di stare dalla loro parte, e non di quella dei cittadini annoiati che vorrebbero che tutto quello che c'è fuori dal loro appartamento diventasse il loro parco giochi (un certo tipo di persone che io definisco gli ambientalisti da salotto).
Lux Luci
27 luglio 2012 alle ore 19:02GIOVANI, NON SIATE CONFORMISTI! COSTRUITEVI VOI, CON LE VOSTRE FORZE, UN FUTURO BELLO E SOSTENIBILE! (FORSE IL "MOVIMENTO 5 STELLE" VI POTRA' ANCHE AIUTARE ?!
)
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Non fatevi condizionare dai messaggi consumistici e televisivi. Superate il Vostro ego individuale. Siate positivi. Sentitevi parte di una comunità di Persone attive, buone e amiche. Godete nel condividere ciò che avete e nel mettere le Vostre capacità ed energie a disposizione degli Altri. Bandite l' ignoranza e il dogmatismo dalle Vostre menti. Connettetevi alla natura, alla Madre Terra, aprite i Vostri cuori, starete bene e vivrete sani, soddisfatti. Ogni giorno sarete svegliati dal canto degli uccelli, accarezzati dal vento e baciati dal Sole. Le vostre notti saranno illuminate dal cielo stellato. I Vostri coetanei di città, invece, più sfortunati di Voi, vivranno in promiscuità, rinchiusi in ridicole scatole di cemento a respirare i gas di scarico delle automobili, e saranno anche assordati dai rombi dei motori! Quale qualità della vita preferite allora?
http://solferino28.corriere.it/2012/06/19/linda-28-anni-ho-detto-no-a-scuola-e-universita-per-non-fingermi-quella-che-non-sono/
Salute e prosperità a Tutti!
mister x
27 luglio 2012 alle ore 19:06Non capisci le stratagie dello stato italiano? Benvenuto nel più grande club del mondo!
daniele ardeatina
27 luglio 2012 alle ore 19:18CONOSCO IL LAVORO DEI CAMPI,NEL MIO PICCOLO ORTO COMBATTO DA 4 MESI CON POMODORI,MELANZANE,PEPERONI ETC...HANNO BISOGNO DI UNA CURA MANIACALE TUTTI I GIORNI.....
Coco Fiandrino
27 luglio 2012 alle ore 19:30Impossibile in questo sistema capitalistico.
Continuate a soffermarvi a descrivere la realtà senza per altro comprenderla a pieno.
Immaginare un nuovo modo di fare economia, per alcuni, è difficoltoso come per un politico pensare alla politica senza partiti.
Semplicemente, tanto per dare uno spunto.
Se vuoi mangiare gli ananas a dicembre a Torino, non puoi fare a meno di questo sistema di fare economia e finanza, Servono trasporti, intermediari, di conseguenza carburanti per trasportare gli ananas e tantissime altre cose.
Perciò per vendere l'ananas ad un prezzo ragionevole, bisogna pagarlo pochissimo alla fonte, visto che durante i vari passaggi di mano si aggiunge il lavoro di qualcuno, che va stipendiato.
Se mangi i pomodori tuoi, o della fattoria più vicina, capovolgi il mondo senza che te accorgi, escludi gli intermediari fra l'agricoltore e il punto vendita, salti i costi di trasporto, ecc... In poche parole escludi l'inutile, a patto di rinunciare all'ananas.
Coco Fiandrino
27 luglio 2012 alle ore 19:58Oggi i guadagli si fanno spostando le merci, ovviamente a spesa dei poveri produttori e degli indifesi consumatori.
Diego C.
27 luglio 2012 alle ore 19:41copio/incollo 1/2:
Ecco cosa ha fatto Hollande (non parole, fatti) in 56 giorni di governo:
ha abolito il 100% delle auto blu e le ha messe all'asta; il ricavato va al fondo welfare da distribuire alle regioni con il più alto numero di centri urbani con periferie dissestate. Ha fatto inviare un documento (dodici righe) a tutti gli enti statali dipendenti dall'amministrazione centrale in cui comunicava l'abolizione delle "vetture aziendali" sfidando e insultando provocatoriamente gli alti funzionari, con frasi del tipo "un dirigente che guadagna 650.000 euro all'anno, se non può permettersi il lusso di acquistare una bella vettura con il proprio guadagno meritato, vuol dire che è troppo avaro, o è stupido, o è disonesto. La nazione non ha bisogno di nessuna di queste tre figure". Touchè. Via con le Peugeot e le Citroen 345 milioni di euro risparmiati subito, spostati per creare (apertura il 15 agosto 2012) 175 istituti di ricerca scientifica avanzata ad alta tecnologia assumendo 2.560 giovani scienziati disoccupati "per aumentare la competitività e la produttività della nazione".
Ha abolito il concetto di scudo fiscale (definito "socialmente immorale") e ha emanato un urgente decreto presidenziale stabilendo un'aliquota del 75% di aumento nella tassazione per tutte le famiglie che, al netto, guadagnano più di 5 milioni di euro all'anno. Con quei soldi (rispettando quindi il fiscal compact) senza intaccare il bilancio di un euro ha assunto 59.870 laureati disoccupati, di cui 6.900 dal 1 luglio del 2012, e poi altri 12.500 dal 1 settembre come insegnanti nella pubblica istruzione.
Ha eliminato sovvenzioni statali per il valore di 2,3 miliardi di euro che finanziavano licei privati esclusivi, e ha varato (con quei soldi) un piano per la costruzione di 4.500 asili nido e 3.700 scuole elementari avviando un piano di rilancio degli investimenti nelle infrastrutture nazionali. [continua]
Diego C.
27 luglio 2012 alle ore 19:42copio/incollo 2/2:
Ha istituito il "bonus cultura" presidenziale, un dispositivo che consente di pagare tasse zero a chiunque si costituisca come cooperativa e apra una libreria indipendente assumendo almeno due laureati disoccupati iscritti alla lista dei disoccupati oppure cassintegrati, in modo tale da far risparmiare soldi della spesa pubblica, dare un minimo contributo all'occupazione e rilanciare dei nuovi status sociale. Ha abolito tutti i sussidi governativi a riviste, rivistucole, fondazioni, e case editrici, sostituite da comitati di "imprenditori statali" che finanziano aziende culturali sulla base di presentazione di piani business legati a strategie di mercato avanzate.
Ha varato un provvedimento molto complesso nel quale si offre alle banche una scelta (non imposizione): chi offre crediti agevolati ad aziende che producono merci francesi riceve agevolazioni fiscali, chi offre strumenti finanziari paga una tassa supplementare: prendere o lasciare.
Ha decurtato del 25% lo stipendio di tutti i funzionari governativi, del 32% di tutti i parlamentari, e del 40% di tutti gli alti dirigenti statali che guadagnano più di 800 mila euro all'anno. Con quella cifra (circa 4 miliardi di euro) ha istituito un fondo garanzia welfare che attribuisce a "donne mamme singole" in condizioni finanziarie disagiate uno stipendio garantito mensile per la durata di cinque anni, finchè il bambino non va alle scuole elementari, e per tre anni se il bambino è più grande. Il tutto senza toccare il pareggio di bilancio.
Risultato: ma guarda un po' SURPRISE!!
- Lo spread con i bund tedeschi è sceso, per magia. E' arrivato a 101 (da noi viaggia intorno a 470).
- L'inflazione non è salita.
- La competitività e la produttività nazionale è aumentata nel mese di giugno per la prima volta da tre anni a questa parte.
Hollande è un genio dell'economia? (E.P.). Sapranno almeno copiare da chi fa meglio i nostri politici?
vito v.
27 luglio 2012 alle ore 20:19R A V E N N A ! ! ! AIUTOOO!!! Stanno spandendo senza che la popolazione sia informata, i fanghi cancerogeni che da 50 anni sono sul fondo del portocanale di RAVENNA, dove tutte le industrie hanno SEMPRE SCARICATO DI TUTTO!!! METALLI PESANTI, VELENI, E ALTRO ANCORA!! La popolazione non sa nulla, ma le malattie gravi sono in aumento, a cominciare dal cancro.
I tre rappresentanti della lista dei grillini INVECE DI VOTARE CONTRO, in Consiglio Comunale a RAVENNA, SI SONO ASTENUTI, contrariamente alle indicazioni ricevute dai cittadini residenti e dagli attivisti del movimento: PERCHE'?????????????
Hanno detto che.... non hanno suffucienti dati tecnici ed esami di laboratorio per capire.... MA COSA C'E' DA CAPIRE?
Non li abbiamo eletti perchè sono dei periti chimici, ma per rappresentarci!!!
Perchè non vogliono fare la SEMESTRALE? di cosa hanno paura?
Io ho aderito da poco al movimento, ma non credo che queste tre persone possano rappresentare i cittadini di RAVENNA!
Non ne hanno assolutamente le capacità!
Dicono sempre che non hanno sufficiente tempo.... ma a me risulta che non hanno neanche un lavoro.... una famiglia... dei figli... come abbiamo tutti noi... e allora come fanno a NON AVERE TEMPO???
Se non hanno tempo, devono andare via e lasciare il posto a qualcuno che veramente ci rappresenta!
Se noi grillini abbiamo votato qualcuno, in buona fede, ma poi questo qualcuno si rivela incapace, arrogante, COME POSSIAMO FARE A LIBERARCENE ???
A RAVENNA sta accadendo una CATASTROFE ECOLOGICA,che si riverserà anche sui nostri pronipoti, per secoli, anche con la complicità dei rappresentanti della lista di BEPPE GRILLO, ma lui, lo sa?
Lo sapra mai?
Chi glie lo può dire?
Chi gli può dire la verità su ciò che sta succedendo a RAVENNA, anche all' interno del movimento?
Come si fa ad invitare ad una riunione a RAVENNA Beppe Grillo?
Aiutatemi, per favore!
venturivito@virgilio.it
Roberto2 Rizzi
27 luglio 2012 alle ore 20:45Se è vera, questa è seria. Immagino che tre voti non avrebbero fatto la differenza, ma in effetti sarebbe una posizione da far venire i brividi.
Anch'io aspetto sviluppi, pubblicizzati su questo blog.
Alberto Rizzi
Paolo Cicerone, ( ★★★★★)
27 luglio 2012 alle ore 21:56dirottato messaggio sul gruppo dell'emilia romagna, attendo anch'io.
https://www.facebook.com/groups/305640450321/
alessandro ginesi
30 luglio 2012 alle ore 09:26ti posto sulla mia pagina FB. scrivimi
Pol Picot (ubot)
27 luglio 2012 alle ore 20:35CORRETTO quoto.
Roberto2 Rizzi
27 luglio 2012 alle ore 20:41Confido che di tutto questo sensato discorso (e del sondaggio lanciato un paio di giorni fa) i vertici del Movimento faranno tesoro, per presentarci a breve - in un apposito post - un'articolata bozza di legge sull'agricoltura in Italia.
Non i semplici assunti "abroghiamo questo" o "introduciamo quello" che si leggono nel "Non-programma": ma una bozza con una o alcune tesi generali, suddivise in una decina di punti fondamentali sui quali discutere e dai quali partire per l'ipotesi di lavoro che i nostri rappresentanti dovranno sostenere una volta eletti.
Alberto Rizzi
fabio .
27 luglio 2012 alle ore 21:08condivido pienamente.. spero che se riceverai un numero sufficente di "mi piace" grillo o i misteriosi vertici del movimento si degneranno di considerare almeno questo tra i nostri commenti.. (parlo da membro attivo del M5S a livello locale dove la democrazia partecipativa funziona a dovere.. al livello nazionale non mi sembra vada allo stesso modo!)
Roberto2 Rizzi
27 luglio 2012 alle ore 22:50Allora, scusa Fabio se rilancio, ma ne approfitto perché Roma è un po' più grande della città dove vivo io e presumo che quindi lì i Meetup e le liste 5S siano anche più frequentate, quindi con più energie e potenzialità.
In commenti ad altri post, sempre su questo tema della discussione "dal basso" di proposte di legge, avevo anche chiesto se non si potevano attivare dei Forum all'interno dei gruppi locali (Meetup e Liste, appunto), ognuno dedicato ad un tema specifico (Difesa, Istruzione, Politica Estera e così via, ricalcando i Ministeri): voi non potreste provare a cominciare?
Ovvio che poi i risultati di questi dibattiti andrebbero girati al blog di riferimento nazionale. Finora non ho mai saputo di iniziative del genere, che in sostanza dovrebbero ricalcare quanto fatto a livello locale, per quanto riguardava i suggerimenti e l'individuazione dei "punti di crisi" in un singolo Comune.
Alberto Rizzi
Angelo Sofo
27 luglio 2012 alle ore 20:49ll mercato alimentare, dalla commercializzazione delle sementi alla distribuzione dei prodotti commestibili, è in mano a poche potenti multinazionali e a grandi catene di supermercati. Un sistema globalizzato che ha tagliato il prezzo di quello che mettiamo nei piatti, ma a quale costo? Nei paesi avanzati ci si ammala di cibo e si sprecano tonnellate di alimenti, mentre nei paesi poveri quasi un miliardo di persone continua a morire di fame. Perpetuare questo modello ed espanderlo per far fronte alle mutate abitudini alimentari di milioni di cinesi, indiani o brasiliani non è sostenibile. Lo stanno predicando scienziati, visionari e attivisti. Ma soprattutto lo capiscono sempre più persone che si organizzano e agiscono per cambiare le cose dal basso. Un movimento mondiale di contadini di città che coltivano pomodori sui tetti e fragole negli orti collettivi, di consumatori consapevoli che comprano a chilometro zero e costituiscono gruppi di acquisto solidale. Siamo alle prese con l'ultima ossessione delle annoiate élite metropolitane o davvero questi fenomeni stanno contribuendo a riscrivere l'economia alimentare del pianeta?
Le proposte non mancano, come quella degli orti urbani, esempi ormai diffusi in tutto il mondo, a questo proposito a Garbagnate Milanese, coinvolgendo i cittadini attivi, stiamo cercando di far nascere un orto sociale. L'idea è di realizzare una struttura che unisca la coltivazione biologica di ortaggi e frutta, al lavoro di coinvolgimento sociale della cittadinanza sulle tematiche ambientali, la conoscenza e il consumo dei prodotti della terra.
http://www.archilovers.com/p57042/Orto-Sociale
http://www.youtube.com/watch?v=vv5vr2VitpE&list=LLsX01pst9W6XR9DwnckBE1A&feature=mh_lolz
Angelo Sofo
Franc
27 luglio 2012 alle ore 22:48... Una volta con calma parliamo del tabacco... Anche lì c'è da "divertirsi"...
Mauro Agnoli
27 luglio 2012 alle ore 23:41Come hanno rovinato l'agricoltura è una vergogna, prima la gente ci viveva. Monti va a fare i suoi sporchi affari in Cina, ci sarebbe da impiccarli tutti.
tinazzi .
28 luglio 2012 alle ore 01:46
DAZI O SCHIAVITU' ?
http://www.beppegrillo.it/2012/07/dazi_o_schiavitu.html
essere o non essere .....
siamo un paese che continuamente investe PER ESSERE DIPENDENTE.....
MAI PER ESSERE INDIPENDENTE....
L'AGRICOLTURA , LA STANNO FACENDO MORIRE LENTAMENTE...
Tinazzi
Vittorio B.
28 luglio 2012 alle ore 02:15Chi coltiva veramente la terra è svilito dal vedere il proprio prodotto che, percorrendo tutta la filiera, arriva ad essere venduto a cifre inverosimili.
Il coltivatore dopo aver lavorato la terra, dopo aver pagato le tasse, i contributi ecc. si trova con un pugno di spiccioli in mano, allora mi domando, perché lavorare per far arricchire gli altri?
Tutti i prodotti importati vengono venduti a prezzi concorrenziali solo perché il profitto è già enorme nella fase dell'acquisto, insomma, anche nell'agricoltura troviamo le nostre care speculazioni, non vorrei poi sapere realmente da dove proviene il prodotto, e i metodi di coltivazione.
Perché è vero che la frutta e la verdura fanno bene, ma siamo poi tutti sicuri che non rimaniamo comunque avvelenati, chi ci da questa garanzia, le lobby che speculano senza alcuno scrupolo?
Non venitemi a dire che ci sono le leggi, i controlli, sono tutte balle, si riesce ad individuare un prodotto non a norma, ma allo stesso tempo riescono ad arrivare sulle nostre tavole trenta prodotti non regolari.
Mi domando perché tutti i governi precedenti e questo, "in senso figurato, perché credo di sapere perché" non abbiano mai voluto in alcun modo cercare di risollevare la nostra agricoltura, mirando ed incentivando la coltivazione di quei prodotti che attualmente non coprono il fabbisogno del consumo interno, facendo in questo modo competere per il mercato interno solo i produttori italiani, eliminando le lobby, dando più mercato ai piccoli produttori e fissando con estrema chiarezza le regole per le coltivazioni.
Chi viene beccato a taroccare e a speculare, deve essere oscurato, ma senza poter riaprire a nome della nonna, della mamma o della sorella.
Allontanamento perpetuo, o in galera.
Perché il cancro secondo me si può combattere anche così.
salvo graco
28 luglio 2012 alle ore 03:57l'unica cosa chiara è che tutti, almeno su questo blog, vorrebbero mangiar sano rispettando l'ambiente ed i diritti dei lavoratori!E' ormai evidente a tutti come ,da almeno dieci anni ,con la globalizzazione dei mercati, senza la globalizzazione dei diritti e dei doveri per produttori e lavoratori, tutto il sistema delle produzioni di ogni genere si stia centralizzando nelle mani dei colossi multinazionali e spostando dove i costi sono più bassi.Qualcuno ancora si interroga sul senso di tali scelte, sembra assurdo ridurre così insieme ai nostri diritti anche il nostro potere d'acquisto determinando lo stallo del mercato.L'unica risposta logica è che coloro che reggono le fila di questo perverso gioco di accordi internazionali e compravendite finanziarie abbiano come unico interesse la detenzione di un potere più vasto possibile su masse più ampie possibile di popolazione,non prendiamoci in giro al momento il nostro è un paese in piena guerra commerciale. Considerando che non siamo in grado di fare gioco forza ne di mettere in piedi un sistema autarchico non possiamo far altro che ballare nel sempre più intricato gioco degli accordi.Dentro questo sistema che ci avviluppa, credo che trovare soluzioni per salvare la nostra agricoltura sia tanto complesso che le proposte fatte senza una disamina conscia delle variabili in gioco sia del tutto inutile.Detto questo il contributo che posso permettermi di dare rimane puramente onirico...bisogna tornare a parlare di politica a 360° come si faceva una volta, parlare del mondo che vogliamo e soprattutto guardarci attorno e capire con chi condividere questo progetto.perdonatemi questo noioso e forse inutile commento
Roberto da Padova
28 luglio 2012 alle ore 06:51Un noto esponente del PDL ha anticipato che sarebbe a conoscenza del nome che rappresentando il M5 * concorrerà alla presidenza del consiglio alle prossime elezioni. In toni seri e non di scherno ha assicurato che tale personaggio è di così alto prestigio che non avrà alcun problema a vincere la competizione elettorale.
Sarebbe fantastico se beppe ci regalasse una opportunità reale per il cambiamento che non abbiamo mai visto nè provato.
Perchè la sx è uguale alla dx e il centro è una bufala colossale ( casini della famiglia parla solo alle elezioni poi aiuta il governo di turno a spolparle e crede di prendere i voti dei cattolici difendendo gli etero con la bindi, mummie imbalsamate e fetide responsabili come il pd e il pdl dello sfascio e del ladrocinio autorizzato da monti a carico di tutta l'aliquota del 27% in giù). La povera gente viene dimenticata continuamente per favorire lobby e inciuci e corruzzione.
Sarebbe un momento di magia e di grande speranza ..... ma forse è ancora troppo presto per parlarne
Roberto2 Rizzi
28 luglio 2012 alle ore 09:28Scusate, ma non sarebbe logico che - se ciò fosse vero - il nome di questo "personaggio di così alto prestigio" lo conoscessimo prima noi, che i pezzi grossi del PdL?
Non dovrebbe trattarsi di Paris Bordon, ma sarei seccato se fosse Montezemolo...
Alberto Rizzi
fiugar
28 luglio 2012 alle ore 09:46Io immagino chi potrebbe essere il candidato o la candidata. Sarebbe perfetta-o. Cazzi amari per tutti gli avvoltoi criminali. Spero.
Roberto2 Rizzi
29 luglio 2012 alle ore 14:59Ida Magli? Viva le quote rosa, e piuttosto che la Bonino...
Alberto Rizzi
massimo pavan
28 luglio 2012 alle ore 07:25C'è anche da dire che l'agricoltore non produce solo il cibo ma anche mantiene l'ambiente in ordine evitando costi inutili ai comuni come per es. lo sfalcio dell'erba lungo i fossti vicini alle strade, potatura degli alberi e così via..
mariacavallaro
28 luglio 2012 alle ore 08:29concordo pienamente, la rinascita deve incominciare dall'agricoltura che langue penosamente. Dove prima c'era verde e colture produttive, oggi le terre giacciono sotto il sole, incolte e abbandonate, lo stato non tiene conto del fatto che la vera ricchezza viene dalla terra ,che la campagna ci dà ricchezza a basso costo, dove la spesa per la materia prima è bassa, soprattutto nel biologico, dove anche gli scarti sono produttivi perchè riutilizzati per gli animali o per il compostaggio.Un'agricoltura intelligente che trovi i suoi sbocchi per la collocazione e la lavorazione degli alimenti è una fonte inesauribile di ricchezza e lavoro, ossigeno per un'economia morente come la nostra, che langue sotto i colpi delle tasse e del carovita.
Roberto B.
28 luglio 2012 alle ore 08:33come dice Coco, in uno delle prime risposte e questo argomento è il sistema che non funziona, perchè tutto ruota attorno all'economia e non al cittadino ed alla qualità della vita, come qualche tempo fa auspicava Grillo.
.. quello che fa aumentare il PIL, sono anche i trasporti, i consumi di carburante, ma anche buttare al macero tonnellate di frutta per far aumentare il prezzo delle restanti ..
.. questa è un'economia senso se ci si basa solo sul PIL !
cordialmente
anna
28 luglio 2012 alle ore 08:34- G.A.S. (gruppi acquisto solidali
- Mercatini km. zero
- boicottare i supermercati/mercati
- boicottare i prodotti rivenduti anche frutta e verdura.
Le soluzioni ci sono e, come cittadini, possiamo farcela!!!
Cercate il gruppo d'acquisto più vicino a voi e contattateli:
www.retegas.org
Io l'ho già fatto.
Enrico C.
28 luglio 2012 alle ore 08:41Bravo Sergio!
Ma il modo di cambiare da subito c'è: da anni noi facciamo la spesa direttamente in azienda agricola o al "mercato del contadino" che ormai è in ogni città. Sui siti www.coldiretti.it o www.cia.it si trovano gli indirizzi e le informazioni delle tantissime aziende con vendita diretta, delle botteghe "campagna amica" e dei farmer's markets. La qualità è nettamente superiore (mettete, tanto per fare un esempio, a confronto un'insalata comrata nella GDO ed una comprata in azienda: durata e sapore sono inegagliabili!).
Julio de Liso
28 luglio 2012 alle ore 08:45Prima di lasciare l'Italia (20 anni fa) due parole riempivano la bocca dei 'manager' "globalizzazione" ed "internazionalizzazione" Il risulatato e' stato il netto impoverimento degli Italiani a scapito di livello vita, consumi e conseguente crollo vendite/mercato con scempio di industrie/produzioni locali e qualita' dei prodotti. Il tutto condotto senza il minimo ripensamento ma con il solo scopo del guadagno immediato finalizzato per la finanza.
Il risultato finale e' innegabile. La Fiat di marchione e' l ultimo esempio. Il ritorno alla qualita' del lavoro, compenso, prodotto, anche solo a livello locale, e' il naturale ritorno al miglioramento.
Stefano B.
28 luglio 2012 alle ore 09:33Tutto bene, tutto giusto.
Peccato però che tutte le volte che vado a comprare "a Km. zero" la verdura mi costa di più di quella del supermercato.
Nestor Machno
28 luglio 2012 alle ore 09:51dovresti chiederti come mai al supermercato così poco. Ci vuole un anno per fare una mela o una zucchina perché dovrebbe costare poco ?
anna
28 luglio 2012 alle ore 09:57Preferisco pagare frutta e verdura un briciolo di più ma sapere che:
1) viene pagato chi lavora e non gli intermediari che affamano i contadini (vedi arance pagate all'agricoltore a 15-20 centesimi)
2) i prodotti sono sani e freschi
3) non hanno viaggiato per giorni in giro prima di arrivare in tavola (inquinamento, conservanti..)
Emanuele Morandi
28 luglio 2012 alle ore 10:01Un solo appuntino su questo commento pero posso farlo, non e` detto che il prezzo del prodotto X al supermercato sia corretto(puo essere preso in bangladesh a 1 centesimo perche sfruttano della manodopera a gratis o quasi usando le peggiori schifezze chimiche vietate magari in Europa) mentre magari il prezzo "a km 0" sia il reale valore di un buon prodotto coltivato a norma. Solo un ipotesi eh.
Giuseppe
28 luglio 2012 alle ore 09:40Appoggio il commento di stefano b. come al solito siamo italiani alcuni contadini vendono al grossista
a 1 centesimo al Kg o al pezzo i loro prodotti poi quando vendono direttamente alle persone spesso al nero vogliono 2 euro al Kg.
Sottolineo alcuni.
ulisse de poli
18 giugno 2013 alle ore 01:56e te dovresti essere contento di darglieli, altrimenti ti fai l'orto... :)
oppure trovi dieci amici e gli ordinate un po' di roba e lui sarà ben felice di dartela a buon prezzo credimi!!!!
pierfrancesco Saladino
28 luglio 2012 alle ore 09:49La situazione agricola non è così semplice.
non è solo un problema di consumo interno o di reddito degli agricoltori.
Il primario ( e rimarco questa definizione visto quanto delinea la sua importanza) ha dei problemi strutturali che se non risolti attanaglieranno tutta la popolazione modiale mentre tutti i governi e le istituzioni sembrano non interessate e lasciano con fatalismo decidere ad un mercato ormai schizzofrenico.
facciamo alcuni esempi:
In tutto il mondo "civilizzato" la quantità di agricoltori scende sempre di più( agricoltori sotto i 35 anni sono il 6% in Europa!) e con loro la cura del territorio che degrada. Le tecniche agronomiche utilizzate oggigiorno hanno oramai dimenticato la salvaguardia sia idrogeologica che di fertilità del terreno.
Nel mondo in sviluppo spesso si producono derrate alimentari per i paesi ricchi affamnando le popolazioni con prezzi internazionalizzati non alla portata del mercato interno.
La crescita della domanda alimentare annualmente è ormai a doppia cifra e presto con il miglioramento delle condizioni di vita in Asia sarà ancora più pressante.
Si continua a erodere terreno disponibile per cementificare, a uniformare le cultivar e le razze allevate, a utlizzare monocolture intensive a dimenticare tutti i propositi di sostenibilità del ecoagrosistema costruiti in 11000 anni di storia della cultura agricola.
La distanza degli stati occidentali tra produzione e fabbisogno alimentare si allarga sempre più e quando i paesi terzi produrranno per loro stessi questo sarà il problema più grande.
Da agricoltore e imprenditore vi dico che presto il problema non sarà lo spread ma il piatto vuoto. Noi ormai dimentichi delle difficoltà di reperimento del cibo ci ritroveremo a dover elemosinare il fabbisogno alimentare!
Alessandro Battaglia
28 luglio 2012 alle ore 09:56Abito in Sardegna ma non sono sardo. Non sono agricoltore, ma commerciante. In questa isola, il numero degli agricoltori si è dimezzato negli ultimi 40 anni. Chi ancora sopravvive dice che il latte gli viene pagato 0.65 centesimi. Io lo pago 2 euro e probabilmente contiene solo la metà del latte del contadino. Vorrei pagarlo 1,20 euro direttamente al contadino, in bottiglia di vetro che mi lavo io. E' così difficile?
Marco Antonacci
28 luglio 2012 alle ore 09:57Ho una frutteria a roma e, prima di aprire questo negozio, ho lavorato oltre 10 anni nella GDO con funzioni molto elevate.
I motivi per cui nella GDO alcune cose (non tutte sia ben chiaro) costano meno sono molteplici, ma i principali sono:
1)il personale è spesso sottopagato, in quanto è preso da cooperative: in pratica, se sti male non ti pagano, se sei in maternità non ti pagano, se vai in ferie non ti pagano! La GDO crea poveri, non posti di lavoro!
2) Nelle frutterie, proprio per la presenza vicina di supermercati e ipermercati, la mole di vendita è molto bassa e spesso bisogna sopportare costi di gestione altissimi!
Io credo una cosa: un contributo alla crisi attuale possiamo darlo tutti; è vero, magari si spende qualcosa di più, ma acquistare in un piccolo negozio anzichè nella grande catena aiuterebbe molto i piccoli commercianti (come me) molto in difficoltà in questo periodo! Molte aziende della GDO sono estere e i soldi all'estero vanno! E comunque, pure quando si acquista in supermercato, prediligere prodotti italiani 100%.
Isabella Marzullo
28 luglio 2012 alle ore 10:01La soluzione è semplice ed efficace, togliere tutti gli incentivi e riconoscere, per legge, al produttore, almeno 1/3 del prezzo finale di vendita. Attualmente un kg di frutta viene pagato tra i 10 e i 20 cent al kg, viene poi venduta tra 1,5 e 2,5 euro, gli avvoltoi del cibo (trasportatori, intermediari e venditori finali) si spartiscono quasi tutta la torta. Con la nuova ripartizione la merce venduta a 1,5 euro/kg porterebbe almeno 50 cent/kg diretti agli agricoltori. Per far ciò sarà sufficiente una etichettatura chiara e trasparente con indicato il produttore ed il relativo compenso riconosciuto. E' necessario anche un coordinamento tra i produttori in modo da evitare che tutti producano lo stesso bene facendo crollare il relativo prezzo e costringendo il Paese ad approvvigionarsi dall'estero per le altre mancate produzioni.
domenico franzese
28 luglio 2012 alle ore 10:52la tua e una buona idea ed e giusto,come dice il detto,dai a cesare quello che e di cesare,quindi deve guadagnare di piu colui che produce e ci mette la fatica e non gli intermediari che stanno comodamente seduti a spostare merci con un pc da un paese all altro.io lavoro nella grande distribuzione,credo comunque che ormai delle cose non possono essere cambiate ma solo migliorate.
Enrico Billi
28 luglio 2012 alle ore 10:12A Pechino la frutta e verdura si compra dal fruttivendolo sotto casa che compra direttamente dal contadino, altrimenti gia' adesso la grande distribuzione dei centri commerciali fa pagare la frutta e verdura quanto in Italia.
Luca Fratus
28 luglio 2012 alle ore 10:29Siamo un gruppo di imprenditori che ha deciso di investire per reintrodurre in italai la coltivazione della canapa industriale, i primi risultati cominciano a vedersi,per info assocanapa.it oppure equilibrium-bioedilizia.com, il cambiamento lo facciamo noi,altro che stato.
Dino Mazzini
28 luglio 2012 alle ore 10:35chi ha provato a fare qualcosa di diverso ha fatto questa fine qui. www.casacapuzzola.it e tutto in nome dell'ambiente che deve essere difeso
guido ligazzolo
28 luglio 2012 alle ore 10:42l'agricoltura stà morendo non perchè lo Stato ha deciso, bensi i signori x y z ecc. ecc. hanno deciso. Lo Stato,come entitá operante, non esiste: per cortesia cominciamo a personalizzare!!!!!!!!!!!
FABIO BRANDA
28 luglio 2012 alle ore 10:57ricordo a tutti di fare cortesemente politica fuori anche fuori dal blog, al lavoro, in bus, al bar, a scuola, in palestra. ovunque ci sia un ritrovo sociale
il M5S e` l'ultimo baluardo democratico prima di reazioni violente da parte della cittadinanza
la politica italiana non si fa` e mai si e` fatta scrupoli per l'uso della violenza, vedi G8, No Tav, Moro, Bologna, Falcone, Borsellino etc. e per qualsiasi situazione di "disordine sociale"
pero` con la violenza non si sa` mai dove si andra` a finire
tutti i regimi di polizia hanno sempre avuto giustificazione nelle proteste della popolazione, alle quali "hanno posto rimedio"...
danilo miatto
28 luglio 2012 alle ore 10:59Non esiste solo la coltivazione ma anche la cura del territorio, la manutenzione delle siepi, la piantumazione di alberi ecc. Ad esempio se io volessi utilizzare il mio terreno per piantare siepi che possano accogliere animali diversi o alberi di alto fusto che producano ossigeno non posso contare su nessun incentivo non solo ma sarei anche penalizzato perchè non avrei alcun riconoscimento come imprenditore agricolo anche a titolo secondario. Ho lasciato a prato il mio terreno per diversi anni per depuralo dai pesticidi ma poi se lo vuoi certificare devi pagare una tangente ad enti privati perchè lo stato è assente e disinteressato a queste pratiche.Lo stato incentiva il commercio dei fertilizzanti chimici, dellle sementi delle multinazionali e di una economia superata che depaupera la terra. Gli agricoltori non hanno potere contrattuale e le varie associazioni che si insinuano tra di loro impedendiscono una vera organizzazione della produzione nazionale. I mercati ortofrutticoli non sono fatti per gli agricoltori ma per i grossisti. E' l'unico settore dove chi produce non conta niente a differenza per esempio dei produttori di petrolio eppure le derrate alimentari non sono meno importanti. Ci permettono di vivere e un frumento biologico ha delle proprietà nutizionali inimmaginabili.Bisognerebbe
allontanarsi dalla comunità europea nella progettazione del futuro agricolo, allontanare coloro che sin'ora si si sono insuniati senza avere nè le competenze nè la sensibilità nei ministeri al solo scopo di gestire un potere e ricavarne un utile personale.Ma sappiamo che le proteste non contano niente perchè come cittadini non siano rispettati. L'agricoltura è in continuo declino ma io vado per la mia strada e la mia terra sarà come dico io anche se non guadagnerò niente.
tiziana p.
28 luglio 2012 alle ore 11:02anch'io penso che l'agricoltura deve essere il nosrro futuro.
Solo la produzione in casa nostra può salvarci.
Inoltre darei in affido ai disoccupati e pensionati dei piccoli terreni incolti di cui prendersi cura .
Inoltre vorrei che ogni sindaco d'Italia promuovesse il Km 0, sia per i prodotti ma anche la vicinanza al posto di lavoro abbia un punteggio di preferenza per eventuali mobilità di personale al fine di evitare lunghi spostamenti e tutte le conseguenze ad esso correlate
Luca Simonetti
28 luglio 2012 alle ore 11:15Prezzo minimo garantito al produttore.
Legge che preveda che il costo finale del prodotto non possa superare, di una certa percentuale il costo pagato al produttore.
Divieto di mandare al macero i prodotti in esubero.
Ridistribuzione dei terreni del demanio pubblico orientata a produzioni locali destinate alla filiera breve, questa iniziativa andrebbe supportata economicamente dai PSR, la formazione affidata ai tecnici delle Associazioni di categoria.
Destinare i terreni inquinati a produzioni agricole non alimentari ( bioplastiche, ecc.)
raul frassineti
28 luglio 2012 alle ore 11:27Faccio di mestiere l' operaio agricolo da 30 anni e prima ho vissuto in contesti agricoli per almeno altri venti. Ho visto l' agricoltura cambiare ,da agricoltura diversificata di piccole proprieta' a agricoltura industrializzata di decine o centinaia di ettari,da maggese misto alberi da frutta,vigneti siepi a monocoltura.Il problema principale credo sia nella maniera di intendere cos'e' il cibo. Ormai la maggior parte delle persone pensa che tutto sia cibo e tutto sia eguale,per allevare animali invece vi è un consumo di suolo acqua ed energia enorme,(x es.)e per il numero di persone che siamo è impensabile credere sia sufficente tornare al contadino col pollaio x sopperire al fabbisogno di uova. Per risolvere il problema che ,concordo,con molti di voi sara' sempre piu' pressante , occorre rivedere il modo di mangiare,arrivare ad una agricoltura sostenibile,programma ambizioso,ma non impossibile da attuare. A cominciare da ognuno di noi nel momento in cui compriamo il cibo, domandarsi : a chi giova?. A chi giova un mazzo di ravanelli portato ogni giorno da Salerno a Milano?
Marco Pe
28 luglio 2012 alle ore 12:13Io odio la GDA ti fanno mangiare la plastica che non sà di nulla e al mio paese hanno ucciso tutti i piccoli negozi , era troppo bello quando andavi da qualcuno che magari ti aveva visto crescere e conosceva la tua famiglia dai tempi e ti trattava come un amico. Ora? vai velocemente, compri un sacco di cose che non ti servono e scappi a casa , non una parola e ti accorgi che hai comprato un prodotto biologico (alternativa inventata per non far comprare prodotti direttamente dall'agricoltore) che paghi di più perchè non ti fidi.
Come si stava meglio quando si stava peggio......
Ma quando se ne vanno? chiudiamo il Parlamento come loro chiudono le Fabbriche e se protestano mandiamogli la polizia!
Ignazio Virzì
28 luglio 2012 alle ore 11:39Hai un bel dire,ma gli interessi sono interessi e allo Stato o meglio ai suoi rappresentanti attuali non interessa:su voi agricoltori non possono speculare.Voi,però,continuate a votarli...
Gianluigi Scanferlato
28 luglio 2012 alle ore 12:05Al supermercato locale vendono spesso la frutta che arriva dall'estero. Trasportare l'uva da Israele (quasi tremila chilometri) oppure le pere argentine dalla sponda Sud del Atlantico è assurdo, ma venderla praticamente allo stesso prezzo di quella di origine italiana è semplicemente OSCENO.
giamps
28 luglio 2012 alle ore 12:43Il problema è che anche gli agricoltori privati puntano al profitto, se vogliamo valorizzare i prodotti fatti qui dovremmo facilitare la nascita di aziende che non mirino al profitto, perchè sappiamo tutti che cosa non si fa per poter avere il proprio tornaconto a fine mese , si butta dentro di tutto nel prodotto per farlo sembrare migliore.
Quindi facilitare le cooperative sociali che non abbiano il profitto nel proprio statuto.
Solo così potremo far rinascere la nostra agricoltura , senza pensare al PIL ma pensando a cosa si sta mangiando.
Roberto Giardi
28 luglio 2012 alle ore 13:12Con il nostro mare, le nostre colline, le nostre montagne, i nostri frutteti, i nostri orti, i nostri uliveti, la nostra cucina mediterranea, i nostri agricoltori, i nostri artigiani, i nostri scienziati, i nostri lavoratori, la nostra arte, SIAMO I PRIMI NEL MONDO !!!!!
Alessandro Vinassa
28 luglio 2012 alle ore 13:12Cari agricoltori e lavoranti del settore. Vogliamo discutere insieme della faccenda? Propongo un summit , anche on line da cui tirare fuorei, sviscerare tutti i problemi che incontriamo quotidianamente in questo campo. Non voglio farla diventare un incontro tanto per lamentarsi ma un incontro per davvero tirar fuori delle idee. I sindacati al momento lasciamoli fuori. Loro seguiranno se l'idea è buona. Che ne dide??
Il mio indirizzo mail è a.vinassa@alice.it oppure info@florario.it. Grazie
giovanni l.
28 luglio 2012 alle ore 13:15La grande Distribuzione è in mano ai francesi per cui sono loro che decidono l'approvvigionamento. Cirio, Bertolli, De Rica (solo per citarne alcuni) marchi che erano fiore all'occhiello dell'agroindustria italiana e che servivano come valvola di sfogo anche per gli eccessi di produzione sono stati svenduti per quattro soldi. Divella che acquista grano dall'estero perchè (secondo lui ..e non solo) è migliore del nostro. 500.000 t di cereali raggiungono costantemente il porto di Bari azzerando qualsiasi possibilità di vendita di prodotti locali. Il latte è considerato fresco ancora dopo 8 gg(vedi fresco parmalat) mentre le mucche lo producono tutti i giorni. Il latte Uht è ottenuto dal latte in polvere e può essere rigenerato almeno 5 volte mentre la mucca ...produce tutti i giorni. E che dire della frutta ancora peggio. Si può decisamente cambiare agricoltura ma vanno immediatamente annullate queste aberrazioni legislative, non abbiamo molto ....
viviana v.
28 luglio 2012 alle ore 14:28Noi facciamo quel che possiamo.Conosciamo 3 contadini a cui telefoniamo ogni tanto per sapere cosa hanno raccolto e ci compriamo frutta e verdura.A volte la frutta la cogliamo dalle piante.E' matura,saporita, sa di sole e di buono, non sa di segatura come la frutta del supermercato che non matura mai e ed esce dal frigo per poi marcire il giorno dopo acerba. Dai contadini,anche mettendoci la benzina,paghiamo la roba meno,la compriamo o la regaliamo anche per altri.Spesso tra amici ci scambiamo le cose.Il resto lo compriamo al mercatino biologico che è una volta la settimana ma in cui manca sempre il parcheggio e le file sono lunghissime e non si capisce perché i prezzi siano tanto alti.Non è facile andare direttamente dai produttori,non sono tutti simpatici,spesso il contadino vuole speculare troppo,eppure Bologna è in mezzo a ogni ben di Dio: pesche,meloni,ciliege,albicocche, fichi,fragole..ci sono frutteti o piantagioni di ogni tipo.Ma i contadini sono taccagni,ti vorrebbero vendere le cose al prezzo del supermercato o ti vendono come fresche le uova della Coop,ognuno fa per sé facendo concorrenza agli altri,non sempre è facile venirsi incontro.
Un tempo venivano dal sud camion pieni di cocomeri,meloni,carciofi,arance,mozzarelle,olio, olive,caciotte,caciocavallo...cose buonissime vendute per le strade che andavano a ruba ma i negozianti tanto hanno fatto che hanno impedito queste vendite,i vigili arrivavano e multavano.A che pro?Forse che i negozianti sono diventati più ricchi per questo?No,siamo diventati tutti più poveri.
Un tempo,quando stavo a Milano,c'erano mercati comunali dove si trovavano buone offerte,anche il burro della Cee, ora più nulla?
I supermercati dovrebbe servire a tenere i prezzi più bassi.Manco quello sanno fare e la roba fa quasi sempre schifo!Il marchio non è garanzia di qualità,le porzioni sono troppo grandi,la verdura la compri che è già marcia,la frutta è insapore,la carne gonfia di estrogeni,le scatolette modeste..Perché?
annita b.
28 luglio 2012 alle ore 14:31Il problema e' che nel nostro paese manca anche l'onesta' di molti che si accordano con piccole aziende agricole, facendosi tenere segnato come lavoratore, e non lo e', e poi con l'assegno della disoccupazione (visto che questo per molti trattasi di lavoro stagionale) restituiscono i contributi a chi li assume per finta, per pretendere poi l'indomani una pensione che non gli spetterebbe visto che ha fatto solo finta di lavorare solo per avere poi una pensione. Mi creda che ce ne sono molti!
Se non cambiano le leggi e specialmente la mentalità di questi furbetti sara' normale il declino totale in questo settore!
adriano
28 luglio 2012 alle ore 15:04Ottimo articolo! Abito in campagna e qui come in tutte le altre realtà, conta solo produrre tantissimo a prezzi stracciati.
Ho due amici che fanno colture biologiche, e riescono a sopravvivere benissimo, perchè sono riusciti a fatica a ritagliarsi una fetta di mercato in zona, a Km zero.
Se invece di sostenere solamente i megallevamenti o monoculture si desse un aiuto ai giovani che vogliono rimanere in campagna forse si aiuterbbe l'economia meglio.
Guardiamo cosa è capitato in Sardegna, che le banche con complicità della regione, gestita da un incapace,hanno mandato sul lastrico piccoli allevatori ed agricoltori,buttandoli addirittura fuori casa, per debiti verso le banche di pochi migliaia di euro.
Questo tessuto sociale sarà molto difficile ricostruirlo, senza contare l'abbandono delle campagne ed il conseguente dissesto idrogeologico in atto ormai da decenni.
mario marmo
28 luglio 2012 alle ore 20:12penso che a proposito delle banche e che si lavorava tramite le banche,fallite (QUASI)loro e' fallito tutto il meccanismo.perche' sono ancora oggi il motore dell'economia.nel senso che parecchie aziende quasi tutte quelle che oggi hanno grossi problemi e' il resto che hanno chiuse si affidavano troppo sulle banche.perche'le aziende non hanno un margine di indipenza ecnomica.
Mario .
28 luglio 2012 alle ore 15:06Sono perfettamente daccordo! Se i prezzi pagati ai produttori fosserto giusti non ci sarebbero aree incolte, pannelli fotovoltaici a terra e tutta quella roba lì.
Gli incentivi sono da eliminare perchè distorgono il mercato e danno potere ai politici che ne possono disporre!
Io nel mio piccolo sto creando una piattaforma per la vendita diretta dal produttore..in pratica un supermercato diffuso dove il contadino scegie direttamente il prezzo finale al cliente e no chiedimao solo una % per la consegna e distribuzione.
Il mio progetto è una goccia però se tutti comprasserto così si risolverebbero un sacco di problemi!!
Ciao
Massimo Carlino
28 luglio 2012 alle ore 15:13Km0, o Gruppo di Acquisto Solidale (GAS) sono la salvezza delle citta'. i piccoli mercati rionali o zonali, oggigiorno non riescono a dare un grosso risparmio contro la grande distribuzione.
Andrea Pasqualini
28 luglio 2012 alle ore 15:13Concordo al 100% su quanto detto circa la sostenibilità alimentare. Presonalmente ritengo che la cosa più importante sia partire da ognuno di noi, dalle nostre attività quotidiane,e cominiciare a modificare certe malsane quanto mai radicate cattive abitudini, che vanno dal fare la spesa solo nella grande distribuzione,al non badare alla qualità vera dei prodotti alimentari, al non informarsi adeguatamente su quali siano gli effetti del cibo sulla salute, sia nostra individuale sia quella dell'ambiente.Io ad esempio frequento e sostengo da alcuni annil'associazione "Un Punto Macrobiotico", che ha diversi negozi e ristoranti in Italia,e che incarna realmente scelte e stili di vita compatibili con la futura sostenibilità alimentare.Invito chiunque fosse interessato a guradare in rete l'elenco delle città in cui è presente Upm e a recarcisi per avere delle prime informazioni.L'associazione sta anche portando a vanti progetti internazionali e nazionali molto interessanti.Chi ha voglia recuperi l'ultima pagina del manifesto del 4 luglio scorso che parla dell'argomento.
Grazie per l'attenzione.
Andrea
Riccardo Cioni
28 luglio 2012 alle ore 15:39Ho cercato di presentare due progetti agroalimentari, il primo di facile realizzazione in grado di garantire il posizionamento della produzione prima ancora della raccolta, con margini sufficienti al mantenimento di una o più squadre di lavoro.
Il secondo più complesso, in grado di creare molti posti di lavoro, con alti margini di remunerazione, con una logica di posizionamento del prodotto autogestito, in grado di divulgare il made in Italy con marchio e procedure DOCG, sia realmente che virtualmente, con aspettative di lavoro 24/h su 24. Non sono riuscito a farmi ascoltare, a chi fosse in grado di aiutarmi a creare un Gruppo di lavoro , chiedo di contattarmi via mail indicando il proprio Ruolo e le proprie referenze, riccardo.cioni@hotmail.it.
Il progetto prevede la collaborazione di Scuole Professionali, di Aziende , Distributori, Industrie, del settore Agroalimentare e l'utilizzo di strutture in grado di sviluppare strumenti di Marketing Operativo
moss vald
28 luglio 2012 alle ore 17:42Compriamo solo prodotti italiani, andiamo direttamente dai produttori, sono loro a farsi il mazzo per guadagnarci poco nulla o almeno saltiamo i grossisti, possiamo pagare il produttore il doppio del grossista e ci costerebbe comunque la metà.
L'Italia ha da nord a sud tutto quello che serve per vivere perchè dobbiamo pagare i prodotti in tre passaggi?
Nei supermercati ci sono frutta verdure e carne nei pacchetti di polistirolo chiusi con il celophane e dopo un po non sanno di nulla, gli agricoltori te li mettono nella tua borsa e così non porti a casa immondizia.
Marco Anselmo
29 luglio 2012 alle ore 08:50A Sergio: ciao sono un grossista di Torino che la pensa come te!!!!!
Mio nonno era contadino, mio padre prima contadino, poi ambulante ed infine imprenditore.
Io da 18 anni sto seguendo le sue orme, ed ogni anno diventa sempre più difficile, quasi impossibile lavorare. Le tasse ci stanno stritolando ed i costi di gestioni lievitano sempre più, gli operai sono diventati un salasso e non si prospetta un gran futuro. Ho due figli e vorrei dar loro una chance nel mio settore ( che per me è la mia vita ) purtroppo penso non sia fattibile al giorno d'oggi.
Scusa se mi sono dilungato, ma era solo per dirti che la penso e sono con te ( e come noi tantissimi altri ) se vuoi parliamone.
La mia mail è uamanselmo@gmail.com
Marco Anselmo
29 luglio 2012 alle ore 09:00@massimo Carlino: guarda che se fosse per i prodotti a km0 metà Italia sarebbe sempre a stecchetto, se uno di Torino volesse le melanzane o i peperoni in inverno, troverebbe nulla.
Angela Crivello
29 luglio 2012 alle ore 14:25beh! penso che dovremmo smetterla di mangiare tutto in qualsiasi momento perché non è eco sostenibile ma tornare indietro e mangiare solo secondo la stagione, non siamo ingordi facciamo parlare il cervello non lo stomaco!
stefano b.
30 luglio 2012 alle ore 13:24facciamo un piccolo esempio
tenendo conto che le leggi di mercato valgono solo per i poveri
la prima legge di mercato dice che
QUANDO L OFFERTA SUPERA LA DOMANDA IL PREZZO CALA
QUANDO LA DOMANDA SUPERA L OFFERTA IL PREZZO AUMENTA
nonostantequesta semplice legge i prezzi continuano a salire nonostante il crollo dele vendite
pochi comprano casa e nonostante le case mantengono o aumentano di valore
oggi chi inizia un impresa parte con un idea di guadagno
il l ideale di guadagno e inferiore alle sue aspettative
allora si parla di perdita o crisi
spendo 100 e penso di guadagnare 150 ma la realta e 110
non ho perso 40 ma ho solo guadagnato 10
questa stronz.... di pseudoeconomia
e alla base di tutti i guai di tutti i giorni
l agricoltore puo vendere solo attraverso una trafila di operatori
(indovina chi e che e' vuole e protegge la trafila)
ogni trafila vuole il suo guadagno
ma c'e la crisi e allora
e indovinate a chi verra diminuito il volore della vendita (al contadino )e solo per mantenere il valore di vendita alla trafila
cosi una mela da 1 euro 10 centesini al contadino e 90 alla trafila
lo stesso succede nelle fabbriche abbiamo le paghe piu basse del europa ma la scusa e sempre quella ...noi costiamo troppo allora si va al estero
(incentivati dallo stato con le tasse pagate dai operai ex occupati)
e ora di finirla IO VOGLIO TO9RNARE A SCEGLIERE
maxb
3 aprile 2013 alle ore 14:51bisogna mettere le tasse agli agricoltori che sono pieni di soldi, basta guardare le case che hanno per capire, appena si libera un terreno lo acquistano immediatamente , non spendono un quattrino e accumulano tutto, vanno a messa la domenica e non fanno altro sono sulla terra sempre e riempiono le banche di soldi ne sono strapieni , hanno case chiuse su ogni terreno in loro possesso tanto non pagano nulla anzi prendono incentivi e rimborsi di ogni tipo hanno persino la benzina o gasolio agevolato. tassateli come gli altri esseri umani.
giuliano verita'
27 aprile 2013 alle ore 08:03prima di parlare a sproposito vai qualche giorno a casa di qualche agricoltore,forse capirai i sacrifici che fanno per avere quelle due cose che hanno !!lavora 365 giorni all'anno alzandoti alle 3 del mattino,con temperature della natura da -5 a + 35 facendo anche 14 ore di lavoro,ma lavoro non ufficio,poi ne parliamo!!!
Stefania A.
17 giugno 2013 alle ore 23:53Rispondo a " Maxb"
Sono una figlia ormai adulta e nipote di agricoltori da generazioni.
Mio padre ormai non c'è più,ma durante la sua vita ho solo visto una persona che si è alzata, finchè non è mancata , aveva 73 anni,alle cinque di mattina e a volte anche prima.La sua preoccupazione non era comprare terreni ma riuscire con puntualità,nonostante le difficoltà, a pagare gli operai.
Quando è mancato aveva una Ford Fiesta Disel con all'attivo 564000mila Km,hai letto bene ,564000mila Km.
Mio nonno e mio padre hanno fatto in modo che tutti gli operai avessero la pensione,non volevano sentir parlare di giornate lavorate senza contributi.In campagna è sufficiente una giornata di gelo o di grandine per vanificare il lavoro di mesi,così come ,per esempio ,un estate torrida. Se saltava ,per condizioni atmosferiche ,il raccolto, era in pericolo non solo la nostra sopravvivenza ma anche quella di numerose famiglie.Spesso e volentieri ho letto la preoccupazione sul volto di mio padre anche se cercava in tutti i modi di non trasmetterla a noi. Non abbiamo ereditato nulla di più di ciò che c'era insieme ad un piccolo debito.Sia per mio nonno che per mio padre la chiesa era pienissima e il dolore della gente era palpabile.Dopo anni,quando torno in paese, ancora incontro persone che ricordano i miei con parole affettuosissime piene di stima .C'è un operaio che ogni volta che mi incontra si commuove e io insieme a lui.
Nelle parole di Maxb ,c'è solo durezza e totale mancanza di conoscenza.In un momento come questo dovremmo essere uniti e combattere chi vuole la fine dell'Italia e delle imprese italiane, qualunque esse siano. Le lotte intestine, fortissimamente volute dai poteri forti attraverso i media , sono indispensabili per l'attuazione dei loro programmi.L'unica nostra forza sarebbe evitare di cadere nei loro tranelli.Buona vita Max e ti auguro di avvicinare ,in futuro ,agricoltori veri e seri ,diversi dalla tua descrizione,sono molti di più di quanto tu possa immaginare.
eugenio percoss
17 giugno 2013 alle ore 23:14
sono un contadino della prov dell'aquila.
i genitori(contadini)
hanno lavorato una vita a seminare patate, barbabietole da zucchero, grano.hanno fatto sacrifici raccogliere a mano le patate caricarle in sacchi e portarle inmagazzino si alzavano alle 4 e tornavano a casa dopo le 21 e noi piccoli insieme a loro a dare una mano.scavavano la barbabietole a mano col(rampino) e le scollettavano con la sarrecchia( il famoso falcetto quello dello stemma del pci)e da noi le barbabietole si raccoglievano fino a natale con la neve.hanno mandato avanti una famiglia. hanno fatto campare industria , operai, hanno sfamato migliaia di persone.sacrifici enormi e alla fine una pensione da fame...invece il loro vicino di casa uno scansafatiche.opportunista.terza elementare. si mise in politica si fece raccomandare prese il posto all'imps. non faceva nulla dalla mattina alla sera. sfotteva i miei genitori.. aveva un secondo lavoro a nero. un furbo. quando è andato in pensione ci veniva a prendere in giro. aveva preso una bella liquidazione e una pensione sopra i duemila euro..e sfotteva mio padre che prendeva solo 450 euro.l'ho cacciato fuori da casa mia.siamo poveri ma onesti non accattoni.questa è l'educazione che da lo stato italiano e come premia certa gente....Grazie per questo post sig Sergio
.scriverò ancora sulla situazione degli ultimi decenni.
delfino
18 giugno 2013 alle ore 07:11Queste cose devono finire, mai più cose del genere, sono cose che vanno oltre la fantasia perversa della peggiore razza umana, non è possibile assistere a casi come questo, basta!!! Per chi permettesse in futuro casi come questi, dovrebbe esserci la pena di morte. Perchè queste cose deridono e beffeggiano chi lavora una vita seriamente senza truffare nessuno. Bisogna indagare sulla vita di questi furbi e mascalzoni, e torgliegli quanto hanno conquistato illegalmente anche grazie alla politica scellerata di pendagli da forca.
ulisse de poli
18 giugno 2013 alle ore 01:34le piccole produzioni, servire e curare il proprio territorio, il ritorno alla qualità dei prodotti e del paesaggio il rispetto della biodiversità io la chiamo la misura d'uomo, solo questo ci può salvare!! i nostri clienti ci devono conoscere e noi dobbiamo conoscere loro. Come facevano a vivere quando non c'erano fitofarmaci, trattori, pesticidi, diserbanti, ormoni ma solo letame vanghe zampe e rastrelli??? la storia ci insegna che in italia la fame non l'ha mai patita nessuno, oggi se chiudono i super mercati due terzi di noi muore di fame...Ovviamente governi e istituzioni accecati e corrotti dal dio denaro non faranno mai nulla per incentivare queste cose, è più facile pigliare una bella tangente da un monopolista che da cento piccoli produttori. tocca a noi scegliere la via giusta anche rinunciando al profitto al suv alle vacanze a zanzibar al televisorone al plasma al cellulare ultimo grido e alle melanzane a novembre roba che passa!! la nostra terra le nostre usanze i nostri prodotti devono arrivare ai nostri figli ai nostri nipoti e speriamo oltre!!!!!!!
albino turato
18 giugno 2013 alle ore 10:12salve a tutti , analizzare l'agricoltura in italia è cosa impegnativa . io ho provato a rimanere in quell'ambiente essendoci nato..ma non ci sono riuscito , me lo hanno impedito .
non ho mai visto 10 agricoltori coalizzati sinceramente per una lotta comune , questo è il vero problema .
quando si parla di capitalismo bisogna anche pensare che la terra è lo strumento di lavoro prima di essere un bene capitale , in locazione non è possibile avere un reddito sufficiente .
quando negli anni 50-60 la politica "non funzionava" esisteva lo stato che impediva che la terra fosse inserita in un libero mercato ma favoriva ,quasi obbligava , che essa fosse in mano a contadini anche in affitto con contratti molto rigidi per ambo le parti , e se volevi acquisirla dovevi essere coltivatore diretto a titolo prevalente .
certo negli anni questo ha portato al ripristino del latifondo ed a una diversificazione delle attività che spesso si mescolavano a qualcosa che con l'agricolo non c'entrava un fico secco .
i giovani hanno le idee abbastanza chiare , c'è lavoro in agricoltura , politica permettendo , ma bisogna far riflettere i vecchi e la loro mentalità contadina fatta di possesso di grandi superfici coltivate in monocolture per avere non un reddito ma una rendita , poco consono ai bisogni di oggi che son diversi .
sintetizzando : non si può pensare alle grandi produzioni di mais che si confrontano coi prezzi mondiali ma produrre quel che serve al paese cercando di importare quel che non possiamo fare .
il vino è un bell'esempio , potrebbe essere uguale per l'olio , per gli ortaggi , tutti i prodotti caseari , la frutticoltura .
ci vorrebbe molto più spazio e tempo su questi argomenti , concludo dicendo che se la politica verso l'agricoltura riconosce di più il lavoro del produttore , se la terra può averla chi vuole farne una attività prevalente anche in affitto ,se cambia un po la mentalità contadina , posso pensare di tornare a 53 anni a fare il contadino, il mio sogno .
eugenio percoss
18 giugno 2013 alle ore 11:15La coperativa.
formata da 18 contadini orticultori.coltivavamo indivia riccia, scarola, finocchi, carote. radicchio di chioggia e treviso.
avevamo avviato con successo l'esportazione di carote per la GERMANIA.insomma ci andava bene. l'esportazione iniziava a settembre. e finiva a febbraio poi..... improvvisamente i tedeschi non ordinavano nulla e l'esportazione era ferma.siamo andati in germania dai nostri clienti a verificare se avevano cambiato fornitore. invece con grande sorpresa avevano le carote di loro produzione,due anni prima era caduto il muro di berlino.le carote erano molto brutte storte. facemmo presente la cosa. ci risposero che non era una questione di prezzo o di qualità. ma in germania dovevano consumare il loro prodotto e se importavano carote gli mandavano ispezione dalla guardia di finanza tedesca o imps. insomma non li facevano lavorare.quindi stavano buoni e consumavano il loro prodotto.in italia alle nostre istituzioni invece non gliene frega niente anzi ci godono se stai male.fanno il ragionamento contrario ai tedeschi.le ispezioni le mandavano a noi della coperativa.per non parlare dei raggiri sulle leggi o dei rimborsi iva che non arrivavano mai....ci voleva la mazzetta per riaverla.il tutto ci guadagnavano politi e banche.la coperativa occupava 120 operai.la coperativa l'abbiamo chiusa.per fallimento. 18 soci 18 famiglie 120 operai.storia degli anni 90
Marco Vaccaro
25 marzo 2014 alle ore 21:11Buonasera, anch'io sono figlio di contadini che hanno fatto sacrifici per andare avanti e con pensioni da fame per la loro vecchiaia. Io ho sempre lavorato, dopo la scuola e anche prima, durante le vacanze estive ho fatto tutto ciò che capitava, in campagna e non. Nella vita ho fatto di tutto per cavarmela da solo e non "pesare sullo STATO" (vedi tanti "posti" inutili nel pubblico), ho preso la partita IVA e a 20 anni (negli anni ottanta, quando forse valeva ancora la pena) gestivo quasi 50 ettari di terra, poi ho fatto l'agente di commercio (pagando sia INPS che ENASARCO) per anni e tutto questo per andare in pensione tardi e male. A Grosseto (la mia città) vedo continuamente gente (aeronautica) sotto i 50 in bicicletta da corsa spassarsela perché già con pensioni che superano i loro stessi stipendi quando erano in "attività". Questa è la VERGOGNOSA CULTURA del nostro paese. Grazie per il suo contributo che condivido.
lauriane
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