
I pidocchi fanno i pidocchi
8 luglio 2012 alle ore 15:49•di MoVimento 5 Stelle
"Porto il mio figlioletto ad una visita oculistica al pediatrico di Alessandria. Parto dalla ricca provincia di Cuneo (quella con meno disoccupazione in Italia). La statale che percorro è disseminata di attività chiuse. Nemmeno più il cartello affittasi. Erbacce nei cortili dei capannoni... certi con i vetri rotti, certi scarabocchiati. In quelli funzionanti, poche macchine, lontano ricordo di parcheggi pieni di gente che portava a casa la pagnotta per i figli. E' uno schiaffo! E' l'Italia dei centri commerciali, degli outlet, dei grandi ipermercati. Non facciamo più niente. E non tutti possono avere i fondi, le conoscenze linguistiche, le lauree con lode per fare fortuna all'estero. A volte non lo puoi fare per due genitori anziani ai quali, se te ne andassi e portassi con te il nipotino adorato, daresti una coltellata. Rivedo i lavoratori della Indesit di un video del blog e al minuto 1:07 il bambino abbracciato al papà sceso in piazza a difendere il posto di lavoro. Mi vengono le lacrime agli occhi. Quel bambino, bellissimo, di tre o quattro anni con il suo sguardo fisso, mentre abbracciava il padre, CAZZO, AVEVA CAPITO TUTTO! Beppe, non è mai bello farsi sfilare i soldi di tasca! Non dico che chi ha bruciato 100 milioni alla comunità di Alessandria non debba pagare, anzi, deve finire in galera, Ma se quelle fabbriche e ditte che ho visto chiuse o quasi, fossero aperte, quei debiti il comune di Alessandria li ripagherebbe in 10 anni, forse meno. Il dramma è che non li ripagherà. Il dramma è che per Comuni di tali dimensioni ormai diventa uno scoglio insormontabile anche un debito di qualche milione. Non c'è più lavoro, o sta finendo. Da buon piemontese ti cito un detto che credo sia universale: "Pioi fan pioi, sod fan sod. Pidocchi fanno pidocchi!". Siamo nei pidocchi, e se non cambiamo alla svelta ci rimarremo." Luis F.
Commenti (36)
Riccardo Garofoli
8 luglio 2012 alle ore 16:37Anche qui a Roma le cose non sono diverse trovi capannoni vuoti con i cartelli vendesi affittasi le vie più proficue per il commercio trovi negozi vuoti e vetrini mal assortite nei super mercati gli scaffali li caricano solo per il breve tempo del inizio del mese poi la merce scarseggia che tristezza più passa il tempo e peggio va
paolo giana
8 luglio 2012 alle ore 16:40sotto i 30000 euro bisogna lasciare completa libertà di azione , libertà dai sindacati , dalle ispezioni, da tutto ,si chiudono gli studi di settore,
si riscopre il francobollo della vecchia ici ,
modificato con il codice fiscale personale ,si applica questo sul prodotto e vedi che in 30 giorni si riparte .
(P.S.solo su alcune cose sono d'accordo con te )
ciao
Il Grigio (il grigio)
8 luglio 2012 alle ore 16:59Questi post però fanno incazzare.
Ma porca di quella puttana, il mondo cambia.
Come cazzo si può pretendere di lavorare alla Indesit a fare le lavatrici come negli anni 60 ? cristo di un santo... le produzioni industriali non fanno più parte dei paese sviluppati... ormai i paesi sviluppati producono in altri settori.
Cazzo.
E' LA STESSA IDENTICA COSA di lamentarsi che la carta stampata e i giornali andranno chiudendo... è OVVIO che succederà così nell'ERA DEI TABLET e DELLA RETE !
Frignoni di merda, che il vento vi disperda!
bruno bassi
8 luglio 2012 alle ore 23:48La indesit ai tempi era all'avanguardia e avevano inventato anche un sistema di tramissione per la Tv a colori migliore di quello che poi fu adottato dalla RAI (telefunken).
qui non si tratta di fare o non fare lavatrici ma si tratta di smantellare o no tutto quel che c'è senza sostituirlo con qualcosa di nuovo per fare dell'italia un paese senza futuro che non eccelle più in niente.
E' un disegno satanico!
Roberto B.
9 luglio 2012 alle ore 09:24quello dell'indesit è un esempio, non è difficile da capire !
tutti i settori sono colpiti, anche quelli avanzati o innovativi, gli unici che continuano a andare bene ad a salvarsi sono le banche, le assicurazioni ..
g.p.
9 luglio 2012 alle ore 14:04Grigio, ma tu di cosa ti occupi? Io faccio parte della categoria della carta stampata, + precisamente sono un tipografo e per giunta in cassa integrazione, non credi che sia giusto che mi girino le palle se accadrà quello che tu preannunci, che cazzo mi metto a fare a 40 anni e sopratutto 20 anni in questo settore, se fai fatica a capirlo, probabilmente sei un calciatore o un politico, perchè oramai tutti i settori sono saturi con questa globalizzazione di merda.
Il Grigio (il grigio)
9 luglio 2012 alle ore 18:03Ho capito, ma non è che puoi pretendere di fare il tipografo altri 20 anni ... è un dato di fatto.
Secondo me è sbagliato pretendere che il mondo rallenti perché uno deve fare altri 20 anni il lavoro che ha sempre fatto. E' assurdo.
Tu hai passato vent'anni in un settore, ti devi accorgere della direzione che sta prendendo e provvedere.
Se ti eri convinto che sarebbe durata tutta la vita avevi sbagliato a valutare, può capitare. Ma ne devi prendere
atto ed ammettere che il cambiamento è inevitabile.
Per quanto mi riguarda la situazione è analoga: ho dedicato la mia gioventù a studiare informatica, a quei tempi prometteva bene, era il lavoro del futuro, era anche bello perché era quasi artigianato. Poi con la diffusione di internet ed il fatto che c'è stato il boom dei computer la domanda si è ingigantita talmente tanto che ormai pagano veramente poco per fare solo dei lavori di manovalanza. Sono pochissimi e selezionatissimi quelli che fanno il lavoro di concetto di fondo (come si faceva una volta per qualsiasi cosa).
Me ne sono accorto, ne ho preso atto e mi sono buttato in un settore completamente diverso. E' inutile nuotare contro corrente, ti stanchi e affoghi.
Valentino F.
8 luglio 2012 alle ore 18:17Bella l'Italia che vive ancora negli Anni 60'...fabbriche ovunque, posti di lavoro anche per chi aveva la 5 elementare, i lavoratori avevano dei veri sindacati e un bello stipendio da portare a casa, si poteva mettere su una famiglia di 4 figli con un solo stipendio...e poi scopri che siamo nel 2012 ed il mondo è cambiato...tranne noi...tranne la nostra classe politica...fosse per loro potremmo tornare anche nel 1200 a.C...fra faraoni e servi della gleba...più o meno come ora.
La macchina del tempo in Italia esiste!
Il Grigio (il grigio)
8 luglio 2012 alle ore 18:35Infatti poi c'è stato il periodo buio del terrorismo.
Adesso c'è quello buio dell'europeismo.
Poi ci sarà quello luminoso del cinquestellismo ! ah ah
mariuccia rollo
8 luglio 2012 alle ore 18:20Che profonda tristezza
alfredo gualtieri
8 luglio 2012 alle ore 20:46la mia attività è sorta più di 40 anni fa. ricordo la stanchezza di mio padre quando tornava a casa dopo una giornata di lavoro. Per un certo periodo lavoravano anche di domenica mattina. il sabato era un giorno come gli altri. Il lavoro andava a gonfie vele, tante preoccupazioni, notti insonni, corse contro il tempo ma alla fine vedevi partire le casse con dentro la merce e tiravi un sospiro di sollievo. Si guadagnava, si pagavano le tasse con orgoglio e si pensava ad un futuro radioso. Oggi apro la ditta e non sò cosa far fare agli operai. Lavoro ZERO. Non una commessa. I fornitori sono nella stessa situazione, chiamano per sapere se c'è qualcosa da fargli fare. La corruzione e le banche ci hanno rovinati.
Roberto B.
9 luglio 2012 alle ore 09:20anche la mia situazione è simile, grazie al governo ed alle banche!
.. si lavora per pagare le tasse e si cerca di sopravvivere per non chiudere !
.. tutto questo non ha senso .. l'unica speranza è che qualcosa cambi dopo le elezioni !
Giovanni Bertini
8 luglio 2012 alle ore 20:56"E' uno schiaffo! E' l'Italia dei centri commerciali, degli outlet, dei grandi ipermercati" è vero si potrebbe fare una legge che da oggi in poi non si concedono più aree per fare nuovi centri commerciali, nuove fabbriche o nuove case, prima di aver recuperato, ristrutturato e riutilizzato le case, le aree o gli edifici già presenti. Radi al suolo se è troppo vecchio, ma non consumare nuove zone" Invece anche qui nel Padovano avremo altri centri commerciali. Ma se la gente non ha più soldi per comprare, non c'è più terra da coltivare, fra poco non avremo più aria da respirare..
Alberto michielon
8 luglio 2012 alle ore 21:52Eppure c'è molto che si può fare! Per esempio costituire nuove aziende che producano ricchezza dal riciclo dei rifiuti e quelli che ci lavorano dentro a paga bassa e super sfruttati siano tutti gli amministratori politici che fino ad ora si sono arricchiti senza fare un belino. E' ora che imparino a cosa vuol dire lavorare e duro. E ogni tanto gli si manda una bella letterina con la busta verde di controllo fiscale, con l'impossibilità di rateizzazione e magari anche impagabile cosicché diventi cartella equitalia....
Roberto Scaruffi
8 luglio 2012 alle ore 22:28Per pagare i soldi a pioggia alle burocrazie crescenti ed a Confidustria-Mediobanca, ecco come vi siete ridotti!
O tagliate la spesa corrente del 75% e rimborsate il debito pubblico, o sprofonderete sempre di più.
Non lo farà la dittatura quirinalizia...
kahhhtt (colpo di tosse)
8 luglio 2012 alle ore 23:02Beh, cosa vi aspettavate, di fare PIL con le tasse ?
Se non ci sbrighiamo a cacciare via a calci in culo i parassiti e i corrotti della politica, hai voglia a ridurre le spese. Se non ci sbrighiamo a perseguitare le rendite finanziarie in modo che sia più conveniente investire in attività produttive, hai voglia a tenere aperte le attività. Con che soldi ? Oggi i pochi che riescono a produrre, di fatto, sono dissanguati sistematicamente dalle attività finanziarie, Mi sa che l' unico modo per ripartire è con in passaporto e la valigia di cartone. Altrochè!
Mimmo G.
8 luglio 2012 alle ore 23:37l'italia "ERA" famosa per 3 cose:
1:L'arte!
2:La cucina mediterranea!
3:La Campagna..
le tre cose erano direttamente collegate tra loro,funzionavano e le tre cose insieme richiedevano tutto il resto delle cose per funzionare,e producevano forza lavoro,cibo e aria buona,e soldi!
ora l'italia e famosa per 3 cose:
1:la crisi!
2:la fame!
3:i disoccupati!
l'arte è odiata dai malvagi
8 luglio 2012 alle ore 23:43l'arte non si fa con la politica e le raccomandazioni!
l'arte viene dall'animo nobile ed è per quello che i malvagi e corrotti non la sopportano e vogliono ditruggere tutto ciò che è arte a cominciare dalle accademie e dai conservatori che sono stati riformati proprio per renderli inefficienti.
Non ci sono piu gli artisti a insegnare ma solo burocrati e scribacchini.
Le scuole d'arte in italia sono finite e per salvarle bisognarebbe tornare immeiatamente agli ordinamenti precedenti alla riforma 3+2 e buttare fuori tutti quegli insegnanti "sgarbi" inutili che provengono da lettere e filosofia o da beni culturali.
fulvio z.
8 luglio 2012 alle ore 23:59qualche commento costruttivo?
Hendrik G.
9 luglio 2012 alle ore 00:48Chiuderanno tutti. Sarà tutto "made in china" o "made in india"... L'aumento dei centri commerciali è per dare il colpo di grazie a quei ultimi "codarti" che non hanno traslocato ancora. È triste ma purtroppo questa è la realtà. Il futuro sarà fatto da alcuni ricchissimi rinchiusi nei loro "castelli" e di un esercito di disoccupati consumatori.
Mauro Agnoli
9 luglio 2012 alle ore 01:28Cambiare... Se nel 2013 non va su il M5S a COMANDARE, meglio che ci prepariamo al suicidio assistito.
antonio piersanti
9 luglio 2012 alle ore 02:15vedo che anche nel blog la questione economica e del rilancio dell'imprenditoria diventa sempre piu' affrontata. mi fa molto piacere perche' finora l'M5S
e' stato molto debole dal punto di vista delle teorie economiche: e come dice giustamente il post i pidocchi fanno i pidocchi e senza l'apporto di un imprenditoria forte e positiva l'italia non si riprendera' mai.
no alla finazana parassita ma si' ad un imprenditoria sana e aperta al merito
Roberto B.
9 luglio 2012 alle ore 09:14fino a quando ci sarà questa classe politica, le parole rimaranno tali ed a quelle non seguiranno i fatti ..
.. belle parole come rilanciare l'imprenditoria, fare investimenti, dare lavoro, .. è da tanto tempo che li sento, ma se guardo ai fatti ed ai risultati, vedo solo pidocchi ..
nino f.
9 luglio 2012 alle ore 02:58UN CERTO HENRY FORD DICEVA CHE PAGARE EQUAMENTE I SUOI OPERAI SIGNIFICAVA TROVARE NUOVI ACQUIRENTI PER LE SUE AUTO.
MI SEMBRA L A B C DEL CAPITALISMO,EBBENE,NOI NON SIAMO NEANCHE A QUESTO.
SAREBBE ORA CHE I COSIDETTI BUOI SI RICORDASSERO LA PARENTELA COI TORI.
DAL MOMENTO IN CUI CIASCUNO DI NOI HA DIMENTICATO LA SUA VERA ESSENZA DI ESSERE UMANO,EBBENE,DA QUEL MOMENTO HA DONATO LA SUA PICCOLA CHIAVE DEL PIANETA A QUESTI IMMONDI ESSERI PROVENIENTI DAL PIANETA AVIDITA.
E IL DESERTO,E IL SILENZIO CHE CI CIRCONDA SONO IL PRODOTTO FINALE.
davide
9 luglio 2012 alle ore 08:05non lo dice nessuno, ci sono 2 milioni di statali da licenziare, chi doveva fare non ha fatto, a voglia dire i tedeschi, ma qui le teste di minchia siamo noi.. come si poteva pensare di fare festa tutto l'anno con i soldi degli altri.
Mettetevi l'anima in pace i prossimi 10 anni saranno(se ci mettiamo tutti e d'impegno) durissimi sì, ma non una catastrofe.
Roberto B.
9 luglio 2012 alle ore 09:10loro fanno i debiti e noi paghiamo !!.
.. questà è la democrazia attuale !
Lenin: il padre ideologico del CHE
9 luglio 2012 alle ore 10:22- PIDOCCHI ? dicevano "zecche" certe teste di cazzo a proposito di "comunisti"...
una da tze tze ...
Catania - E' in corso dalle prime luci dell'alba una vasta operazione antidroga della Guardia di Finanza contro luna rete di traffico internazionale mafia-camorre sull'asse Sicilia-Campania-Olanda messa in piedi dalla mafia catanese, in collegamento con i clan camorristi Laudani e Gionta di Torre Annunziata. L'operazionen coordinata dai Magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Catania e dagli Investigatori, è denominta 'Pret a porter'. Risultano impiegati 200 finanzieri con l'ausilio di elicotteri, sta eseguendo 40 ordini di arresto, con sequestro di oltre 40 kg di stupefacenti e sigilli su beni mobili e immobili per oltre 5 milioni di euro.
► ricordo che si tratta di quella Catania che fu
salvata dal NANAZZO MAFIOSO con elargizione di 140 milioni di !
per cui, chi ha favorito la creazione di un NARCOSTATO a discapito della produzione italiana
onesta ? ...le solite teste di merda danno la colpa all'euro! eh!
mah!
anna z.
9 luglio 2012 alle ore 12:01E' necessario però cambiare modello di sviluppo.
E' necessario abbattere i tanti capannoni che hanno distrutto il territorio e tornare a coltivare la terra.
E' necessario studiare produzioni ecocompatibili che rappresentano il futuro.
Non si può produrre all'infinito beni di consumo inutili, perché ci trovermo prima o poi davanti a crisi di sovrapproduzione.
NON SI PUO' TORNARE AL PASSATO COME MOLTI DESIDERANO.
L'ECONOMIA PRECEDENTE CI HA PORTATO ALLO SFACELO.
roby f.
9 luglio 2012 alle ore 13:47Qui va posta una domanda: se siamo arrivati a questo punto di chi è la colpa?...
La seconda domanda poi è questa: come se ne esce...(maresciallo prenda nota!)...affidarsi a questi cialtroni di partiti e politici...oppure imbracciare le armi e rovesciare l'abusi che occupano le istituzioni con la forza?
Ovviamente restituendo la parola al popolo...attraverso elezioni politiche democratiche libere(sparando a però a tutti i riciclati)!
QUesto è il dilemma...del resto basta buttare l'occhio al Portogallo;Irlanda e Grecia...per rendersi conto della situazione...!così sapremo qual'è la nostra fine...!
nonsenepuo davveropiu
9 luglio 2012 alle ore 16:03Un anno fa i Greci dicevano che l'Italia si trovava come loro erano nel 2008.
Chi ha dato ascolto a queste empiriche affermazioni ?
nessuno. Perché ? Ma perché noi siamo "diversi", più furbi, ognun per se e sessanta milioni contro sessanta milioni. Risultato: stiamo puntando diritto verso il Peloponneso. E tiriamo a campare sull'onda della speranza.
giuseppe s.
9 luglio 2012 alle ore 16:30Fino a ieri, studiosi come Serge Latouche e Maurizio Pallante venivano liquidati come cassandre stravaganti; oggi si comincia a comprendere che la decrescita di cui parlano è un modo intelligente per non subire del tutto la decrescita vera, quella che l'impero occidentale in agonia ci sta già cominciando a riservare.
Se l'Iran sarà la prossima tappa della nuova guerra fredda, quella europea resta una retrovia strategica, che forse è meglio tenere sotto controllo con la paura della crisi artificiale, quella decisa a tavolino dalla finanza, dietro cui però si profila un'altra crisi, ancora peggiore, per fronteggiare la quale probabilmente non basterà neppure più il ritorno alle sovranità vitali che la falsa Unione Europea ha scippato ai popoli, con la complicità di partiti e governi.
giuseppe s.
9 luglio 2012 alle ore 16:32In Italia, l'unica vera novità politica controversa fin che si vuole è rappresentata da Beppe Grillo: efficace, se non altro, nel colpire la casta degli zombie attraverso una mobilitazione dal basso dell'opinione pubblica, trasformata in cittadinanza attiva per un progetto a termine, e cioè salvare il salvabile, sfrattare partitocrati corrotti, promuovere competenze e soluzioni razionali, riprovare a investire sul futuro. Manca un vero programma adeguato al drammatico scenario nazionale e internazionale, dicono molti critici, ma intanto l'eliminazione dell'ostacolo principale licenziare i maggiordomi dei potentati economici non può che essere un primo passo indispensabile.
Sono in molti a sostenere la necessità ormai drammatica di una convergenza universale di uomini e donne di buona volontà, ben consapevoli delle smisurate difficoltà che avranno di fronte: la sovranità democratica del singolo cittadino è ormai ridotta a zero, tutte le decisioni che riguardano la sua vita sono prese altrove, lontanissimo, da poteri sempre più irraggiungibili. Resta aperta, in parte, la via dei territori: piccoli sistemi sociali, geograficamente ravvicinati, possono provare a riconvertire l'econ
Roberto Orsi
9 luglio 2012 alle ore 18:29Visto che anch'io originariamente vengo dalla provincia di Cuneo, vi dirò: ma che ripresa volete che ci sia dalle nostre parti? Il 50% degli abitanti della provincia è PENSIONATO, in giro ci sono solo vecchi. I giovani sono pochi perché il livello di nascite era già molto basso vent'anni fa, e i più o emigrano, o vanno quantomeno a Torino o Milano a cercare un lavoro. Le aziende hanno fatto poca o nessuna innovazione. Sugli immigrati stendiamo un velo pietoso. Cosa dovrebbe mai riprendersi in tutto questo? Manca semplicemente il "capitale umano", come nel resto d'Italia. Il nostro primo problema è quello DEMOGRAFICO.
gilberto serafini
10 luglio 2012 alle ore 00:02Purtroppo è proprio così come dice il proverbio, pidocchi fanno pidocchi, e soldi fanno soldi.
Il problema nostro attuale è che i soldi sono finiti, sprecati o rubati dai ladri che ci governano, sia a livello centrale che localmente.
Perchè quella eminenza grigia del nostro presidente del consiglio, attraverso tutte le tasse aggiuntive, anzichè diminuire quelle esistenti, ha tolto a tutti, dal ceto medio ai poveri cristi, la possibilità di spendere, e quindi le azienda chiudono e creano altra povertà
come un aereo in caduta libera che si avvita su se stesso.
Perchè tutti i nostri parlamentari sono linea di massima assolutamente incapaci di avere anche solo un sussulto di apertura mentale, perchè l'unica apertura che conoscono è quella delle loro tasche, da riempire alla prima occasione.
questa è l'unica, la sola e amara verità di questo paese:
Ed è per questo che tutta questa gente che ha fallito il proprio compito deve andare a casa,
e lasciare il posto a gente giovane, onesta, capace; non c'e alternativa a questa ricetta; prima capiremo questa cosa, e prima potremo agire di conseguenza. Con questi incapaci che comandano la gente non ha più neanche la speranza; figuriamoci chi si può avere il coraggio oggi, di investire in una azienda:
Gli italiano possono riopartire anche da zero, ma vogliono che le persone che ci governano oggi se ne vadano a casa, perchè si possa ricominciare ed avere un pò di ottimismo.
saluti
gilberto serafini
10 luglio 2012 alle ore 00:10 Non ci può essere sviluppo quando la gente non ha soldi da spendere. Non ci può essere un governo quando la gente non lo vuole. Non si possono aumentare le tasse, senza sapere che così
facendo, si diminuirà la base imponibile e di fatto gli introiti diminuiranno e la gente farà la fame.
Non si può essere così incapaci e stare al governo. Ve ne dovete andare, perchè solo grazie alla vostra presenza la gente ha perso la speranza.Mentre gli italiani sarebbero anche capaci di ricominciare da capo con al governo della gente
onesta, e i ladri in galera.
Gaspare M.
12 luglio 2012 alle ore 18:20Da siciliano mi sento molto turbato quando sento dire tali cose. Si perchè qui al sud spesso pensiamo sempre di raggiungere il nord Italia per tovare lavoro come nei decenni passati. Coltiviamo ancora l'illusione che il nord può offrire un miglior futuro perchè le grandi industrie son tutte li, si pensa ingenuamente. Non abbiamo ancora capito che putroppo non è più così. Il nord Italia è colpito dalla crisi economica egualmente al sud, se non in misura maggiore. I grandi licenziamenti e fallimenti sono stati lì. Per i comuni la stessa cosa. Se andiamo a vedere i comuni più indebitati son quelli del nord. Come dice giustamente il post: Chi ripagherà questi debiti? I comuni sono alla frutta. Sono al verde. Le imprese stanno chiudendo o intelligentemente delocalizzano. Il commercio è messo alla dura prova dai centri commerciali, degli ipermercati che nascono come funghi. Cemento, cemento e centri commerciali. Questa è l'idea malata che si ha per progresso. Questa è l'idea folle che ci ha inculcato questa classe politica incompetente. Ma finchè mostreremo il nostro disinteresse nulla cambierà e l'attuale classe politica non verrà mai spazzata via definitivamente.
