
Frutta oscena
29 luglio 2012 alle ore 18:40•di MoVimento 5 Stelle
"Al supermercato locale vendono spesso la frutta che arriva dall'estero. Trasportare l'uva da Israele (quasi tremila chilometri) oppure le pere argentine dalla sponda sud dell'Atlantico è assurdo, ma venderla praticamente allo stesso prezzo di quella di origine italiana è semplicemente OSCENO." Gianluigi Scanferlato
Commenti (82)
mariuccia rollo
29 luglio 2012 alle ore 18:52In che senso è osceno? Dovrebbe costare di piu (visto il lungo viaggio)o di meno (vista la scarsa qualità se non altro perchè l'albero è stato lasciato qualche anno fa)
Qui i contadini locali vendono a prezzi salati altro che km 0,hanno imparato a dire "ma questa è frutta biologica" e il prezzo lo fanno arrivare alle stelle.In pratica non si risparmia nulla, anzi negli iper a giorni ci sono le offerte, dai locali questo non accade mai. Insomma il consumatore la prende sempre in quel posto
mauro castagna
29 luglio 2012 alle ore 22:42ma non ti accorgi che la roba degli iper é quasi "plastificata"???? con un po di pazienza è possibile scegliere il produttore che lavora bene e con passione per la terra ed allora i risultati li senti nel gusto di ogni loro prodotto venduto nel rispetto della stagionalità. E' tutta un'altra cosa altro che iper! se tutti noi ci accorgiamo della differenza e cambiamo abitudini alimentari questi devono chiudere e potrebbe iniziare un circolo virtuoso sia per la nostra salute che per l'ambiente.
mariuccia rollo
30 luglio 2012 alle ore 00:11Nessuno ha detto che la frutta degli iper sia buona.Lo hai pensato tu.Si parlava di prezzi non di qualità
Ma bisogna trovare il contadino onesto. Ad un agricoltore del mio paese hanno fatto una contravvenzione di 12 mila euro perchè in seguito ad un controllo nel suo deposito hanno trovato anticrittogamici proibiti.Quindi non è detto che il locale sia la buona qualità.Qui l'onesta è un optional
Alessandro crapanzano (alexander009)
29 luglio 2012 alle ore 18:59dove vivo io nel regno unito non c'è frutta locale per via del clima.
La frutta italiana e europea è praticamente inesistentefa eccezione qualche ortaggio olandese o spagnolo.
La frutta arriva quasi tutta dall'altro lato dell'emisfero.
Effettivamente questo limita un po la mia dieta in quanto per scelta non compro nessun alimento che venga da oltre l'europa.
Sicuramente la situaione è ancora peggiore (se possibile) in fatto di cereali, soprattutto quelli destinati all'allevamento.
Per questo sono diventato quasi completamente vegetariano. Non mi sento di vivere sulle spalle delle nazioni povere del terzo mondo, preferisco pagare la frutta un po di più ed evitare la carne.
alvise fossa
29 luglio 2012 alle ore 19:16CIAO BEPPE,
W IL KM 0,E BASTA FRUTTA IMPORTATA
ALVISE
Little John
29 luglio 2012 alle ore 19:24Ma in tutto questo (ecosistema) come si spiega Cicchito ?
angelo degaetano
29 luglio 2012 alle ore 19:39l'oscenità non è tanto sul prezzo,neppure sull'origine della frutta, bensì sui metodi con i quali viene coltivata sia in Italia sia all'estero. L'uso intensivo della chimica per sterminare i parassiti con molecole di sintesi, che penetrano all'interno del frutto fino al nocciolo, con la conseguenza che quei veleni finiscono in parte consistente nell'ambiente ed in parte non trascurabile nel nostro metabolismo, con effetti devastanti nel lungo periodo. Certo la frutta nei supermercati è perfetta a vedersi, ti ci puoi specchiare dentro per quanto è lucida, ma non ha nessun sapore, non ha una personalità, non è vitale, è stata raccolta acerba e fatta maturare lentamente nelle celle frigoriferi, con l'ennesimo trattamento.
Io e tutti gli associati GAS (gruppi d'acquisto solidale) una soluzione a questa oscenità 'abbiamo trovata: contattare direttamente i produttori che siano dotati di certificazione biologica, nel comprensorio territoriale più vicino, ed acquistare direttamente da loro, senza le interposizioni ed i ricatti mafiosi della grande distribuzione. Chi vuole si faccia un giro in rete alla ricerca del GAS a lui più vicino.
ivan m.
30 luglio 2012 alle ore 09:34a parte il fatto che con il termine biologico non vuol dire completamente senza agenti chimici, ma con agenti chimici con una emivita dimezzata.
poi una volta mi è arrivato un listino prezzi di un gas della mia zona: bhe i prezzi non proprio "proletari".
derrik fontana
29 luglio 2012 alle ore 19:55La cosa oscena è che i coltivatori devono inventarsi modi ''alternativi'' per vendere i prodotti che coltivano....magari improvvisando negozi da campo e noi importiamo roba di qualsiasi nazione che onestamente ha dei livelli qualitativi molto molto bassi....e magari poi al bar la gente si lamenta di questa qualita...SMETTIAMO DI COMPRARE FRUTTA,VERDURA E CARNI IMPORTATE...
milena d.
29 luglio 2012 alle ore 20:21Io mi arrabbio tutte le volte che vedo come i limoni arrivino solo dall'Argentina o dal Sud Africa.
I limoni???? Se c'era una cosa che dalle nostre parti cresceva liberamente in qualsiasi orto, in qualsiasi giardino soleggiato, erano quelli.
Eppure i nostri, quando ci sono, sono scadenti, con buccia spessa e niente sugo. I limoni piccolini, morbidi, profumati e sugosi non si trovano.
E che dire dell'aglio biologico argentino? Non ho parole.
Che razza di biologico e', se ha girato mezzo pianeta inquinando i mari.
Il mondo oggi e' follia.
ivano forcella
29 luglio 2012 alle ore 20:51basta non comprarli,comprate roba locale.
rally0
29 luglio 2012 alle ore 21:03mi associo al commento precedente : basta non comprarle !! e se possibile trovare prodotti locali!
Giovanni Coppa
29 luglio 2012 alle ore 21:04Io personalmente ho deciso di cambiare davvero.
Qui il mio giardino a Marzo http://giovanni.coppa.name/2012/05/splendour-in-the-grass-of-glory-in-the-flower/
presto altre foto della meraviglia che ho fatto.
In Germania é possibbile affitarsi un giardino, che io ho trasformato in un orticello
http://en.wikipedia.org/wiki/Allotment_%28gardening%29
L'idea é di questo dottore http://de.wikipedia.org/wiki/Moritz_Schreber
PErché non importare anche in Italia questa cultura ?
MrTitian
29 luglio 2012 alle ore 22:22quest'anno ho un orto, piccolissimo, 25 mq, pago 99,00 all'anno di affitto e nel prezzo è compreso l'uso dell'acqua. Ravanelli, zucchine e pomodori sono diversi, sono molto più saporiti di quello che posso comprare non in un supermercato ma in un negozio di frutta e verdura con rifornimento giornaliero non di massa. Tutto ha un sapore delizioso, quando si inizia a produrre da se si capisce che comperare nei negozi è un livello di vita inferiore :)
Roberto2 Rizzi
29 luglio 2012 alle ore 21:06E' solo una questione di abitudine: se si riesce a far capire che questo è osceno alla gente che va a fare la spesa, si creeranno "filiere" etiche (o meglio si potenzieranno quelle che già nascono o esiston, e alla lunga verrà messa in difficoltà anche la grande distribuzione.
Non sono pessimista: a furia di impoverimento reale del Paese, anche la maggioranza cerebrolesa che ha voluto questo stato di cose potrebbe essere indotta a risvegliarsi...
Alberto Rizzi
ivan m.
30 luglio 2012 alle ore 09:41si ma mi sono stufato di "fare capire alla gente" ma cavolo la gente non ha il cervello?
non riesce "a capire" da sola?
neanche quello è piu' capace di fare se non lo dice un cretino in TV?
sandrolibertini
29 luglio 2012 alle ore 21:46Se dai paesi lontani la raccolta, il trasporto in Italia, l'importatore e la vendita al dettaglio costa meno che al nostro mercato c'è qualcosa che non funziona!! Pero' il mercato è quello, e i cinesi non li condanniamo (originale o taroccato)?
E' facile dire, boicottiamo quei prodotti e consumiamo i nostri, tanti frà noi non ha letteralmente i soldi ma vuole il prodotto lo stesso, vedi le mangiariso coreane (Hyunday) o i shushi (Byd) cinesi, l'importante è avere un qualche cvavalo sotto il culo ed un teto per non bagnarsi. D'altra parte le pizze (Fiat) Italiane non è che sono un granché, vero?
Una volta le autorità *protettive" italiane per esempio hanno proibito l'importazione di motto sotto i 350ccm, anche se i prodotti italiani facevano schifo,vi ricordate?
Allora che vogliamo fare? Prodotto estero buono e a basso costo o difendere un prodotto italiano che solo l'orgoglio ce lo fà comperare???
Provoco, lo so!!!
giancarlo sartori
29 luglio 2012 alle ore 23:43Ho smesso di andare a far spesa nella grossa distribuzione dopo aver capito che frutta e verdura non hanno sapore, e ho quindi deciso di acquistare i prodotti ortofrutticoli in azienda agricola vicino casa, mi trovo bene con i prezzi e soprattutto i prodotti hanno sapore,sono genuini e non arrivano dall altra parte del mondo!!!!
giorgio p.
30 luglio 2012 alle ore 00:02osceni siamo noi,che vogliamo le fragole a gennaio,l'uva a febbraio,il prosciutto bello magro,la bistecca tutti i giorni,ecc.ecc.
il mercato non fa altro che accontentarci.
Antonio De Simone
30 luglio 2012 alle ore 00:42Non posso che darti ragione, siamo osceni noi che non ci saziamo mai e che non ci fermiamo a riflettere nemmeno un pò su quello che giornalmente mangiamo. A me la carne piace parecchio...però uno deve pensare al fatto che la carne fa male se mangiata nelle quantità che l'uomo moderno è solito mangiare (provoca tumori di vario tipo) e parliamoci chiaro, il fatto di mangiare animali morti non ci fa proprio bene, soprattutto quando queste carcasse rimangono nel nostro corpo anche per diversi giorni prima di essere esplulse. Per non parlare poi che la richiesta sempre più sconsiderata non è più coperta ormai dall'offerta sebbene riempano di ormoni gli animali per farli crescere di più e più in fretta ed arrivino carni dall'altro capo del mondo (e come si conservano??)! Avete pensato poi che l'uomo è l'unico essere vivente che dopo lo svezzamento continua a bere latte? (peraltro non suo...) e sapete che le mucche producono latte (come per le donne) solo se sono in gravidanza? Sapere che vengono rese incinte più volte l'anno solo per produrre latte?..Cambiare regime alimentare non è più una scelta...ma un dovere!! Occorre una maggiore informazione alimentare!!
milena d.
30 luglio 2012 alle ore 09:54Non e' solo ed esattamente cosi', non e' solo questione di fuori stagione (vedi il mio commento piu' sotto): se dai supermercati, e purtroppo anche dai negozi, spariscono certi prodotti anche di stagione e compaiono solo gli omologhi di chissa' dove, non siamo noi gli snob irresponsabili, e' il mercato che ci frega e detta le sue leggi e le sue convenienze.
antonio
30 luglio 2012 alle ore 01:27Visto che mettono la provenienza basta non comprarle, io faccio cosi.
Prendo solo prodotti di provenienza italiana.
tinazzi .
30 luglio 2012 alle ore 01:43
è il massimo per gli italiani....
una banana dal brasile.....
un cetriolo dalla cina.....
e un pomodoro dal marocco....
e la nostra terra...muore.
Tinazzi
Marco C.
30 luglio 2012 alle ore 02:17E' vero che la frutta dei iper non e' x nulla gustosa, anzi....ma qui i nostri cari agricoltori italiani fanno troppo i furbi con i prezzi, per non parlare poi del biologico...quelli piu' che ortolani li definirei gioiellieri.
mario mario
30 luglio 2012 alle ore 04:49L'Italia è un incubo!!
Il motivo di tutto ciò è che se hai un'attività in Italia paghi tasse e grossisti in modo spropositato!
Altrimenti non si spiegherebbe come gli stranieri riescano a farci concorrenza su prodotti ortofrutticoli! Sono prodotti ad alta deperibilità, ciò significa che ci sono canali assolutamente incredibili per portare la merce in Italia!!
PL
30 luglio 2012 alle ore 07:20Rifondare l'agricoltura e la zootecnia, distrutte da una distorta idea di europa unita (sul debito), è il primo passo per ricostruire un paese che, innanzitutto, pensa ai veri fondamentali di una economia indirizzata al benessere ed alla serenità dei cittadini.
Giuliano R.
30 luglio 2012 alle ore 07:33Se compri "Made in Taiwan,China,Brasile,ecc."
mandi dei soldi a Taiwan,China,Brasile,ecc.
Se il commerciante (DISTRIBUTORE) ti fa la ricevuta un po' di quei soldi restano nelle tasse in Italia.
Se NON te la fa, li userà per comprare un nuovo iPad o qualsiasi cosa
Made in Taiwan,China,Brasile,ecc.
E quindi stai spedendo soldi all'estero:
Come torneranno a te quei soldi?
adolfo guido
30 luglio 2012 alle ore 08:01e' sconvolgente quanto la frutta del supermercato non abbia nessun odore per non parlare del sapore e di come vada a male in 2-3 gioni
preferisco il fruttarolo sotto casa,qualcosa trovo di buono!
ivan m.
30 luglio 2012 alle ore 08:16io vorrei solo una cosa pero'
se il produttore italiano locale vende il suo prodotto al grossista o alla cooperativa dai 15 ai 30 cent al chilo, per poi trovarlo a 1,5-2 euro al supermercato, non deve chiedere la stessa cifra al cittadino che si reca da lui per acquistare direttamente.
io vivo in un posto dove è facile recarsi in qualche azienda agricola e comprare direttamente, ma il + delle volte è controproducente.
stessi prezzi del supermercato o addirittura + alti. allora dico vendete pure sottocosto alla cooperativa e poi non lamentatevi.
anche con i gas a volte ci guadagni talmente poco che non vale lo sbattimento.
Aldo
30 luglio 2012 alle ore 08:34Vai dal contadino (cooperative varie) ...una gallina da due kg scarsi costa 10euro. Buona ma cara!
Dal GDO due euro. È un pezzo di plastica che butti giù senza sapore...
Serve una via di mezzo anche perchè 10 euro ... sono troppi forse...
ivan m.
30 luglio 2012 alle ore 09:38volete frutta e verdura veramente biologiche e a basso costo?
affitattevi/compratevi un pezzo di terra e coltivateli da voi.
primo si capisce cosa vuol dire coltivare la terra, secondo si capisce che il vero biologico non esiste, perchè se non si fanno un minimo di trattamenti non si mangia niente o poco, terzo avete la roba quasi gratis.
Gio
30 luglio 2012 alle ore 09:54mamma mia, davvero!l'altro giorno ho visto i limoni direttamente dall'argentina che costavano meno di quelli di sorrento (non c'è proprio paragone come qualità...) o vogliam parlare del pesce del sud africa, quando noi ne abbiamo a tonnellate?!?
Francesco s
30 luglio 2012 alle ore 09:59Sì, perché secondo voi il commercio viene fatto a caso... Non c'è nessun motivo per cui al supermercato conviene vendere la frutta che viene dall'estero... Secondo voi siccome il prezzo è uguale allora tanto vale vendere la frutta italiana.. Fatemi il piacere. Alternativa sì, superficialità no
Fra
30 luglio 2012 alle ore 10:08Giardino di casa riconvertito pomodori a go go zucchine e lattuga e tutto senza fare molta fatica hehehe
Andrea Barberis (andrew67)
30 luglio 2012 alle ore 10:12Daccordissimo. Ora ci sono i limoni argentini che hanno battuto il prezzo di quelli italiani.
Luca Scalia
30 luglio 2012 alle ore 10:12Per comprare un po' di frutta fresca, buona, gustosa e dal sapore dolce in Sicilia devi rivolgerti ai fruttivendoli di strada, spesso abusivi, che solo cosi' possono competere con questa distribuzione selvaggia dei supermercati che a 50 km dai luoghi di produzione dell'uva italia e di tantissimi altri prodotti favolosi (pomodori pachino, arance di ribera e moltissimo altro) ti propinano prodotti israeliani, olandesi, tunisini, marocchini, a prezzi ovviamente stracciati e dal sapore orrendo o totalmente assente.
Caso strano, dopo 2 giorni sono gia' tutte cose marce.
Per non parlare della pesca. Il governo fa concessioni assurde pur di estendere le possibilita' di trivellazione nel mediterraneo, e i pescatori vanno spesso a finire in africa, per poi essere sequestrati con le loro imbarcazioni.
E intanto noi mangiamo pesce del mare del nord e dell'Atlantico, piu' altra roba che non si da dove viene.
Complimenti per come il nostro governo difende l'agricoltura e le altre attivita' produttive.
E indirettamente la saluta della gente.
Che schifo!
buy maple story mesos
30 luglio 2012 alle ore 10:15basta non comprarli
Roberto2 Rizzi
30 luglio 2012 alle ore 10:21Certo, in un modo o nell'altro bisognerà tornare a coltivarsi l'orticello di famiglia, prima o poi. In Argentina, allo scoppiare della crisi c'erano associazioni che insegnavano come si tiene un orto ai concittadini, i quali - nel corso degli anni, come da noi - si erano dimenticati di come andava fatto...
Ricordo però che dal punto di vista civico, il sistema degli orti condivisi - di cui si sta finalmente parlando anche in Italia - è forse più importante: un modo anche di rilanciare la socialità, cosa della quale c'è sommo bisogno. Non dimentichiamo che la mancanza di socializzazione (nel nome della competizione e del profitto ad ogni costo) è stata la prima responsabile del degrado in cui ci troviamo.
Alberto Rizzi
stefania bardani
30 luglio 2012 alle ore 10:33Ciao.
Io vivo in campagna da 5 anni.. ho un micropezzettino di orto che basta per famiglia e amici. Ti assicuro che coltivare la frutta NON è facile.. quest'anno sono stata presa quasi da un attacco isterico:
Le more (che adoro) sono state distrutte, fiori, foglie e germogli da maledetti insetti arancioni (e mai avevano fatto tanti fiori come quest'anno).
Duroni di vignola piantato l'arbusto 4 anni fa quest'anno i primi frutti... mangiati da Gazze e storni.
L'uva non fa in tempo a maturare che viene mangiata dalle stesse bestie.
(Ho provato: strisce di alluminio, Cd, roba che svolazza... i volatili se ne fregano e la frutta sparisce)
Alcune prugne le ho trovate beccate a terra.
Le mele (del vicino) sono divorate dall'interno da vermicelli/insettini che si annidano nel fiore e devastano il frutto.
...
E io non dò nulla alle mie piante... ma quasi nulla mangio... non è facile dedicarsi all'orticoltura...
roberto d'iseppi
30 luglio 2012 alle ore 10:38Se intendi difendere, a favore della correttezza e del consumatore che sia bene spiegata la provenienza e magari anche la qualità, sono perfettamente d'accordo. Ma se anche tu vorresti dazi o protezioni su merce d'importazione, è semplicemente ora di finirla con queste stupidaggini. Tra l'altro l'Italia è un paese esportatore e pertanto ogni protezione che mettessimo provocherebbe una guerra dei dazi che ci vedrebbe sicuramente soccombenti. Ma non è questo il punto. Ognuno deve cercare di lavorare bene e produrre cose che abbiano peculiarità tali da essere apprezzate dai mercati. Cose di minor qualità avranno un prezzo inferiore e cose di maggiore qualità un prezzo superiore. Il mondo non si divide in italia e resto del mondo. E questo in ogni cosa. E come per ogni cosa, io penso sia giusto e progettuale che "vinca il migliore". Scrivi piuttosto per batterti per un abbassamento delle tasse alle ns. imprenditorie, collegato a diminuzioni dei costi dei superinetti politici e dirigenti statali italiani....
Max B.
31 luglio 2012 alle ore 10:55Considero questo commento uno dei pochi veramente degni di nota!
Enrico Pascolo
30 luglio 2012 alle ore 10:40Mi sono spesso lamentato della carenza di proposte operative sul blog (a fronte della enorme mole di denunce e lamentele).
Perciò una proposta la faccio io, con la speranza che sia presa in considerazione, da parte di qualcuno competente in materia, e tradotta in "disegno di legge" da presentare come parte integrante di un futuro programma elettorale.
La proposta è quella di "incentivare gli enti locali proprietari di beni demaniali dismessi o trasferiti dallo stato (ex caserme, pertinenze idrauliche ... ) ad attrezzarli per la coltivazione biologica e la successiva vendita diretta dei prodotti, da assegnare in concessione gratuita a soggetti, singoli o associati, che si impegnino a metterli sul mercato a prezzi convenzionati"
Rex
30 luglio 2012 alle ore 10:50Compriamo anche prodotti di stagione. Se compriamo pomodori a dicembre, sarà difficile che siano italiani ed economici...
Paolo Pezzetti
30 luglio 2012 alle ore 10:50Basta mangiare la frutta e la verdura di stagione. Come era solito fare da bambini. Miliardi di Kg di CO2 risparmiati.
Cosimo Lupo
30 luglio 2012 alle ore 10:55Chi detiene il primato del volume di vendite (grande distribuzione), finisce per detenere il privilegio della definizione del livello di qualità del prodotto, in quanto intermediario predominante tra il produttore ed il consumatore. Se ci si aggiunge che tali grandi realtà commerciali hanno intrinsecamente il potere di schiacciare economicamente qualsiasi piccola realtà concorrenziale abbiamo di fatto una egemonia nella scelta di cosa produrre, a quale prezzo produrre ed a quale prezzo vendere, sia nel bene che nel male. Vista la qualità dei prodotti sugli scaffali degli ipermercati per adesso predomina il carattere negativo.
Francesca Betti
30 luglio 2012 alle ore 11:12Ogni atto quotidiano che compiamo è una scelta politica. Allora facciamo politica privilegiando l'acquisto di prodotti italiani, alimenti in primus, ma anche abbigliamento e scarpe, arredo, ecc. Boicottando la squallida e impersonale grande distribuzione a favore dei piccoli negozi gestiti da italiani ( se avete la fortuna di averne ancora vicino a casa). Mi piacerebbe che l'informazione trattasse l'argomento grande distribuzione: ci sembra di pagare meno le cose, ma i loro bilanci passivi da chi sono rimpinguati? Oltre alle sovvenzioni ai giornali e ai partiti, finanziamo anche le perdite della grande distribuzione, in particolare le coop rosse?
Christian S.
30 luglio 2012 alle ore 11:15Io mi fido poco dell'ipermercato quanto mi fido poco del produttore locale.
Anzi, potrei ragionevolmente supporre che i controlli all'ipermercato siano maggiori rispetto a quelli del produttore locale.
Inoltre, non escluderei che il produttore locale per avere un buon raccolto usi tranquillamente gli stessi antiparassitari/anticrittogramici, se non peggio, della grande distribuzione.
Dico se non peggio perchè nella grande distribuzione probabilmente c'è più competenza, quindi si tenderà ad usare la minor quantità di chimica possibile (semplicemente perchè è un costo) che consenta di raggiungere il risultato. Mentre il locale non è detto che abbia l'esperienza e magari può tendere anche ad abusare.
ivan m.
30 luglio 2012 alle ore 16:12da come parli sembra che la grande distribuzione coltivi autonomamente. guarda che la grande distribuzione prende la roba dallo stesso coltivatore che poi la vende a te direttamente.
quindi al max vai li per risprmiare qualcosina.
Christian S.
30 luglio 2012 alle ore 22:00Non posso escludero, ma se è così allora la qualità è identica.
Nella realtà direi che quantomeno tra il supermercato e il piccolo coltivatore c'è di mezzo il grossista.
luigi d.
30 luglio 2012 alle ore 11:15questo e' il risultato della globalizzazione............ nessuno lo dice, ma e' da li' che e' partito tutto
sal
30 luglio 2012 alle ore 11:34Accordo del 1993 nel golfo di napoli per la globalizzazione delle merci e ovviamente del traffico illecito di ingenti somme di denaro , spiegate come fu ...non ricordo bene . Chi erano gli artefici?
sal
30 luglio 2012 alle ore 11:43Questa è la società che voglio chi mi ospita gli porterò benessere economico e voglia di lavorare gratis in cambio di vitto e alloggio per un pianeta verde e senza chimica . http://www.youtube.com/watch?v=2c2nM6j3HeE&feature=related
Mas A.
30 luglio 2012 alle ore 11:46Trafiletto che dice poco se non niente. Serve solo ad incentivare la visione del video e cominciare a mangiare frutta e verdura nazionale e coltivata in modo più sano.
Per capire,e far capire, il perchè si importa merce estera e da cosa ne dipenda il prezzo come per quella locale ci vorrebbe uno spazio grande come tutto il blog di Grillo.
Il meccanismo del commercio ortofrutticolo e la definizione del prezzo del singolo articolo è talmente contorto e complicato che ogni mediatore si può paragonare ad un broker di borsa.
Perciò inutile cercare soluzioni se non si è dei veri esperti in materia e fate come ha scritto qualcuno: NON comprate merce estera e non di stagione!
ivan m.
30 luglio 2012 alle ore 12:00ormai i prezzi al dettaglio sono talmente alti e con ricavi talmente osceni che si puo' giocare tranquillamente tenendo artificiosamente alto il prezzo dell'italiano (anche km 0) con l'estero.
avete notatto che non esiste quasi + il concetto di frutta/verdura di stagione?
le derrate costano sempre uguali in qualunque stagione vengano vendute.
Raffaella L.
30 luglio 2012 alle ore 12:44Si, anche io mi inc....zo, e ho pure rotto le scatole, lamemtarsi con la direzione e non comprare frutta e verdura, carne ecc se non è italiana al 100 per 100! Riconosco che andare a fare la spesa è diventato uno stress....guardare la provenienza, la data di scadenza, se c'è scritto aromi naturali o solo aromi ecc mamma mia!
Io compro solo la frutta la verdura me la coltivo io, poca ma almeno sa di qualche cosa e so che non ho messo nessuna schifezza a parte l'inquinamento..."naturale" che c'è nell'aria, ma la frutta che compero deve provenire solo dall'Italia e deve essere di stagione, peccato però che le ciliegie tra maggio e giugno arrivino a costare anche più di 7 euro! VERGOGNOSO, ma non le compero, non le ritengo essenziali, che se le tengano e...vadano pure a cagare!
Andrea Suardelli
30 luglio 2012 alle ore 12:54Non bisogna comprare nei supermercati, ma cercare di andare sempre nei negozi di paese, quelli di fiducia, dove oltre ai prodotti che vendono,ci mettono la loro faccia a tutela del prodotto, sulla frutta e verdura, non dovrebbero mentire, non gli conviene, sui prodotti come il pane, pasta, ecc. la loro professionalità, è la nostra tutela per cibi sani!! Io ho un panificio, e di sostanze chimiche o farine scarse ce ne sono, io ho scelto di non usarne per il mio pane,nei supermercati, dove producono pane, non avendo panettieri, ma operai scarsamente qualificati, ovviamente devono ricorrere a queste schifezze, sepre che non fingano di produrre pane fresco e vendono quello surgelato...(la stragrande maggioranza)
Comprare italiano significa dare soldi a tutta una filiera (meglio se corta) italiana, che da fiducia e speranza per il nostro futuro, e di tutte le persone che ci lavorano
zapper ..
30 luglio 2012 alle ore 12:56basta con la "religione" della globalizzazione
- uscire dall'euro
- introdurre dazi che proteggano i prodotti locali
- nazionalizzare banche, energia e trasporti che erano NOSTRI e sono stati REGALATI agli amici degli amici
brasile, russia, cina e argentina negli ultimi anni hanno introdotti più di 400 dazi sui prodotti esteri
altrimenti siamo destinati a fare gli schiavi che mangiano la spazzatura a prezzi decisi dai soliti 4 o 5 che speculano su milioni di persone
Simona Cardente
30 luglio 2012 alle ore 13:29I dazi in UE esistono eccome!!! Dazi che per i paesi ACP (vedi: ex colonie o TDO di Francia, Spagna e UK) sono bassissimi e penalizzano i produttori del resto del mondo.
Parlo di frutta tropicale non coltivabile da noi, ovvio. Per il discorso della stagionalità, ricordo che il globo terrestre è diviso in due emisferi con stagioni opposte. Sta a noi scegliere.
Non mi addentro in discorsi tecnici su metodi di coltivazione, trasporto e conservazione perché annoierei tutti.
Christian S.
30 luglio 2012 alle ore 13:36Cibo a Km0 ben venga, se controllato almeno allo stesso livello di quello del supermercato.
Purtroppo però non credo che, ad esempio in Liguria, ci sia sufficente Km0 per sfamare tutti.
Gigia Siciliana
31 luglio 2012 alle ore 10:44Non tutte le regioni sono autosufficienti, è vero, ma ci sono regioni che sono in surplus produttivo!La soluzione è semplice, basta creare un Gruppo di Acquisto Solidale (GAS), iscriversi al sito www.retegas.org, contattare gli altri GAS e provare a creare un circuito di scambio di prodotti a livello nazionale, dove i veicoli per il trasporto utilizzati non viaggiano mai vuoti.
Ogni GAS seleziona le aziende agricole sulla base di specifici requisiti (aziende pizzo free, che dichiarano gli eventuali operai e che hanno uno "status" etico) in modo da promuovere un'economia sostenibile ed etica.......
gianni frascogna
30 luglio 2012 alle ore 13:56tutta questa merce estera comprese le produzioni made in italy spostate in cina le dobbiamo alle multinazionali che alla fine degli anni'90 imposero all'UE, quindi anche a Prodi, la modifica delle regole commerciali transnazionali favorendo le importazioni dall'estero, quindi a tutto vantaggio delle multinazionali e a scapito del made in italy con l'ausilio di un'agenzia denominata organizzazione mondiale del commercio.
Alessandro D.
30 luglio 2012 alle ore 14:06Ragionevolmente parlando:
GAS - gruppi di acquisto solidali
Porduzione a KM 0 nella regione o nelle regioni limitrofe (è chiaro che se vuoi le arance di sicilia non c'è problema, ma non prenderne di spagnole o messicane, se le fanno)
IL MERCATO LO FA LA DOMANDA:
Spero in persone consapevoli che acquistano in modo sostenibile!
Frutta di stagione!! possibilmente locale!
Coco Fiandrino
30 luglio 2012 alle ore 14:34sono d'accordo con te! in questo modo si taglia la testa al toro.
ivan m.
30 luglio 2012 alle ore 16:09io ho sempre trovato i GAS tutt'altro che economici
Coco Fiandrino
30 luglio 2012 alle ore 14:32Le pere dopo questo lungo viaggio, per poter essere vendute ad un prezzo competitivo, devono essere state "lavorate" dai lavoratori argentini con stipendi da fame, oppure, fra le pere imbarcate, c'è qualche altro prodotto dal valore molto più alto, che serve a rendere il trasporto delle pere un guadagno irrisorio. Un po di droga?
Chissà cosa c'è dentro alle migliaia di container stoccati nei porti, e perchè la finanza non controlla tutti i container? Già lo sappiamo vero?
pino fara
31 luglio 2012 alle ore 10:24infatti ,per essere trasportati cosi' a poco prezzo ,si rifanno mettendo droga sicuramente.
Silvio Brancalion
30 luglio 2012 alle ore 15:06ma se ti danno dei soldi e in cambio non devi fare niente...mi chiedo quale persona direbbe "NO" e così quando vengono dati dei sovvenzionamenti per terreni che devono rimanere incolti, poi ti danno dei soldi in più se fai per esempio i pomodori e niente grano così siamo costretti a importarlo...io non sono nel settore ma preferisco la frutta californiana a quella coltivata vicino a qualche discarica italiana
Leonardo Massimo Muci
30 luglio 2012 alle ore 17:47... agricoltura a km zero
Andrea Cammarota
30 luglio 2012 alle ore 17:59Mariuoli, zozzi, delinquentiii, vermiii,...!!!
Meglio che non mi avveleni ancora di più il sangue... già è troppo che patisce la mia gente... altro che... c'è ancora tanto, ma tanto altro da dire sull'agricoltura, sulle assurde ed incivili disposizioni... non solo da gridarlo forte forte a squarciagola... non basta solo gridarlo... s'è capito, l'abbiamo capito già da tanto tempo e... sopportiamo ancora... eee non reagiamo adeguatamente... c'è da andare lì nei palazzi del potere (non solo quello centrale) ed impalarli tutti quanti come faceva il conte Vlad (mi sembra Dracul)... eh bè.. loro ci avvelenano il sangue, ci succhiano il sangue? Sì! E noi andamo lì con forconi, roncole... e pali e li impaliamo tutti.
Beati quei pochissimi rimasti (siamo in pochissimi) piccoli proprietari (ma fino a quando) almeno di un piccolissimo orticello e, con cura, passione e difesa dai ladri a schioppettate... (non mi fido più di nessuno, parenti amici... nessuno) ci piantiamo qualcosina di naturale (come veramente solo natura crea) (fagiolini, cipolline, insalate, pomodori, basilico, prezzemolo, zucchine, ecc., ecc.). Fino a quanto resisteremo? Fino a quando la falce distruttrice del "cosiddetto progresso/regresso" ci spazzerà anche noi e allora cazzi amari per tutti... altro che natura bella... altro che san marzano... altro che agrumi campani, siciliani, ecc... non mi fate parlare degli agrumi importati dall'estero se no divento pazzo sul serio... Eeee... e mangiatevi la schifezza dell'estero... eee... e mangiatevi gli ogm... eee... e mangiatevi tutte quegli organismi stranieri provenienti da intrugli chimici assurdi ed inquinanti al 100%... già parecchi in tutto il mondo, presi per il culo, si son suicidati... quanti altri faranno la stessa fine???
Che mondo di merda...
Non lo so... nel mio piccolissimo spazio vergine credo di avere questi liberi pensieri... poi ognuno è a conoscenza di altri fatti passati, presenti e futuri... agire o perire subito?
Roberto
30 luglio 2012 alle ore 22:35Ho la grande fortuna di poter mangiare frutta mia. Orientiamoci di piu sui nostri mercati (nelle nostre varie città)
Emiliano bollo
30 luglio 2012 alle ore 23:08In piu vorrei farvi riflettere su due punti:
1- i supermercati pretendono imballaggi in plastica! Secondo voi cosa e' meglio per conservare frutta e verdura la plastica ( quasi sempre riciclata e non mi dilungo oltre) o il legno completamente riciclanile e che costitoisce un ciclo ecologico perfetto ( nel caso qualcuno fosse interessato sarei felice di approfondire il discorso)????
2- i supermercati che da noi incassano immediatamente pagano i fornitori di ortofrutta non prima di 5/6 mesi!!che cosa ci fanno secondo voi con tali enormi quantita di denaro??
Sostenete i piccoli fruttivendoli dove troverete probabilmente molta piu qualita!!
Ermanno Macchitella
30 luglio 2012 alle ore 23:52Purtroppo anch'io oggi ho aperto bene gli occhi sulla provenienza delle mele vendute a Lidl. Mi sono fidato della mia sicurezza, convinto che le mele che ho sempre comperato provengano dal Trentino o dall'Italia. Invece almeno 2 tipi di mele rosse provengono, udite udite: dalla Nuova Zelanda!!
Fra un pò troveremo il pane fresco fatto alle Hawaii.
nicola solcazzo
31 luglio 2012 alle ore 11:12Abbiamo ottenuto che l'acqua fosse di tutti,che non ci siano nel nostro suolo le centrali nucleari,il no degli ogm. Siamo la nazione più moderna del pianeta e adesso ci facciamo fregare con prodotti meno garantiti?
PIERLUIGI MURANO
31 luglio 2012 alle ore 12:03Bellissimo a Salerno a due passi dalla costiera con i limoni piu buoni del mondo.......ce li facciamo spedire dall'ARGENTINA!!!!Ma poi come fanno a costare meno?
Cioè un prodotto che arriva dall'altra parte del mondo in navi container, spero refrigerate, che consumeranno un po di risorse arrivano qui e costano la meta di un limone che possono portare in bicicletta?? NON CAPISCO!!
Biagio Papa
31 luglio 2012 alle ore 16:37Bisogna eliminare questo schifo e fare una sommossa generale ! alle prossime elezioni bisogna eliminare questi politici di merda e votare il MV5S o IDV in maniera democratica o altrimenti iniziare Aimè la guerra armata contro gli apparati alti dello Stato che hanno sporcato la nostra bandiera e stanno faccendo scempio della nostra democrazia.
Ormai tutto è perduto altro che chiacchiere, Spread ecc., ci vuole una bonifica radicale che parte dall'alto eliminando con le buone o con le cattive i vertici dello Stato.
kar Ma
1 agosto 2012 alle ore 13:28VAffanculo l'IDV....ti avrei fatto vedere il suo elettorato alle ultime comunali da me!!! Pranzo elettorale nel mio ristorante: tutti ROM, metà dei commensali in libertà vigilata, l'altra metà in attesa di giudizio...smettetela di credere a quel fantoccio di Di Pietro!
LAURA pugliese
31 luglio 2012 alle ore 19:16E perchè, il vino che viene dall'Australia, dal Cile, DALLA CINA? E l'acqua San Pellegrino e Evian venduta in Aamerica?? Nonsense
kar Ma
1 agosto 2012 alle ore 13:25Sottrarre l'agricoltura alla chimica e agli affamatori che speculano sulla pelle dei contadini a vantaggio della grande distribuzione. Imporre l'agricoltura nazionale di sussistenza anche tassando le importazioni se necessario. Proteggere i contadini VERI dal fisco e incentivare la nascita e la ripresa di coltivazioni cerealicole antiche su terre abbandonate. Promuovere la ricerca nel bio e nella robotica applicata all'agricoltura per abbattere l'incidenza di chimica e mano d'opera. Promuovere iniziative per cui TUTTI pratichino orticoltura bio anche sul balcone, se necessario!!
alessandro z.
2 agosto 2012 alle ore 06:02Ciao,
Ci sono paesi che ad oggi usano il DDT (insetticida) in agricoltura ...
http://it.wikipedia.org/wiki/DDT_(insetticida)
Cominciamo a proteggere gli agricoltori italiani e i consumatori italiani ...
Non credo sia complicato bloccare le importazioni da quei paesi che non garantiscono la qualita' dei prodotti nei parametri della comunita' europea
Fabio Artuso
17 agosto 2012 alle ore 06:46L'onda cresce!
Cosa succederebbe se tutte queste persone si mettessero assieme per cambiare le cose?
Questa e' la rivoluzione che vogliamo catalizzare con Food Republic: cibo sano che fa bene a chi lo produce, chi lo mangia...e anche all'ambiente.
Smettiamola di protestare solamente e cerchiamo di fare ognuno la sua parte!
http://www.beppegrillo.it/2012/07/frutta_oscena.html
Fabio Artuso
17 agosto 2012 alle ore 06:50Dimenticavo.... www.food-republic.it e www.facebook.com/foodrepublic.it
Rolando Drahorad
11 marzo 2013 alle ore 23:41Importare frutta non è osceno e ti spiego le mie ragioni:
- si importa quando non ci sono produzioni italiane
- si importa per dare un'offerta completa al consumatore italiano
- si importa perchè quando abbiamo i nostri raccolti abbiamo bisogno di esportare (il 40 % della produzione italiana di ortofruttada va da 50-60 anni all'estero). Guai se non avessimo quello sfogo, dovremmo arare un terzo dei campi orticoli, dovremmo tagliare un terzo degli alberi frutticoli oggi esistenti.
