
La felicità è di questo mondo
7 giugno 2012 alle ore 14:08•di MoVimento 5 Stelle
"Oggi l'economia è fatta per costringere tanta gente a lavorare a ritmi spaventosi, per produrre delle cose per lo più inutili che altri lavorano a ritmi spaventosi, per poter comprare, perché questo è ciò che da soldi alle società multinazionali, alle grandi aziende, ma non dà felicità alla gente. Io trovo che c'è una bella parola in italiano che è molto più calzante della parola "felice", ed è "contento". Accontentarsi, uno che si accontenta è un uomo felice. TIZIANO TERZANI". citazione di Matteo B.
Commenti (91)
salvatore castellano
7 giugno 2012 alle ore 14:23Io sò.
GIUSTISSIMO.
Questa è la filosofia del m5s.
Quando avremo RESETTATO il sistema,sarò MOLTO CONTENTO.
Per ora mi ACCONTENTO di piccole cose.
Claudio C
7 giugno 2012 alle ore 14:29Che banalità sconcertanti!! E il fatto che le dica un signore anziano con la barba non avvalora le cose dette, al contrario le sminuisce. Perchè le sacrosante parole di Terzani sembrano cose da santoni un po' folli e fuori della realtà. Io preferisco invece sentire parlare di economia della felicità, di decrescita felice ecc ecc in modo più teorico e scintifico, in modo che io possa pensare che vivere in modo diverso da oggi sia non solo possibile ma anche fattibile.
antonio di giulio
7 giugno 2012 alle ore 14:29Queste sono le cose su cui crescere, e non il pil pul pal e tutte queste merdate che fanno gonfiare le tasche a questi burattinai di merda.
Il Grigio
7 giugno 2012 alle ore 14:35Hanno rotto i coglioni questi pseudo-santoni con sta storia!
La vita è un continuo espandersi, la vita è creatività, l'esistenza stessa è creativa, tende al di più.
Ogni volta che si espande vengono create nuove cose e più vita.
Accontentarsi è non vivere.
Se ci si fosse accontentati delle lettere del postino non ci sarebbe stato il telefono, se ci si fosse accontentati del telefono non ci sarebbe stato internet.
Lo volete capire o no ?
Quelli che SFRUTTANO la spinta dell'esistenza a crescere e migliorare fanno sempre una brutta fine.
Guardate lo PsicoNano che triste esistenza ha vissuto.
Guardate però anche la soddisfazione di chi ha inventato qualcosa di nuovo o di chi ha creato e messo in piedi qualche azienda che funziona bene senza sfruttare la gente.
Ha lasciato il mondo un po' meglio di come l'ha trovato.
Altro che accontentarsi!
Accontentarsi è non-vivere.
Sfruttare è non-vivere.
Questo giornalista tanto osannato dopo morto perché aveva la barba lunga e diceva le solite menate è morto di una brutta malattia se non sbaglio, proprio perché era anti-vita. Fanculo a lui e a tutti quelli che la pensano come lui.
gianni f.
7 giugno 2012 alle ore 14:42Se tu avessi avuto un milionesimo della saggezza che aveva quest'uomo non ti avrei mandato AFFANCULO.
Lucio Cavalca
7 giugno 2012 alle ore 14:56che commento egoista: per 1 imprenditore di successo felice e contento quanti impiegati operai dirigenti ci sono che lavorano tutta la vita solo per portare a casa lo stipendio senza nessuna soddisfazione? vivere per la felicità non vuol dire smettere di lavorare, ma lavorare tutti insieme per la comunità, crescere, inseguire sogni, inseguire il benessere vero. comunque non si vuole togliere niente a nessuno, chi non vuol continuare con questo sistema infelice e ottuso deve avere una proposta alternativa di vita. è un nostro diritto vivere come cazzo ci pare. chi invece vuol continuare così, che faccia pure.
Il Grigio
7 giugno 2012 alle ore 15:32Vabbè quello che mi manda a fanciullo per via della "saggezza" si commenta da solo.
Il commento sull'egoismo: è una idea PROFONDAMENTE SBAGLIATA che per 1 che ha successo ce NE DEVONO ESSERE tanti che non hanno soddisfazioni.
Se uno non è soddisfatto della propria situazione la "colpa" è solo sua. Si prenda le proprie responsabilità. Si dia da fare. Cerchi di CAPIRE come va il mondo invece di FRIGNARE su quanto è sfortunato.
Se uno pensa di AVER DIRITTO ad una vita di soddisfazioni senza METTERCI NIENTE di proprio allora E' GIUSTO che stia in una condizione di infelicità. Perché è COSI' che funziona: se uno è attivo e SI IMPEGNA per raggiungere i suoi obiettivi la felicità ARRIVA. L'esistenza è generosa.
Guardate Beppe: lui ha sempre CREDUTO e SI E' IMPEGNATO in quello che ha fatto, dal comico al m5s, e l'esistenza GLI STA RESTITUENDO TUTTO con gli interessi che lui neanche si aspettava.
Il barbamerda era un negativo del cazzo punto e basta.
Lucio Cavalca
7 giugno 2012 alle ore 15:59non diciamo eresie per favore... ti manca solo di dire che il posto fisso è monotono. Anche il più stupido degli operai che non può fare altro che martellare un chiodo ha diritto ad una vita che non sia martellare un chiodo tutta la vita. nel mondo ci sono tante persone che non se la sentono di cavalcare l'egoismo del mercato, di fottere gli altri, di vendere più di un altro, di trovare l'idea che ti faccia sfondare sul mercato... calci in culo a chi non ha il fegato di fottere il prossimo?
Il Grigio
7 giugno 2012 alle ore 16:13Eccone un altro !
NON E' VERO che per andare bene uno deve fare andare male un altro.
Come quelli che pensano che se qualcuno GUADAGNA c'è PER FORZA qualcun altro che CI PERDE.
E' falso! Perché si basa sul concetto di ricchezza FINITA ed esclude il concetto di CREAZIONE di VALORE.
Se io e te siamo su un'isola deserta e tu raccogli i cocchi mentre io costruisco la capanna alla fine mangiamo tutti e due e ci ripariamo tutti e due. A quel punto l'isola VALE di PIU' di quando noi due non c'eravamo, perché se arrivano altri naufraghi trovano i cocchi e la capanna già pronti.
Abbiamo CREATO RICCHEZZA.
Se invece sull'isola stavamo a frignare e basta saremmo morti di fame e ce la saremmo presi con l'esistenza. Esistenza che ci avrebbe guardato con l'espressione "ma sono scemi ? con tutto quello che potevano fare!"
Lucio Cavalca
7 giugno 2012 alle ore 18:32Non sono un altro, sono sempre io: sei dentro allo stereotipo che chi vuole un mondo diverso è un frignone, vuole la pappa pronta e altre stronzate simili. Sull'isola deserta hai detto giusto, io raccolgo i cocchi e tu fai la capanna, lavoriamo per la comunità, cresciamo, stiamo bene, ognuno si occupa delle esigenze di tutti... se ti fermassi a quello siamo più che d'accordo, ma poi torni al PIL "creiamo ricchezza... l'isola vale di più di prima" quindi magari per aumentarne il valore ci conviene raccogliere cocco 24 ore su 24 oppure chiamare qualcuno che per un piatto di minestra raccolga cocco per noi, mettere un porto, far girare le navi per esportare il cocco... ti ripeto non sono per obbligare tutti a fare come dico io, ma vorrei avere il diritto di avere la mia isola con capanna e cocco, con i miei amici, la mia famiglia, le persone con cui mi piace stare...
Il Grigio
7 giugno 2012 alle ore 19:45Ho visto che sei sempre tu, mi riferivo al fatto che fossi un altro che pensa che è inevitabile che bisogna fottere gli altri per vivere meglio. Nel primo post non era così evidente.
Stereotipo: ma quale stereotipo! hai mai parlato con un operaio che picchia chiodi tutto il giorno? Prova a chiedergli perché lo fa e vedrai come frigna. Vedrai come ti dice che odia i "padroni" che lui vorrebbe vincere la lotteria "allora sì". Che vuole il posto fisso, che vuole, vuole, vuole e vuole, ma che al massimo lui può dare di battere un chiodo tutto il giorno e non vuole alcuna responsabilità sulle SUE decisioni che dovrebbe eventualmente prendere. Per imparare a camminare BISOGNA cadere qualche volta!
Cocchi: vedi che ci sei cascato di nuovo? perché vuoi dare solo un piatto di minestra a chi li raccoglie? dagli il giusto!
Ci guadagnano lo stesso perché avere uno che lavora per te soddisfatto VALE DI PIU' che avere più cash. Capisci dove viene creato il valore ? Cosa c'entra il PIL ?!? Se poi lui vuole uscire lo stesso dalla condizione di cocchiere che si inventi un modo per farli cadere, che istruisca delle scimmie che oltre a battere chiodi imparino a prendere i cocchi.
Non ci vuole molto, basta non essere pigri mentalmente, ma pensare è faticoso, molto di più che battere chiodi e frignare.
Chi sfrutta il prossimo viene spazzato via dall'esistenza, guarda la fine che fanno quelli come craxi, berlusconi ecc... a loro sembrava la strada per la felicità e sono finiti più infelici di quelli che hanno inculato.
Lucio Cavalca
8 giugno 2012 alle ore 00:38ai raccoglitori di cocco diamo il giusto? dai lascia stare, vedi il mondo a gradini, con della gente in alto che elargisce stipendi e gente in basso a cui viene data la giusta elemosina... ma lascia perdere... e continui a parlare di operai frignoni come se fossero tutti uguali come fossero tutta una razza a cui dare l'elemosina... ce la fai a vedere le persone con il medesimo diritto ad essere felici? cmq ti ripeto, se ti piace il sistema stacci, ma che ci sia la possibilità di scelta di vivere in un sistema senza della persone come te.
Il Grigio
8 giugno 2012 alle ore 09:47Il mondo che vuoi tu non esiste e non esisterà mai perché sarebbe COMPLETAMENTE INGIUSTO.
Io mi ritrovo sull'isola e mi metto a costruire la capanna, tu ti limiti a spostare due foglie e poi PRETENDI di essere accolto nella mia capanna come un re ?
Mettiti nei miei panni: dopo aver rischiato di prendersi l'albero in testa, dopo aver faticato a pensare a come fare mentre tu stavi sulla spiaggia a pensare a quale sfortuna ti era capitata sulla nave. Poi ad un certo punto ti alzi e vuoi metà spazio di capanna ?
Stai scherzando vero ?
Addirittura dici che vorresti startene sull'isola senza persone come me che costruiscono la capanna ?
Vedi che ho ragione ? Sei come Terzani: anti-vita.
Lucio Cavalca
8 giugno 2012 alle ore 10:06non inventarti delle scemenze, io raccolgo il cocco e tu fai la capanna, senza di me non mangi, senza di te non mi riparo, siamo uguali... e invece ora hai girato tutto: io sposto solo le foglie mentre tu fai il duro lavoro, rischi, e quindi io non devo avere pretese... ti ribadisco il concetto per l'ennesima volta, voglio il diritto di vivere in un sistema senza gente come te, e comunque senza danneggiarti.
Il Grigio
8 giugno 2012 alle ore 11:35Era un esempio di come ragionano quelli che ce l'hanno con chi è attivo! Non eri TU !
Se io e te ci troviamo d'accordo che uno fa una cosa e l'altro ne fa un'altra allora va tutto bene! Metà capanna in cambio di metà cocchi e viceversa.
Il problema di quelli che "si accontentano" è che non accettano che per avere metà capanna devono dare metà cocchi. Vogliono fare poco perché dicono: "io sposto le foglie perché mi accontento di stare sotto l'albero, non mi serve la capanna". Poi vedono quello che ha la capanna e la vogliono anche loro e si incazzano e gli mettono i voti negativi nei commenti sul blog di grillo e dicono che è il sistema che va rivoltato. L'unica cosa da rivoltare è il loro cervello pieno di idee malsane tipo quelle di Terzani.
Lucio Cavalca
8 giugno 2012 alle ore 12:35non ho voglia di vivere con gente che misura se lui merita di più o di meno di un altro, che vuole avere più degli altri, che fa una corsa sugli altri, che misura l'invidia altrui. Il problema è che per essere ricco furbo e volenteroso, ci vogliono i poveri stupidi e nullafacenti...
Il Grigio
8 giugno 2012 alle ore 13:32Un muro di gomma, niente da fare.
Primo: dove è finita la tanto osannata meritocrazia ? Nel cesso.
Secondo: dove è nel mio ragionamento lo sfruttamento degli altri ? Indicamelo con precisione per favore.
Terzo: se uno CREA qualcosa NON HA BISOGNO di SFRUTTARE gli altri. Dove è la corsa sugli altri ? Io la capanna la costruirei anche se fossi DA SOLO sull'isola (probabilmente più piccola perché dovrei anche pensare a cercarmi i cocchi, cosa c'entrano gli altri ?)
NON E' VERO che per essere RICCO e VOLENTEROSO ci vogliono gli STUPIDI... chi se li caga gli stupidi ??? Se trovo un socio sull'isola che è INTELLIGENTE per me E' MEGLIO che trovare uno stupido: con quello intelligente possiamo insieme CREARE di PIU' senza sfruttare nessuno.
Quarto: la RICCHEZZA non è una quantità FINITA, la ricchezza può essere CREATA con l'attività umana.
Quinto: frignone !
Il Grigio
8 giugno 2012 alle ore 14:57... in ogni caso uno che comincia la frase con "non ho voglia di vivere... ecc.." non può che essere d'accordo con Terzanetor.
Lucio Cavalca
9 giugno 2012 alle ore 22:31bla bla bla, sei semplicemente pieno murato di egoismo... bla bla bla.
Lucio Cavalca
7 giugno 2012 alle ore 14:35Fuori dai coglioni il PIL, le banche, le multinazionali: vogliamo l'Italia repubblica fondata sulla felicità!
andrea a.
7 giugno 2012 alle ore 14:41Sebbene i termini si assomiglino essere "contenti" ed "accontentarsi" sono due cose diverse. Direi al filosofo di applicarsi di più.
yari
7 giugno 2012 alle ore 14:45leggi il vocabolario e le derivazioni delle parole
davide .
7 giugno 2012 alle ore 14:47vatti a letto e suda...
Zeon Porter
7 giugno 2012 alle ore 14:43Non possiamo fare tutti la scelta di Terzani. Ha diritto di esistenza (e di sussistenza) anche l'homo faber, che è quello che ha fabbricato i calzari che hanno protetto i piedi di Terzani nei suoi lunghi viaggi, nei quali egli ha potuto sperimentare la bellezza illuminante di questo meraviglioso pianeta Terra. Gli individui come Terzani sono come fiori intensamente profumati, che la pianta produce non per se stessa, ma per la continuità stessa della specie. E il fiore non può sbocciare se la pianta, dalle radici alle foglie, non svolge il suo incessante lavoro quotidiano. Il nostro ruolo di pianta operosa dovrebbe consistere nell'insegnare, a chi fabbrica profitto, ad accontentarsi e vivere felice.
Andrea Di Monaco
7 giugno 2012 alle ore 15:04Hai ragione. Ma non si intende che l'uomo non debba lavorare. Il concetto va integrato in un contesto, ad esempio: che senso ha produrre migliaia di autovetture quando abbiamo parchi immensi pieni di auto già costruite ed inutilizzate? Che senso ha la parola crescita e produttività in quella economia?
oppure: siamo schiavi del PIL, di una moneta che non è nostra e che dobbiamo continuare a foraggiare le banche per averla. Che senso ha lavorare in questa economia? come per il mercato azionario.
Zeon Porter
7 giugno 2012 alle ore 15:28Andrea Di Monaco, anche tu hai ragione. Infatti questa civiltà ci rende schiavi. I processi di cambiamento sono lunghi, dolorosi e non privi di cocenti delusioni. Processi di cambiamento si sono già verificati nella storia, ma questa volta si ha a disposizione uno strumento collettivo davvero epocale e rivoluzionario, ed è la possibiltà di poter comunicare tutti quanti in tempo reale, proprio come io sto facendo con te in questo momento. Internet è a nostra disposizione da ormai vent'anni, ma la stiamo usando ancora alla potenza minima rispetto a ciò che si potrebbe fare. Non si è ancora formata la necessaria coscienza collettiva, lo dimostra il fatto che tu ed io ora stiamo comunicando, ma tra un'ora ognuno di noi due sarà perso dietro le proprie faccende e avrà dimenticato questo momento di pensiero creativo. Non serve avere fretta. E' giusto darsi da fare, ma se non riusciremo, saranno i nostri figli a proseguire l'opera. Guerre e cataclismi permettendo, of course.
anib roma
7 giugno 2012 alle ore 14:45www.youtube.com/watch?v=3aznhuZ8FAc
Francesco L.
7 giugno 2012 alle ore 14:52Beppe sono sempre più convinto che questo movimento possa condividere alcuni punti della MMT (Modern Money Theory), oltre ad una crescita eco-sostenibile, e all'introduzione di parametri economici "nuovi", che accompagneranno quelli meramente "tecnici" come il PIL. Uno di questi è il FIL, ossia la felicità interna lorda, la quale tiene conto del livello di istruzione, inquinamento, corruzione, occupazione di uno Stato. E' già stato inventato da qualche altra parte, servono economisti coraggiosi che si mettano in discussione ed incomincino ad affrontare questi relativi argomenti. Poi, proprio tu Beppe, hai la capacità di garantire queste nuove forme di economia e di fare politica. Hai la possibilità di fare una rivoluzione, che parta proprio dall'Italia e arrivi in un tutto il mondo. Possiamo cambiare l'economia e la società... ce la possiamo fare.
davide lak (davlak)
7 giugno 2012 alle ore 15:05uno come TERZANI dovrebbe essere tutelato dall'UNESCO: lui si che è un PATRIMONIO DELL'UMANITA'!
Luca Fiordelmondo
7 giugno 2012 alle ore 15:15http://lucafiordelmondo.blogspot.it/2012/05/il-progresso-tecnico-vantaggio-della.html
Mauro Agnoli
7 giugno 2012 alle ore 15:26Io mi sono accontentato... è da molti anni che mi accontento... un po' troppo.
Il Grigio
7 giugno 2012 alle ore 15:54Ahah... giusto... accontentati che sarai felice: poi passa il tempo e uno felice non lo è. Ad un certo punto si incazza, altro che "chi si contenta gode"... CHI SI CONTENTA RODE!
M.Cristina
7 giugno 2012 alle ore 15:33Dico a Grigio comunque uno la pensi mandare a fare in culo un morto è un po' stupido. Che dici!
Il Grigio
7 giugno 2012 alle ore 15:52Dico che è l'idea che mando a quel paese... non l'uomo... l'uomo manco lo conoscevo... anzi, il problema è proprio questo: lui è una VITTIMA di questo modo di pensare che rovina masse di gente. Finché ci sarà gente che ha quel modo di pensare ci sarà infelicità, è inevitabile.
Come quelli che fanno la carità e pensano che dando un po' di roba ad un povero per qualche tempo risolveranno il problema... in realtà il povero ha bisogno di essere ispirato a fare qualcosa per uscire dal suo stato.
... ma convincere con il ragionamento qualcuno che ha delle idee a cui non è arrivato con il ragionamento è impresa molto ardua, quasi impossibile.
INNAZIU Z.
7 giugno 2012 alle ore 15:41più che giusto,
chi si contenta gode!
S. M.
7 giugno 2012 alle ore 15:50Una grande lezione di vita! Consapevolezza del nostro modo di vivere che per comprare cose inutili perdiamo del tempo con le persone che amiamo!
Grazie per averlo ricordato!
Non è un accontentarsi ma solo porsi una domanda un oggetto puó darmi gioia?
Antonio Santoro
7 giugno 2012 alle ore 16:11La filosofia (soprattutto quella dell'antica Grecia) potrebbe rappresentare un modello importante nella costruzione di un nuovo modo di concepire la vita in cui l'uomo e l'umanità occupino il centro invece della merce e del mercato.
Educhiamo i nostri figli (e noi stessi) ad essere liberi e capaci di pensare con la loro testa e non schiavi come lo sono il 99% di tutti gli uomini del pianeta (purtroppo inconsapevolmente).
Questa sarebbe la vera ricchezza per l'uomo e per le comunità.
Ma come possiamo noi farci promotori di un nuovo mondo che ponga al centro questi valori?
Il Grigio
7 giugno 2012 alle ore 16:23C'è un problema: i Greci avevano gli schiavi.
Il Grigio
7 giugno 2012 alle ore 16:25Anche se erano dei Signori schiavi come Diogene che fu comprato al mercato e il padrone mentre lo portava a casa gli chiese: "Dimmi schiavo, che sai fare?" e Diogene rispose: "Comandare gli uomini."
Da allora divenne l'insegnante e maestro dei figli del padrone.
Antonio Santoro
8 giugno 2012 alle ore 09:35Avevano, anche i Greci, tantissimi difetti!
Quello che vorrei cercare di trasmettere è che non è tanto una questione di rinunciare, come molti affermano nei loro commenti. Il problema è la padronanza di sè, vale a dire, se necessario, non soffrire per la mancanza di certe cose. Sapervi anche rinunciare. Goderne quando ci sono e farne a meno tranquillamente quando mancano. Non essere schiavi delle cose.
Scegliere di ricercare soprattutto le cose che dipendono da noi, per evitare di essere in balia della sorte.
Questa è la grande forza della filosofia.
Capire infine che molti desideri ci sono indotti, e, in fondo, sono inutili e irrazionali.
Il Grigio
8 giugno 2012 alle ore 11:45Sono abbastanza d'accordo.
Il concetto di padronanza di sé è fondamentale.
Padronanza di sé vuole anche dire darsi da fare per ottenere le cose che si desiderano, compresi gli oggetti come l'iPhone, anche se sembrano impossibili da raggiungere.
Avere ciò che si vuole e si è in grado di apprezzare è vita, darsi da fare per ottenerlo è vitalità, tutto il resto sono scuse contro natura e contro la vita.
mauro g.
7 giugno 2012 alle ore 16:17Citazione: chi si accontenta muore e non lo sa...
Coco Fiandrino
7 giugno 2012 alle ore 16:39Le persone non sono pronte per un tale salto culturale, se dide che non è vero, provate ad abbandonate la vostra l'automobile.
Non ci riuscirete, vi serve, siete obbligati ad usarla.
Pasquale_ Caterisano
7 giugno 2012 alle ore 16:41Ma cazz, ma vuoi mettere che botta di felicità ti da un i-phone 5S pagato solo 799 euro!!!!
ma scherzi, ti inebria di gioia e di soddisfazione vera...per 10 minuti. Come la cocaina.
Tutti drogati di nulla.
loris vicenzi
7 giugno 2012 alle ore 20:44Sei un grande,condivido al 100% quello che hai scritto....CIAOOOOO
Il Grigio
7 giugno 2012 alle ore 22:49L'iPhone è comodo e utile per fare molte cose in giro come leggere il blog, mandare le email e tante altre cose e non è complicato e sempre incastrato come tanti altri telefonini.
Se ne può fare a meno ? Si, come si può fare a meno di tante altre cose, come ad esempio gli aeroplani... basterebbe andare in treno e nave.
Simone D.
7 giugno 2012 alle ore 17:04Per essere contenti prima di tutto ci vuole giustizia. Se non c'è e ti accontenti sei uno sciocco non un filosofo
red witch
7 giugno 2012 alle ore 17:04Parafrasando una nota pubblicità dico: toglietemi tutto ma non toccate il mio "brain", è l'unica ricchezza che c'è rimasta e la libertà quella vera consiste nel non farsi manipolare, ascoltare tutto e tutti per poi farsi opinioni personali, scavare e cercare non accontentarsi delle 4 cazzate pilotate dei media. So che posso fare a meno del telefonino d'ultima generazione, della bella macchina acchiappa sguardi, della vacanza per fare il fico con gli amici magari acquistata a rate, so però che non posso rinunciare al mio pensiero libero e indipendente ed è questo che mi rende felice.
Andrea Nicoli
7 giugno 2012 alle ore 17:09Non sono per niente d'accordo.
Chi si accontenta smette di sognare, e sognare è la cosa più bella del mondo.
Rincorrere il prossimo obbiettivo è più stimolante della realizzazione dell'obbiettivo stesso.
Il problema è solo capire quale può essere un buon obbiettivo, invece di desiderare solo il potere.
roberto d.
7 giugno 2012 alle ore 21:11Accontentarsi in questo caso non era riferito allo smettere di cercare di raggiungere i propri sogni, anzi Terzani era il primo a dire che bisogna vivere una vita felice cercando di fare cio che ci rede felici...ma piuttosto era riferito al consumismo sfrenato che quasi ci viene imposto, il volere l'ultimo modello di qualcosa, per forza, che poi alla fin fine non ti serve a niente....
Gesu Bambino
7 giugno 2012 alle ore 23:23Rileggi bene il significato delle parole di Terzani quello che effettivamente voleva dire.Prova a leggere qualche suo libro( te lo dico con tutto il cuore) perche'a me mi ha fatto cambiare modo di vedere le cose,credimi.
Bruno Cinque (b5)
7 giugno 2012 alle ore 17:30Chi si accontenta gode, indubbiamente è vero sapersi accontentare è un gran vantaggio, non serve esser avidi e volere sempre di più (come fanno i politici) questo non fa la felicità.
Poi però dipende di cosa bisogna accontentarsi. In questo momento in Italia non è mica semplice, di cosa ci dovremmo accontentare? di un governo che dissangua i cittadini? della corruzione che dilaga? dei soprusi che ci vengono fatti ogni giorno? qui il discorso è piuttosto complicato perchè non ci si può accontentare di una vita che ci viene scippata.
Ma il sapersi accontentare è ben altro:
Anni fa in viaggio per lavoro in Centro America ricordo un episodio molto significativo: un campesino (contadino) in una casa di legno in campagna, senza luce elettrica nè acqua corrente alla domanda di un collega che gli chiese come faceva senza corrente la sua risposta fu: no importa tengo candela! y el rio està aquì cerca!
(non importa per la luce ho le candele e per l'acqua il torrente è qui a pochi passi). Queste parole mi sono rimaste impresse, indubbiamente era un uomo felice, il suo sguardo sereno mentre pronunciava queste parole semplici ma ricche di significato non lo dimenticherò mai. Nei momenti difficili mi è sempre stato d'aiuto ricordare quelle parole, la felicità non si compra, e non ha prezzo, non è certo l'avere un auto di lusso o 10 cellulari di ultima generazione od una collezione di playstation, la felicità sta nell'essere. La felicità per un cane per esempio è la carezza del proprio amico (non padrone), e per lui è esser riempiti di feste da un essere sincero e non interessato, è quell'attimo che riempie di gioia e che si conquista con i propri valore.
Io di solito cerco di vivere così e sono contento, poi però quando spuntano tutte le tasse esagerate da pagare come l'imu e sento dei vari privilegi della casta m'incazzo anch'io e per un pò perdo la felicità perchè sento mi viene tolta da dei parassiti che per tornare ad esser felici vanno tolti come succede in natura.
Riccardo Garofoli
7 giugno 2012 alle ore 17:57Ad averne di pensatori liberi di questo stampo
Era anche giornalista nello stesso albo iscritti ci sono fede Sallusti feltri etc etc ma davvero fanno lo stesso lavoro che ha fatto terzani?
Coco Fiandrino
7 giugno 2012 alle ore 18:21Vedi, non è questione solo di cultura ma di sensibilità.
Gesu Bambino
7 giugno 2012 alle ore 23:18Grande ,non gli legano neppure una scarpa!
mario mario
7 giugno 2012 alle ore 18:04Ha ragione Tiziano Terzani e aggiungerei che ci siamo dimenticati di vivere. Purtroppo c'è un clima di osservazione e critica che ci costringe a fare cose di cui non abbiamo bisogno! Analisti di prodotto e burocrati ci osservano e, se vedono che ci muoviamo in una direzione, ci aspettano al varco imponendoci una tassa o un obbligo o un prodotto. Inoltre c'è gente che critica il prossimo perchè non fa questo o quello o perchè si veste in un modo piuttosto che in un altro. Sembriamo dei titoli di borsa viaggianti, le nostre quotazioni salgono e scendono di continuo, acquistiamo punti se andiamo in palestra o se ci rifacciamo o se comperiamo un gadget o un'auto nuova! Il capitalismo tradotto a livello di persona è deleterio e la cosa incredibile è che se non ti adegui "puzzi" mentre se ti adegui sei "profumato" e quindi "attraente". Direi che se da una parte dobbiamo al capitalismo il miglioramento del prodotto, ci troviamo ora a fronteggiare il turbocapitalismo che considera noi stessi dei prodotti e quindi siamo costantemente mangiabili e cestinabili. Da qui nasce l'idea che bisogna reintrodurre un nuovo Umanesimo capitalista che metta al centro la persona e non il prodotto e non trasformi la persona in prodotto.
bruno-bassi
7 giugno 2012 alle ore 18:55Da quando esiste il mondo c'è sempre QUALCUNO che vuol farti fare ciò che non vuoi.
C'è chi ci ha provato con le religioni e chi con le dittature violente e chi con la propaganda mediatica.
Anche il denaro può essere usato benissimo per quello scopo e qualcuno cerca di atturare la DITTATURA DEL CAPITALE che è una sorta di STROZZINAGGIO GLOBALE che è qalcosa di diverso dal semplice capitalismo.
Vittorio .
7 giugno 2012 alle ore 19:26Ai tempi di TIZIANO TERZANI era vero ora non più, molti sarebbero pure felici o contenti di lavorare a ritmi spaventosi...
Giuliano C.
7 giugno 2012 alle ore 19:47SEI UN GRANDE UOMO, E TU NON MORIRAI MAI. ;)
ina ghigliot
7 giugno 2012 alle ore 20:03già ci siamo "accontentati" dei nostri amministratori e politici per 40anni e guarda dove siamo !!!!! NO !!! BASTA ACCONTENTARSI !!! IO PRETENDO GIUSTIZIA !!!!! E LA PRETENDO !!!!!!
sal
7 giugno 2012 alle ore 20:25Si anch'io sono stanco di dover lavorare per gli altri che ci massacrano non solo il fisico ma anche l'aria , stammattina il cielo delle marche era celeste e pieno di scie chimiche , perchè nessuno ne parla si vorrei lavorare per me stesso in una valle verde e circondato da gente di animo buono , ma siamo alla deriva,come pesci fritti nella padella.
Alessandro Scocca (ciclopico)
7 giugno 2012 alle ore 23:11vero, io e' una vita che mi accontento...e sto bene con me stesso
Marzia Di Giandomenico
7 giugno 2012 alle ore 23:30Io vorrei ma non posso accontentarmi,DEVO PAGARE LE TASSE,TANTE TASSE,ma la cosa più indegna è sentirsi soli e braccati da questa manica di ladri che mangia alle MIE e vostre Spalle,ci stanno togliendo la DIGNITA',beati voi che vedete ancora il cielo azzurro.
Mimmo G.
8 giugno 2012 alle ore 00:20ma io lo dico sempre.. il punto è che io non ho nulla di cui essere contento!!
io penso sempre in grande faccio progetti enormi,e costruisco alla fine sempre le stesse cose!!
bruno-bassi
8 giugno 2012 alle ore 06:44pensare in grande fare progetti enormi è condizione necessaria ma non sufficiente.
Se smetti di pensare in grande e fare progetti enormi allora ti tagli tutte le eventuali possibilità.
Secondo me va bene così come fai e poi quel che verrà verra!
bruno-bassi
8 giugno 2012 alle ore 06:49Ci sono dei luoghi dove è difficile trovare gente per fare gruppo e focalizzarsi su di un obiettivo e poi oggettivamente se parti svantaggiato di famiglia tutto diventa difficile.
L'italiano è molto individualista (mi ci metto anche io) perciò è difficile fare gruppo e focalizzarsi su un obiettivo.
Probabilmente hai buona sementa ma le condizioni socio-ambientali sono un po sfavorevoli e devi faticare di più per ottenere risultati inferiori.
però smettere di pensare in grande no no no!
David Poli
8 giugno 2012 alle ore 03:17E' vero siamo circondati da cose inutili,per essere felici basta un sorriso ogni tanto e una risata,bisogna tornare ai tempi in cui il baratto delle cose dava il vero valore effettivo a un oggetto,mio nonno sistemava le scarpe o le faceva nuove ai contadini,e loro lo ripagavano con salumi animali o grano,ha tirato su 4 figli,con questo sistema,era povero di fuori ma ricco dentro!!!
mario mario
8 giugno 2012 alle ore 05:54La parola accontentarsi non va a genio al turbocapitalismo che ci vuole sempre scattanti e pronti a qualcosa di "migliore" ma non nel senso dell'anima. Ogni mossa che facciamo è volta a stabilire se abbiamo bisogno di qualcosa in modo da poterci prevenire con un atteggiamento o con una mossa. I rapporti sociali del "bisogno fisiologico" non si sposano con quelli del raggiungimento della felicità perchè evidentemente la perfezione del rapporto turbocapitalista coincide con il consumo totale e quindi con una fine (la morte), mentre la felicità dell'anima coincide con un inizio. Bisogna quindi intendere il capitalismo al servizio dei cittadini. Ma anche lo statalismo cioè quel meccanismo per cui attraverso una legge, alcune persone hanno il diritto di "spendere" per la collettività è diventato un abuso perchè non è più al servizio dei cittadini ma al servizio e godimento di chi ne è protagonista. Se non rimettiamo la persona al centro ovvero se non relativizziamo il discorso al valore della persona e del cittadini finiamo con il costruire degli strumenti di tortura sociale (turbocapitalismo e statalismo ad esempio) e di esempi eclatanti ne abbiamo perchè i suicidi sono proprio conseguenti alla necessità di alcune persone di liberarsi dal giogo del debiti indotti dal sistema....
bruno-bassi
8 giugno 2012 alle ore 06:38Bisogna vedere la ricchezza come la possibilità di fare dei bei regali alla gente triste per strappare dei sorrisi.
bruno-bassi
8 giugno 2012 alle ore 06:40però i regali sono come la droga e creano dipendenza e perciò occorre anche molta misura sia per non ostentar ricchezza e sia per non creare dipendenza.
Ma ricchi così credo che ce ne siano veramente pochi!
Lou C.
8 giugno 2012 alle ore 07:01Terzani ha vissuto come vero uomo, sempre dalla parte dei meno fortunati. Ha avuto la capacita' di raccontare le guerre dal punto di vista degli occupati. Ha sempre mandato affan culo il potere. Di fronte a un vietcong armato e pronto a sparare, ha avuto la prontezza di spirito di iniziare a ridere come un matto, e si e' salvato la vita. Una persona eccezionale, chi lo critica non ha capito niente della vita. Un bellissimo ricordo di una persona eccezionale che non morirà mai. Grande Tiziano, grazie.
Massimo O.
9 giugno 2012 alle ore 10:07Assolutamente daccordo. Purtroppo le sue idee sono un po troppo permeate dalle sue convinzioni politiche che gli hanno fatto scegliere la cina come modello di sviluppo economico degli anni 60/70. Marxista convinto, esprime dei concetti di macroeconomia che non possono non essere condivisibili.
Giuseppe D.
8 giugno 2012 alle ore 07:33Uno che si accontenta, lo chiamo rassegnato.
Purtroppo, in tantissimi "animi" esiste questo stato di indifesa contro i più "forti"!
I "forti" galoppano su questo stato di cose, e se non ci mettiamo "contro" è finita!
L'Italia è una repubblica fondata sul lavoro.
Io dico che ognuno che lavora ha diritto al suo compenso(generalmente dovrebbe essere così).
Se analizziamo, siamo arrivati al punto che: si lavora più del dovuto, ma mediante tartassa e quantaltro, il compenso no da soddisfazione ne per il lavoratore nemmeno per gl'imprenditori.
Chi non ha la possibilità di investire, ha già perso in partenza.
In generale, tutti i "conticini matematici" dei "super tecnici", fa sì che costringe i cittadini a perdere di coraggio di continuare a vivere, senza nessuna perspettiva per il futuro.
Es. uno che lavora -se ha fortuna- oggi da 25-30enne, con ben 67 anni va in pensione, cosa riceverà dopo 37-40 anni di servizio prestato(tante volte saltuariamente)???
Sarà dopo tartassato da pensionato e alla fine quel poco che ha a disposizione, non basterÀ per vivere.
Quindi un "arma" per decimazione del popolo.
La maggiorparte emigra.
In alcuni stati del mondo, si va in cerca di manodopera specializzata, per raggiungere una "elite di amministrazione, per poi inserirli nel controllo del mondo".
Tutto fa parte del piano "ordine del mondo".
P.S. Queste riflessioni si riferiscono a tutte le informazioni che riguardano "Bilderberg", controllo del'energia nel mondo, sovranità dei popoli e della moneta, le guerre inutili etc...
Corrado
8 giugno 2012 alle ore 08:59Almeno la metà degli intervenuti in questo post non ha capito neanche lontanamente il senso del pensiero di Terzani. Accontentarsi non è riferito ai soprusi che subiamo, ma al ruolo che l'economia, la finanza e la società moderna (indottrinata dai media) ci vogliono affibbiare. Accontentarsi vuol dire perderci un po' in affermazione economica e professionale (valori ormai anacronistici) e guadagnarci in conoscenza, affetti familiari, rapporto con la natura e con se stessi, rapporto col tempo. Accontentarsi va letto fra virgolette. Chi ha risposto "non posso perchè devo pagare le tasse" evidentemente non riuscirà mai a capire il vero senso di quello che è scritto. E' come parlare di inquinamento e uno ti risponde "si ma io devo andare a lavoro!". Nessuno dice che non devi andare a lavoro! ma dovresti trovarne uno piu vicino e sceglierti un mezzo un po piu scomodo ma più pulito e certamente piu economico (e quasi sempre anche più salutare). Molti fanno i 5 stelle ma non dispongono ancora il giusto approccio laterale ai concetti base. Studiate. Io lo faccio! (si chiama decrescita)
Enrica
8 giugno 2012 alle ore 09:44Meraviglioso Terzani, lui che auspicava che con il crollo delle torri gemelle potesse esserci finalmente la possibilità che il mondo, inteso come persone e potenti, cambiassero prospettiva nel vedere le cose e nell'agire.E invece...
In questo momento stiamo vivendo il fallimento dell'economia fondata unicamente sul profitto, a scapito di tutti, a favore di pochi, e il fallimento di guardare solo al presente pensando all'"io" invece che al "noi". Non parla di accontentarsi per rassegnarsi, ma un pò come è stato qualche anno fa paradossalmente il pensiero di molte aziende tedesche: "Lavorare meno lavorare tutti", adesso potrebbe essere "guadagnare meno, guadagnare tutti". L'economia etica, a volte ci credo ancora.
Ivano Fabretto
8 giugno 2012 alle ore 09:56Parole sante...dire il contrario significa capire poco della vita....tutto qui...Terzani è stato un grande per tanti motivi ma soprattutto per come ha affrontato la malattia che lo ha ucciso...
omar carraro
8 giugno 2012 alle ore 10:44lui non sta dicendo di accontentarsi e rinunciare al progresso, semplicemente è lo stile di vita consumistica che ci siamo creati attorno che ci costringe ad una corsa continua anche quando se ne potrebbe fare volentieri a meno.
sano e felice
8 giugno 2012 alle ore 11:44ciao
esser felici aiuta ad esser sani, e a restarlo.. e in tema di salute, propongo una riflessione leggermente ot, in merito al wi-fi che in area 5 stelle viene considerato come necessario:
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Pochi sanno che la tecnologia, a volte, produce malanni per le persone più indifese. Sapevate che tutti i dispositivi con tecnologia WIFI operano sulle frequenze da 2,402 a 2,483 GHz le stesse del forno a microonde? E' la frequenza di risonanza delle molecole di acqua, ovvero a 2450 MHz, cioè in un secondo le molecole di acqua sono indotte a ruotare per duemiliardi e quattrocento cinquanta milioni di volte. Decisamente è un bel disturbo per chi è impegnato a crescere... Ovviamente i dispositivi WIFI sono progettati per emettere debolissime potenze ma chi ha deciso ciò a che compromesso si è attenuto? Se stai diventando mamma è meglio non rischiare spegni la Lan WIFI del tuo portatile o dell'ufficio. Usa in quel momento delicato Internet con la rete tradizionale a cavo.
fonte: http://faenzashiatsu.it/Consigli.html
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internet puo' aiutarci molto ad essere felici, ad essere contenti.. ma vediamo di evitare effetti collaterali spiacevoli, "accontentiamoci" degli effetti positivi! :-)
Il Grigio
8 giugno 2012 alle ore 14:54E meno male che la frequenza è quella del microonde !!!
Almeno si sa già che quello che succede con troppa energia alle molecole d'acqua è che si scaldano un po'.
I danni almeno sono limitati al riscaldamento.
Se avessero usato delle frequenze i cui effetti sono ignoti sulle cellule biologiche sarebbe stato MOLTO PEGGIO.
sano e felice
9 giugno 2012 alle ore 09:58
[Il prof Angelo Gino Levis - membro della commissione oncologica nazionale]
spiega che le radiazioni emesse dai portatili collegati al wi-fi sono ad altissima frequenza, come quelli provenienti dai cellulari; anzi, mentre i cellulari arrivano a poco più di un gigahertz, le reti wireless ne raggiungono quattro. "I valori di campo generati in un'aula scolastica da tre o quattro computer collegati alla stessa rete wi-fi sono inaccettabili dal punto di vista sanitario" dice Levis, " e quindi un portatile connesso ad una rete wi-fi può diventare un oggetto molto pericoloso, se utilizzato dai bambini".
L'ing. Marcello Stampacchia, tecnico dei cittadini all'interno dell'Osservatorio ha spiegato che, in una classe, quando si collega un computer a una rete wireless, viene attivata una piccola stazione radio base che è inserita nel computer e un'altra inserita in un apparecchio (scatoletta con una o due antennine). Così se collegheremo 20 computer avremo attivato 20 stazioni radio base più una ( scatoletta). Queste stazioni per comunicare emettono delle onde elettromagnetiche (microonde) che trasformano l'aula in "un forno a microonde".
Che le microonde siano dannose lo dice la Germania dove il wi-fi è stato vietato in tutte le scuole pubbliche già dal 2008; la Francia che ha spento tutte le reti wi-fi nelle scuole e negli uffici pubblici, biblioteche e musei compresi; l'Inghilterra dove sono emersi studi preoccupanti sulle onde emesse dai wi-fi; Bruxelles e il Comitato Ambiente del Consiglio d'Europa. L'Italia invece va controcorrente, quasi che gli italiani fossero immuni dagli effetti delle onde elettromagnetiche.
(
)
Fonte:
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forum/2011/01/potenziamento-internet-wifi-libero-nelle-aree-pubbliche.html#comment-244037
..per i bambini il wi-fi puo' essere pericoloso, causargli malattie; gli adulti sono liberi di scegliere se rischiare, ma i bambini obbligati ad andare a scuola?
alessandro g.
8 giugno 2012 alle ore 14:11anch'io vorrei vivere libera-mente ma senza borsa di studio o rendita devo sgobbare 12h/g per non finir libera-mente sotto un ponte con la famiglia
Carlo G.
8 giugno 2012 alle ore 14:42In un lontano aprile del 1994, udii un conferenziere pronuncuiare le seguenti parole: "il mondo del 20000 sarà sempre più diviso fra: stressati da un lato e disoccupati dall'altro"
Parole sante, purtroppo
fracatz
8 giugno 2012 alle ore 16:23più scendi a sud e più la mentalità delle genti cambia e qui da noi fortunatamente abbiamo solo un 90% di morti di fame contro un 10% di gente in.
Certo potrebbe andare peggio, perchè il bobbolo latino è tardivo nel prendere coscenza della sua posizione e quindi facile preda delle chiacchiere dei suoi astuti caporioni
http://pornodidattica.blogspot.it/2012/05/raddrizza-tajans.html
sano e felice
9 giugno 2012 alle ore 08:49@Grigio e @M5S (wi-fi = pericolo per i bambini)
caro grigio, caro M5S, caro beppe e caro casaleggio:
molto spesso certi paesi piu' avanzati di noi ci mollano le tecnologie e i beni che loro hanno deciso di dismettere, vedi nucleare.
In Germania, nel 2009 il Ministro dell'Ambiente ha affermato che l'uso del Wi-fi comporta gravi rischi per la salute e che pertanto questa tecnologia dovrebbe essere impiegata il meno possibile.
Il wi-fi e' stato vietato in varie scuole di germania, austria, canada, francia; nel 2011 il parere (affatto vincolante) del Consiglio d'Europa e' che valga il principio precauzionale di tenere i bambini lontani dal wi-fi (come anche da cellulari etc).
..pero', in italia, il 22 aprile 2011 i ministri Mariastella Gelmini e Renato Brunetta hanno presentato il progetto "Scuole in Wi-fi". L'obiettivo è di dotare le scuole pubbliche di connessioni a internet senza fili. Negli istituti si dovranno installare dunque antenne wi-fi che copriranno le aree adibite all'insegnamento.
Un genitore, puo' evitare di far usare il cellulare ai suoi figli, ma come puo' evitare di fargli assorbire il wi-fi nelle scuole dell'obbligo?
stralcio:
Secondo il Consiglio d'Europa le tecnologie wireless rappresentano un "potenziale pericolo" per la salute pubblica. Nelle scuole non dovrebbe essere permesso l'utilizzo di telefoni cellulari e dispositivi senza fili, ma dovrebbero venire promosse campagne per un "uso consapevole" di questi strumenti.
Le ricerche scientifiche non forniscono ancora delle certezze definitive. Tuttavia "aspettare prove certe potrebbe portare a grandi costi per la salute, come successo in passato per l'amianto, il fumo di sigaretta o il piombo nella benzina", è il parere del Consiglio d'Europa. Per questo "bisogna rispettare il principio di precauzione e revisionare i limiti correnti all'esposizione"
fonte:
http://www.danielemuriano.com/blog/opinioni/bambini-appesi-a-un-filo-i-rischi-del-wi-fi-nelle-scuole-e-lelettrosensibilita/
Il Grigio
9 giugno 2012 alle ore 12:46Condivido il principio di precauzione, ma dire che un'aula si trasforma in un forno a microonde è una cagata pazzesca: il forno funziona ad onde stazionarie e queste devono avere una parete su cui rimbalzare.
Nel forno si instaurano onde stazionarie per via della camera di cottura di dimensioni opportune e quindi ci sono punti precisi in cui si ha una concentrazione di energia (infatti i cibi devono girare).
Le onde delle trasmittenti si disperdono e calano subito di intensità... poi sono di meno di un watt invece il microonde funziona a centinaia di watt.
Le microonde a quella frequenza aumentano l'energia cinetica dei dipoli elettrici tipo l'acqua che al massimo si scalda un po'. Il corpo umano si scalda anche se sta un po' al sole.
I riferimenti che citi sono delle approssimazioni grossolane, dire che un'aula si trasforma in un forno a microonde fa perdere credibilità a tutto il resto dell'articolo.
Ora prendo il telefonino e mi scaldo un panino.
sano e felice
9 giugno 2012 alle ore 12:57beh, il principio di precauzione che il consiglio d'europa raccomanda, tu condividi e io ragiono, e' comunque disatteso da chi mette il wi-fi nelle scuole obbligatorie, nei luoghi da frequentare obbligatoriamente. questo e' il punto.
la faccenda del forno a microonde in classe, forse era un paragone folcloristico, ma aumentando sempre piu' la banda wi-fi, potrebbe anche essere verosimile; quello che conta e' che in una scuola dell'obbligo che sarebbe meglio fosse invece una scuola "di diritto", si rischia di far far da cavia a tutti i bambini, in favore di chi attende dati per decretare se il wi-fi e' pericoloso o no.
adesso saluto che mi sto friggendo con la connessione wireless... ma l'ho scelto io, consapevole del rischio, liberamente...
Giuseppe uccelli
9 giugno 2012 alle ore 17:10E' sicuramente un testo di grade interesse e dibattito che ha grandi verità . La competitività può essere buona se stimolo pre fare meglio e non certo per soffocare chi ci sta vicino . Credo che si debba perseguire un modello di vita con più giustizia e libertà
ADA R.
11 giugno 2012 alle ore 21:16BELLE PAROLE....BRUTTI I FATTI. CI SIAMO ADDORMENTATI "PRIMA" PIENI DI SOGNI E RISVEGLIATI "DOPO" PIENI DI INCUBI."ORA" BISOGNA AVERE IL CORAGGIO DI CAMBIARE LE COSE.
chales
6 settembre 2016 alle ore 19:54Ciao,
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grazie
giuseppe lovo
12 giugno 2012 alle ore 13:51Carissimi quando elevate agli altari Terzani per la sua contrapposizione al potere non è una cosa nuova nella storia dell'umanità e meno male che esistevano esistono esisteranno i Terzani. Sapete che tremila anni fa un Terzani alla domanda di Alessandro il Grande : io posso tutto: che dono vuoi? rispose : desidero soltanto che ti sposti perchè mi impedisci di vedere il sole.
Fino a quando ci saranno Loro il male che è
stato programmato per vincere non avrà mai
vita facile.
e poi EL PUEBLO UNIDO JAME' SARA' VENCIDO!!!
VIVA BEPPE GRILLO IL NOSTRO LIBERTADORES.
Claudio Vestrini
5 luglio 2012 alle ore 16:58Lasciate che parli un vecchio praticante di filosofie orientali e soprattutto un fervente Buddista. La felicità non è quel tesoro da scoprire in qualche posto o situazione particolare. Non è neanche frutto di quella ricerca interiore di natura psicologica o meditativo/filosofica. Essa va costruita con la forte e decisa volontà di essere felici, modificando gli atteggiamenti, i comportamenti, scegliendo di rinforzare volontariamente i pensieri positivi dando loro fiducia e campo aperto. Solo facendo voto di essere felici si modificherà il nostro pensiero in modo permanente stabilizzandolo su diversi parametri. ma prima dovremo simulare, recitare la parte della persona felice sino a che tale atteggiamento non diventerà parte integrante del nostro modo di essere. Fidatevi di questo consiglio. Non vi pentirete.
Un abbraccio a tutti.
