Fuori i soldi dalla politica

I soldi dei rimborsi elettorali i partiti li hanno già spesi, per questo non possono tagliare la prossima rata di 138 milioni di euro. Le banche li hanno “cartolarizzati“. Violante ha spiegato che il taglio dei finanziamenti elettorali è propaganda, ipocrisia. “Tagliarli è impossibile!“. Lui non si nasconde dietro un dito: “Il finanziamento pubblico annuale è necessario“. La soluzione è semplice, se non si possono tagliare i finanziamenti illegali, in quanto rigettati da un referendum, si taglino i partiti. Tertium non datur. Il super pensionato, 32.000 euro al mese, Giuliano Amato, riservista della Prima Repubblica, ha trovato l’uovo di Colombo, finanziamento misto: pubblico/privato “La soluzione migliore è creare un sistema di finanziamento privato che consenta al cittadino di elargire in funzione di un determinato ‘servizio pubblico’ che il partito gli garantisca. Penso a tal fine ad associazioni in cui i cittadini discutano, si confrontino, controllino“. In cosa consisterebbe per Amato questo ‘servizio pubblico‘ da pagare ai partiti? Questo mi sfugge, o forse no.
I partiti ricevono già ora un finanziamento misto pubblico/privato. Ogni anno fino a 100 milioni di euro (negli anni con elezioni politiche e europee i contributi aumentano) da aziende, cooperative e privati cittadini. In una legislatura un totale di circa mezzo miliardo di euro, confrontabile con il finanziamento pubblico. In cambio di quali servizi? Per simpatia personale? Per vicinanza ideologica? I versamenti privati con il nome di chi li ha erogati sono pubblicati dalla Tesoreria della Camera, ma solo sopra i 50.000 euro. Al di sotto di questa soglia il finanziamento è occulto per legge dal 2004 per volere di Tremorti. Per motivi di privacy? Nella lista dei mecenati vi sono privati cittadini come il presidente del Monte dei Paschi di Siena Giuseppe Mussari e cooperative rosse per il Pdmenoelle, costruttori privati per il Pdl, Caltagirone per Casini e Benetton per tutti. Se i finanziamenti pubblici vanno aboliti, lo devono essere anche quelli privati per due categorie di soggetti: i concessionari dello Stato e chi partecipa alle aste pubbliche, per motivi evidenti di conflitto di interessi. Fuori i soldi dalla politica. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure

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