Quante sono le margherite?

Lusi ha usato lo Scudo Fiscale per riportare in Italia milioni di euro di rimborsi elettorali sottratti al conto della Margherita, sul quale erano finiti anche finanziamenti del Pdmenoelle, e poterli investire in tutta tranquillità (*). I saltimbanchi della democrazia negano ogni responsabilità, anzi si incazzano pure. Rutelli: “Noi traditi, è un furto!“. Bersani a proposito su una nuova legge sui partiti “È urgente procedere: diamoci tempi strettissimi“. I finanziamenti elettorali, aboliti da un referendum, reintrodotti come rimborsi, corrispondono circa a un miliardo di euro. Quanti di questi sono stati sottratti e poi rientrati nel nostro Paese grazie allo Scudo Fiscale voluto dai partiti? A questa domanda potrebbe rispondere la Guardia di Finanza con un accertamento, da rendere pubblico, su tutti i conti intestati ai partiti. La fretta e la volontà bipartisan di approvare a suo tempo lo Scudo Fiscale sono per lo meno sospette. Una legge, che è un marchio di infamia per la Repubblica e un affronto ai contribuenti onesti che hanno visto evasori totali, furfanti, forse criminali, sanare con il 5% le loro rapine e in seguito dovuto competere sul mercato, mentre pagavano le tasse fino all’ultimo centesimo, con aziende che disponevano di capitali “riverginati“, frodati allo Stato e alla collettività.
Facciamo un passo indietro, al 2009, e vediamo chi, nella cosiddetta opposizione, consentì lo Scudo Fiscale. Trentadue deputati alla Camera, con il voto di fiducia potevano evitare il rientro dei miliardi di grandi evasori e capitali mafiosi sottratti al fisco e far cadere il Governo. Ma non erano in aula. Bastavano 20 voti. L’elenco: 24 PDmenoelle: Argentin, Binetti, Bucchino, Capodicasa, Carra, Codurelli, D’Antoni, Esposito, Farina, Fioroni, Gaione, Ginefra, Giovanelli, Grassi, La Forgia, Lanzillotta, Madia, Mastromauro, Melandri, Misiani, Pistelli, Pompili, Porta, Portas. 7 UDC: Bosi, Ciccanti, Drago, Libè, Pisacane, Ruggeri, Volontè. 1 IDV: Misiti.
A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca” disse la Scatola Nera della Repubblica, Giulio Andreotti. Per un’operazione di trasparenza è necessario che i 32 assenti alla votazione sullo Scudo Fiscale e alla fiducia a Berlusconi (ci avrebbero potuto risparmiare due anni da incubo…), sicuramente tutti senza alcuna ombra, dovrebbero rendere pubbliche le loro proprietà mobiliari e immobiliari prima e dopo il loro ingresso in Parlamento. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure, Ci vediamo in Parlamento se non fanno una legge elettorale per impedirlo.
Ps: visto che NESSUN giornale o televisione lo ha ricordato, lo faccio io. Il MoVimento 5 Stelle è l’unico ad aver rifiutato i rimborsi elettorali di un milione e seicentomila.
(*) fonte Corriere della Sera

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