
Ciao Italia, me ne vado
20 dicembre 2011 alle ore 21:43•di MoVimento 5 Stelle
"Fra dieci giorni me ne vado in Germania. Fino a un anno fa non ci avrei mai scommesso un euro sulla mia emigrazione. Pensavo toccasse agli altri, pensano non potesse riguardarmi. Appena laureato ero convinto di potermi mangiare il mondo. Roma, la mia città, dove sono cresciuto e ho studiato, la mia famiglia, i miei amici. E invece devo lasciare tutto e partire. Una laurea in lingue con 110 e lode non basta per stare in Italia. In quest'anno da laureato ho collezionato 3 mesi di stage con un rimborso spese da 250 euro (per 8 ore di lavoro al giorno) e 9 mesi di attese inutili. Un mese da, quasi per scherzo, ho iniziato a cercare soluzioni all'estero: fra un mese inizio a lavorare in Germania a 1450 euro mensili in un'azienda giovane dove i giovani hanno le loro chance. In Italia, invece, i giovani sono sempre giovani. Mentre i vecchi non invecchiano mai. Ciao Italia. Io me ne vado".
Francesco I.
Commenti (88)
grax
20 dicembre 2011 alle ore 22:10ciao,
noialtri ci chiamiamo tutti expat (espatriati) ... siamo dappertutto. Cita un paese del pianeta ed un italiano é li.
benvenuto nel club,
grax (paris)
ivan m.
20 dicembre 2011 alle ore 22:19vai e fatti valere!
Bruno Cinque (b5)
20 dicembre 2011 alle ore 22:21fai bene io all'estero ci ho già lavorato appena posso ci ritorno senza ombra di dubbio, l'itaGlia attuale è meglio perderla che trovarla
Coco Fiandrino
20 dicembre 2011 alle ore 22:22Preferisco quelli che restano.
Alessandro Di Gennaro
20 dicembre 2011 alle ore 22:28Fai bene, in bocca al lupo. Io purtroppo devo restare, ma faro' di tutto per convincere mia figlia (4 anni) che il suo futuro sara' lontano da questo Paese.
Salvatore Mantova
20 dicembre 2011 alle ore 22:31Auguri di vero cuore, da un genitore che prepara i propri figli a lavorare all'estero con serenità e senza nostalgie.
Massimo Micaroni
20 dicembre 2011 alle ore 22:32ciao a tutti, io l'Italia gla' 3 anni fa ormai. Mi ero illuso, come tutti i giovani, che l'Italia possa cambiare, per il meglio, tornando la scorsa settimana per fare un concorso all'Univ di Chieti, ma mi illudevo... pur avendo pubblicazioni che anche i prof in Italia si sognano, hanno fatto vincere una raccomandata del cazzo, che persenta i poster ai congressi... assurdo... Addio Italia, e senza rancore, ti mando dolcemente AFFANCULO. A mai piu'! MtQ (Max the Queenslander)
Marco B
20 dicembre 2011 alle ore 22:35Consiglierei di viverla con po' di ottimismo. Se anche l'Italia fosse il Bengodi, fare esperienza all'estero e vedere come va il resto del mondo è sempre positivo. Magari un giorno si torna e con l'esperienza fatta riusciamo a mandare via un po' cialtroni e delinqunenti. A calci i culo ovviamente.
gaetano musella (gaetànooo)
20 dicembre 2011 alle ore 22:35...in bocca al lupo, fatti la tua esperienza e torna che c'è bisogno anche di te per migliorare la nostra italietta...
William Giachetti
20 dicembre 2011 alle ore 22:50Io ho detto ciao all'Italia gia 3 anni fa perche' sapevo gia' da allora che la situazone non cambiava. Mi spiace abbiamo davvero un bel paese, quando andate all'estero vedrete che lo stile italiano e ancora molto amato e stimato. Purtroppo pero' non e' colpa solo dei politici che fanno i loro porci comodi ma e colpa anche di molti italiani che non amano abbastanza il loro paese e se stessi per rovesciare per sempre questo stato di cose. Lo so me ne sono andato anch'io ma prima di farlo qualcosa feci per cambiare qualcos'altro... Purtroppo pero' la gente non fa l'assalto ai forni se prima non muore di fame, io sto aspettando quel giorno e son sicuro che IN ITALIA prima o poi arrivera'.
sergio n.
20 dicembre 2011 alle ore 23:05complimenti e beato te che qualcosa di valido hai trovato.. Amici che sono andati all'estero ne ho molti e il solo motivo per cui sono ancora qui oltre ai figli piccoli è che nessuno di loro, ovunque sia andato, si è mai piu sognato di tornare... Dovrebbe farti coraggio anche se è un pò amaro cosi come sapere che i pochi che ogni tanto tornano, rigorosamente per pochi giorni giusto per sbrigare qualche pratica burocratica tipo inps equitalia ecc, dicono che nonostante i tanti anni passati QUI NON E' CAMBIATO UN CAZZO, ANZI.. Quindi, anche se spero di no, con ogni probabilità come lasci troverai ma almeno vai in un posto dove non solo ti danno 1450 euro anzichè 250 ma, vedrai, ogni sera il tuo capo ti ringrazierà per la giornata di lavoro prestata.. Complimenti ancora e buona fortuna.. Sergio
Ps: seppur rantolando resto qui sperando un giorno, che sarà storico, di essere tra quelli che contribuiranno a prenderli tutti a calci in culo !!! Anche per te..
Demis lacu
20 dicembre 2011 alle ore 23:152 mesi fa ho svuotato il conto ho preso mia moglie e le mie 2 bambine e sono venuto a Brisbane in Australia......buona fortuna a voi che restate
Mario Fraia
20 dicembre 2011 alle ore 23:22Auguri, la Germania è una paese fantastico, piena di persone colte e di ragazzi pieni di interessi. A dire il vero il lavoro in Italia non l'ho mai cercato, mai! era inutile, quello che c'era era lontano anni luce da ciò che ho studiato alla facoltà di Economia. Vivo da 18 mesi a Monaco di Baviera, lavoro in un campo attinente ai miei studi e non mi manca niente... la cosa bella è che, rispetto all'italia, si guadagna molto di più, i prezzi sono più bassi e molte cose che in italia sono fondamentali qui non lo sono. Un esempio? l'automobile! non ne possiedo neanche una e con gli oltre 1100Km di ciclabili solo nella mia città, non ne sento minimamente l'esigenza, ogni giorno mi faccio i miei 30Km casa-lavoro-casa e stesso dicasi per la mia compagna. Ma al di la di questi discorsi utilitaristici, già il fatto che non avrai più a che fare con gli italiani, ti ripagherà ampiamente.
claudio fedele
20 dicembre 2011 alle ore 23:25Fai bene lascia questo paese di merda poiché qui non cambierà nulla ancora per molto tempo.
Gli italiani sono e rimarranno sudditi
antonio marcheselli
20 dicembre 2011 alle ore 23:47Io sono partito 2 anni e mezzo fa, non è stato semplice ma ho trovato le mie opportunità che ogni giorno diventano sempre migliori.
In Italia nel medesimo settore mi risposero "se non hai parenti e amici all'interno non provare nemmeno".
L'Italia resta un paese bellissimo, intendiamoci. Mi piacerebbe tanto fosse gestito e abitato in modo intelligente, saremmo i padroni del mondo.
Auguri a tutti.
Luca Scalia
21 dicembre 2011 alle ore 00:08Lavoro in Germania da 3 anni e mezzo. Neanche a dirlo ho lavorato come precario in Italia per 1000 euro al mese. Laureato con dottorato in ingegneria delle TLC tra Italia e University of California LA.
Mi chiedo quanti soldi sono costato al mio paese per poi essere regalato alla Germania, che mi offre 4 volte di più a tempo indeterminato. Addio VECCHIA Italia!
ROY ALESSANDRO
21 dicembre 2011 alle ore 00:45Ciao caro ,io ho moglie e 4 figli,anche io me ne vado con la famiglia ,mi sono trovato un sponsor in canada ,a Vancouver,sollo che io piu che ciao [ in bel va fa culo.e anche grazzie a sti cazzi di romani
offendetevi pure,ma se guardate in casa vostra voglio proprio vedere se non ci sono dei statali di merda
alessandro r.
21 dicembre 2011 alle ore 14:15bravo ,sei fantastico ,hai speso un po' di soldini ma ce' l'hai fatta GRANDEEE!!!!
Simone Carcano
21 dicembre 2011 alle ore 01:26anche io me ne vado,vado a vivere a Londra con la famiglia,qui mia moglie non trova lavoro da quando è rimasta incinta 4 anni fà,là in un mese ha già trovato lavoro a tempo indeterminato e in più prende quasi 600 sterline al mese di sostegno che le fornisce lo stato,mia moglie è nigeriana,mia figlia ha tre anni e non me la sento di farla crescere in un paese razzista come questo,qui mia figlia non ha futuro,o meglio l'unica aspettativa che ha è quella di restare una "povera negra" e io questo non lo permetto,me ne vado,col cuore lacerato e l'anima spezzata ma me ne vado,sono arrivato al punto di ripudiare il mio paese,che pena che mi faccio,non lo avrei mai detto,io che ero così orgoglioso di essere italiano......ora sono così deluso che spero che mia figlia non lo diventerà......
balalaclava
21 dicembre 2011 alle ore 02:17Io ti faccio i miei migliori auguri. Davvero di cuore. Ti meriti di fare le tue esperienze, come qualsiasi persona giovane dovrebbe fare. Purtroppo l'Italia è quello che è, nel mondo lavorativo, in special modo, siamo indietro anni luce dalle altre realtà. Io mi sono ricongiunto con la mia compagna negli States. Non è facile da nessuna parte, nemmeno qua. Le opportunità piano piano ti vengono comunque date. In ogni modo ribadisco, non è facile. Vivo in California da due anni, non sono ancora tornato a casa. Sento i familiari, gli amici e dopo un pò ti senti lontano. Lo stile di vita non parliamone nemmeno. Tieni duro, vedrai che se non sarà il primo anno, il secondo o terzo ti ambienterai un pò, poi magari se tornerai in Italia sarà sempre un'esperienza che ti arricchirà. Personalmente (non voglio fare il bastian contrario del forum) ho moltissimi amici emigrati, molti per necessità, ma tutti vorrebbero tornare e avere condzioni di vita dignitose. Basterebbe poco alle volte: canoni agevolati per gli affitti, inserimento nel mondo del lavoro per i giovani (magari anche con incentivi fiscali alle imprese), una maggiore tutela del potere di acquisto, e soprattutto, una cultura della legalità più diffusa. A pagare sono sempre gli stessi, chi non ha le raccomandazioni, gli amici di, il parente dell'amico. In Italia si trova lavoro per conoscenza. Qui anche. Ma se hai esperienza, titoli di studio e buona volontà, almeno hai una speranza di farcela. Addirittura ti chiamano per fissarti un colloquio (in Italia dopo centinaia di CV inviati, nemmeno una risposta, laureato con 110 e lode e fluente in 3 lingue). Ormai, pare che la rassegnazione trionfi ovunque. Caro Francesco, ti auguro il meglio per il tuo futuro. Spero che tu possa realizzarti, magari un giorno tornerai e ti leverai qualche sassolino dalla scarpa... nel frattempo, Ciao Italia...
Andrea C.
21 dicembre 2011 alle ore 02:19Buona famiglia e buoni acquisti, Francesco I.!
navlis
21 dicembre 2011 alle ore 02:33Leggendo i commenti mi rendo conto che siamo in tanti noi emigrati..e tanti di noi pur delusi dall'Italia campanilista ed irriconosciente, priva di meritocrazia ..ancora sperano un giorno di tornare.. Io ci ritornero' ne sono sicuro. Sono arrivato a Toronto 2 anni e mezzo fa, senza conoscienze. Oggi guadagno bene e sono Manager. Auguri a te...
Mario D
21 dicembre 2011 alle ore 02:51E' gia' 4 anni che sono partito e in italia ci vengo a fare il turista.....
Ciao da Auckland, New Zealand.
Stefano Lazzari
21 dicembre 2011 alle ore 03:44Francersco, ti capisco benissimo.
Sono in Austria da quasi 4 anni (a Febbraio del 2012) e devo dire che pur seguendo le vicende italiane (ho comunque genitori pensionati e amici in quel di Ferrara, nonchè un senso di partecipazione emotiva verso tutti i miei connazionali) qui a Vienna ho trovato un buon ambiente anche con una disavventura iniziale come ho raccontato in un altro post.
Mi sono trasferito perchè volevo formare una famiglia mia ma dato che non guadagnavo abbastanza e mia moglie, che sposai alla fine del 2008 a Vienna, è ucraina con 2 lauree e di buona famiglia, in Italia se le andava bene poteva solo fare la badante o roba del genere.
Se volevo un reddito che superasse i 1600 euro in 2 ho deciso di fare il grande passo. Adesso viviamo, niente vita agiata ma viviamo bene e in Italia ci torno sempre molto volentieri, ma solo in vacanza.
Non è escluso che tornerò per la vecchiaia, dato che la pensione austriaca è più alta di quella italiana e hai la possibilità di accorparle tutte e due. Mah. Vedremo.
Stefano G.
21 dicembre 2011 alle ore 05:41Hai fatto bene! Anche io sono emigrato a San Antonio, in Texas da quasi due anni, dove vivo con mia moglie americana. La qualita' della vita e' nettamente superiore a Roma, tecnologia superiore, spazi enormi intelligentementi urbanizzati (e non devastati dai palazzinari collusi con i politici come in Italia), redditi sono molto piu' alti ed i prezzi meno della meta'. Istituzioni al servizio dei cittadini e non al servizio di una casta come in Italia. Sto facendo una grandissima esperienza umana e di confronto ed apprendimento di come dovrebbe essere lo stato e la politica. Tornero' un giorno, ma solo quando avro' la sensazione che la maggioranza degli italiani ha finalmente deciso di essere dei cittadini e non dei sudditi (pronti a vendere la liberta' nella speranza di coltivare egoisticamente i loro piccoli orticelli) Tornero' un giorno, ma solo per combattere la casta e tutti i parassiti che la stanno distruggendo. Nel frattempo respiro aria di liberta' in USA ed imparo la vera democrazia
Giulio Stocco
21 dicembre 2011 alle ore 20:34Ciao Francesco, ti auguro buona fortuna per la tua nuova vita. Essere emigrante non é facile.
Io ho lasciato l'italia dal 2008 e ho viaggiato molto e adesso mi trovo a Montreal, Canada.
Vorrei condividere con te alcune mie riflessioni
ORIZZONTI:
Penso sinceramente che sia il mondo il vero campo di gioco dei nostri futuri.
L'Italia non può dare tutte le risposte al mio futuro, a questo mi sono rassegnato. Ho bisogno di molto di più e devo andarlo a trovare in altre culture e altri paesi.
Forse la Germania non sarà il tuo ultimo paese, potrebbe essere solo il primo.
RETRIBUZIONE:
1450euro sembrano molti comparati ai 250 che ricevevi prima, ma non ti svendere per soli 1200 euro in più non ne vale la pena, pittosto capisci quanto tu possa valere come professionista e lavora per meritarti quello che tu credi sia il livello di vita a cui vuoi vivere.
FUTURO:
L'Italia frena l'ambizione personale e quindi il suo stesso futuro.
Voler essere riconosciuto e apprezzato per ciò che si fa, è NORMALE ed è giusto lavorare per questo.
Penso che l'italia sia una cultura che non premi gli individui che si esprimono al meglio delle loro capacità e perciò non offrirà un futuro di qualità da offrire alle sue generazioni a venire.
CULTURA
La cultura italiana non è superiore o inferiore a nessuna é solo una delle tante.cerca di Conoscere le altre come conosci la tua e non ti sentirai mai DIVERSO.
TORNARE A CASA
Fallo quando vuoi/puoi, ti farà capire se la scelta di emigrare sia ancora valida.Potrebbe essere che tu possa aver cambiato le tue prerogative di vita e magari l'Italia ti possa essere ancora utile.
ONESTÀ
Impara ad esserlo con te stesso sarà il piu grande aiuto che tu ti possa dare.
ITALIANO
Si fiero di esserlo, siamo gli unici al mondo.
E non potrai mai dimenticare di esserlo.
Buona Fortuna
Michele Fiori
21 dicembre 2011 alle ore 06:05Più di 20 anni da imprenditore onesto, che ha fatto di tutto per stare nelle regole. E poi? Ho perso (quasi) tutto, compresa l'eredità, e a 47 anni sopravvivo con lavori a contratto a progetto e tempo determinato.
Possibilità di andare all'estero, ora, non ne ho, ma non mi rassegno.
E non farò più alcunché per questa Italia: io ci ho provato e il prezzo da pagare è stato troppo alto.
Spero di riuscire, tra qualche anno, a trasferirmi dove la gente un "bel" giorno si è stancata - TUTTA - e ha deciso che la scorsa Primavera sarebbe stata l'ultima da sudditi.
Ai giovani un consiglio: non perdete tempo qui, a giocare con chi le regole o non le fa o le cambia mentre state "giocando". La posta è il VOSTRO futuro: non regalatelo al LORO presente.
Lorenzo R.
21 dicembre 2011 alle ore 07:26Ciao, io sono rimasto in Italia. Invece di piangere e diventar matto a cercare un lavoro a tempo indeterminato, dove ho preso delle grandi porte in faccia, mi sono inventato un lavoro mio. Ora non dipendo da nessuno ed ho delle entrate che mai mi sarei potuto immaginare. Se si ha fantasia e voglia di fare una soluzione si trova anche senza emigrare. Massimo rispetto comunque anche per chi ha deciso di andar via.
Gesualdo Antani
21 dicembre 2011 alle ore 07:44Hai fatto benissimo !!!!!!!!!!!!
Via da sta italietta di raccomandati e cialtroni !!!
Partono i bastimentiiiii per terre assai lontaneee , cantano a bordo........
Nicola
21 dicembre 2011 alle ore 08:31Beato te, anche io ho provato a chiedere di lavorare in una gelateria in germania, avendo un passato da fornaio, ma non ho avuto risposta.
Peccato...l' austria e la germania sono tutto un altra cosa.
Non conosco la lingua ma se troverò un' occasione me ne vado anche io e se non la troverò voglio assolutamente avere la soddisfazione di pigliare a calci in culo QUELLA GENTE LÀ.
Ciao e buona fortuna...
PS: se ti capita una gelateria sottomano fammi sapere...
Blindata24
21 dicembre 2011 alle ore 08:51Auguri Francesco, io sono figlia di immigrati e capisco sia chi rimane e sia chi va!
Vorrei solo sottolineare una parte del tuo post:
"In Italia, invece, i giovani sono sempre giovani. Mentre i vecchi non invecchiano mai."
ECCO APPUNTO.
A 50 anni senti ancora dire che "devi fare esperienza".
Oppure chiamare "giovane imprenditore" un signora avanti con l'età come era la Marcegaglia a 44 anni.
Senti dire "ragazzo" riferito a perosne di oltre 30 anni.
L'ISTAT dichiara giovani solo quelli sotto i 25 anni.
Tra i 25 e i 65 si parla di adulti.
Ma a breve gli adulti arriveranno fino a 70, credetemi.
Donato Tobi ()
21 dicembre 2011 alle ore 09:12Ti faccio i miei migliori Auguri, ma fatti bene i conti!
Guarda che 1450 mese in un Paese dove un operaio metalmeccanico ne prende 2500 non sono un granchè.
In bocca al lupo e spero tu ti possa togliere tante soddisfazioni.
Sabrina Piacente (sabpi)
22 dicembre 2011 alle ore 13:45infatti.... gli italiani all'estero vengono pagati veramente poco, se confrontato con i stipendi normali degli abitanti del luogo... certo per un italiano è meglio che niente, visto che in italia non c'è... niente. ma la germania, la svizzera ecc ecc...un grande paese una cippa, ad un livello superiore, le persone vengono sfruttate ugualmente.
Giacomo b
23 dicembre 2011 alle ore 13:07Stavo facendo esattamente la stessa considerazione...congratulazioni per il lavoro, ma da quelle che sono le retribuzioni medie in quel paese (e conseguente costo della vita) penso si stia parlando di uno stipendio equivalente ai nostri 800 euro...se così non fosse, felice di sbagliarmi!
ruggero f.
21 dicembre 2011 alle ore 09:29Vedrai che non ti pentirai della scelta (obbligatoria) la Germania è un grande Paese con un senso sociale e morale sconosciuto in italia.
a volte (ritornano)
21 dicembre 2011 alle ore 10:01che sfortuna noi italiani, dobbiamo tenerci i comunisti perché loro in russia col cavolo che ci vanno.
Michele
21 dicembre 2011 alle ore 10:22Fai bene.Io sono un artigiano e ho 50 anni , sono emigrato negli States , nel 97 e dopo 1 annetto ho fatto la cazzata di tornare in Italia, purtroppo per gli States c'è il problema dei visti.Continuo a fare l'artigiano e dire sopravvivo è una parola grossa , tant'è che mio figlio (22 anni)che lavora con me , dopo 4 anni, facendo centinaia di ore di lavoro la settimana per guadagnare la metà di un operaio , ha deciso di andare a lavorare a Londra, ha inviato 3 CV e ha ricevuto 3 risposte, ora sono 2 mesi che lavora lì e a Gennaio partirà in pianta stabile.Anche a me hanno offerto(pagato bene) di trasferirmi e nonostante a 50 anni non sia il massimo, ci stò pensando seriamente, probabilmente chiuderò la mia attività trentennale e accetterò.
Peccato avrei voluto rimanere e continuare, facendo un discorso egoistico avrei dovuto scoraggiare mio figlio(l'unico)e farlo rimanere, ma quì si parla di sopravvivenza(altro che evasori) ed ho preferito incoraggiare mio figlio ad andarsene, per il suo bene.Il mondo è grande e se non sarà Uk, sarà qualche altro paese che possa apprezzare , non solo economicamente, le professionalità e la voglia di intraprendere.
V Cerullo (vito cerullo)
21 dicembre 2011 alle ore 15:37Francesco mi viene da piangere.
Ho 33 anni. Sono emigrato nel nord Italia da 10 anni per fare il lavoro che so fare meglio.
Lavorare con i numeri, nel mio Cilento, è impossibile se non ti vendi ad un politico o se non sei un figlio di papà. Ma forse, sono io che mi sono arreso troppo presto ed ho scelto di emigrare.
I miei genitori sono sempre più vecchi. Riesco a vederli forse 15 giorni all'anno. Quei 20 anni passati sotto lo stesso tetto sono diventati solo secondi.
Sono troppo incazzato. Ho due figli e tanta voglia di lottare. Ho sete di riscatto. Vorrei cambiare il mondo, anche partendo da una sola città.
Cacciare via questa classe dirigente partendo dal basso, dai movimenti di cittadini, dal Movimento 5 Stelle.
Manu A.
21 dicembre 2011 alle ore 10:23Caro Francesco
ti seguo col cuore
ho poco più di 40 anni e circa 20 anni fa ero nella mia amata London ... a quel tempo non c'erano grossi problemi di "impossibilità di scelta" e sarei potuta restare là .... ma poi "..e la mamma come fa?" e altre limitazioni del genere.. e me ne sono tornata lemme lemme a casina ... beh ... espatriare allora sarebbe stata la mia SCELTA e mi pento terribilmente di non aver seguito il cuore.
quindi fuggi da questo posto senza rimpianti, fiero del tuo 110 e lode e felice del fatto che almeno il tuo - a differenza di molti altri - sta avendo dei riconoscimenti, non importa dove ...
e poi se proprio ti assalirà la nostalgia, "casa" è a 2 ore di aereo ..
in bocca al lupo!
alessandro ginesi
21 dicembre 2011 alle ore 10:38se ti mando un CV lo porti alle risorse umane della tua ditta?
Alberto M.
21 dicembre 2011 alle ore 10:57Quando ho detto a mia madre che mi sto informando sulle possibilità di lavoro in Australia si è messa a piangere. Non posso immaginare cosa provi. Certo è che qui non ho alcuna offerta di lavoro, mentre il recruiter di Sydney che ho contattato attende la mia "application" con la bava alla bocca.
omar
21 dicembre 2011 alle ore 11:53Ciao, io ne ho 41 di anni, 22 anni di attività in proprio con dipendenti ( con cui ho un rapporto buonissimo ), ma adesso non ne posso più, me ne vado come fai tu, questo paese ci stà rubando il futuro, MERDA ! Politici fottuti.
Roberto Carrisi
21 dicembre 2011 alle ore 12:05Bravissimo!In bocca al lupo!
L'Italia e' una nazione dove vivono bene magnacci - ladri - evasori - raccomandati.E' oramai una nazione di MERDA!Non c'e' piu' nulla di buono.La nazione con il piu' alto tasso di disoccupazione,di tasse,di inquinamento di mari,fiumi,laghi,terreni.Una nazione fatta di gente OBESA,intossicata da cibo spazzatura,degna solo della televisione.Non ci sono piu'gli italiani di una volta.POPOLO DI CACCA!!
Hai fatto benissimo.Anche io sto provvedendo ad andar via e chiudere la mia attivita'.
Marco
21 dicembre 2011 alle ore 12:28Fai bene 6 1 grande. Un mio carissimo amico si trasferisce anche lui a breve.
Lui, laureato con 10 anni di esperienza qui lavorava come consulente per una nota multinazionale del settore. Tutti questi grossi gruppi hanno 4 pirla a dirigere, non hanno i co***ni di assumere facendo fare il "vero lavoro" che produce valore a dipendenti terziarizzati.
italia s'è morta
21 dicembre 2011 alle ore 13:31In Italia servirebbe una rivoluzione!!! molti lavoratori sono raccomandati....per quello non si fa nulla....il sistema è studiato bene.
Ero consulente di una società dove l'amministratore..... è stato arrestato per evasione fiscale e tutti i lavoratori difendevano quel tizio. E' uno scandalo.
Per rimanere in italia o - si è raccomandati - o si trova un lavoro da "schiavi".
La Torta è sempre più piccola e dal tavolo ormai non cadono più le briciole.
Mi sto preparando per seguirti!!
simona s.
21 dicembre 2011 alle ore 13:10Credo che la tua scelta sia giusta e necessaria... ma mi rattrista leggere di te e di tanti che come te sono andati via dall'Italia... anche perche' ho l'impressione che siano i migliori che se ne vanno...
buona fortuna per tutto!
cosimo S
21 dicembre 2011 alle ore 13:34Mio figlio di 23 anni e un diploma di scuola dell'arte le ha provate tutte, alla fine quest'estate è andato anche lui a lavorare in Germania come cameriere, 1200 euro al mese + vitto e alloggio. Regolarmente assunto dal primo giorno
dopo una settimana gli è venuto un ascesso al dente
del giudizio. Nessun problema il suo capo chiama il
dentista ed il giorno dopo è tutto risolto, compresa la pulizia dei denti, per un totale di
euro 0 (zero). Dopo una settimana gli arriva a casa la tessera della mutua (tedesca) la porta dal
dentista tutto Ok ci rivediamo tra sei mesi.......... proprio come in Italia uguale uguale
Raffaele Rossi
21 dicembre 2011 alle ore 14:08Bravo Francesco,
In bocca al lupo per il tuo nuovo lavoro: ti restituira' la dignita' e la voglia di crescere professionalmente. Sino 12 anni che vivo all'estero e non mi guardo ibdietro. Sono felice della scelta fatta e raccimando tutti i neolaureati (e non), cervelloni (e non) di fare altrimenti.
Quando l'Italia sara' vuota di talenti, resteranno solo i furfanti della politica e quelli che li votano.
Francesco, non ti preoccupare, perche' il mondo non finisce in Italia.
massimo g.
21 dicembre 2011 alle ore 14:10Carissimo Francesco, congratulazioni, non te ne pentirai. I primi due anni non saranno facili e come potrai bene immaginare ci saranno delle lacrime alla partenza. Anch'io nei primi 2,3 anni quanto tornavo a trovare la mia famiglia al momento della partenza abbracciando mia madre il nodo alla gola c'era. Queste cose fanno parte della crescita e il prima le affronti meglio e'.
Ho lasciato l'italia nel 2003, vissuto in inghilterra per circa otto anni e ora vivo in danimarca. Nel regno unito, munito di solo diploma con il fantastico voto di 38/60 ed un inglese scarsissimo ho trovato lavoro e negli anni sono stato promosso.
La nostalgia e' facilmente addomesticabile, io uso skype, l'ho fatto installare a mia madre e cosi ci vediamo un paio di volte al mese e ci facciamo una chiaccherata di un'ora e mezza a chiamata, parlo di piu' con i miei genitori ora di quanto lo facessi prima quando vivevamo sotto lo stesso tetto.
E' anche positivo che mia madre abbia dovuto imaparare ad usare un computer e skype, questo la proietta nel futuro e la mantiene giovane e indipendente. Dell'italia mi mancano la la terra dei campi, la nebbia, l'afa d'agosto, i colli e la tribalita' del gruppo. Quando torno pero' ho dei piccoli problemi, nelle conversazioni ci sono tabu', tipo la chiesa o diritti agli immigrati che e' meglio evitare, l'emancipazione femminile e' piu' dichiarata che percepita e in autostrada la gente e' aggressiva e non mantiene la distanza di sicurezza mettendo a repentaglio la loro e la mia vita.
Queste sono cose che si notano quando si guarda a se stessi ed al proprio paese da un punto di vista esterno.
Io mica le notavo quando vivevo in italia, stavo male in generale, male al punto di volermene andare via.
A tutti coloro che stanno pensando di emigrare consiglio caldamente di farlo, e' un'occasione di crescita immensa.
Genitori non opponetevi se i vostri figli vogliono andare,siate generosi, lasciateli liberi di fare, non ve ne pentirete.
Vai Francesco! non mollare!
Giacomo b
23 dicembre 2011 alle ore 13:00Ma per curiosità,mettendo qualsiasi polemica da parte, che gente frequentavi qui in Italia?
A me personalmente non pare si sia questi gran trogloditi, contro immigrati, diritti alle donne e compagnia bella...
Quanto alla Chiesa, circa l'80% delle persone che conosco è non credente o non praticante...certo, sto parlando di persone tra i 20 e i 40 anni, ma questo testimonia che più che un degrado della società (mettendo da parte l'economia, sulla quale c'è da mettersi a piangere) c'è una certa arretratezza culturale storica che stiamo smaltendo con il passare degli anni, e delle generazioni...
In ogni caso in bocca al lupo per tutto!
Barbara B.
21 dicembre 2011 alle ore 14:29Caro Beppe,
queste testimonianze che pubblichi sono importanti: i giovani costretti ad andarsene dal paese ridotto ad un colabrodo da parte dei vecchi (i giovani non possono essere responsabili degli ultimi 50 anni di paese!) o costretti a vendere tutto e vivere su un camper una vita senza radici e senza famiglia (un figlio non lo tiri su cambiando scuola e amichetti ogni 15 giorni).
Ma se tutti se ne vanno, CHI RESTA A CAMBIARE QUESTO PAESE E RIMETTERE A POSTO LE COSE?
Tu chiudi ogni tuo post con il bellissimo finale: "Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure."
Ma queste testimonianze sono di persone che si sono arrese, di chi se ne va all'estero o rinuncia a vivere. Questo E' arrendersi! Invece bisogna rimanere qui, gridare a voce alta che in Parlamento fanno tutti schifo (e sottolineo il TUTTI, perchè nessuno di loro è disposto a tagliarsi lo stipendio o le indennità o i finti rimborsi) e smetterla di ragionare come vogliono LORO.
Sono LORO i nostri dipendenti, sono LORO che se ne devono andare dal Parlamento, sono LORO che si devono vergognare come dei ladri quando escono fuori di casa e la gente li guarda per strada!
Non siamo noi a dover scappare all'estero come dei fuggitivi!
massimo g.
21 dicembre 2011 alle ore 15:35facciamo parte dell'europa quindi spostarsi sul territorio e' un nostro diritto ed un'opzione disponibile.
io non mi considero un fuggitivo, dall'estero vedo la situazione italiana con obiettivita' e contribuisco col voto e passoparola. il voto degli italiani residenti all'estero si e' dimostrato importante.
facciamo parte della coscienza estesa del popolo italiano, siamo i vostri occhi e orecchie all'estero.
per un cittadino europeo emigrare e' un opzione ragionevole e personalmente non mi preoccupo di chi ha ancora delle opzioni aperte.
come molti hanno detto prima di me il cambiamento deve avvenire in ognuno di noi, se anche cambiassimo le istituzioni domani il problema sarebbero i cittadini che non sanno ancora fare i cittadini.
nazionalita' e stato sono obsoleti, amo la terra da cui sono nato ma non ritengo che i poteri che l'amministrano rispecchino la mia morale.
grazie alle testimonianze di chi vive all'estero tanti italiani possono iniziare ad accettare che informazione libera e la non interferenza da parte di religiosi in faccende scientifiche, politiche, finanziarie e sessuali siano in molti paesi diritti comuni dei cittadini e non utopie.
con la rete il mondo e' cambiato, e' essenziale che ognuno di noi si prepari ad affrontare una fase di transizione, le cose sono gia' cambiate ma ce ne stiamo rendendo conto un poco alla volta perche' tanto ci vuole per smuovere certezze secolari tramandate da padre in figlio del tipo, territorio, lavoro, pensione, matrimonio, religione.
l'italia cambiera' di sicuro, ne sono certo ma cio' avverra' in 50, 100 anni.
io tutto quel tempo non ce l'ho quindi ho deciso di approfittare dell'EU e cercare risposte ed ispirazione altrove.
ripeto non mi sento fuggitivo perche' sento che
sto facendo la mia parte voto e passo parola, cosa che magari non avrei fatto in italia.
non dico che per forza si debba andarsene, si puo' fare tanto anche con un a buona conoscenza dell'inglese e l'adsl..purtroppo io ste due cose non le avevo.
Luigi Di Pasquale
21 dicembre 2011 alle ore 14:59Minchia che post! Dove cazzo siamo arrivati! Emigrare giovani per lavorare, siamo proprio alla frutta, anzi, all'ammazzacaffè!
Andrea Minarelli
21 dicembre 2011 alle ore 15:25UN GRANDE "IN BOCCA AL LUPO"....ragazzo!!!!
Fabio B.
21 dicembre 2011 alle ore 19:15Fate bene ragazzi ad andare via non ve ne pentirete.Io invece 22 anni fà me ne sarei potuto andare e sono rimasto per una donna adesso è un anno che sono in mobilità e sono quà che mi mangio le mani pentito e incazzato per quella scelta infelice!!!
Mario B.
21 dicembre 2011 alle ore 20:40La Germania a me ha dato molto e gliene sono molto riconoscente. Anch'io ho dovuto lasciare molto tempo fa la mia amata Napoli.
Mai e poi mai avrei potuto raggiungere "onestamente e senza raccomandazioni" quello che ho potuto raggiungere qui. Percio' Francesco buona fortuna e fatti voler bene e vedrai che non te ne pentirai.
Pss .Dopo poco tempo te ne accorgerai tanto fanno schifo i nostri politici.
Marco legrottaglie
8 gennaio 2013 alle ore 18:23Ciao Mario, io invece mi sento un fallito perchè ci andato in Germania ma per me che ho un'anima più solare e allegre, arrivare lì mi ha portato alla depressione più assoluta ( e non per i genitori o altro, perchè ho vissuto già in Spagna, Messico e un periodo in Francia SOLO!!) Assolutamente non mi piacevano i tedeschi e il loro modo di essere (io parlo tedesco abbastanza bene perchè l'ho studiato all'università) ma nonostante questo ero entrato in una depressione nera. Mi sento fallito perchè non avevo più poi lo stimolo a cercare lavoro in un posto dove vivevo male.
Economista Libero
21 dicembre 2011 alle ore 22:30Addio, e non farti rivedere mai più.
Lucio Junior Ragnoli
22 dicembre 2011 alle ore 00:47Fai bene Francesco ad andartene, io ho da poco compiuto i 23, non ho una laurea e sono tutt'ora in balia del silenzio stampa riservatomi dalle agenzie di lavoro; vivo al nord in provincia di Brescia, ma anche qui vale la stessa regola universale che se non hai un parente, un amico, o un genitore che ti sistema, hai già finito. E' inutile illudersi, non ci sono mezzi termini per descrivere la crisi. Sono d'accordo con la tua decisione di lasciare il Paese a tal punto che mi sto preparando anch'io all'idea di emigrare.
Al momento sto facendo la patente del cammion, e nel frattempo rispolvero quel poco di tedesco che ho studiato alle superiori per prepararmi ad andare a lavorare nella florida Germania. La mia grande paura è quella di non riuscire ad ambientarmi una volta là, oppure di dover affrontare tutte le difficoltà da solo, anche perchè partirò da solo e là non conosco ancora nessuno. Tuttavia il sapere che ci sono tante altre persone che se ne sono andate prima di me mi imprime molto coraggio, e poi penso anche che sia giusto affrontare le proprie paure in giovane età, evitando di rimandare per poi ritrovarsi vecchi e pentiti. Sono anche dell'idea che per fare un favore all'Italia in generale è meglio emigrare che restare, in quanto andandosene non si da più la possibilità ai nostri politici di riscuotere tasse e sovvenzioni di vario tipo, dirette (come tasse imposte e contributi) o indirette (come gli aumenti sul costo della benzina); mentre restando e continuando a pagare ogni giorno, oltre a impoverirti, alimenti indirettamente un sistema che ti penalizza progressivamente. E' un po' il concetto del togliere il nutrimento al tumore per non farlo progredire. Infine anch'io mi sento del parere di consigliare a tutti quei giovani che non trovano opportunità nel proprio paese di andarsene senza rimpianto e soprattutto in tempo utile. Un grande Ciao e un in bocca al Lupo!
Franco Parlato
22 dicembre 2011 alle ore 07:12A voi che siete scappati all'estero (..a suo tempo anche io sono scappato), fareste bene ad essere piú onesti intellettualmente ed ammettere che l'estero non é quel paradiso che vorreste far credere, non ci prendiamo in giro. Sapete benissimo quali deserti vi attendono. tu che sbavi per il Texas, ti darei un pugno sul naso, perché io il TX lo conosco. La realtà è che la cosa migliore da fare sarebbe far piazza pulita senza misericordia di questa immondizia di politici, confindustria, dirigenti, mafie, leghe e combriccole varie che vivono alle nostre spalle. Non credo alle vostre buone intenzioni, ragazzi, se solo 10 di voi avessero le palle potrebbero cambiare questo paese. Voi, proprio voi questo sistema infame lo sostenete ogni volta che non vi ribellate, ogni volta che tirate a campare, ogni volta che vi fate, ogni volta che vi sentite migliori perché scappate.
MATTEO GIGLIOTTI
22 dicembre 2011 alle ore 09:15PER FRANCO PARLATO
Classico esempio di chi predica bene e razzola male.......bla bla bla e poi e' scappato all'estero pure lui......secondo questo signore 10 ragazzi con "le palle" possono cambiare questo paese. Con il cuore .......MA VAI A CAGARE
massimo g.
22 dicembre 2011 alle ore 14:47caro Franco, personalmente io non sono scappato, e' stata una scelta, ho capito che le cose in italia sarebbero cambiate troppo lentamente e che tanto si puo fare per l'italia anche dall'estero, un esempio e' la conversazione che stiamo avendo.
capisco la tua frustrazione ma penso che la tua teoria delle 10 persone che potenzialmente potrebbero cambiare l'italia sia fantascienza o il desiderio che altri risolvano il problemi per noi.
su una cosa pero' ti do ragione, l'estero non e' il paradiso e tutti coloro che pensano di partire si preparino ad affrontare periodi di solitudine ed un integrazione lenta.
a tutti gli aspiranti emigranti consiglio di imparare al piu' presto la lingua del paese in cui pensano di trasferirsi poiche' l'integrazione si basa sulla comunicazione e una volta che avrete iniziato a lavorare l'ultima cosa di cui avrete voglia di fare la sera a casa e' prendere ll dizionario in mano e studiare.
ovviamente all'inizio sara' complicato fare amicizia ma vi do un consiglio, non lamentatevi del cibo e non fate troppi paragoni con la cucina italiana atrimenti la gente non vi invita piu' a cena!!
un altra cosa e' che quando si arriva in un nuovo paese bisogna accontentarsi di un lavoro qualsiasi, dalle pulizie ai turni di notte in fabbrica o lunghe giornate a fare caffe' in bar finche' non si impara la lingua e ci si fa un piccolo giro di conoscenze e questo include anche chi una laurea ce l'ha.
detto cio' non mi sono ancora pentito di emigrare, anzi e' un 'esperienza che raccomando
la violenza non risolve nulla, la rivoluzione la facciamo con i blog, le email e le buone maniere finche' la gente si rendera' conto di vivere in un regime di polizia dove le norme non vengono applicate ed il cancro della religione piano piano erode l'indipendenza intellettuale delle persone.
caro Franco vuoi la rivoluzione? eccola qua: rispettare distanza di sicurezza e limiti di velocita'; esigere fattura e scontrino; non spendere soldi; votare e passareparola
Stefano G.
23 dicembre 2011 alle ore 05:56Francesco P.....collegare il cervello prima di scrivere magari sarebbe opportuno...
Dunque vediamo....secondo te tutti gli italiani che risiedono all'estero sono "scappati" come se fossero dei conigli o latitanti o invece magari alcuni hanno avuto anche le palle di fare una scelta coraggiosa che consenta, magari facendo un confronto vero tra due paesi e due sistemi, di acquisire una consapevolezza e conoscenza superiore? Non credi anzi che questi italiani potrebbero anche essere delle risorse preziose per l'Italia perche' possono portare la testimonianza e l'esperienza di democrazie che magari funzionano meglio ed al servizio dei cittadini?
Anzi, sai che ti dico, secondo me un valido politico in Italia dovrebbe aver fatto un'esperienza di vita di alcuni anni in una o piu' delle grandi democrazie come USA, Austrialia, Germania, Danimarca, ecc. per poter proporre in Italia le migliori soluzioni di cui e' stato testimone e non invece, come fa attualemente la casta, preoccuparsi solo di "curare il proprio elettorato' (ossia fare favori solo al prorpio circolo ristretto, false promesse a migliaia e dare appalti truccati agli amici che hanno finanziato la campagna elettorale, ecc.)
Qual'e' lo scopo della politica? Non e' forse fornire ed attuare per i cittadini di un paese le migliori soluzioni possibili, per fare in modo che la loro qualita' della vita sia la migliore possibile?
Io stesso con la mia esperienza potrei fornire in dettaglio decine di esempi di come qui in Texas funziona, molto meglio che in Italia, un certo procedimento o atto quotidiano (apertura di una societa', richiesta patente, fare la spesa, ecc.)
Quindi attaccare chi si trasferisce all'estero tacciandolo di "coniglio" che scappa mi sembra molto stupido e non porta da nessuna parte, soprattutto quando a scappare sono certi cervelli che un domani (magari non lontano) potrebbero essere utili, con la loro esperienza internazionale, all'Italia per risollevarsi.
Stefano G.
23 dicembre 2011 alle ore 06:21"tu che sbavi per il Texas, ti darei un pugno sul naso, perché io il TX lo conosco."
Immagino che ti permetti di fare queste minacce solo perche' ti nascondi online, ma non credere che saresti in grado di farmi di persona una minaccia del genere senza pagarne le conseguenze. Se conosci il Texas come dici (ma non credo proprio visto che lo denigri) sai anche che qui la gente e' molto gentile, disponibile e non cafona, ma anche fiera e non si fa mettere i piedi in testa o minacciare da nessuno, senza reagire adeguatamente .
Comunque io vivo da quasi due anni qui a San Antonio, Texas, e mi trovo benissimo e ti posso confermare al 100% che la qualita' della vita e' nettamente superiore all'Italia in quasi tutti gli aspetti della vita quotidiana. Quindi se mi smentisci fallo con i dovuti dettagli e spiegazioni
Altrimenti parli come i politici della casta (dei cialtroni ignoranti che interrompono,urlano, smentiscono,non fanno parlare, ma non sanno mai dare spiegazioni dettagliate) che pretendi di combattere, e come?...scrivendo cavolate su un blog?
Tu il Texas lo conosci? fammi indovinare.... una gita di una settimana 15 anni fa chissa' dove? Ma fammi il piacere!
Ettore Fieramosca
23 dicembre 2011 alle ore 02:02FRATELLI D'ITALIA,
è con lacrime di pianto che scrivo, ho 37 anni e sto nella stessa vostra situazione, senza lavoro e prospettive. Pensare nel 2011 di lasciare questo paese conquistato e venduto dai farabutti mi sembra un brutto sogno. Ma dalla rabbia sale il mio orgoglio di ITALIANO e non ci sto a farmi prendere ancora a calci nel culo. Questi si sono fatti i conti, MA I CONTI SENZA NOI ITALIANI NON SI POSSONO CHIUDERE. Io dico solo questo, ovunque andiate o se restate, serbate nel cuore il sentimento della nostra patria, della nostra CASA.
Arriverà certo il giorno che diremo ORA BASTA!!!.
E proprio quel giorno sarà la resa dei conti, allora il nostro cuore ci ricorderà chi siamo e ci riprenderemo tutto ciò che è nostro.
NESSUN FASCISMO, NESSUN COMUNISMO E NESSUN PARTITO DI VENDUTI. SOLO UNA GRANDE DEMOCRAZIA DEL POPOLO SOVRANO. E RICORDIAMOCI SEMPRE CHE DIO CI HA DATO QUESTO NOME: ITALIANI.
Giacomo b
23 dicembre 2011 alle ore 15:01Posso fare una considerazione assolutamente in buona fede? La faccio da giovane laureato e laureando, il quale non avrà nesuna raccomandazione di alcun tipo per il futuro e dovrà cercare di tirare avanti da solo...
Allora, poste tutte le peste e corna che si possono dire di questo paese, sopratutto in ambito di politiche economiche e per il lavoro (giustamente), io credo che per prima cosa bisognerebbe ben meditare le scelte importanti per il proprio futuro.
Mi spiego; ognuno di noi ha la possibilità in questo paese (molto più che nella gran parte degli altri, anche economicamente più forti..vedi USA, Inghilterrra etc)di intraprendere un percorso di studi in qualunque direzione si voglia,e a costo praticamente zero per la famiglia (le borse di studio funzionano piuttosto bene, anche se si applicano solo con criteri di reddito).
Quindi, posto questo, credo che riflettere in maniera approfondita su tale percorso sia obbligato; che una laurea in lingue non sia particolarmente remunerativa in una società in cui chiunque abbia meno di 30 anni parla discretamente l'inglese, e molti anche una terza lingua non mi sembra così strano...
Diverso sarebbe stato se si fosse scelto un percorso riguardo le lingue orientali magari, quelle si con possibili sviluppi positivi in ambito lavorativo.
Generalizzando un pò,devo dire che molto spesso vedo gente che ha speso la parte più importante del suo periodo formativo,e quindi della sua vita in studi la cui utilità risulta dubbia.
Naturalmente parlo in termini economici,poi ci mancherebbe che non si debba essere liberi di seguire le proprie passioni,ma in questo caso con la piena consapevolezza di quello che ci aspetta.
Naturalmente i migliori auguri per il tuo nuovo lavoro
Riccardo Garofoli
23 dicembre 2011 alle ore 19:37Mi avvilisce leggere questo e mi fa pensare a mia figlia che è da due anni in Australia un
altro natale con lei all altro capo del mondo che cosa posso fare perché lei torni . Lottare contro questo stato di cose ma lo dobbiamo fare tutti insieme per avere valore dirgli che non va urlargli basta ma tutti insieme .dopo la caduta del nano ci siamo sentiti mi ha chiesto cosa cambia ( nulla anzi va pure peggio perché i prof non sono all altezza della situazione )che gli dico ora che la sento di nuovo ?? Torna a casa con il cuore o resta li con la testa con un po' più di coraggio dovrei andare io da lei
Riccardo Garofoli
23 dicembre 2011 alle ore 19:58Ho già commentato il post.mi tengo informato su quello che accade a torno cerco di pensare con la mia testa ho le mie opinioni che poi sono comuni cosa posso fare da solo ( nulla ) oltre a salutare mia figlia quando leggera !un bacio da papà Riccardo mamma gioca su facebook io lo sai la amo
elcalav
24 dicembre 2011 alle ore 05:04Per chi dice che l'estero non sia il bengodi. Sottoscrivo come nel mio post precedente. Ho amici che stanno andando via a gambe levate dall'UK. Non esiste nessun paradiso terrestre. Vivo in USA. Da Gennaio sono senza lavoro, due settimane di preavviso. Se prendo la disoccupazione bene. Altrimenti, in un anno e mezzo di lavoro. Ho risparmiato abbastanza da poter vivere serenamente per un altro pò. In ogni caso, chi ha detto che in Italia la gente parla bene l'Inglese. Vedetevi le statistiche a livello Europeo. Fatevi un giro in Scandinavia o anche in Spagna, poi mandatemi una email. Il problema è che una società hai bisogno di ingegneri, matematici, letterati e via cantando. L'insegnamento è importante in tutte le sue forme. Poi se si vuole studiare una materia umanistica se ne accetta le conseguenze nel campo lavorativo (nessuno ti darà di più perche ti sei laureato), se invece si sceglie ingegneria si avrà (forse) una migliore retribuzione. In un paese dove si ha una media di laureati in percentuale della popolazione a livelli minimi per gli standard europei, si dovrebbe quantomeno incentivare lo studio in ogni sua forma. Chi lascia l'Italia, penso senza alcuna presunzione, lo fa perchè si vive in una società altamente stratificata. Negli USA lo è altrettanto, il mio supervisore è nato da una famiglia povera (molto povera) dove si parlava a mala pena l'Inglese. Va verso i 40 e guadagna molto bene, ma molto molto...Prendi i tuoi debiti e ti paghi la scuola. E' abbastanza perverso ma almeno ti mette in condizione di studiare (e prima delle crisi) di trovare lavoro. Credimi, io di laureati in Italia ne conosco a tonnellate, chi ingegneria, chi matematica, chi scienze politiche ed economia. La maggioranze delle persone che conosco (alcune anche brave per carità), hanno trovato lavoro grazie a "conoscenze". E questo ripeto funziona in tutti i paesi...ma un posto alle poste, c...o quando è pilotato ha dell'indegno. C'è del marcio e non è in Danimarca, sono sicuro...
Giacomo b
24 dicembre 2011 alle ore 11:49Mi pare che tu stia sovrapponendo molti temi, tutti certamente meritevoli di approfondimento. Per quanto riguarda l'affermazione che mi contesti, cioè che in Italia si parli bene l'inglese,non ho detto propriamente questo,ma forse mi sono spiegato male..Semplicemente intendevo che una grossa fetta della popolazione "giovane"(fino ai 40 anni)ha un grado di conoscenza della lingua inglese almeno discreto...secondo me ne trovi pochi di imprenditori pronti a stipendiare qualcuno solo per tradurgli ogni tanto un documento in inglese, stante naturalmente il tessuto produttivo italiano, fatto di medie e piccole imprese...bisognerebbe trovare impiego presso qualche multinazionale(poca roba da noi)o ente governativo(posti già"prenotati").Se poi andiamo nell'ambito universitario allora il discorso vale ancora di più;io frequento una facoltà che nulla ha a che fare con le lingue,eppure di persone che conoscono inglese e "masticano" un'altra lingua(per Erasmus e cose varie)ce ne sono tanti, ma tanti tanti, direi la maggioranza.Per quanto riguarda il discorso generale sull'importanza della cultura e dell'insegnamento posso essere d'accordo, ma anche qui occorre fare delle precisazioni:è vero che una società ha bisogno di ingegneri,matematici e filosfofi,ma non ha bisogno di tutti in eguale necessità e numero.Secondo il mio parere bisognerebbe fortemente incentivare i percorsi di studio ritenuti strategici per il paese(a questo proposito esiste una precisa classificazione da anni),e disincentivare gli altri,agendo sulla leva del numero dei posti.Non è possibile che lo stato spenda allo stesso modo nel settore della formazione per ingegneri e per dottori in comunicazione,o spettacolo...perchè naturalmente lo stato SPENDE per ogni studente,mi pare che le tasse universitarie coprano circa il 10% dei costi. Poi naturalmente bisognerebbe fare tutto un bel discorso a monte,cioè su quanto male sia affrontato tutto ciò che appartiene alla cultura scientifica (fine parte 1)...
Giacomo b
24 dicembre 2011 alle ore 12:08(parte 2)... alla cultura scientica nel nostro paese;il 90% delle famiglie benestatnti-borghesi ha come massima aspirazione quella di mandare i proprio figli al liceo classico(avessi mai sentito in televisione qualche politico-economista-giornalista-intellettuale dire di aver frequentato un liceo scientifico...),e dopo magari una bella formazione da avvocato.
Al tempo stesso quelli che decidono di frequentare lo scientifico si trovano ada affrontare un percorso di studi che pare tutto tranne che scientifico;il fatto stesso di dover studiare il latino credo sia ridicolo,ti dicono"ma guarda che il latino apre la testa,ti fa ragionare"...ma perchè in tutti gli altri paesi del globo non è che imparano a ragionare con la matematica e la fisica in un istituto formativo"scientifico"??Al liceo scientifico si hanno più ore di latino che di matematica,la fisica si studia dal terzo anno,la chimica solo un anno in quarto,scienze della terra solo in quinto,tutte con un monte ore paragonabile a quello di educazione fisica naturalmente...Finito questo geniale percorso di studi poi ci si stupisce se nessuno sceglie di studiare matematica,fisica e relativamente pochi ingegneria...Poi a questo aggiungiamo il fatto che l'orientamento per la scelta universitaria semplicemente non è previsto,è demandato al buon cuore di qualche docente che magari un discorsetto ce lo fa..e allora la gente va a studiare scienze della comunicazione per diventare giornalista magari(ma lettere non sarebbe meglio?poi come se il giornalista fosse una professione generica,e il giornalista econico,giudiziario avessero studiato"comunicazione",vabbè)il DAMS per diventare Mike Bongiorno e via discorrendo...buona parte degli studenti si pente della scelta fatta e,o lascia perdere o cambia una due,tre volte...e si finisce tutti laureati a 30 anni senza sapere dove sbattere la testa.A me per fortuna è andata bene(nel senso che sono contento dle percorso che ho quasi terminato),ma è stato un puro caso!
davide aufiero
25 dicembre 2011 alle ore 09:36Ciao, credo che tu faccia bene. Io non ho avuto il coraggio
di andarmene e magari nel futuro me ne pentiro'.
La mia, come la tua , è la situazione più comune tra quelli che si sono affacciati nel mondo del lavoro da relativamente poco tempo, a volere essere gentili.
Ti faccio in bocca al lupo.
Andrea
25 dicembre 2011 alle ore 23:17Sono partito dall'Italia 11 anni fa, laureato e fatto il militare. Sono andato in Spagna, allora in epoca di bonanza, ho trovato lavoro in 3 settimane. Tempo dopo ho perso il lavoro, sono tornato in Italia, ho fatto un master, poi di nuovo in Spagna. Per ora vivo li con la mia famiglia e torno in Italia per le vacanze, come in questo momento. Finchè il paese tiene (non è un porcile solo qui). Se necessario rifarò le valigie, è un tabù che ho superato da tempo. Mi preparo a togliere la ruggine al tedesco. Di tornare qui non se ne parla, il lavoro prima di tutto e un futuro per i miei figli. La mia casa è dove viviamo. Ho in un cassetto il tricolore, ma poche occasioni per farlo sventolare con orgoglio. Sono anni che devo sopportare in pausa pranzo lo sfottò dei colleghi riguardo a B., amo il mio paese e mi vergogno di vergognarmene. Mi piacerebbe fare qualcosa per migliorarlo, ma prima vengono i miei figli.
In bocca al lupo a chi parte.
Andrea Cusati
29 dicembre 2011 alle ore 08:46In bocca al lupo per tutto... hai fatto benissimo.
mara r.
1 gennaio 2012 alle ore 10:59Bravo
Gianluca Pagano
10 gennaio 2012 alle ore 14:55Ecco un altro mantenuto dai genitori che invece di lottare per il proprio paese decide di scappare! L'Italia è questa perchè sono i giovani come questo laureatino che la rovinano volendo la pappa pronta invece di rimboccarsi le maniche! Essere laureati non vuole dire avere un lavoro sicuro! Auguri per la tua fuga...
graziano zanellato
5 aprile 2012 alle ore 22:03caro sig. polemico, che te la prendi con il "laureatino". come lo chiama lei, Quello che fà, lo fà perchè la situazione impone solo questa di soluzione oramai. chi ha paura di mettersi in gioco e lascia mammà, casetta e focolare familiare per cercare almeno di farsi uno straccio di vita dignitosa, dovrebbe essere stimato non deriso. io sono 20 anni che cerco di convincermi a restare, come dice lei, ho investito soldi tempo la mia vita la mia famiglia, perchè ci credevo all'Italia....ora stò progettando la mia migrazione per un altro paese, perchè ho finalmente capito, che se aspetto di vedere sistemato questo paese per crescerci i miei figli, stò fresco...ne ho 47 non 20, tieni conto di questo. credimi, non è facile per me, lasciare un attività di 50 anni di età, e partare il mio culo all'estero, ma ho perso le speranze in questo paese, che amo per quello che è, e lo detesto per come è stato ridotto...
Marco legrottaglie
8 gennaio 2013 alle ore 18:13Se trovi un'opportunità all'estero che fai? la butti? io anche me ne voglio andare. Inoltre essendo omosessuale devo vivere in un paese dove la Chiesa e politici del calibro di Casini e Berlusconi la fanno da padroni?
Alessandra Cialdea (kaiserin)
24 luglio 2012 alle ore 16:16Ciaooo ! Anche io il prox anno mi trasferisco a Köln nel bellissimo , verdissimo e ricchissimo Nordrhein-Westfalen in Germania !!! Dico che 30 anni passati in Italia x me sono anche più che sufficienti !!!!
Vi lascio , anzi vi regalo, sia i monumenti che i politici ( ancora + vecchi dei monumenti )!!!!
Tschüss !!!!!!
luca spagnoli (lukaduka)
28 ottobre 2012 alle ore 11:22Eccomi quà
42 anni e qualche giorno e quella crisi economica che vivo da oltre 15 anni non accenna a terminare; anzi le previsioni per il prox anno sono di ulteriore crisi. Ho un lavoro a chiamata(altro contratto truffaldino) e non vedo un domani. Stò cercando in rete un lavoro all'estero (i paesi che non usano l'euro sono in ottima forma!) e sinceramente non vedo l'ora di levare le tende da questo paese che adoro. Me ne vado perchè sono fiero di essere italiano. Lascio a chi resta, oltre i miei migliori auguri, l'onere di far rinascere la Politica con la P maiuscola. Spero vivamente che quei famosi caccia che lo stato italiano ha acquistato( ma l'italia non ripudiava la guerra?) almeno uno cada sulla camera dei deputati!
Flavio
19 gennaio 2013 alle ore 21:37Si ragazzi, va bene, se uno si sente di andare via lo faccia pure.
Ma a me darebbe tanta malinconia ad andare via.
Non mi è mai piaciuta l' idea che dovunque si vada per il mondo c'è sempre almeno un italiano che si è piazzato li.
Se poi penso a quanto è piccola l'Italia rispetto a tanti altri paesi di cui non si vede questa grande emigrazione (e parlo di paesi occidentali non di 3° mondo), allora la delusione mi assale ancora di più e mi chiedo a quanti italiani di queste ultime generazioni ha interessato e interessa davvero questo paese ?
Luca Zalone
15 novembre 2013 alle ore 20:31Il popolo deve ritornare ad avere la propria sovranità. E' un cammino lento ma inesorabile.
Il genere umano ha sempre migrato e sempre migrerà. Anche l'Italia è un paese di migranti. Da quando l'uomo ha avuto origine in Africa ha sempre cercato luoghi migliori in cui vivere. Non si capisce perchè ora bisognerebbe fermarlo. C'è un articolo interessantissimo che mostra la mappa mondiale dei fenomeni migratori, o meglio, mostra i paesi da cui si migra. Ti fa capire quali sono i paesi da cui la gente, per un motivo o per l'altro se ne va:
http://www.ilmioeden.it/scappa-allestero/
l'Italia di oggi non è uno di quei paesi che mette la propria gente nelle condizioni di rimanere..
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